Ca’ Corner della Regina è considerato il primo esempio di architettura che introduce parametri dominanti non barocchi anche se permangono elementi della precedente stagione. Costruito tra il 1724 e il 1728 da Domenico Rossi per conto della famiglia dei Corner di San Cassiano sulle rovine del Palazzo in cui nacque Caterina Corner, futura regina di Cipro, presenta un’architettura che si rifà allo stile della vicina Ca’ Pesaro di Baldassarre Longhena, attuale sede della Galleria Internazionale d’Arte Moderna. L’edificio modulato su tre livelli, caratterizzato dalla presenza di due ammezzati tra piano terra e primo piano, è rivestito in pietra d’Istria sulla facciata principale e bugnato dal pianterreno fino al mezzanino. L’ultimo proprietario della famiglia Corner lasciò il palazzo a Papa Pio VII. In seguito fino al 1969 la dimora ospitò la congregazione dei Padri Cavanis e il Monte di Pietà, mentre dal 1975 al 2010 ha ospitato l’ASAC, Archivio Storico delle Arti Contemporanee.
Il restauro, sostenuto dalla Fondazione Prada, per ora conservativo, è stato pianificato con gradualità in base alle direttive della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e della Laguna, con l’affiancamento della Fondazione Musei Civici di Venezia.
L’accordo tra la fondazione e la fondazione Musei Civici, siglato alla fine dello scorso anno, prevede sei anni di utilizzo della fondazione Prada con la possibilità (molto concreta) di un rinnovo. In cambio Prada ha ridato vita al palazzo, che negli ultimi anni era stata la sede — chiusa —dell’Asac. «Venezia, grazie ai suoi cento anni di storia della Biennale — ha spiegato l’imprenditore Bertelli—è un punto di riferimento internazionale. Non potevamo pensare di non avere un’appendice qui. Siamo venuti qui portati da Sandro Parenzo (ex presidente della fondazione Musei Civici che ieri era tra il pubblico, ndr), ci siamo fatti convincere volentieri che era tutto facile, abbiamo fatto un contratto di sei anni più sei. Le difficoltà ci sono, ma spesso ci sono perché uno sbaglia approccio. Qui abbiamo capito subito che dovevamo portare rispetto a questi spazi. Non abbiamo fatto altro che dare identità, è questo il modo in cui bisogna approcciare i restauri in città così importanti come Venezia».
Per l'inaugurazione la casa di moda non poteva che aspettare la 54.Esposizione Internazionale d’arte. In questa occasione l'edificio ha aperto le sue porte al pubblico. Al suo interno imponenti sculture di Anish Kapoor, Michael Heizer e Jeff Koons che dal piano terra al primo piano nobile formano, intrecciate a importanti opere di Walter De Maria, John Baldessari, Charles Ray, Tom Friedman, Domenico Gnoli, Damien Hirst, Louise Bourgeois, Blinky Palermo, Bruce Nauman, Pino Pascali, Donald Judd, Francesco Vezzoli e Maurizio Cattelan, l’intero percorso architettonico.
A.U.