“I dati del primo semestre 2011 confermano le peggiori previsioni dei mesi scorsi e, nonostante l’emergenza economica che attraversa il Paese, chiediamo che riprendano gli investimenti in infrastrutture soprattutto delle amministrazioni periferiche, per ridare fiato alle piccole e medie strutture del nostro settore. Purtroppo, però, le evidenze degli interventi del Governo di queste ultime settimane depongono sfavorevolmente rispetto ad un rilancio del settore: da una parte si introducono nel mercato elementi di opacità e di scarsa concorrenza, dall'altra si rafforzano riserve di attività in capo al settore pubblico con un evidente documento per chi opera in concorrenza sul mercato. E' questo il senso delle modifiche approvate al Codice dei contratti pubblici con il Decreto “sviluppo”, che innalza a 40.000 euro la soglia per la scelta in via diretta dei progettisti, incoraggiando probabili fenomeni di suddivisione degli incarichi di importo superiore." ha dichiarato il nuovo presidente OICE Gabriele Giacobazzi.
Secondo i dati rilevati dell'osservatorio infatti, l'analisi della distribuzione delle gare nei primi sei mesi del 2011, rispetto allo stesso periodo del 2010, consente di verificare come la tendenza recessiva registrata a livello nazionale investa tutte le grandi aree geografiche del Paese: Nord Ovest (-11,5% in numero e -31,2% in valore), Nord Est (-33,0% in numero e -70,9% in valore), Centro (+18,4% in numero e -30,8% in valore) e Meridione (+21,3% in numero e -20,1% in valore). In controtendenza solo le Isole (+54,8% in numero e +37,1% in valore).
La posizione dell’Italia in Europa si rileva dal numero delle gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria, che è passato dalle 204 dei primi sei mesi del 2010 alle 222 del 2011, +8,8%. Nell'insieme dei Paesi dell'Unione Europea la domanda di servizi di ingegneria e architettura presenta, nello stesso periodo, una crescita maggiore di quella italiana, +24,4%. Sempre molto modesta, al 2,8%, la quota del nostro Paese sul numero totale delle gare pubblicate, risultando di gran lunga inferiore rispetto a quella di paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 43,8%, Germania 11,8%, Polonia 6,6%, Spagna 4,3%, la Gran Bretagna 3,8%.
Sempre fortemente negativo l’andamento delle gare miste, cioè per progettazione e costruzione insieme. Nei primi sei mesi del 2011, rispetto allo stesso periodo del 2010, si dimezza il valore messo in gara: -52,1%.
Le gare rilevate nel mese di giugno sono state 300 (di cui 41 sopra soglia) per un importo complessivo di 40,0 milioni di euro (27,7 sopra soglia). Rispetto a giugno 2010 il numero dei bandi scende del 7,4% (+10,8% sopra soglia e -9,8% sotto soglia) e il loro valore cresce, come detto, del 21,4% (+32,0% sopra soglia e +2,7% sotto soglia).
Nonostante il recupero di giugno dunque, +21,4% in valore su giugno 2010, il primo semestre del 2011 si chiude con un pesante -34,2% sul primo semestre del 2010.
A.U.
zig1511
31 luglio 2011 alle 11:50:38
Con l'ultima Finanziara 2011 in cui hanno qualche 100.000 professionisti che usufruivano del "regime dei minimi" sono stati"buttati fuori" la situazione è ben peggiore di quella che avete esposto.
Oggi gli incarichi professionale sono diventati"merce rara" e coloro che hanno la fortuna (non voglio dire qualcosa di diverso visto che gli incarichi vengono affidati con l'offerta più conveniente sulla base di criteri SOGGETTIVI della Amministrazioni...penso di essere stato chiaro) di aggiudicarseli devono accontentarsi (tolta IRPEF, 14 di Cassa Ingegneri, IRAP, Addizionale IRPERF, Spese per il commercialista per gli studi di settore e per la tenuta dei registri IVA, Spese crescenti per assicurazioni professionali obbligatorie e e quelle della Merloni legate alla progettazione, spese correnti dello studio, spese per l'affitto) del 30 di quello che incassano.
A questo punto consiglio ai vari colleghi Ingeneri di imparare a tagliare "sipep" e fare i giardinieri che frutta senz'altro di piu' di farea la professione.