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Costa Concordia: il piano di prevenzione ambientale

L'Osservatorio di monitoraggio ha definito le soglie di pre-allarme e allarme in vista dell'avvio dei lavori di rimozione. Ad Ancona e' iniziata la produzione delle casse di zavorra necessarie a rimettere in galleggiamento il relitto

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Pubblicato sul Canale ambiente il 10 agosto 2012

Il Dipartimento di Protezione Civile riferisce che si è svolta ieri, come programmato, all'Isola del Giglio, la riunione dell'Osservatorio di monitoraggio che, in base al Decreto del 14 giugno del Capo Dipartimento della Protezione civile-Commissario delegato, ha il compito di assicurare l'esatta esecuzione - anche sulla base delle prescrizioni formulate dalla Conferenza dei servizi del 15 maggio 2012 - del progetto di rimozione e recupero della nave Concordia, incagliata all'Isola de Giglio dal 13 gennaio di quest'anno, proposto da Costa Crociere.

In vista del termine della fase di preparazione alla rimozione e dell'imminente inizio dei lavori di predisposizione della base per l'installazione dei sistemi di ritenuta della nave, l'attenzione dell'Osservatorio si sta concentrando, in particolare, su due aspetti: la tutela ambientale e la messa a punto del piano di intervento in casi di criticità accidentale che dovessero verificarsi.

Per quanto riguarda l'aspetto ambientale, in particolare, l'Università La Sapienza di Roma - incaricata dal consorzio italo-americano Micoperi-Titan -, che ogni giorno effettua rilievi nelle aree intorno alla Concordia, non ha ad oggi mai riscontrato la presenza di situazioni anomale inquinanti. Ogni qualvolta si siano osservate situazioni di possibile anomalia - non necessariamente legati alla presenza della Concordia - è peraltro intervenuta, con ulteriori campionamenti e indagini, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat), che finora non ha rilevato valori tali da richiedere l'adozione di successive azioni specifiche a tutela del mare.

In vista del prossimo avvio dei lavori, l'Osservatorio - di concerto con le società Micoperi e Titan e con l'Università La Sapienza, ha definito un piano di monitoraggio stabilendo delle soglie di pre-allarme e allarme per mantenere costantemente la giusta attenzione alla prevenzione dei rischi per l'ambiente, con particolare riferimento a fenomeni eventuali di intorbidamento delle acque e a depositi di sedimenti. Nel caso si dovessero avvicinare o raggiungere le soglie stabilite, sarà l'Osservatorio stesso, sentito il Commissario, a valutare l'attivazione di tutte le misure possibili da adottare per mitigare gli eventuali rischi.

Intanto, lo stabilimento di Ancona di Fincantieri ha iniziato lunedì 6 agosto la produzione di otto delle trenta casse in acciaio necessarie a rimettere in galleggiamento il relitto della Costa Concordia. Per recuperare la nave, verranno realizzate casse di zavorra: una volta messa in sicurezza la Concordia, i cassoni verranno installati sul lato emerso dello scafo e riempiti d'acqua gradualmente per agevolarne il raddrizzamento, effettuato tramite martinetti fissati alla piattaforma subacquea di appoggio.

Quando la nave sarà stata raddrizzata, altri cassoni pieni d'acqua saranno installati anche sul lato opposto. Una prima tranche di casse deve essere consegnata per metà ottobre e dunque per alcuni degli operai al momento in cassa integrazione si profila un rientro al lavoro.

O.O.



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