Firmato un protocollo di intesa tra Regione Lombardia e Eni, in occasione dell’inaugurazione del primo impianto di erogazione della miscela metano-idrogeno in Italia, ad Assago, sulla tangenziale ovest di Milano.
L’intesa riguarda un programma di opere da eseguirsi nella rete di distribuzione dei carburanti, e si pone come obbiettivo quello di realizzare un numero minimo di impianti, rapportato alla densità di popolazione. (Un impianto a servire massimo 45 mila abitanti, limite fissato per la rete ordinaria; un impianto ogni 30 km, valore limite per quanto riguarda il numero di impianti da installare sulla rete autostradale).
Saranno realizzati 30 nuovi impianti per l’erogazione di metano per le automobili che verranno realizzati su strade e autostrade lombarde entro il 2012.
Attualmente il territorio lombardo conta 10 punti di erogazione metano Eni.
L’inaugurazione dell’impianto di Assago, il primo capace di fornire idrometano, rappresenta un passo significativo in termini di mobilità.
Finanziato con bando regionale che prevede la realizzazione di un’altra stazione di servizio a Monza, e la produzione di 20 auto Panda, funzionanti a metano-benzina, progettate perché possano viaggiare anche alimentate a metano-idrogeno.
A. Caridi, direttore generale Refining & Marketing di Eni, in occasione dell’inaugurazione, ha dichiarato: "La stazione idrogeno-metano, consente da un lato di dimostrare l'efficacia motoristica ed ambientale di questo impiego e dall'altro di migliorare la tecnologia dei motori in vista del salto che consentirà l'impiego dell'idrogeno su vasta scala".Il Presidente Formigoni ha ribadito come la scelta della Regione Lombardia di realizzare colonnine di metano in tutte le future stazioni di servizio che sorgeranno nelle autostrade, come Brebemi, Tem, Cremona - Mantova e Broni – Mortara, sottolinea la volontà di promuovere l’uso del metano, quale combustibile a minore emissione inquinante.
max.muscas
29 marzo 2010 alle 14:40:43
Concordo con ALBESE75.
Si parla tanto di questo idrogeno, ma purtroppo è una tecnologia molto costosa, anche se qui si parla di miscela metano-idrogeno. Il discorso è ben più complesso, io credo che l'idrogeno, ora come ora, possa al limite essere usato come VETTORE energetico piuttosto che come combustibile, proprio perché gestire un fluido del genere comporta dei problemi di non poco conto.
L'aspetto positivo è che comunque si cerca di creare qualcosa di nuovo, che comunque possa dare l'avvio ad un cambiamento in materia di energia.
albese75
10 febbraio 2010 alle 08:06:47
I ragionieri che hanno queste brillanti invenzioni, si limitino a compilare fatture. Non possono che essere ragionieri per essere talmente ignoranti e fare scelte così insensate.
Non sanno quanta energia ci voglia per ottenere l'idrogeno, per poi impiegarlo in veicoli che hanno rendimenti del 20.
Si impieghino le fonti rinnovabili per alimentare veicoli elettrici a batteria, che hanno rendimenti complessivi dell'80!!!!
Senza considerare i costi per gestire veicoli e distribuzione per un fluido (l'idrogeno) a così elevate pressioni e basse temperature.
Statnno cercando di rianimare un cadavere, ignoranti!