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Contro le piante infestanti una flotta di robot

Dai laboratori dell'Universita' di Pisa il progetto europeo Rhea, per ridurre la dipendenza dai fitosanitari chimici di sintesi

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Pubblicato sul Canale La ricerca in Italia il 13 luglio 2012

Per combattere il problema delle piante infestanti in agricoltura, ecco arrivare una nuova ricerca frutto delle avanzate sperimentazioni in robotica italiane. Rhea (Robot fleets for Higly Effective Agriculture and forestry management) è un progetto europeo della durata di quattro anni, avviato nel 2010 dal dipartimento di Agronomia e Gestione dell'Agroecosistema dell'Università di Pisa. L'idea è mettere in azione un “esercito di robot” per la gestione sostenibile e mirata delle colture agrarie, “con l'obiettivo di ridurre del 75% l'uso dei fitofarmaci chimici di sintesi rispetto alla situazione attuale”, come spiega Andrea Peruzzi, professore di Meccanica agraria dell'Ateneo di Pisa.

Il progetto coinvolge anche 14 partner europei tra atenei, centri di ricerca, società spin-off e ditte private, con l'obiettivo di sviluppare la multidisciplinarietà nella ricerca in agricoltura, mescolando competenze della robotica, informatica, meccanica agraria e telecomunicazioni. Si tratta di un filone di ricerca su cui – spiega Peruzzi - negli ultimi anni, sta puntando molto anche l'Unione Europea: macchine tecnologicamente avanzate per una gestione sostenibile dell'agroecosistema”. In questo senso, Rhea è una proposta concreta di applicazione dell'agricoltura di precisione alla difesa dei vegetali con l'obiettivo di ridurre sensibilmente l'impiego di agrofarmaci.

La flotta impiegata sarà composta da unità aeree e terrestri che lavoreranno in stretta cooperazione. Per via aerea opereranno dei “droni” volanti a 4 eliche, di forma circolare, in grado di sostenere un carico di 2 kg, muniti di Gps e di fotocamera. La loro funzione è acquisire informazioni di base, come ad esempio la localizzazione delle aree in cui le malerbe sono più concentrate, per pianificare poi le azioni delle unità che operano sul suolo. Raccolti questi dati, entreranno in gioco tre tipologie di robot terrestri per altrettanti scenari: il diserbo chimico del frumento, il diserbo non chimico del mais e la distribuzione di insetticidi su olivo. Anche queste macchine saranno equipaggiate con Gps e fotocamere per valutare il grado di copertura delle infestanti e distinguere le malerbe dalle colture così da effettuare interventi "mirati" ed efficienti.

Nei laboratori pisani si sta mettendo a punto un'operatrice autonoma per il controllo delle infestanti del mais, che sia in grado di operare trattamenti meccanici e termici quali il pirodiserbo. Un apposito software programmerà l'obiettivo dell'operatrice, elaborando i dati raccolti dalle unità aeree, integrati con “conoscenze pregresse” (esperienza dell'agricoltore, Database Gis, rilievi fotografici effettuati da un unità autonoma aerea mobile.). Il robot sarà inoltre dotato di un proprio sistema di visione artificiale, costituito da una fotocamera e da un software dedicato per il rilevamento della fila della coltura per evitare di danneggiare le piante di mais.

 

V.R.



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