Edifici a energia quasi zero? Ecco le pratiche migliori | Ingegneri.info

Edifici a energia quasi zero? Ecco le pratiche migliori

Edifici a energia quasi zero? Ecco le pratiche migliori

Con la Raccomandazione Commissione Ue 2016/1318/Ue e con la Direttiva efficienza energetica in edilizia 2010/31/Ue si dovrebbero avere migliori pratiche migliori.

In seguito all’introduzione dei requisiti di rendimento presenti nelle normative nazionali in materia di edilizia, il settore è in espansione, pertanto, oggi, il consumo di energia degli edifici di nuova costruzione è dimezzato rispetto a quello degli edifici costruiti negli anni Ottanta.

Pertanto, la riduzione del consumo energetico e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili nel settore dell’edilizia costituiscono misure importanti necessarie per ridurre la dipendenza energetica dell’Unione e le emissioni di gas a effetto serra. Unitamente ad un maggior utilizzo di energia da fonti rinnovabili, le misure adottate per ridurre il consumo di energia nell’Unione consentirebbero a quest’ultima di conformarsi al protocollo di Kyoto alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc) e di rispettare sia l’impegno a lungo termine di mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto di 2 °C, sia l’impegno di ridurre per assicurare che i nuovi edifici al 2020 siano a energia quasi zero. La gestione del fabbisogno energetico è un importante strumento che consente all’Unione di influenzare il mercato mondiale dell’energia e quindi la sicurezza dell’approvvigionamento energetico nel medio e lungo termine.

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