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Biocarburanti: da un batterio si può ottenere butanolo

La beta-ossidazione, permetterebbe una produzione economica e in grandi quantità

ambiente - 30 agosto 2011

La bioingegneria continua a produrre novità nel campo dei carburanti. Grazie ad uno studio della Rice University di Houston, in Texas, si è scoperto che un tipo di batterio può produrre butanolo, un alcol che potrebbe essere usato come biocombustibile di veicoli a benzina.

Lo studio è stato condotto dal Professore di Chimica e Ingegneria Biomedica, Ramon Gonzalez, il quale si occupa da diverso tempo della modifica genetica di piccoli organismi, con il fine di risolvere problemi ambientali ed energetici. La tecnica utilizzata ha previsto l’utilizzo di glucosio e sali minerali come unici ingredienti, rivelandosi 10 volte più rapida di altri procedimenti realizzati in precedenza.

La ricerca è stata pubblicata recentemente su Nature, dove si apprende che il Professor Gonzalez, in collaborazione con il suo team, ha deciso di operare in maniera diversa da altri gruppi di ricerca operanti nello stesso campo. Si è, infatti, seguito al contrario il processo utilizzato dalle cellule per frammentare gli acidi grassi in catene più semplici e produrre energia. Esattamente come avviene nell’organismo umano. Il butanolo è composto di quattro atomi di carbonio e per ottenerlo sono stati manipolati circa dodici geni del batterio di Escherichia coli, attraverso la beta-ossidazione.

E’ molto importante sottolineare che, grazie alla tecnica utilizzata, l’équipe di Houston ha trovato la soluzione più economica per produrre grandi quantità di butanolo, che al contrario sarebbe molto costoso, senza provocare i danni legati alla produzione agricola di biocombustibili.

C.C.

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