Si fa presto a dire “sostenibile “, “ecologico”, “verde” ma quali sono realmente le caratteristiche che deve possedere una struttura perché si possa fregiare di questi aggettivi?
In merito c’è ancora tanta confusione, e spesso si attribuiscono queste etichette per moda o interessi di mercato ad edifici che di verde hanno soltanto la facciata.
Partendo da questi presupposti nasce il decalogo del WWF presentato in occasione della giornata “Costruire per il clima” come tappa di avvicinamento alla fatidica Conferenza sul Clima di Copenhagen di dicembre, in cui il mondo dovrà decidere come affrontare la grande sfida del cambiamento climatico.
Sì perché la realizzazione di edifici ad elevata qualità ambientale – quindi a basso impatto e con consumi energetici ridotti al minimo – è uno strumento fondamentale per ridurre le emissioni di CO2, tra i principali responsabili del riscaldamento globale.
Come? Innanzitutto cambiando le esigenze a monte, tramite una riduzione della domanda di costruito e un aumento della sua qualità ambientale. E poi tramite la diffusione di pratiche, materiali e tecnologie appropriate, gestibili direttamente dalle comunità locali.
Ecco quindi i dieci requisiti che un edificio davvero ecologico deve avere, per non confondersi con la schiera di progetti “verdi”, “ecologici”, “sostenibili” più o meno sinceri, di cui l’architettura moderna spesso si fregia:
Dalla teoria alla pratica introdotto dal presidente onorario del WWF Italia e architetto Fulco Pratesi, e dalla presidente del WWF Lazio Vanessa Ranieri – ha passato in rassegna progetti ed elementi di edilizia sostenibile molto concreti: da uno studio di materiali e tecniche per l’isolamento termico degli edifici e l’efficienza energetica ad un progetto di architettura “dell’essenziale” fino alla realizzazione di un quartiere residenziale a Pieve di Cento, in provincia di Bologna, basata su una stretta relazione tra natura e costruito, e un confronto serrato tra bioclimatica, scelte tecnologiche e tradizioni locali.
“L’architettura sostenibile è uno degli strumenti più concreti e immediati di cui disponiamo per diminuire l’impatto delle nostre società sul pianeta e affrontare la sfida dei cambiamenti climatici già in atto – ha dichiarato Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia e architetto lui stesso – In questo anno cruciale per il clima e il territorio, con la Conferenza di Copenhagen da un lato e una foga costruttiva sempre crescente dall’altro, è fondamentale che la reale sostenibilità diventi un parametro di prassi in ogni aspetto dell’architettura, dalla riqualificazione dell’esistente alla realizzazione di nuove opere”.