Dall’indagine sui comportamenti eco-sostenibili degli italiani realizzata da Fondazione Impresa, il 25,4% degli italiani ha cercato attivamente informazioni sulla classe energetica della propria abitazione, mentre il 30,9% degli italiani ha effettuato interventi di riqualificazione energetica della propria abitazione.
L’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 anche attraverso la riqualificazione energetica degli edifici – affermano i ricercatori di Fondazione Impresa – rappresenta un importante volano di crescita offerto all’intero comparto delle costruzioni. L’edilizia sostenibile è destinata, infatti, a coinvolgere un ampio insieme di categorie economiche (edili, installatori, ecc) e di professionisti (progettisti, architetti, certificatori energetici).
Ma l’elemento di maggiore importanza è che gli italiani sembrano essere sensibili alla questione. Resta da capire – sostengono i ricercatori di Fondazione Impresa – quanto e come gli attori economici e politici abbiano voglia di trasformare un simile interesse in una vera e propria occasione di business. Tre sembrano le vie da percorrere: comunicazione e informazione ai cittadini, formazione di operatori e di professionisti specializzati, normative chiare e sicure che aumentino la fiducia degli operatori economici e degli investitori.
Tornando ai risultati dell’indagine, realizzata su un campione di 600 persone, mentre un italiano su quattro ha cercato informazioni sulla classe energetica della propria casa, quasi uno su tre ha operato interventi di riqualificazione energetica. In particolare, gli interventi hanno riguardato la sostituzione degli infissi (39,8%), l’isolamento dell’edificio (31,0%) e la sostituzione degli impianti di riscaldamento (21,7%). Residuale è stata, invece, l’installazione di pannelli solari termici (6,6%).
Nei prossimi due anni, il 21,8% degli italiani che ha dichiarato di non aver ancora effettuato interventi di riqualificazione energetica delle proprie abitazioni intende operare in tal senso. In particolare, la sostituzione degli infissi (48,1%), l’isolamento dell’edificio (24,1%) e la sostituzione degli impianti di riscaldamento (13,9%) continuano ad essere gli interventi più richiesti, aumentano tuttavia anche gli interventi di installazione dei pannelli solari termici (12,7%).
O.O.
johnnywinter
16 gennaio 2012 alle 10:15:57
ok, è abbastanza evidente che finchè la certificazione energetica, al pari dei altri certificati di conformità di un impianto, non sarà legata a nulla, senza controlli e solo con una norma che prevede l'emanazione per darne citazione nel contratto di locazione/vendta, non gliene fregerà nulla a nessuno di farla e men che meno di spendere più di 50-100 euro. Se invece venisse introdotta un'aliquota fra 0.5 e 1 nel conto dell'IRPEF (che però ora dovrebbe essere stato rimosso dall'IMU o dalla cedolare secca) o nella imposta municipale unica (o sulla cedolare secca) dove vengono premiati con sgravi fiscali DIRETTI dovuti da un'aliquota che dimezza l'IMU in presenza di abitazioni con certificazione energetica A e mantiene l'IMU in presenza di certificazione energetica G, ecco che la possibilità di risparmiare denaro di tasse per gli anni a venire prevede una logica di rientro dei costi di certificazione energetica e di intervento. In fin dei conti mancano solo 6 anni al 2018, quando l'unione europea (sempre che esista ancora!!!) imporrà nuove case (rendendo impossibili i condomini) che producano in linea teorica tanta energia quanta ne spendono. I soldi dovuti dagli scambi innescati nelle detrazioni IMU verrebbero investiti dagli studi professionali per il miglioramento delle conoscenze specialistiche (corsi per niente gratuiti, master ancora meno gratuiti, ecc...) e nel 2018 ci sarebbero già le figure professionali avviate al raggiungimento dello scopo ed in grado di prod
ing.antongiulio
15 gennaio 2012 alle 17:45:51
Anche io credo che 250 € siano pochi per svolgere il lavoro a regola d'arte, con diligenza.
Ma questa prestazione a cosa è finalizzata?ù
A corredare di un "pezzo di carta" l'immobile.
Finche tale prestazione sarà intesa in questo modo con la compiacenza della assoluta mancanza di controllo da parte degli Ordini per quanto attiene all'etica professionali e da parte dello Stato che ha imposto una norma corretta solo idealmente (nei fatti è solo una scocciatura per i soggetti protagonisti delle compravendite) allora sarà sempre ritenuta tale.
Per soddisfare l'idea di chi ha normato il settore di dovrebbe imporre la realizzazione di saggi per definire correttamente la composizione dell'"involucro" (tompagni, solaio, tipo di pavimento, massetti, tipologia dell'impianto ecc.), saggi che dovrebbero essere "certificati".
Ovviamente ciò aumenterebbe i costi.
Così, invece, si contengono i costi, si carica di responsabilità il professionista e non si raggiunge l'obiettivo del legislatore, il tutto a discapito della esattezza dell'ACE.
giogaslini
15 gennaio 2012 alle 14:38:08
Premesso che sono certificatore energetico, ieri sono andato a vedere una casa per acquisto personale. Ho riscontrato che le agenzie immobiliari sono le prime a contribuire a NON far rispettare le regole: l'agenzia aveva dichiarato la classe energetica senza che la certificazione fosse stata ancora redatta. Inoltre, davanti a me a discusso con la proprietaria il costo di tale certificazione che mi è sembrato un po' basso per svolgere correttamente e secondo diligenza la redazione dell'ACE (250€ per una villa di 170 mq su 3 piani più taverna con mura perimetrali irregolari ).
ing.antongiulio
11 gennaio 2012 alle 15:13:28
Per Johnnywinter:
Sfondi una porta aperta.
Il Cliente medio non è i grado di precepire la qualità del servizio offertogli per due ordini di motivi:
- non ne conosce il contenuto ne la modalità per l'espletamento;
- può incorrere in una persona scorretta.
Non può essere lasciata alla libera contrattazione la definizione della prcella professionale in assenza di un preciso protocollo che regoli il contenuto di una prestazione e in assenza di un reale potere punitivo degli Ordini verso chi si prostituisce per togliere l'incarico ad un collega offrendo 100 € in meno.
johnnywinter
11 gennaio 2012 alle 10:39:47
Oddio, non credo che qualsiasi cliente che sente parlare di aumentare i prezzi sia contento, così come qualsiasi cliente si lamenta se si sente sparare cifre superiori agli 80-100 euro per una certificazione. Io stesso quando come cliente mi sento dire certe cifre relative alla certificazione di conformita, per esempio dell'impianto idraulico della casa o dell'impianto a gas di un appartamento locato (da fare ad ogni locazione se passano più di 6 mesi senza erogazione di gas da un affitto all'altro), mi sento un po' preso in giro. I clienti tuttavia non vedono i costi aggiuntivi del professionista per la certificazione energetica, dai corsi di aggiornamento, alle norme UNITS a pagamento alle tasse e balzelli imposte da alcune regioni per l'iscrizione all'albo dei certificatori energetici, ovvero l'unica prevenzione che permette a un tecnico di non perdere lavoro sopraffatto da pittori e muratori, gente che ha abbandonato la scuola in terza media, quando studiare matematica gli creava noia.
ing.antongiulio
11 gennaio 2012 alle 09:25:22
Io, quando ho visto l'andazzo, ho deciso di disinteressarmi completamente a questo mercato.
Ho fatto una tesi di laurea sulla certificazione di qualità in conformità alle norme della serie UNI EN ISO 9000.
In questo mercato è accaduta la stessa cosa: prostituzione sia nella consulenza che nella certificazione, con prestazioni ridottesi a prezzi ridicoli, legati alla balalizzazione ed alla commercializzazione del concetto.
La qualità non è elemento per il miglioramento della produzione o p er la soddisfazione del cliente, ma solo un costo da sopportare per ottenere "un pezzo di carta".
L'idea nobile della certificazione è stata pertanto ridotta ad un semplice "balzello" da pagare per adeguiarsi ad alcuni provvedimenti legislativi.
ing.antongiulio
11 gennaio 2012 alle 09:09:49
Con 80 € si può solo fare un lavoro di schifo, si può solo prendere in giro il Committente che, devo arguire, ha piacere o vuole essere preso in giro, giacchè necessita del solo "pezzzo di carta".
Finche saremo ridotti a produttori di documenti e non saremo noi stessi tecnici a far rispettare il nostro lavoro, quello sarà il valore della nostra opera: produttori di carta.
johnnywinter
10 gennaio 2012 alle 21:41:31
80 euro per la certificazione? si può, con gli edifici che rientrano nella casistica di verifica con il solo Docet... anche facendo i calcoli tabellati a mano per far finta di aver fatto qualcosa di più. Una certificazione seria invece è benbenben + costosa.
La cosa divertente casomai è quando si comparano i reali KWh / metro quadro consumati nella stagione a casa propria con i risultati offerti da docet (anche enormemente sproporzionati, cosa che sposta la certificazione verso la classe G).
Le liberalizzazioni sono l'ennesima presa per il gul@ agli italiani con termini e spiegazioni che indicano tutto il contrario della realtà, come "scudo fiscale", "social network" (facebook dove condividi sono qualche amico stretto e basta... ma che socialità è?!) ecc...
Ma d'altra parte questo è quello che succede in uno stato comandato da una loggia di muratori (P2).
johnnywinter
10 gennaio 2012 alle 21:34:32
@ITFR
Risposta nessuno. E' già operativo che tutti gli edifici debbano essere dotati di certificazione energetica, ma non è operativo nessun controllo. In contratti di locazione (i soci FIAIP già hanno modificato il contratto) deve prevedere una clausola che accenna all'aver mostrato all'inquilino la certificazione. I contratti di vendita richiedono la certificazione. Ogni proprietario ha la possibilità di comunicare all'ente territoriale competente (non me lo ricordo) l'autodichiarazione che il suo edificio rientra in classe G (la peggiore fra tutte) non spendendo un soldo di tecnico. Per verificare questo basta scaricarsi Docet dal sito Enea e provare a vedere la classe di appartenenza. Per edifici storici di tipo civile e piccole dimensioni il tecnico generalemente applica le stesse procedure previste da quel software. Gli appartamenti potrebbero ricadere comunque in classi superiori, quindi con l'autocertificazione che IMPONE la classe G sarebbero penalizzati.
Non si può spiegare in breve il casino che hanno fatto con una legge, quella della certificazione energetica che è contraddistinta da tre livelli legislativi: UNI TS, DL Stato e leggi regionali (emanate solo da tre regioni credo, alcune con albo dei certificatori, altre senza albo...). Esilarante quando fu emanato il decreto che imponeva di certificare in modo conforme a Docet con quelli dell'ENEA che per messi dicevano, scusate non considerate Docet che lo stiamo aggiornando alle UNI TS, UNITS che non e
ing.antongiulio
10 gennaio 2012 alle 19:09:48
Vorrei spendere un commento a proposito della certificazione energetica.
Ci sono certamente dei tecnici che possono comprendere quanto sto per esporre.
Sapete che ci sono professionisti che propongono di effettuare la certificazione energetica per 80 € ?
Mi spiegate, di grazia, come sia possibile effettuare correttamente e secondo diligenza professionale una prestazione simile per 80 € ?
Perchè si consente un simile scempio della professionalita?
I professionisti sono sotto attacco da un paio di decenni, e continuiamo a prostituirci con la complicità dello Stato, che pensa a liberalizzare invece di tutelare la proffesionalità dei tecnici nazionali.
La liberalizzazione, così come viene fatta passare mediaticamente, non è altro che un ulteriore tentativo di indebolire la posizione dei professionisti, ridotti al rango di commercianti da mercato delle pulci, con tutto il rispetto per costoro, ci mancherebbe.
Si lascia passare il messaggio di costituire lobby, quando siamo fra le categorie menpo tutelate in assoluto.
Basti guardare con quanta semplicità, senza incontrare resistenza alcuna, sono stati aboliti i minini tarrifari, perlatro MAI applicati in dodici anni di professione (ovviamente non solo da me), e continuo ancora a non capire, probabilmente per miei limiti cognitivi, in quale aiuto si tradurrà per la Nazione, per la collettività, un simile provvedimento.
Si prosegue nel disegno di accentramento della ricchezza e del potere contrattuale nelle mani di un oligar
itfr
10 gennaio 2012 alle 18:30:41
Quali sono gli edifici abitativi e non abitativi esclusi dall'obbligo?
Vale a dire che non hanno l'obbligo della certificazione energetica?
Una cosa sintetica, quattro parole.
Grazie
Italo Freddi
johnnywinter
10 gennaio 2012 alle 11:14:30
Ciò che è importante capire è che pittori, muratori e altri operai che effettuano interventi di posa in opera del cappotto senza progetto di massima e particolari costruttivi e senza pagamento dei relativi oneri fiscali e di intervento (scia), ed anche senza emissione dei relativi certificati energetici rilasciati da ingegneri ed architetti, dovrebbero andare in galera!!!