La nuova frontiera del fotovoltaico si chiama Ppd (Pulsed plasma deposition) ed è l'ultima delle tecnologie nate nell'Etna Valley. Si tratta di superfici fotovoltaiche sottilissime, applicabili anche su plastica perché prodotte non attraverso l'uso del laser ma per mezzo di un procedimento a freddo che consente di ottenere un film fotovoltaico in forma di pellicola avvolta come carta da parati.
Una enorme potenzialità ed enormi vantaggi economici e applicativi. Un progetto del team di imprese hi-tech di Catania, che consente di ottenere semiconduttori a film sottile, "thin film", utilizzabili in sostituzione dei tradizionali wafer di silicio, molto più costosi e pesanti, nel settore fotovoltaico e in altri dispositivi microelettronici.
Il progetto è stato battezzato "Plasia" (Progettazione e realizzazione di un sistema di deposizione al plasma di silicio amorfo su substrati plastici), e realizzato con un investimento di 1,9 milioni di euro di cui 610 mila provenienti dal Por 2000-2006, grazie alla collaborazione tra Università di Catania e le imprese dell'Etna Valley Advanced Technology Solutions (capofila, società con sedi anche in Francia e Singapore), MI Welding Technology, Meridionale Impianti, High Purity Technology Srl.
La novità della tecnologia sperimentata nell'Etna Valley è che la macchina lavora a temperature "basse", circa 80 gradi, mentre le altre oggi sul mercato si basano sul laser e funzionano a temperature di 400 gradi. Per questo è possibile utilizzare superfici che con il trattamento tradizionale si scioglierebbero, in primo luogo la plastica.
Le prime applicazioni del progetto riguardano soprattutto l'ambito del fotovoltaico. Basta pesanti e alti pannelli fotovoltaici sui tetti delle case: il thin film permetterà di generare energia dalle pareti delle case e da qualunque cosa possa essere esposta al sole.
E in prossimo futuro potremo anche comprarne pellicole al supermercato. Gli sviluppi sono già in cantiere: «Stiamo lavorando su un sistema roll-to-roll, ovvero un sistema continuo capace di fissare il materiale richiesto sul foglio, che noi immaginiamo di plastica, via via che questo scorre», dice Salvatore Raffa, presidente di Meridionale Impianti e del Distretto Etna Valley.
«Anche gli sviluppi successivi – aggiunge Di Stefano – sono stati notevoli rispetto al progetto iniziale, grazie soprattutto alla possibilità di deporre ossido di zinco, che è un ossido conduttivo trasparente».
giuseppe.nordio 12 novembre 2009 alle 14:06:23
Davvero complimenti!
Italians do it better, in qualsiasi campo possiamo esprimerci....
Complimenti ancora, da un veneto che adora le vostre arance, ed ora è conquistato anche dalla vostra tecnologia. BRAVI.
giuseppe.nordio 12 novembre 2009 alle 14:03:57
Davvero complimenti!
Italians do it better, in qualsiasi campo possiamo esprimerci....
Complimenti ancora, da un veneto che adora le vostre arance, ed ora è conquistato anche dalla vostra tecnologia. BRAVI.
carlo 12 novembre 2009 alle 09:24:37
e i mega interessi legati al votovoltaico tradizionale (silicio amorfo, mono e poli cristallino) che andrebbero tutti a farsi friggere?
Secondo voi, centinaia di miliardi di dollari in gioco non pensate che possano bloccare lo sviluppo PRATICO di questa tecnologia?
I BIG scenderanno in campo per acquistare tutti i brevetti e tenerli nel cassetto ... su questa povera terra la storia è sempre la stessa!
gionni 11 novembre 2009 alle 21:11:12
Ciao Ginetto, non cercavi i pannelli fotovoltaici flessibili?
ti ocnsiglio di registrarti a questo sito ti arrivveranno email comequesta con novità e articoli interessanti!!
saluti e a presto
Roberto