Sin dalla sua nascita, il Web si è basato su una tacita regola, detta di “neutralità della Rete”, secondo cui gli operatori non discriminano i contenuti in circolazione: qualunque sia il fruitore o il tipo di dato, tutte le informazioni devono in teoria viaggiare alla stessa velocità. Questa regola non è però rispettata, infatti, la Rete non può più essere definita una giungla di informazioni totalmente libere. La struttura decentralizzata del web, non ne permette un controllo univoco, ma numerosi organismi, tutti sotto l’egida dell’Icann (Internet corporation for assigned names and numbers), ne monitorano costantemente o censurano le informazioni.
Se però i regimi totalitari o i governi tentano di “imbavagliare” il Web, questo si ribella, con le “reti selvagge”. Sono così definite una serie di connessioni del tutto autonome, che riescono a sfuggire ad ogni tipo di controllo ed appartengono ad un progetto ben preciso, chiamato “Commotion”. Appoggiato dalla New America Foundation, diretta da uno dei vertici di Google, Eric Schmidt, è un programma cui stanno lavorando circa venti informatici, sociologi e giuristi riuniti a Washington.
Il sistema Commotion non necessita di reti telefoniche o fili, cavi o satelliti, si fonda su una connessione su frequenze Wi-Fi e vi si accede tramite una chiavetta USB. Il software che lo rende possibile crea delle reti incontrollabili, irrintracciabili, su cui viaggiano informazioni anonime e criptate.
Chi guida Commotion è Sascha Meinrath, informatico di 37 anni, il quale conta, grazie al sostegno della Foundation, su un budget di 2,3 milioni di dollari e 2 milioni di fondi una tantum ricevuti dal governo. I lavori dovrebbero essere ultimati per il 2012 e il software sarà utile in quelle zone colpite da guerre o calamità naturali, così come in regioni che non dispongono assolutamente di strutture di telecomunicazione, ma anche servirà ai dissidenti di governi che attuano la censura.
C.C.