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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: VARIANTE CONTESTUALE A FINE LAVORI
MessaggioInviato: venerdì 1 febbraio 2019, 18:03 
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Iscritto il: sabato 8 novembre 2008, 17:08
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Gentilissimi tutti colleghi, buonasera.
Ho presentato l'anno scorso una SCIA per piano casa per la realizzazione di un ampliamento. Ora sono quasi terminati i lavori, e devo fare i conti con piccole variazioni sulle dimensioni che non rientrano tra le variazioni sostanziali, infatti sia le dimensioni in pianta, che le altezze, la superficie e la cubatura non superano il 2% ( in più o in meno).
In più bisogna realizzare un tramezzo a giorni che non era stato autorizzato.
Ho letto che, in virtù dell'art. 22 c. 2 bis del T.U. sarebbe possibile presentare , CONTESTUALMENTE alla fine lavori, una SCIA IN VARIANTE relativo al reale stato di fatto, senza incorrere in sanzioni o altro. Questo sempre se le modifiche rientrano tra le variazioni non sostanziali.
Io lavoro nella regione lazio, che ha legiferato in tema di quali siano le variazioni essenziali ( e non sono le mie).
Il mio dubbio è :
1) Ho capito bene? Posso, in caso di variazioni non essenziali ( da verificare in base alle disposizioni regionali) presentare una scia in variante finale contestuale alla fine lavori, senza incorrere in sanzioni? Perchè nella modulistica della regione lazio non trovo nulla in merito a questo caso specifico
2) Tale disposizione, che si applica in caso di varianti ai permessi a costruire, può essere utilizzata anche nel caso in cui il titolo abilitativo non era un permesso a costruire, bensì una scia alternativa al permesso a costruire?

Grazie mille


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MessaggioInviato: sabato 21 marzo 2020, 19:53 
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Iscritto il: sabato 17 maggio 2014, 13:12
Messaggi: 106
aspire ha scritto:
Gentilissimi tutti colleghi, buonasera.
Ho presentato l'anno scorso una SCIA per piano casa per la realizzazione di un ampliamento. Ora sono quasi terminati i lavori, e devo fare i conti con piccole variazioni sulle dimensioni che non rientrano tra le variazioni sostanziali, infatti sia le dimensioni in pianta, che le altezze, la superficie e la cubatura non superano il 2% ( in più o in meno).
In più bisogna realizzare un tramezzo a giorni che non era stato autorizzato.
Ho letto che, in virtù dell'art. 22 c. 2 bis del T.U. sarebbe possibile presentare , CONTESTUALMENTE alla fine lavori, una SCIA IN VARIANTE relativo al reale stato di fatto, senza incorrere in sanzioni o altro. Questo sempre se le modifiche rientrano tra le variazioni non sostanziali.
Io lavoro nella regione lazio, che ha legiferato in tema di quali siano le variazioni essenziali ( e non sono le mie).
Il mio dubbio è :
1) Ho capito bene? Posso, in caso di variazioni non essenziali ( da verificare in base alle disposizioni regionali) presentare una scia in variante finale contestuale alla fine lavori, senza incorrere in sanzioni? Perchè nella modulistica della regione lazio non trovo nulla in merito a questo caso specifico
2) Tale disposizione, che si applica in caso di varianti ai permessi a costruire, può essere utilizzata anche nel caso in cui il titolo abilitativo non era un permesso a costruire, bensì una scia alternativa al permesso a costruire?

Grazie mille


Ciao,


sono nella tua stessa situazione, come hai risolto?

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MessaggioInviato: sabato 21 marzo 2020, 20:55 
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Messaggi: 38741
non conosco l'attuale versione del dpr 380/2001, ma prima la cosa si faceva con l'art. 15 della legge 47/85 (abrogato appunto con quel dpr, e non ho mai capito il perché, trattandosi di una norma che semplificava veramente le cose abolendo un mare di burocrazia);
se le regioni hanno legiferato in tal senso, è una cosa buona

_________________
"l'ingegnere sa quello che fa, e fa quello che sa" (Michele Pagano)


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MessaggioInviato: domenica 22 marzo 2020, 18:30 
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Iscritto il: sabato 17 maggio 2014, 13:12
Messaggi: 106
pasquale ha scritto:
non conosco l'attuale versione del dpr 380/2001, ma prima la cosa si faceva con l'art. 15 della legge 47/85 (abrogato appunto con quel dpr, e non ho mai capito il perché, trattandosi di una norma che semplificava veramente le cose abolendo un mare di burocrazia);
se le regioni hanno legiferato in tal senso, è una cosa buona


Ho un problema e non riesco a capire come risolvere.
Mi spiego meglio, per una ristrutturazione edilizia di un immobile ho presentato una SCIA Alternativa al permesso di costruire.
Ora, ultimati i lavori anch'io devo sistemare alcune cosine variate in fase di esecuzione , alcune finestre traslate di 5-10 cm, contro soffittatura del vano scale con cartongesso, formazione di marciapiedi e platea fronte casa (non strutturale), allargamento della porta finestra del soggiorno di 40 cm.
Queste modifiche, che non alterano la sagoma dell'edificio e sono conformi ai parametri urbanistici-edilizi, come devo "sanarle"?
E' una variante essenziale o minima?
Posso presentare la variante e contestualmente la fine lavori e richiesta di agibilità?

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Ing. civile


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