Il nuovo simbolo di Londra, o quanto meno delle Olimpiadi del 2012, potrebbe essere una struttura avveniristica, progettata da un team internazionale di progettisti e artisti almeno in base ad uno dei progetti in gara per la costruzione di una grande attrazione turistica in occasione delle prossime Olimpiadi voluta da Boris Johnson attuale sindaco di Londra.
La proposta avanzata, che fino ad oggi sembra riscuotere maggior successo, si chiama The Cloud e prevede una torre alta circa 120 metri, su cui è sospesa una fitta serie di bolle in Etilene TetrafluoroEtilene (ETFE) un materiale plastico progettato per avere un'alta resistenza in un ampio spettro di temperature e già utilizzato con successo nelle coperture di diversi stadi come ad esempio il famoso Allianz Arena di Herzog & de Meuron.
Su queste enormi bolle, poste appunto a 120 metri di altezza, verranno creati continui giochi di luce e nelle loro pareti scorreranno in tempo reale le news, ovviamente offerte da google che sponsorizza il progetto, relative ai risultati degli incontri, al meteo oltre a informazioni turistiche, etc.
Del progetto, oltre la struttura che sarà progettata dal team di ARUP, è interessante l’idea di applicare all’architettura alcuni dei processi distributivi che attualmente stanno rivoluzionando il mondo digitale, in pratica The Cloud dovrebbe essere finanziata con una raccolta popolare di fondi con lo scopo dichiarato di rendere la struttura un simbolo di proprietà globale. Ecco perché lo sviluppo del progetto non è esattamente definito in pratica The Cloud potrà essere costruita con 5 milioni di sterline o con 50 in funzione dei fondi che si raccoglieranno e la grandezza della struttura sarà adattata conseguentemente.
Sulle bolle la gente potrà scegliere di salire a piedi o in bicicletta e nella discesa l’energia prodotta dalle bici o dalle persone sarà convertita in elettricità per essere rimessa in circolo con un meccanismo simile a quello presente nelle automobili ibride.
A guidare il Team impegnato nel progetto sarà un ingegnere-architetto italiano: Carlo Ratti che lavora a Torino e Boston e insegna al Massachusetts Institute of Technology (MIT), USA. Ratti si è laureato prima in ingegneria al Politecnico di Torino e dopo alla Ecole Nationale des Ponts et Chaussées di Parigi successivamente ha conseguito anche il PhD in architettura all’Università di Cambridge. Nel 2000 si è trasferito al MIT per un dottorato lavorando con Hiroshi Ishii al MIT Media Lab.
E proprio al MIT nel 2003, Ratti ha fondato il SENSEable City Laboratory. Il lavoro di questo gruppo sulle città e la tecnologia è stato esposto in un intero padiglione alla Biennale di Venezia del 2006. In precedenza, il gruppo aveva partecipato alla progettazione di 1000 case in grado di resistere ad uno Tsunami in Sri Lanka per la Prajnopaya Foundation.
Potete vedere una "simulazione" nel video box attualmente in home page.
Tutti i dettagli del progetto sono disponibili sul sito ufficiale www.raisethecloud.org che è utilizzato anche per la raccolta di fondì.