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 Oggetto del messaggio: Dubbi professione
MessaggioInviato: giovedì 21 febbraio 2019, 1:44 
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Iscritto il: giovedì 21 febbraio 2019, 1:34
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Buonasera, mi chiamo Andrea e ho 24 anni. Mi sono laureato nel 2018 in ingegneria meccanica (triennale) con votazione bassa (91) in 4 anni e mezzo.
causa esigenze familiari mi sono messo subito
in cerca di lavoro. Sono stato assunto da un'azienda leader nel settore del packaging (san marino) dopo aver specificato ai colloqui che sarei stato poco tagliato per l'ufficio tecnico.... nel marketing! (1600 netti al mese). ambivo a una posizione più commerciale, ma forse non cosi tanto. Il lavoro non è entusiasmante ne stressante, a volte me lo faccio andare bene anche se mi sento molto sprecato. Il rapporto con colleghi è buono. Penso lo potrebbe fare chiunque senza specifico titolo. A un anno di distanza mi hanno proposto un contratto a tempo indeterminato e sono molto felice di questo: raggiungere una solidità e un'indipendenza economica a questa età è cosa rara dI questi tempi. Al tempo stesso penso a quello che sto buttando via, gli altri due anni di ingegneria, e tutte le conoscenze che ho acquisito all'università (e che non uso affatto a lavoro). Sarei troppo vecchio per rimettermi in gioco? Vale la pena rinunciare a un contratto indeterminato?
Qualche consiglio?


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 Oggetto del messaggio: Re: Dubbi professione
MessaggioInviato: giovedì 21 febbraio 2019, 9:58 
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Iscritto il: mercoledì 4 aprile 2012, 14:15
Messaggi: 1589
pesaracing ha scritto:
Buonasera, mi chiamo Andrea e ho 24 anni. Mi sono laureato nel 2018 in ingegneria meccanica (triennale) con votazione bassa (91) in 4 anni e mezzo.
causa esigenze familiari mi sono messo subito
in cerca di lavoro. Sono stato assunto da un'azienda leader nel settore del packaging (san marino) dopo aver specificato ai colloqui che sarei stato poco tagliato per l'ufficio tecnico.... nel marketing! (1600 netti al mese). ambivo a una posizione più commerciale, ma forse non cosi tanto. Il lavoro non è entusiasmante ne stressante, a volte me lo faccio andare bene anche se mi sento molto sprecato. Il rapporto con colleghi è buono. Penso lo potrebbe fare chiunque senza specifico titolo. A un anno di distanza mi hanno proposto un contratto a tempo indeterminato e sono molto felice di questo: raggiungere una solidità e un'indipendenza economica a questa età è cosa rara dI questi tempi. Al tempo stesso penso a quello che sto buttando via, gli altri due anni di ingegneria, e tutte le conoscenze che ho acquisito all'università (e che non uso affatto a lavoro). Sarei troppo vecchio per rimettermi in gioco? Vale la pena rinunciare a un contratto indeterminato?
Qualche consiglio?

guarda, io ho preso la laurea completa quinquennale, con 110/110 e penso tutt'ora che il mio lavoro, e anche il lavoro da dipendente che facevo prima , lo potrebbe fare chiunque con un minimo di conoscenze informatiche e buoan volontà.Perciò non credere che fare due anni di magistrale ti migliori di molto le prospettive di carriera.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dubbi professione
MessaggioInviato: giovedì 21 febbraio 2019, 11:50 
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Iscritto il: sabato 31 dicembre 2011, 16:05
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Non sei vecchio per niente, ma manchi di prospettiva come tutti i neolaureati.

Le conoscenze "super-tecniche" che puoi acquisire a ingegneria, specialmente alla magistrale, ti servono per fare il dottorato, per fare ricerca, magari una carriera accademica (anche all'estero), o comunque per ricoprire quei pochi ruoli che sono molto specializzati dal punto di vista appunto tecnologico.

Non ha senso parlare di posizione "commerciale ma non così tanto". Che vuol dire?

O ti butti a capofitto nel tecnico, o lo fai nel commerciale. Le vie di mezzo esistono ma sono solitamente destinate a profili con più esperienza.
Non esiste il lavoro che ti piace al 100%, non esiste il lavoro che corrisponde al 100% a quello che hai studiato.

Per mia esperienza, tutti gli ingegneri a un certo punto tendono a dire che il loro lavoro potrebbe farlo "chiunque". C'è un nome per questo, si chiama sindrome dell'impostore. Non so cosa fai tu tutti i giorni, ma appunto nella mia esperienza questa frase non corrisponde per niente alla realtà; io conosco e frequento molti "non ingegneri", anche in gamba, e sono (IN MEDIA, sia chiaro) su un altro livello per capacità di pianificazione, gestione risorse, abilità quantitativa, valutazione della complessità (problem solving, gestione del rischio, ecc.) o anche hard skill semplici come la lingua inglese, excel e compagnia.

Probabilmente è così anche per te, dai per scontate così tante cose che a te sembrano "semplici" ma in realtà sei su un altro livello. C'è un motivo se i laureati in ingegneria vengono assunti in tantissimi ruoli, anche manageriali (senza che a ingegneria si studi NULLA di economia aziendale, spesso), e non solo per fare studi di ottimizzazione del motore dei satelliti geostazionari.
Ovviamente vale il disclaimer che esistono ottimi manager senza laurea e ingegneri che non sanno fare 2+2. Ma in media non è così.

Il problema non è l'età o rinunciare al contratto, con quella laurea troverai un altro contratto uguale fra 3 anni, il problema è che appunto sarà uguale. Un conto è se hai un'idea precisa di cosa vuoi fare e dove, ma non mi sembra, quindi rischi semplicemente di farti la stessa domanda fra tre anni. Le conoscenze di ingegneria non ti servono per usarle sempre sul lavoro, formano una tua cultura professionale e un background trasparente. Vale per la triennale e anche per la magistrale, soprattutto poi se sei interessato a ruoli non tecnici, dai.

Poi da quello che dici hai anche esigenze familiari che ti portano a non disdegnare un buon stipendio fisso.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dubbi professione
MessaggioInviato: giovedì 21 febbraio 2019, 12:08 
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Iscritto il: domenica 22 aprile 2018, 14:11
Messaggi: 62
La progressione di carriera la si può fare rivendendo sul mercato l'esperienza professionale, i titoli di studio valgono poco e niente (fatta eccezione per qualche master serio). Le conoscenze universitarie sono sempre sprecate in massima parte perchè i programmi dei corsi di studio non aderiscono alla realtà lavorativa, questo vale anche per chi lavora in ufficio tecnico. Ti conviene accettare il tempo indeterminato e magari cercare di prendere la cittadinanza sammarinese...


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 Oggetto del messaggio: Re: Dubbi professione
MessaggioInviato: giovedì 21 febbraio 2019, 21:52 
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Iscritto il: giovedì 21 febbraio 2019, 1:34
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tippgirl ha scritto:
pesaracing ha scritto:
Buonasera, mi chiamo Andrea e ho 24 anni. Mi sono laureato nel 2018 in ingegneria meccanica (triennale) con votazione bassa (91) in 4 anni e mezzo.
causa esigenze familiari mi sono messo subito
in cerca di lavoro. Sono stato assunto da un'azienda leader nel settore del packaging (san marino) dopo aver specificato ai colloqui che sarei stato poco tagliato per l'ufficio tecnico.... nel marketing! (1600 netti al mese). ambivo a una posizione più commerciale, ma forse non cosi tanto. Il lavoro non è entusiasmante ne stressante, a volte me lo faccio andare bene anche se mi sento molto sprecato. Il rapporto con colleghi è buono. Penso lo potrebbe fare chiunque senza specifico titolo. A un anno di distanza mi hanno proposto un contratto a tempo indeterminato e sono molto felice di questo: raggiungere una solidità e un'indipendenza economica a questa età è cosa rara dI questi tempi. Al tempo stesso penso a quello che sto buttando via, gli altri due anni di ingegneria, e tutte le conoscenze che ho acquisito all'università (e che non uso affatto a lavoro). Sarei troppo vecchio per rimettermi in gioco? Vale la pena rinunciare a un contratto indeterminato?
Qualche consiglio?

guarda, io ho preso la laurea completa quinquennale, con 110/110 e penso tutt'ora che il mio lavoro, e anche il lavoro da dipendente che facevo prima , lo potrebbe fare chiunque con un minimo di conoscenze informatiche e buoan volontà.Perciò non credere che fare due anni di magistrale ti migliori di molto le prospettive di carriera.

Dalla mia prima esperienza lavorativa ho capito anche io quello di cui parli.
E' giusto, ma i due anni di magistrale li farei non per carriera ma per alimentare ancora la mia voglia di conoscere e di non arenarmi a un livello più basso.
Mi piacciono molto le sfide e migliorare ogni giorno, cosa che non sento al momento sul posto di lavoro.
E chiarire con me stesseose voglio fare il tecnico e imparare qualcosa oppure darmi al commerciale.
Di contro, la stabilità economica di cui parlavo, che mi permette di godermi al massimo la vita.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dubbi professione
MessaggioInviato: giovedì 21 febbraio 2019, 22:04 
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Iscritto il: giovedì 21 febbraio 2019, 1:34
Messaggi: 4
whiter4bbit ha scritto:
Non sei vecchio per niente, ma manchi di prospettiva come tutti i neolaureati.

Le conoscenze "super-tecniche" che puoi acquisire a ingegneria, specialmente alla magistrale, ti servono per fare il dottorato, per fare ricerca, magari una carriera accademica (anche all'estero), o comunque per ricoprire quei pochi ruoli che sono molto specializzati dal punto di vista appunto tecnologico.

Non ha senso parlare di posizione "commerciale ma non così tanto". Che vuol dire?

O ti butti a capofitto nel tecnico, o lo fai nel commerciale. Le vie di mezzo esistono ma sono solitamente destinate a profili con più esperienza.
Non esiste il lavoro che ti piace al 100%, non esiste il lavoro che corrisponde al 100% a quello che hai studiato.

Per mia esperienza, tutti gli ingegneri a un certo punto tendono a dire che il loro lavoro potrebbe farlo "chiunque". C'è un nome per questo, si chiama sindrome dell'impostore. Non so cosa fai tu tutti i giorni, ma appunto nella mia esperienza questa frase non corrisponde per niente alla realtà; io conosco e frequento molti "non ingegneri", anche in gamba, e sono (IN MEDIA, sia chiaro) su un altro livello per capacità di pianificazione, gestione risorse, abilità quantitativa, valutazione della complessità (problem solving, gestione del rischio, ecc.) o anche hard skill semplici come la lingua inglese, excel e compagnia.

Probabilmente è così anche per te, dai per scontate così tante cose che a te sembrano "semplici" ma in realtà sei su un altro livello. C'è un motivo se i laureati in ingegneria vengono assunti in tantissimi ruoli, anche manageriali (senza che a ingegneria si studi NULLA di economia aziendale, spesso), e non solo per fare studi di ottimizzazione del motore dei satelliti geostazionari.
Ovviamente vale il disclaimer che esistono ottimi manager senza laurea e ingegneri che non sanno fare 2+2. Ma in media non è così.

Il problema non è l'età o rinunciare al contratto, con quella laurea troverai un altro contratto uguale fra 3 anni, il problema è che appunto sarà uguale. Un conto è se hai un'idea precisa di cosa vuoi fare e dove, ma non mi sembra, quindi rischi semplicemente di farti la stessa domanda fra tre anni. Le conoscenze di ingegneria non ti servono per usarle sempre sul lavoro, formano una tua cultura professionale e un background trasparente. Vale per la triennale e anche per la magistrale, soprattutto poi se sei interessato a ruoli non tecnici, dai.

Poi da quello che dici hai anche esigenze familiari che ti portano a non disdegnare un buon stipendio fisso.


Per me il marketing è si commerciale, ma non attinente per niente con quello che ho studiato. Un mondo opposto.
Una via di mezzo che mi potrebbe interessare è l'ingegneria di vendita, o anche il ruolo di product manager.

Un ruolo tecnico mi consentirebbe di imparare qualcosa ogni giorno, perchè mi ritengo un pivello uscito dall'università con le conoscenze che ho, ma forse non rispecchia la mia persona al 100%. Hai perfettamente ragione quando dici che ingegneria ti forma una cultura professionale e ti da la giusta forma mentis per affrontare i problemi che ti si pongono. Una parte di me vorrebbe utilizzarle anche all'atto pratico, misurandomi con professionisti da cui poter imparare tanto.

Ad ogni modo hai anche ragione quando dici che dovrei fare chiarezza con me stesso.

Dentro di me sto accettando questa nuova realtà, anche a causa del mio background personale. E non l'avrei minimamente immaginato qualche mese fa, immerso tra impianti di riscaldamento, cogenerazione.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dubbi professione
MessaggioInviato: giovedì 21 febbraio 2019, 22:08 
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cicciogatto ha scritto:
La progressione di carriera la si può fare rivendendo sul mercato l'esperienza professionale, i titoli di studio valgono poco e niente (fatta eccezione per qualche master serio). Le conoscenze universitarie sono sempre sprecate in massima parte perchè i programmi dei corsi di studio non aderiscono alla realtà lavorativa, questo vale anche per chi lavora in ufficio tecnico. Ti conviene accettare il tempo indeterminato e magari cercare di prendere la cittadinanza sammarinese...


Vero, quello che mi fa riflettere è che non potrei farlo al meglio avendo un'esperienza totalmente opposta alla mia carriera accademica e senza esperienza nel settore di pertinenza.
Chissà il futuro cosa mi riserverà.
Al momento se non ho deciso di cambiare significa che va bene così.
Per la cittadinanza sammarinese è molto molto complicato il discorso, e il paese non naviga più nell'oro come una volta.
I titoli di studio concordo che siano una sorta di biglietto da visita, necessario al giorno d'oggi, e poco più per quantificare il valore di una persona sul campo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dubbi professione
MessaggioInviato: giovedì 21 febbraio 2019, 22:09 
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estrapolo quello che segue
tippgirl ha scritto:
... e penso tutt'ora che il mio lavoro, e anche il lavoro da dipendente che facevo prima , lo potrebbe fare chiunque con un minimo di conoscenze informatiche e buoan volontà.Perciò non credere che fare due anni di magistrale ti migliori di molto le prospettive di carriera.


per dire che è una profonda verità, perché da quasi tre anni mi trovo a dover seguire (contro la mia volontà) l'attività professionale di due giganteschi imbecilli con laurea magistrale.
potrei anche aggiornare, con nomi e cognomi e con foto e loto atti, a comprova, il loro curriculum (non è detto che - se un giorno mi gira - non lo farò, con il dovuto garbo).

di buona volontà ne hanno tanta, per presentare ogni volta le loro fatture.
(l'ente che li foraggia è economicamente molto florido, per cui più danni fanno, più altro lavoro futuro creano).

_________________
Tra quello che noi riusciamo a malapena a vedere e quello che in realtà accade veramente c'è sempre molta differenza (Banondre, filosofo greco agnostico del II sec. d.C.).


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 Oggetto del messaggio: Re: Dubbi professione
MessaggioInviato: venerdì 22 febbraio 2019, 10:18 
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pesaracing ha scritto:
E' giusto, ma i due anni di magistrale li farei non per carriera ma per alimentare ancora la mia voglia di conoscere e di non arenarmi a un livello più basso.
Mi piacciono molto le sfide e migliorare ogni giorno, cosa che non sento al momento sul posto di lavoro.


Giusto per chiarire che questo è un ragionamento molto rischioso. E' figlio della retorica del miglioramento continuo, che ti illude che ogni giorno starai imparando o facendo qualcosa di nuovo che ti consentirà di stare al passo con un mondo aziendale che corre ecc. ecc.

La realtà non è così, la realtà è fatta di tante cose ripetitive e poco stimolanti che vanno fatte funzionare eliminando problemi altrettanto piccoli e poco stimolanti, ma REALI. Stare altri due anni sui libri pensando di imparare chissà cosa non ti aiuterà. Quello che viene ripagato di più nel lavoro non sono le nozioni accademiche, ma la capacità di gestire persone, soldi, progetti, fornitori, clienti, la capacità di vendere, comprare o almeno portare sul mercato soluzioni, tecnologie, progetti o intere aziende, la credibilità per farsi prestare milioni di euro da una banca o per sedersi al tavolo a negoziare con tre avvocati che non stanno tutti dalla tua parte.

Tutto questo non c'entra nulla con il "livello" di una triennale o di una magistrale e si impara molto più lentamente (se lo si impara) degli esami all'università.


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