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Autore Messaggio
MessaggioInviato: venerdì 27 marzo 2020, 0:20 
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Iscritto il: giovedì 26 marzo 2020, 22:29
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Ciao a tutti, mi presento: ho 24 anni e sono uno studente di medicina al 5’ anno.
Vi starete chiedendo cosa ci faccio su questo forum. Cercherò di spiegarlo in poche righe, senza annoiavi. Finite le superiori ho sostenuto il test di ingresso alla facoltà di medicina (senza pensare ad altre opzioni, ho sempre creduto che fosse quello che volevo fare e pensavo al lavoro del medico come un lavoro tecnologico) e senza neanche impegnarmici troppo sono passato. Una volta iniziata l’università già al secondo semestre (con anatomia) ho iniziato ad avere i primi dubbi circa l’appropriatezza della scelta, ma poi confrontandomi con i miei amici e compagni ho scoperto che quello di anatomia è un problema che affligge un po' tutti, anche i più vocati. Esame dopo esame sono andato avanti e mentre nei primi tre anni forte di novità, lusinghe di amici, genitori e parenti in generale ho creduto che la scelta di medicina fosse stata saggia e abbastanza soddisfacente, nell'attesa di iniziare finalmente il tanto atteso triennio clinico (il secondo, dove si imparano effettivamente le nozioni più utili alla pratica clinica) e i fantomatici tirocini. Arrivato al quarto anno ho iniziato a frequentare i tirocini e preparare gli esami clinici. Inutile dire che se sto scrivendo qui un motivo c’è e il motivo è che tutto ciò mi ha ampiamente deluso. In più di 12 esami dati al 4° anno non mi è piaciuto nulla, studiare è stata un’agonia e ho passato dei momenti veramente orribili. Adesso sono a metà del 5° anno e ancora queste sensazioni non sono andate via, spesso fatico ad addormentarmi la notte pensando cosa andrò a fare dopo e se questo è quello che voglio, perché se ho un’occasione di cambiare strada è adesso, e voglio pensarci bene su.

Attualmente per quello che ho visto l’idea di fare il medico (clinica o chirurgia) non mi va molto a genio. Invece il mondo della ricerca potrebbe essere una risposta ma è gravato da soddisfazioni economiche molto scarse e temo di viverlo comunque come un ripiego.

In questi mesi (anni?) mi sono reso conto che la facoltà giusta per me sarebbe stata ingegneria o almeno la mia idea di ingegneria (una facoltà dove è richiesto uno studio molto ragionato e non imparato a memoria, dove c’è la possibilità concreta di personalizzare il proprio percorso, dove l’università può essere fatta anche di progetti, …).

Come carriera universitaria sono messo bene, ho una media abbastanza alta (>27) e sono giusto con gli esami; da un punto di vista accademico non so come sarei a ingegneria, ma le capacità intellettive non mi mancano. Qui a medicina per lo meno puoi testare l’impegno, la costanza e il sacrificio di una persona (capacità che per forza di cose ho sviluppato in questi 5 anni), dato che gli esami sono molto grossi e richiedono quasi tutti 2/3 mesi di studio da 7/8 ore al giorno l’uno.



Per cui vi chiedo: l’idea di iniziare ingegneria è malsana? L’età conta davvero così tanto? Ci sono possibilità di carriera ed economiche interessanti? Magari in ambito di ricerca, all'estero? So che varia molto da ramo a ramo, sinceramente non ho ancora pensato benissimo a cosa fare, ho pensato più che altro a cosa non fare (edile, ambientale, civile no; gestionale storco un po' il naso; non consigliatemi biomedica solo perché vengo da medicina). Comunque l’idea è di finire ormai medicina, mi mancano 9 esami, e poi iscrivermi nel 2021 (sempre se i tempi burocratici me lo consentono) all'età di 25 anni.


Dato che come ho detto prima la mia famiglia è stata uno dei motivi principali per cui mi ritrovo in questa situazione, i miei osteggiano piuttosto fortemente questa idea anche se sono disposti a mantenermi ancora all'università. Come sede pensavo al politecnico di Milano (buone opinioni, buona città, ho amici che ci studiano, buoni ranking, buoni contatti con l’estero).


Concludo con questa riflessione personale, che sicuramente ammette eccezioni, ed è quello che ho estratto io induttivamente dalla realtà di policlinico universitario che ho osservato in questi anni: credo fermamente che per costruire una buona carriera (e con buona intendo non economicamente stratosferica ma soddisfacente, e soddisfacente da un punto di vista umano in termini di riconoscimento da colleghi, persone vicine e sensazione di aver costruito qualcosa) serva non solo studio, impegno e anche fortuna, ma soprattutto passione, passione per quello che si sta facendo, una passione che ti porta, quando hai finito quel minimo indispensabile che devi studiare per l’esame o per il professore, a continuare a pensare, informarti, studiare, applicarti sulle questioni. Non so se questo valga anche per l’ingegneria, ma credo e spero di sì.


Ultima modifica di IronMan.. il martedì 31 marzo 2020, 23:54, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: venerdì 27 marzo 2020, 9:57 
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Iscritto il: mercoledì 9 luglio 2003, 11:52
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invece, non proprio perché vieni da medicina, ma soprattutto perché è un settore che ha un buon futuro, direi proprio biomedica

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MessaggioInviato: venerdì 27 marzo 2020, 10:15 
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La carriera ?
Che roba è ?


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MessaggioInviato: venerdì 27 marzo 2020, 10:24 
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Iscritto il: giovedì 26 marzo 2020, 22:29
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Grazie delle risposte...

pasquale ha scritto:
invece, non proprio perché vieni da medicina, ma soprattutto perché è un settore che ha un buon futuro, direi proprio biomedica

Dici che non è una pazzia dunque? Il fattore età può passare in secondo piano?

tommyriver ha scritto:
La carriera ?
Che roba è ?

:( :sad:


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MessaggioInviato: venerdì 27 marzo 2020, 11:26 
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Ciao Iron Man.
Io ho avuto una sensazione simile quando ho scelto ingegneria (civile-ambientale). Arrivando da un istituto tecnico mi aspettavo un andazzo simile, ossia molto pratico con poca teoria ma alla fine è stato solo il contrario. Praticamente fino al quarto anno si va avanti quasi solo di dimostrazioni. Ma concluso il percorso universitario uno va a sbattere contro la realtà. Quindi zero dimostrazioni ma solo casi reali, ovvero progetti.

Non so se a medicina è simile ma la differenza tra studiare ingegneria e fare l'ingegnere sono due cose molto diverse. Per tale motivo ti direi di tenere duro e provare la professione medica. Magari trovi uno spiraglio in qualche settore che ti aggrada di più.

Per quanto riguarda la carriere da ingegnere dipende un po' dai settori. Ora ovviamente con la crisi del virus è difficile dire se dopo avremmo un mondo diverso dal punto di vista lavorativo, ma ad ingegneria ci sono sicuramente meno possibilità di carriera e soprattutto economiche rispetto a medicina. A ingegneria sei in concorrenza con periti, geometri, geologi e così via mentre un medico con sarà mai in concorrenza con un infermiere. Ad ingegneria uno stipendio di 2.500€ puliti è considerato un buon stipendio mentre per i medici sarà minimo il doppio...potrei continuare
Ovviamente uno non studia solo per la carriere e soldi ma per interesse. Quindi perché non provi a seguire una lezione di ingegneria, così vedi se il campo potrebbe essere di tuo interesse.


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MessaggioInviato: venerdì 27 marzo 2020, 11:30 
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Iscritto il: mercoledì 9 luglio 2003, 11:52
Messaggi: 38741
sull'età l'ho raccontato altre volte:
superato l'ultimo esame, mentre il prof. segnava il voto, gli dissi della mia contentezza, anche se però ero arrivato a 30 anni, e lui mi rispose quasi in modo antipatico: "E che vuol dire ? Io di anni ne ho 70";
poi l'ho capito dopo, l'età non conta

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"l'ingegnere sa quello che fa, e fa quello che sa" (Michele Pagano)


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MessaggioInviato: lunedì 30 marzo 2020, 11:26 
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Iscritto il: sabato 16 settembre 2017, 9:03
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La butto lì:

https://www.ilsole24ore.com/art/a-milan ... as-AC2r3YN

Appena uscita, figura del medico-ingegnere. Magari può essere uno spunto.

Certo come dicevano alcuni utenti, la strada dell'ingegnere non è tutelata come quella di medicina.
Io mi sono laureato 3 anni fa, un po' di gavetta l'ho fatta, ma gli stipendi sono ancora bassi (siamo INGEGNERI, non periti!).
E io mi ritengo fortunato, che comunque oggi percepisco circa 2.000 €/mese, ma i tempi ora sono cambiati molto.

La "strada tipo", oggi, per qualsiasi ingegneria industriale/informazione (no ambientale/civile, categoria a parte) è:

- Laurea triennale + magistrale. Se sei bravo 5 anni. Altrimenti 6-7.
- 1 anno di stage post laurea lo devi mettere in conto. 500-800 €/mese senza contributi.
- 2 anni di apprendistato a 1.300-1.500 €/mese.
- Dopo 3 anni si spera di avere un indeterminato stabile, diciamo sui 1.600-1.800 €/mese.
- Dopo 5 anni si comincia a fare carriera, ma questo dipende soltanto da te. Altrimenti ti tieni il 1.800 €/mese per tutta la vita... esattamente come un perito con un po' di anni di esperienza.


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MessaggioInviato: martedì 31 marzo 2020, 23:50 
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Iscritto il: giovedì 26 marzo 2020, 22:29
Messaggi: 3
Grazie a tutti delle risposte. Ho riletto il post originale e devo dire che sono stato davvero petulante, mi scuso... non è sicuramente un buon periodo.

stipin84 ha scritto:
Ciao Iron Man.
Io ho avuto una sensazione simile quando ho scelto ingegneria (civile-ambientale). Arrivando da un istituto tecnico mi aspettavo un andazzo simile, ossia molto pratico con poca teoria ma alla fine è stato solo il contrario. Praticamente fino al quarto anno si va avanti quasi solo di dimostrazioni. Ma concluso il percorso universitario uno va a sbattere contro la realtà. Quindi zero dimostrazioni ma solo casi reali, ovvero progetti.

Non so se a medicina è simile ma la differenza tra studiare ingegneria e fare l'ingegnere sono due cose molto diverse. Per tale motivo ti direi di tenere duro e provare la professione medica. Magari trovi uno spiraglio in qualche settore che ti aggrada di più.


Capisco cosa stai dicendo stipin84. Sicuramente continuerò a cercare anche perché chiunque penso dopo un percorso che ha compiuto vorrebbe vedere i suoi sforzi riconosciuti e ripagati. Spero vivamente in questo anno e mezzo di trovare qualcosa che mi piaccia e magari di intravedere qualche opportunità in qualche tirocinio, in caso contrario saprò dove andare a cercare!
Grazie a tutti :wink:


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MessaggioInviato: venerdì 17 aprile 2020, 11:47 
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Iscritto il: venerdì 17 aprile 2020, 10:34
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hansvongrobel ha scritto:
La butto lì:

https://www.ilsole24ore.com/art/a-milan ... as-AC2r3YN

Appena uscita, figura del medico-ingegnere. Magari può essere uno spunto.

Certo come dicevano alcuni utenti, la strada dell'ingegnere non è tutelata come quella di medicina.
Io mi sono laureato 3 anni fa, un po' di gavetta l'ho fatta, ma gli stipendi sono ancora bassi (siamo INGEGNERI, non periti!).
E io mi ritengo fortunato, che comunque oggi percepisco circa 2.000 €/mese, ma i tempi ora sono cambiati molto.

La "strada tipo", oggi, per qualsiasi ingegneria industriale/informazione (no ambientale/civile, categoria a parte) è:

- Laurea triennale + magistrale. Se sei bravo 5 anni. Altrimenti 6-7.
- 1 anno di stage post laurea lo devi mettere in conto. 500-800 €/mese senza contributi.
- 2 anni di apprendistato a 1.300-1.500 €/mese.
- Dopo 3 anni si spera di avere un indeterminato stabile, diciamo sui 1.600-1.800 €/mese.
- Dopo 5 anni si comincia a fare carriera, ma questo dipende soltanto da te. Altrimenti ti tieni il 1.800 €/mese per tutta la vita... esattamente come un perito con un po' di anni di esperienza.


Io sono ingegnere e perito, al primo impiego mi hanno offerto 1700 euro netti/mese ma solo grazie al diploma di perito!
C'era il fastidio di lavorare su turni anche di notte (senza turni lo stipendio sarebbe stato di circa 1600 euro netti/mese), per il resto tutto tranquillo, si trattava di sorvegliare una linea di produzione automatica che lavorava al posto mio. Oggi guadagno circa il doppio ma sono artigiano installatore di impianti idraulici, sempre grazie al diploma di perito!

Diciamo anche che la favoletta dei "bei vecchi tempi del vecchio ordinamento" è una cretinata, all'epoca la maggior parte dei dirigenti del settore privato e degli imprenditori di successo non erano laureati! (ed ancora oggi, secondo Federmanager, nella dirigenza delle aziende industriali i laureati sono in netta minoranza). Semmai le condizioni favorevoli erano due, minore concorrenza straniera (cinesi e indiani se ne stavano buoni a zappare la terra) e tariffari professionali in vigore per i professionisti.


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MessaggioInviato: mercoledì 22 aprile 2020, 19:47 
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Iscritto il: mercoledì 28 ottobre 2015, 18:52
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Vado controcorrente, ma a me una cosa del genere, se dovessi assumere un neolaureato, mi farebbe pensare ad incapacita' di ponderare una scelta, e la solita malattia che "attanaglia i giovani d'oggi", ovvero quella di pretendere risultati e gratificazioni istantanee. Tempi che in una azienda, soprattutto in Italia, non saranno mai rispettati.

Poi sinceramente dici che vorresti fare ingegneria ma non hai nemmeno una vaga idea di quale specializzazione vorresti prendere? Ingegneria non e' medicina, le specializzazioni sono estremamente diverse tra loro (cosi' come le carriere e le competenze)


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