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Dissesto, Eurispes: frane sottostimate, rischi in 7 comuni su 10

ROMA - In Italia c'è una sottostima delle frane: lo dice il 'Rapporto Italia 2010' Eurispes

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Pubblicato sul Canale No comment il 01 febbraio 2010

ROMA - In Italia c'è una sottostima delle frane: lo dice il 'Rapporto Italia 2010' Eurispes, presentato a Roma. L'Inventario dei fenomeni franosi in Italia (Iffi), sviluppato dall'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), e attivo a partire dal 1996, ha censito ad oggi 485 mila fenomeni franosi che interessano un'area di 20.721 chilometri quadrati, pari al 6,9% del territorio nazionale. Il numero dei fenomeni censito da Iffi, sottolinea il documento Eurispes, è tuttavia "largamente sottostimato", tanto che i ricercatori convergono sul fatto che "una stima attendibile sia costituita da circa 2 milioni di fenomeni e di conseguenza la percentuale del territorio italiano soggetta a fenomeni in atto superi il 20%".

Da tali dati e da quanto fornito dai Piani per l'assetto idrogeologico (Pai) redatti si desume che in totale si hanno 5.581 comuni (68,9% del totale) indiziati di problemi geologici ed idraulici, di cui 1.700 a rischio frana, 1.285 a rischio di alluvione e 2.596 a rischio sia di frana che di alluvione. Nella sola Campania i comuni a rischio idrogeologico sono 210 su 552, di cui 120 a rischio di colate rapide di fango. Calabria, Umbria Valle d'Aosta sono le regioni con la più alta percentuale di comuni classificati a rischio (il 100% del totale), seguite da Marche (99%) e Toscana (98%). La Sicilia è undicesima (70%), con 200 comuni a rischio frana, 23 a rischio alluvione e 49 a rischio frana e alluvione.

Basti pensare che a seguito dell'alluvione del messinese del 1^ ottobre scorso, "si sono sviluppati numerosi eventi franosi classificabili per la maggior parte come colate di fango e detrito a rapida evoluzione", i cosiddetti 'debris-mud flows'. Inoltre, "in assenza ancora di un censimento sistematico, si sono riconosciuti oltre 700 eventi, che hanno interessato sia i versanti interni dei bacini idrografici che sversano nello Ionio, sia i rilievi direttamente prospicienti la costa". Tali fenomeni hanno provocato "ingenti danni" in numerose frazioni del comune di Messina (Briga, Pezzolo, Giampilieri, Altolia, Molino) e a sud i comuni di Itala e Scaletta Zanclea, nonché un numero ancora non definitivo di vittime compreso tra 30 e 40.

È stata redatta, così, una 'Carta di censimento preliminare delle aree di innesco (Pif)', "riferita per lo più ai fenomeni che insistono sui centri abitati e sulle infrastrutture, tramite la quale è stato possibile fornire un primo strumento di lettura del territorio".

Fonte: Agenzia Dire 29 gennaio 2010



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