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 Oggetto del messaggio: Lo stato di salute dell'INPS
MessaggioInviato: mercoledì 11 settembre 2013, 0:29 
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Inps: aumentano i consiglieri del Civ mentre incombe il rischio crack
Scritto il 17 aprile 2013 alle 09:27 da [email protected]
http://previdenzacomplementare.finanza. ... hio-crack/
...
Oggi lo scenario è improvvisamente mutato, ma non i protagonisti. Dopo l’ultimo bilancio il presidente dell’Inps si accorge che le prospettive non sono così rosee e anche per cautelarsi con il futuro governo ( alla fine ne verrà uno, si spera), prende carta e penna e il 22 marzo scorso avrebbe scritto al ministro del Tesoro, Grilli, ex direttore generale di Tremonti, e, per chi avesse memoria corta, suggeritore per anni della sua “creativa”politica economica, e alla Fornero che può vantare la riforma delle pensioni, del lavoro, la soppressione dell’Inpdap e la creazione della categoria degli esodati. La lettera in questione, dopo aver citato la relazione della Corte dei Conti sul bilancio preventivo 2012 in cui si sostiene che l’inglobamento di Inpdap ed Enpals sta affossando i conti dell’Inps, afferma che il patrimonio netto dell’ente è sufficiente a sostenere una perdita per non oltre tre esercizi” ( cioè fino al 2015); se le amministrazioni dello Stato rallentano ancora i pagamenti si corre perfino il rischio di non poter pagare le pensioni in tempo. Conclude la lettera: “Minori trasferimenti, riduzione dell’avanzo patrimoniale, strutturale contrazione delle entrate contributive della gestione pubblica (ex Inpdap)” stanno mettendo a rischio “la più grande operazione di razionalizzazione del sistema previdenziale pubblico”.
...


Si tenga conto che questo carrozzone ha 200 mdi di contributi e spende metà delle imposte dello stato, ossia anche metà delle imposte pagate dagli iscritti di Inarcassa, per pagare lo stipendio e la pensione a Mastropasqua & Co; con questi numeri Inarcassa avrebbe portato i libri in tribunale, pur non ricevendo nulla dallo stato, ma soltanto dando.


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 Oggetto del messaggio: Re: Lo stato di salute dell'INPS
MessaggioInviato: mercoledì 11 settembre 2013, 3:57 
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"Utente Cancellato" ha scritto:
Inps: aumentano i consiglieri del Civ mentre incombe il rischio crack Scritto il 17 aprile 2013 alle 09:27 da [email protected] http://previdenzacomplementare.finanza. ... hio-crack/ ... Oggi lo scenario è improvvisamente mutato, ma non i protagonisti. Dopo l’ultimo bilancio il presidente dell’Inps si accorge che le prospettive non sono così rosee e anche per cautelarsi con il futuro governo ( alla fine ne verrà uno, si spera), prende carta e penna e il 22 marzo scorso avrebbe scritto al ministro del Tesoro, Grilli, ex direttore generale di Tremonti, e, per chi avesse memoria corta, suggeritore per anni della sua “creativa”politica economica, e alla Fornero che può vantare la riforma delle pensioni, del lavoro, la soppressione dell’Inpdap e la creazione della categoria degli esodati. La lettera in questione, dopo aver citato la relazione della Corte dei Conti sul bilancio preventivo 2012 in cui si sostiene che l’inglobamento di Inpdap ed Enpals sta affossando i conti dell’Inps, afferma che il patrimonio netto dell’ente è sufficiente a sostenere una perdita per non oltre tre esercizi” ( cioè fino al 2015); se le amministrazioni dello Stato rallentano ancora i pagamenti si corre perfino il rischio di non poter pagare le pensioni in tempo. Conclude la lettera: “Minori trasferimenti, riduzione dell’avanzo patrimoniale, strutturale contrazione delle entrate contributive della gestione pubblica (ex Inpdap)” stanno mettendo a rischio “la più grande operazione di razionalizzazione del sistema previdenziale pubblico”. ...

Si tenga conto che questo carrozzone ha 200 mdi di contributi e spende metà delle imposte dello stato, ossia anche metà delle imposte pagate dagli iscritti di Inarcassa, per pagare lo stipendio e la pensione a Mastropasqua & Co; con questi numeri Inarcassa avrebbe portato i libri in tribunale, pur non ricevendo nulla dallo stato, ma soltanto dando.


Mi sembra un modo costruttivo di affrontare la mia proposta, quello di valutare l'INPS prima di andarci.

Cita:
Si tenga conto che questo carrozzone ha 200 mdi di contributi e spende metà delle imposte dello stato, ossia anche metà delle imposte pagate dagli iscritti di Inarcassa, per pagare lo stipendio e la pensione a Mastropasqua & Co; con questi numeri Inarcassa avrebbe portato i libri in tribunale, pur non ricevendo nulla dallo stato, ma soltanto dando.


Molte volte ho parlato di default di Inarcassa, fin quando comunque pensavo fosse un ente privato. Appurato che né Inarcassa né l'INPS sono privati ma istituti dello Stato previsti dall'art. 38 della Costituzione e che la pensione che erogano non è dovuta ad un contratto assicurativo di tipo privato ma è una "assicurazione sociale" obbligatoria dove l'interesse pubblico di cui all'art. 38 della Costituzione ad essere tutelato (vedere ed. Simoni o qualcosa di simile) e che quindi la pensione è un servizio pubblico e non il corrispettivo di un contratto, premesso che l'accorpamento degli enti era previsto dalla Riforma Dini che voleva l'armonizzazione degli enti previdenziali accorpati (INPDAP ed ENPALS), bisogna vedere quindi cos'è l'INPS e come sta operando in questo scenario di crisi italiana ove è lo Stato che rischia il default.

"Utente Cancellato" ha scritto:
Riepilogando:
1) il sistema a capitalizzazione è tipico delle assicurazioni (strano che venga difeso da chi mi accusa di ragionare da "assicuratore");
2) fondi a capitalizzazione sono falliti e falliscono ovunque nel mondo (da quello italiano prima del 1970) a quello dei minatori dell'Alaska, tanto per citare casi recenti;
3) la GS separata INPS è un fondo a ripartizione(!), non ha infatti alcun patrimonio sottostante
4) i fondi a capitalizzazione non garantiscono da soli il rimborso dei premi pagati (a parte le rivalutazioni negative, come le prossime venture della GS INPS, resta il problema delle pensioni minime, e ce ne sono tante in prospettiva, per questo hanno alzato drasticamente le aliquote);
5) I principali paesi mondiali preferiscono i fondi a ripartizione (USA, Gran Bretagna, Francia, Germania), saranno mica matti?


Quindi anche tu sei concorde che i principali paesi mondiali preferiscono i fondi a ripartizione e l'INPS è un superfondo in quanto raccoglie ora il 90% delle posizioni previdenziali.

Ho ripetuto che "Capire dove va Inarcassa" non mi è servito tanto a capire il nostro ente, ma a capire dove va l'Italia.
Infatti se non avessi capito che la "pensione" è un servizio pubblico e non il corrispettivo di un contratto, non avrei capito quale funzione svolgeva il nostro ente quando, bisogna ricordarlo, lo stesso ha una causa in corso contro lo Stato in quanto non vuole essere considerato "pubblica amministrazione".

Se leggi i primi articoli della Riforma Dini o della Riforma Fornero, lo scopo è sempre quello di "stabilizzare la spesa per la previdenza sociale in rapporto al PIL".

Se hai una formazione assicurativa, dovresti approfondire il concetto di "capitalizzazione simulata" che è alla base del "metodo di calcolo contributivo".

Da premettere che la Riforma Dini, di fatto ancora non è entrata in vigore e si prevedeva che i suoi effetti si sarebbero avuti nel 2030 e oltre.

Tutte le pensioni attuali (INPS e Inarcassa) sono di fatto calcolate con il metodo retributivo, tranne la "carne da macello" dei poveracci ai quali già si erogano pensioni da fame, ma siccome sono pochi ancora non protestano.


Queste sono le conclusioni dell'articolo

Cita:
Nel bilancio di previsione 2013 approvato a fine febbraio dal Civ dell’Inps figurano 10,7 miliardi il disavanzo di competenza; 23,7 miliardi il disavanzo patrimoniale complessivo dell’ex Inpdap; un patrimonio netto sceso dai 41 miliardi del 2011 ai 15,4 previsti per quest’anno; 265,8 miliardi le prestazioni previdenziali da erogare contro un incasso in contributi stimato in 213,7 miliardi (ovviamente al netto delle compensazioni statali).

Ma non sono dati definitivi perché queste cifre dovranno essere riviste alla luce della nuova previsione di calo del Pil. Nel Def di settembre 2012, si prevedeva una recessione per il 2013 dello 0,2%, su quello nuovo è di -1,3%, mentre il Fmi in questi giorni fa una stima del -1,5%.

In conclusione, sembra che l’unica strada per assicurare gli attuali livelli di pensione agli italiani, sia quella di aderire alla previdenza complementare, perché nel sistema obbligatorio, con contributi sempre costanti del 33% a carico dei lavoratori, a seguito delle varie riforme, si hanno pensioni sempre più basse ad un’età sempre più alta. Questo tardivo grido di allarme può essere solo l’annuncio di una nuova riforma capestro, mentre nella previdenza complementare la rendita, essendo sempre ed esclusivamente legata ai contributi versati, non può essere diminuita.

Camillo Linguella


Cioè l'articolo è scritto da chi cerca clienti per il proprio fondo, quindi abbiamo il massimo della critica nei confronti dell'INPS, ed è una cosa buona in quanto ci fa capire che è l'unica strada per la pensioni.

"Utente Cancellato" ha scritto:
P.S.2 Quello che taglia la testa al toro è : non si possono fare gestioni a capitalizzazione... senza capitale!!! :mrgreen: L'INPS riconosce(va) solo interessi figurativi, ora sono addirittura negativi.


Se per pagare le pensioni che sono un pubblico servizio dovessimo avere il capitale, bisognerebbe moltiplicare i 250 miliardi che eroga l'INPS per circa 35 volte. Praticamente sarebbe tre volte il nostro debito pubblico.

Cifre assurde che non saranno mai accantonate e che dimostrano la bontà del sistema a ripartizione.
Il propagandatore della previdenza complementare, fa il suo lavoro, pensa al suo stipendio, ma non è interessato ai problemi degli italiani, di oggi e di domani.

La stima del PIL per il 2013 è molto peggiore di quella prevista nell'articolo.

Significa che quelli che chiami interessi negativi, per i pensionati INPS caleranno ancora.
Allora sarebbe meglio restare in Inarcassa che "garantisce" almeno l'1,5%?
E' qui il punto. Inarcassa non garantisce nulla in quanto se fallisce lo Stato Italiano, scompare anche il suo patrimonio.
Ma, cosa ancora peggiore per un sistema a ripartizione, essendo legata ad una categoria, è soggetta agli squilibri demografici in modo molto più grave che non un ente che assorbe quasi tutta la popolazione.

Basta vedere che i redditi degli ingegneri sono ritornati indietro di 10 anni e le generose pensioni di Inarcassa sono pagate solo perché il rapporto tra iscritti e pensionati è superiore ad 8.

Quindi è una situazione drogata che serve per sperperare le tasse di una moltitudine a vantaggio di pochi fortunati.

Guardiamo all'Italia.

La spesa previdenziale in rapporto al PIL è la più alta d'Europa.
Se per l'INPS è elevatissima, per Inarcassa è stratosferica.

La crisi del 2008 ha dimostrato che non esistono diritti acquisiti come invece dice la Corte Costituzionale.
Infatti la Riforma Fornero gli effetti maggiori li ha avuti con il blocco della perequazione.
Nel sistema a ripartizione INPS, tagliando la spesa di 4,5 miliardi, ha riportato un poco indietro il rapporto tra la spesa pensionistica ed il PIL.

Ma le statistiche ISTAT su tale rapporto sono sconfortanti e nonostante ciò tale rapporto negli ultimi tre anni è aumentato di due punti.

Il futuro dell'Italia si gioca sulle pensioni. Non possiamo pensare di continuare ad ipotecare il futuro dei giovani facendoli dissanguare in questo modo.

..... continua dopo che abbiamo ragionato su questi temi.

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 Oggetto del messaggio: Re: Lo stato di salute dell'INPS
MessaggioInviato: mercoledì 11 settembre 2013, 14:25 
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http://www.controcampus.it/2013/09/scan ... i-ricorso/
Scandalo Supplenze 2013. Tesoro non versa contributi per supplenze docenti: come fare ricorso
Scandalo supplenze. Il Ministero del Tesoro non versa i contributi per supplenze facendo decadere il diritto alla disoccupazione

Docenti Disperati
Il precariato nella scuola pubblica é ormai risaputo, così come tutte le criticità connesse all’universo complesso ed avvilente delle supplenze. Se poi ad un lavoro precario come quello delle supplenze a scuola, fatto di singhiozzi, croci e delizie si aggiunge anche una avvilente beffa di origine istituzionale e statale, lo status professionale della maestra “a tempo”, si fa ancora più alienante.

Beffardo e provocatore del corpo insegnante questa volta é l’emerito Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

Il caso sulle supplenze senza contributi. Cosa accade se il Ministero del Tesoro non versa o peggio si dimentica di versare i contribuiti alle supplenze di docenti in servizio? Semplice, purtroppo e tristemente semplice: i supplenti si ritrovano in condizione di non poter godere dell’indennità di disoccupazione a cui hanno, dato il precariato, diritto. E finisce così, purtroppo, che l’INPS si “ritrova costretto” a respingere la domanda di disoccupazione!

Numerosi i casi negli ultimi giorni di supplenze di docenti che, nonostante il regolare svolgimento delle giornate di lavoro, si sono ritrovati ad essere definiti “non idonei”. Un vero caso nazionale che subito ha scatenato aspre proteste in tutto il territorio nazionale.

La comunicazione dell’INPS ai docenti con supplenze. “Gentile utente, …. Non ha diritto alla mini aspi perché…” Così ha inizio la comunicazione dell’INPS oggi nelle mani dei tanti supplenti amareggiati e respinti, nonostante una comunicazione antecendente dello stesso istituto di previdenza (messaggio n. 23605 del 21 settembre 2010) dichiarasse: “Inps ha ribadito alle proprie strutture che per le domande presentate dal personale (precario e non) della Scuola, ove si rilevi il mancato o l’errato utilizzo del flusso Uniemens da parte del datore di lavoro, la domanda è accoglibile e la prestazione spettante deve essere liquidata sulla base della documentazione, prodotta dall’interessato, attestante i dati retributivi e contrattuali necessari…..”

La protesta dei docenti con supplenze. Oggi i docenti con supplenze non intendono assolutamente rinunciare alla protesta per ottenere ciò cui hanno diritto e chiedono arrabbiati e delusi che la Direzione Generale dell’INPS e la Direzione Generale del Tesoro intervengano tempestivi per porre rimedio a questo danno economico arrecato ai tanti insegnanti della scuola pubblica.

Come fare per il ricorso dei docenti con supplenze. Per sollecitare gli uffici competenti, si ricorda che i supplenti vittima di questo empasse burocratico, possono scrivere alla direzione centrale dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, tramite posta rigorosamente certificata (PEC), all’indirizzo mail [email protected] nonché al Dipartimento Funzione Pubblica, sempre tramite mail a [email protected]

E due. Qui l'INPS fa lo sgherro del governo, invece di aiutare chi è stato ingiustamente penalizzato, aiuta a pugnalarlo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Lo stato di salute dell'INPS
MessaggioInviato: giovedì 12 settembre 2013, 1:42 
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"Utente Cancellato" ha scritto:
http://www.controcampus.it/2013/09/scandalo-supplenze-2013-tesoro-versa-contributi-supplenze-docenti-ricorso/
Scandalo Supplenze 2013. Tesoro non versa contributi per supplenze docenti: come fare ricorso
Scandalo supplenze. Il Ministero del Tesoro non versa i contributi per supplenze facendo decadere il diritto alla disoccupazione

Docenti Disperati
Il precariato nella scuola pubblica é ormai risaputo, così come tutte le criticità connesse all’universo complesso ed avvilente delle supplenze. Se poi ad un lavoro precario come quello delle supplenze a scuola, fatto di singhiozzi, croci e delizie si aggiunge anche una avvilente beffa di origine istituzionale e statale, lo status professionale della maestra “a tempo”, si fa ancora più alienante.

Beffardo e provocatore del corpo insegnante questa volta é l’emerito Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

Il caso sulle supplenze senza contributi. Cosa accade se il Ministero del Tesoro non versa o peggio si dimentica di versare i contribuiti alle supplenze di docenti in servizio? Semplice, purtroppo e tristemente semplice: i supplenti si ritrovano in condizione di non poter godere dell’indennità di disoccupazione a cui hanno, dato il precariato, diritto. E finisce così, purtroppo, che l’INPS si “ritrova costretto” a respingere la domanda di disoccupazione!

Numerosi i casi negli ultimi giorni di supplenze di docenti che, nonostante il regolare svolgimento delle giornate di lavoro, si sono ritrovati ad essere definiti “non idonei”. Un vero caso nazionale che subito ha scatenato aspre proteste in tutto il territorio nazionale.

La comunicazione dell’INPS ai docenti con supplenze. “Gentile utente, …. Non ha diritto alla mini aspi perché…” Così ha inizio la comunicazione dell’INPS oggi nelle mani dei tanti supplenti amareggiati e respinti, nonostante una comunicazione antecendente dello stesso istituto di previdenza (messaggio n. 23605 del 21 settembre 2010) dichiarasse: “Inps ha ribadito alle proprie strutture che per le domande presentate dal personale (precario e non) della Scuola, ove si rilevi il mancato o l’errato utilizzo del flusso Uniemens da parte del datore di lavoro, la domanda è accoglibile e la prestazione spettante deve essere liquidata sulla base della documentazione, prodotta dall’interessato, attestante i dati retributivi e contrattuali necessari…..”

La protesta dei docenti con supplenze. Oggi i docenti con supplenze non intendono assolutamente rinunciare alla protesta per ottenere ciò cui hanno diritto e chiedono arrabbiati e delusi che la Direzione Generale dell’INPS e la Direzione Generale del Tesoro intervengano tempestivi per porre rimedio a questo danno economico arrecato ai tanti insegnanti della scuola pubblica.

Come fare per il ricorso dei docenti con supplenze. Per sollecitare gli uffici competenti, si ricorda che i supplenti vittima di questo empasse burocratico, possono scrivere alla direzione centrale dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, tramite posta rigorosamente certificata (PEC), all’indirizzo mail [email protected] nonché al Dipartimento Funzione Pubblica, sempre tramite mail a [email protected]

E due. Qui l'INPS fa lo sgherro del governo, invece di aiutare chi è stato ingiustamente penalizzato, aiuta a pugnalarlo.


Mi sembra un ottimo esempio del livello di crisi a cui siamo arrivati e che non conoscevo.
Lo Stato non ha i soldi per pagare i contributi di chi lavora, che dovrebbero servire per pagare le pensioni generose alle quali la Corte Costituzionale vieta il ridimensionamento.
Quindi si ridimensionano gli ospedali riducendo il personale che pagherà meno contributi, si ridimensiona la scuola (idem), si ridimensionano gli enti locali ecc. ecc. si taglia sui farmaci, finisce la cassa integrazione ma i diritti acquisiti non si possono toccare anche se la pensione è un servizio pubblico.

Squinzi vuole 5 miliardi, ma non ha ancora detto dove si devono prendere.
Io lo dico da un anno.
Vanno ridimensionate le pensioni INPS sopra ad un certo livello e vi devono confluire tutte le casse dei professionisti che erogano pensioni ancora più generose.

Pochi giorni fa mi diceva una mamma che le figlie saranno in classi da 32 alunni.
I progetti del sisma in abruzzo approvati da un anno e mezzo sono senza finanziamenti, ma dovrò pagare le rate di Inarcassa. Quanto si può andare avanti così?

Le imprese che hanno fatto i lavori per lo Stato falliscono con milioni di crediti. Ma i 50 miliardi delle casse a cosa servono? A comperare i derivati, gli hedge fund con rating B-.

http://www.signoraggio.it/perche-amato- ... -personam/

Ecco cosa ci paghiamo con l'IVA che noi non rivedremo mai.

Forse tu pensavi che proponevo di andare in INPS a prendere la manna dal cielo?
C'è da entrarci per trovare i soldi che Squinzi non sa dove prendere.

Se invece pensi che debba continuare tutto così e che le casse restino autonome, visto che abbiamo aspettato venti anni, possiamo aspettarne altri 5 e mi auguro che abbia ragione tu.

Solo che se per disgrazia dovessi aver ragione io, tra cinque anni avremo i precari della scuola con 5 anni di contributi arretrati e Squinzi che verrà a bussare alle porte delle casse con una bella patrimoniale totale.

Ecco il ping-pong che stiamo facendo per non vedere quali sono le spese da tagliare
http://www.corriere.it/economia/13_sett ... 6df6.shtml

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... d=AbT70rVI
«Non siamo per il tutto e subito. Proponiamo cose urgenti da fare, non crediamo nei miracoli, conosciamo la situazione della finanza pubblica, ma vogliamo credere nella possibilità di reperire risorse necessarie per tagliare innanzitutto il cuneo fiscale».
Nicoletta Picchio - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/ctpmn

Quindi se c'è arrivato Squinzi a 70 anni, non pretendo che ci arrivi in 24 ore.

http://www.istat.it/it/assistenza-e-previdenza
Come pensi di abbassare la collinetta nel grafico?
Con altre chiacchiere?

Per ritornare alla sostenibilità fiscale di prima della crisi, tutte le pensioni andrebbero tagliate del 15% (2%/14,5%)

Con questa schiera di politici che pensa solo alle elezioni. Dobbiamo aspettare ancora?

Mario Monti ‏@SenatoreMonti 18 Feb
“La situazione era tale che lo Stato italiano non sarebbe arrivato nel corso del 2012 a pagare le pensioni” ST #ariachetira

Berlusconi2013 ‏@berlusconi2013 18 Feb
#Berlusconi: Le pensioni,dove spendiamo 250 mld,non possiamo toccarle.Ma nella P.A. ci sarà il blocco del turn over #Confindustria
Espandi


Mario Monti ‏@SenatoreMonti 17 Feb
“La riforma delle pensioni andava fatta ma veniva sempre rimandata. Il nostro governo la ha fatta in 3 settimane“ ST #Rainews24


Berlusconi2013 ‏@berlusconi2013 17 Feb
#Berlusconi: Non toccheremo le pensioni e nemmeno gli stipendi @MediasetTgcom24
Espandi

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