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La triste realtà dell'ingegnere oggi
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Pagina 1 di 2

Autore:  Jova_PG [ venerdì 13 settembre 2019, 14:36 ]
Oggetto del messaggio:  La triste realtà dell'ingegnere oggi

Date un po' un'occhiata a questo articolo:

https://www.ingenio-web.it/24510-archit ... amo-di-noi


Che ne pensate?

Autore:  tippgirl [ venerdì 13 settembre 2019, 17:26 ]
Oggetto del messaggio:  Re: La triste realtà dell'ingegnere oggi

Jova_PG ha scritto:
Date un po' un'occhiata a questo articolo:

https://www.ingenio-web.it/24510-archit ... amo-di-noi


Che ne pensate?

d'accordo su tutto

Autore:  frabianchi [ mercoledì 18 settembre 2019, 10:35 ]
Oggetto del messaggio:  Re: La triste realtà dell'ingegnere oggi

L'articolo sembra scritto da un giornalista ubriaco e non da un ingegnere.
La tutela della professione dell'ingegnere non può passare attraverso il furto del lavoro altrui, il RSPP ideale deve continuare ad essere un laureato in tecniche della prevenzione, per l'ovvia necessità di tutelare anche la salute del lavoratore attraverso una preparazione in ambito sanitario.
La crescente specializzazione è una conseguenza dell'incremento della conoscenza e in altri ambiti, come quello sanitario, è stata accolta come ulteriore mezzo per accrescere il prestigio professionale; solo i nostri colleghi possono essere così fessi da vederla negativamente. Oggi un ingegnere specializzato in un determinato ambito si vede rubare il lavoro per colpa del "tuttologo" a buon mercato, nel settore sanitario il "tuttologo" è malvisto e pochi clienti sarebbero disposti ad affidarsi a lui... sarebbe il caso di indurre i nostri clienti a pensarla nello stesso modo!
L'assicurazione obbligatoria interessa tutte le categorie professionali e serve a tutelare entrambe le parti, non solo il cliente.
La formazione continua non mi sembra sbagliata come idea, è tuttavia sbagliato assistere ad un'offerta formativa incapace di coprire le varie specializzazioni. Prendere "30 crediti qualsiasi" non accresce più di tanto le competenze professionali, se questi crediti interessano settori diversi dal proprio.
Alcune regioni hanno legiferato in materia di equo compenso, finalmente qualcosa si muove nella direzione giusta.

Autore:  tippgirl [ mercoledì 18 settembre 2019, 18:00 ]
Oggetto del messaggio:  Re: La triste realtà dell'ingegnere oggi

frabianchi ha scritto:
L'articolo sembra scritto da un giornalista ubriaco e non da un ingegnere.
La tutela della professione dell'ingegnere non può passare attraverso il furto del lavoro altrui, il RSPP ideale deve continuare ad essere un laureato in tecniche della prevenzione, per l'ovvia necessità di tutelare anche la salute del lavoratore attraverso una preparazione in ambito sanitario.
La crescente specializzazione è una conseguenza dell'incremento della conoscenza e in altri ambiti, come quello sanitario, è stata accolta come ulteriore mezzo per accrescere il prestigio professionale; solo i nostri colleghi possono essere così fessi da vederla negativamente. Oggi un ingegnere specializzato in un determinato ambito si vede rubare il lavoro per colpa del "tuttologo" a buon mercato, nel settore sanitario il "tuttologo" è malvisto e pochi clienti sarebbero disposti ad affidarsi a lui... sarebbe il caso di indurre i nostri clienti a pensarla nello stesso modo!
L'assicurazione obbligatoria interessa tutte le categorie professionali e serve a tutelare entrambe le parti, non solo il cliente.
La formazione continua non mi sembra sbagliata come idea, è tuttavia sbagliato assistere ad un'offerta formativa incapace di coprire le varie specializzazioni. Prendere "30 crediti qualsiasi" non accresce più di tanto le competenze professionali, se questi crediti interessano settori diversi dal proprio.
Alcune regioni hanno legiferato in materia di equo compenso, finalmente qualcosa si muove nella direzione giusta.

invece io sono d'accordo con tutto.
Chi scrive è sicuramente un professionista e non un giornalista.
Per fare l'RSPP la normativa richiede un diploma di scuola media superiore e i vari corsi .Punto.
Tanto è vero che trovi RSPP non laureati o laureati in materie non tecniche.
I 30CFU, come sono fatti adesso non servono affatto.Il professionista vero studia e si aggiorna, ma con i corsi di cui ha bisogno.

Autore:  Jova_PG [ giovedì 19 settembre 2019, 9:03 ]
Oggetto del messaggio:  Re: La triste realtà dell'ingegnere oggi

frabianchi ha scritto:
il RSPP ideale deve continuare ad essere un laureato in tecniche della prevenzione, per l'ovvia necessità di tutelare anche la salute del lavoratore attraverso una preparazione in ambito sanitario.


Appunto, peccato che per svolgere questo ruolo basti un diploma.

Autore:  frabianchi [ giovedì 19 settembre 2019, 11:40 ]
Oggetto del messaggio:  Re: La triste realtà dell'ingegnere oggi

tippgirl ha scritto:
Chi scrive è sicuramente un professionista e non un giornalista.


Ha detto che per aprire un'impresa di costruzioni non servono patentini. Ci sarebbe da mandarlo a trasportare i mattoni con la carriola, il cosiddetto professionista, visto che senza gli appositi patentini non puoi nemmeno guidare un muletto o manovrare una gru. Se per lui è così facile aprire un'impresa di costruzioni, che la apra e ci assuma tutti per 150k lordi all'anno... questi soggetti che sminuiscono il lavoro altrui sono solo dei pagliacci che ci fanno rimediare figure mediocri nel contesto sociale.

Jova_PG ha scritto:
frabianchi ha scritto:
il RSPP ideale deve continuare ad essere un laureato in tecniche della prevenzione, per l'ovvia necessità di tutelare anche la salute del lavoratore attraverso una preparazione in ambito sanitario.


Appunto, peccato che per svolgere questo ruolo basti un diploma.


Penso che avremmo altre cose da fare, piuttosto che gli RSPP, non è meglio concentrarci sui nostri compiti specifici?
Comunque alcuni diplomati sono molto più competenti nel ruolo rispetto a certe categorie di laureati, preferisco un perito meccanico o un geometra piuttosto che un ingegnere informatico!

Autore:  tippgirl [ giovedì 19 settembre 2019, 13:26 ]
Oggetto del messaggio:  Re: La triste realtà dell'ingegnere oggi

frabianchi ha scritto:
tippgirl ha scritto:
Chi scrive è sicuramente un professionista e non un giornalista.


Ha detto che per aprire un'impresa di costruzioni non servono patentini. Ci sarebbe da mandarlo a trasportare i mattoni con la carriola, il cosiddetto professionista, visto che senza gli appositi patentini non puoi nemmeno guidare un muletto o manovrare una gru. Se per lui è così facile aprire un'impresa di costruzioni, che la apra e ci assuma tutti per 150k lordi all'anno... questi soggetti che sminuiscono il lavoro altrui sono solo dei pagliacci che ci fanno rimediare figure mediocri nel contesto sociale.

Jova_PG ha scritto:
frabianchi ha scritto:
il RSPP ideale deve continuare ad essere un laureato in tecniche della prevenzione, per l'ovvia necessità di tutelare anche la salute del lavoratore attraverso una preparazione in ambito sanitario.


Appunto, peccato che per svolgere questo ruolo basti un diploma.


Penso che avremmo altre cose da fare, piuttosto che gli RSPP, non è meglio concentrarci sui nostri compiti specifici?
Comunque alcuni diplomati sono molto più competenti nel ruolo rispetto a certe categorie di laureati, preferisco un perito meccanico o un geometra piuttosto che un ingegnere informatico!

e quali sarebbero i compiti specifci di un ingegnere?
A parte lo strutturista in determinati ambiti, nella libera professione un ingegnere e un perito tecnico sono praticamente interscambiabili.

Autore:  frabianchi [ giovedì 19 settembre 2019, 16:30 ]
Oggetto del messaggio:  Re: La triste realtà dell'ingegnere oggi

tippgirl ha scritto:
e quali sarebbero i compiti specifci di un ingegnere?
A parte lo strutturista in determinati ambiti, nella libera professione un ingegnere e un perito tecnico sono praticamente interscambiabili.


Per farla breve, tutte le attività riservate agli iscritti all'albo. Non è un problema se esiste una parziale sovrapposizione con i periti iscritti al rispettivo albo, entrambe le categorie sono ugualmente interessate a farsi pagare un giusto compenso! Conviene allearsi e lottare insieme...

Autore:  tippgirl [ giovedì 19 settembre 2019, 17:52 ]
Oggetto del messaggio:  Re: La triste realtà dell'ingegnere oggi

frabianchi ha scritto:
tippgirl ha scritto:
e quali sarebbero i compiti specifci di un ingegnere?
A parte lo strutturista in determinati ambiti, nella libera professione un ingegnere e un perito tecnico sono praticamente interscambiabili.


Per farla breve, tutte le attività riservate agli iscritti all'albo. Non è un problema se esiste una parziale sovrapposizione con i periti iscritti al rispettivo albo, entrambe le categorie sono ugualmente interessate a farsi pagare un giusto compenso! Conviene allearsi e lottare insieme...

ovvero??
No perchè io non vedo grosse differenze con iscritti ad altri albi .

Autore:  frabianchi [ sabato 21 settembre 2019, 10:24 ]
Oggetto del messaggio:  Re: La triste realtà dell'ingegnere oggi

http://www.cnpi.eu/la-professione-tra-competenze-e-specializzazioni/

Il perito può operare esclusivamente nell'ambito della sua specializzazione mentre l'ingegnere può operare nell'intero settore di appartenenza (o in tutti e tre i settori per il vecchio ordinamento). Il potenziale giro d'affari del perito industriale è quindi ridotto rispetto a quello dell'ingegnere, anche se i migliori ingegneri non hanno comunque interesse ad uscire dal perimetro dalla propria specializzazione. Inoltre esistono limiti per le progettazioni che un perito può firmare (non può operare con il calcolo infinitesimale e non può progettare opere di costruzione complesse), anche se questi limiti sono più teorici che pratici. Altra differenza, il perito deve affrontare un tirocinio per iscriversi all'albo o per assumere l'incarico di responsabile tecnico di un'impresa installatrice, mentre all'ingegnere è richiesto il solo possesso della laurea.

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