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MessaggioInviato: mercoledì 13 giugno 2012, 11:25 
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luigi79 ha scritto:
luigi79 ha scritto:
Oggigiorno se ti fai due conti a lungo termine, piuttosto che essere uno che campeggia nella libera professione conviene 1000 volte essere dipendente. :dubbio:[/b]

Quando dico "uno che campeggia" intendo "tira a campare" cioè avere un fatturato <30.000 €/anno.
Quando dico "dipendente" intendo >= reddito da categoria D1 (pubblico) o equivalente privato.
Ai fini pensionistici e delle "garanzie" offerte a lungo termine non c'è confronto, a mio parere.

Con questa Inarcassa, anche se guadagnassimo tutti 100.000,00 € la pensione non la avremmo comunque.
Se si facessero le cose con la testa, anche se uno guadagna 20.000,00 €,
potrebbe ritrovarsi la sua dignitosissima pensione minima che invece, tra un po', sarà un ricordo preistorico.

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MessaggioInviato: mercoledì 13 giugno 2012, 11:41 
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luigi79 ha scritto:
luigi79 ha scritto:
Oggigiorno se ti fai due conti a lungo termine, piuttosto che essere uno che campeggia nella libera professione conviene 1000 volte essere dipendente. :dubbio:[/b]

Quando dico "uno che campeggia" intendo "tira a campare" cioè avere un fatturato <30.000 €/anno.
Quando dico "dipendente" intendo >= reddito da categoria D1 (pubblico) o equivalente privato.
Ai fini pensionistici e delle "garanzie" offerte a lungo termine non c'è confronto, a mio parere.



In pratica ragioni a parità di reddito, o quasi.
Ovvio che se sei un libero professionista non puoi avere un reddito da dipendente. Se ce l'hai ti conviene certamente essere dipendente.


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MessaggioInviato: mercoledì 13 giugno 2012, 15:01 
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darkav ha scritto:
In pratica ragioni a parità di reddito, o quasi.
Ovvio che se sei un libero professionista non puoi avere un reddito da dipendente. Se ce l'hai ti conviene certamente essere dipendente.


Il mio non è purtroppo un ragionamento personale, ma la constatazione di quanto tendenzialmente sta avvenendo a livello reddituale per la maggior parte degli iscritti...


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MessaggioInviato: mercoledì 13 giugno 2012, 21:26 
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luigi79 ha scritto:
Il mio non è purtroppo un ragionamento personale, ma la constatazione di quanto tendenzialmente sta avvenendo a livello reddituale per la maggior parte degli iscritti...


Se è vero quello che dici, e penso sia vero, come mai nella riforma hanno alzato il limite di reddito a 120.000,00 € e tolto il contributo di solidarietà del 3%?. Forse i nostri delegati non sono informati !

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MessaggioInviato: giovedì 14 giugno 2012, 16:26 
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Iscritto il: mercoledì 11 aprile 2012, 18:03
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Ripensavo al sistema proposto per la quota retributiva di seguito riportata:
Cita:
"Il conteggio dei migliori 25 anni su 30 previsto per il futuro a regime
(cioè tra tre anni, norma oggi in vigore), passando il contributivo, non si
realizzerà (non si arriverà mai a regime), ma si congelerà tutto al transitorio
attuale che prevede i migliori 22 anni di 27.

Esempio: chi ha solo 26 anni di retributivo vedrà la quota retributiva
calcolata sui migliori 22 anni dei 26, e così a scalare (22 su 25 per chi ha 25
anni in tale regime, 22 su 24, 22 su 23 ed infine 22 su 22 per chi ha solo 22
anni, niente scarti per la media). Ovvio che chi ha anzianità inferiori avrà la
media su tutti i periodi senza possibilità di scarto di nessun anno (16 anni di
anzianità nel retributivo, conseguente media redditi su tutti i 16 anni).
Attenzione ai limiti di reddito e volume di affari minimo già in vigore per il
calcolo retributivo (minimi che già fanno scartare tali anni dal retributivo,
Statuto art. 25 comma 1 punti a, b). "


Mi chiedevo, visto che si consideravano gli ultimi anni della carriera, se si
continuerà a considerare gli ultimi anni o fino al 2012.
Il calcolo della pensione di vecchiaia retributiva, presupponeva il raggiungimento di 30 anni di iscrizione.
Se non si raggiungono quei parametri, inventarsi un retributivo pro-rata può portare a squilibri assurdi.
In pratica, i giovani con redditi bassi avranno per quegli anni la pensione secondo
la prestazione previdenziale contributiva vigente, che è un furto mentre
chi è vicino alla pensione uscirà premiato dal sistema vigente.
Se si vuole essere così duri, allora il calcolo contributivo secondo
la prestazione previdenziale contributiva dovrebbe essere applicato a tutti
quelli che nel 2012 non hanno maturato il requisito dei 30 anni di iscrizione.

Come al solito, anzichè lasciare a tutti i 5 anni da scartare, i nostri vecchietti
si stanno organizzando per continuare la festa a scapito degli ultimi.

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Ultima modifica di krik il giovedì 14 giugno 2012, 16:55, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: giovedì 14 giugno 2012, 16:38 
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Iscritto il: venerdì 3 aprile 2009, 10:03
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luigi79 ha scritto:
darkav ha scritto:
In pratica ragioni a parità di reddito, o quasi.
Ovvio che se sei un libero professionista non puoi avere un reddito da dipendente. Se ce l'hai ti conviene certamente essere dipendente.


Il mio non è purtroppo un ragionamento personale, ma la constatazione di quanto tendenzialmente sta avvenendo a livello reddituale per la maggior parte degli iscritti...


Basta considerare tutti i "finti" liberi professionisti, in studio tecnico se va bene prendi 1500 euro al mese lordi..per 12 mensilità tot. 18.000 annui.

I liberi professionisti veri invece, considerando le arie che tirano, ne sento tanti che arrivano si e no poco sopra i 30.000.


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MessaggioInviato: giovedì 14 giugno 2012, 17:11 
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krik ha scritto:
... i nostri vecchietti si stanno organizzando per continuare la festa a scapito degli ultimi.

Tra le altre cose se si passerà al contributivo puro, come qualcuno ha fatto notare, le agevolazioni di contribuzione ridotta dei primi anni elargite con generosità per i giovani si trasformeranno alla fine in una grande penalizzazione nell'importo del loro trattamento pensionistico.
A tale "sagace" osservazione, la soluzione proposta è stata semplicemente quella di consentire ai giovani di rinunciare alle agevolazioni! :azz:


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MessaggioInviato: giovedì 14 giugno 2012, 17:19 
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La storia previdenziale di Inarcassa, insegna che chi ha versato meno contributi,
prende più pensione.
Con le ipotesi di riforma (14,55+4% ed aumento dei minimi) arriveremo a superare il doppio
di quanto si è versato dal 1988 al 1998 (6%+2%).
Il calcolo delle future pensioni sarà contributivo, ma la gestione finanziaria, manterrà il sistema retributivo.
Con quali garanzie si può accettare un ulteriore aumento di contributi se non vi è una rivoluzione della
gestione delle uscite?
Non si può pensare ad un fondo separato per i contributi soggettivi?
Quando si hanno buoni rendimenti del patrimonio, vengono usati per le pensioni di oggi mentre le
perdite vengono caricate su quelle di domani.
Perchè affidare altri contributi a chi non si è ancora accorto che il Muro è crollato nel 1989?

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MessaggioInviato: giovedì 21 giugno 2012, 23:49 
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http://www.ordineingegnerilodi.it/uploa ... a-2012.pdf

http://www.architettiroma.it/profession ... 14440.aspx

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MessaggioInviato: mercoledì 27 giugno 2012, 9:08 
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Viste le ipotesi di riforma in circolazione, mi domando se i nostri delegati hanno verificato i tassi di sostituzione delle future pensioni e di quelle attuali.

(Il Tasso di Sostituzione è il rapporto fra la prima pensione e l'ultima retribuzione, indica l'importo della pensione in percentuale dell'ultima retribuzione percepita.)

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