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MessaggioInviato: venerdì 4 ottobre 2013, 19:50 
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krik ha scritto:
1) Aspetto il ringraziamento a quando mi dirai che non c'era alcun vantaggio dalla GS Inarcassa. Arrivederci in INPS.
... omissis ...

2) Quello che mi fa un poco ridere è il discorso della categoria separata. Quando vai al supermercato, ti dividono a seconda della categoria? La previdenza deve essere la stessa cosa.
Se vai all'ospedale, se sei dipendente ti tengono di più o ti guardano meglio?
E finiamola con la solidarietà della categoria che qui ci stiamo massacrando a vicenda.


1) Se vuoi ti ringrazio sin d'ora. Hai perfettamente ragione, il vantaggio era unilaterale, unicamente economico, ed esclusivamente per i "puri". Ma non hanno capito un c .... :azz:
1.a) Inoltre i "puri" con l'espediente di GS INPS, pensavano di farci fuori definitivamente dal mercato della libera professione, più o meno alla stessa maniera dei giovani "senza pedigree" e di quelli "senza studio tecnico avviato". Basta inventarsi: la formazione obbligatoria, l'assicurazione professionale, ecc..
Ora che ci penso, avrei la necessità di sgranchirmi le braccia ...... c'è un De-mistificatore in giro? Si accettano prenotazioni!

2) Chiaramente non è una questione di solitudine! Come pure stare in GS Inarcassa, immagino sarebbe avvenuto alla stessa stregua dei divorziati nella stessa abitazione, però con la speranza di un nuovo matrimonio (e in futuro di menti più aperte). La questione di principio è nell'averci raggirati e sopratutto quanto riportato nel p.to 1.a), ovvero la nostra eliminazione.


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MessaggioInviato: venerdì 4 ottobre 2013, 19:56 
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krok ha scritto:
krik ha scritto:
1) Aspetto il ringraziamento a quando mi dirai che non c'era alcun vantaggio dalla GS Inarcassa. Arrivederci in INPS.
... omissis ...

2) Quello che mi fa un poco ridere è il discorso della categoria separata. Quando vai al supermercato, ti dividono a seconda della categoria? La previdenza deve essere la stessa cosa.
Se vai all'ospedale, se sei dipendente ti tengono di più o ti guardano meglio?
E finiamola con la solidarietà della categoria che qui ci stiamo massacrando a vicenda.


1) Se vuoi ti ringrazio sin d'ora. Hai perfettamente ragione, il vantaggio era unilaterale, unicamente economico, ed esclusivamente per i "puri". Ma non hanno capito un c .... :azz:
1.a) Inoltre i "puri" con l'espediente di GS INPS, pensavano di farci fuori definitivamente dal mercato della libera professione, più o meno alla stessa maniera dei giovani "senza pedigree" e di quelli "senza studio tecnico avviato". Basta inventarsi: la formazione obbligatoria, l'assicurazione professionale, ecc..
Ora che ci penso, avrei la necessità di sgranchirmi le braccia ...... c'è un De-mistificatore in giro? Si accettano prenotazioni!

2) Chiaramente non è una questione di solitudine! Come pure stare in GS Inarcassa, immagino sarebbe avvenuto alla stessa stregua dei divorziati nella stessa abitazione, però con la speranza di un nuovo matrimonio (e in futuro di menti più aperte). La questione di principio è nell'averci raggirati e sopratutto quanto riportato nel p.to 1.a), ovvero la nostra eliminazione.


Hai dimenticato che ero stato chiarissimo su come la penso sul doppio lavoro.

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MessaggioInviato: venerdì 4 ottobre 2013, 20:19 
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krik ha scritto:
Hai dimenticato che ero stato chiarissimo su come la penso sul doppio lavoro.


Sono ultra certo, della mia limpidezza sulla questione della precarietà, della Costituzione, ecc.
Diversamente, credo che bisognerà riscrivere interamente una nuova Costituzione (senza principi di libertà ed buttando al vento 66 anni di storia). Un piccolo esempio, cominciando dall'art. 1: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Fondata su che?


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MessaggioInviato: lunedì 7 ottobre 2013, 17:51 
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ARTICOLO INTERAMENTE TRATTO DAL SITO WEB "SCENARI ECONOMICI"
http://www.scenarieconomici.it/ecco-perche-la-riduzione-del-cuneo-fiscale-nel-2014-promessa-da-letta-e-una-barzelletta/

Ecco perche’ la Riduzione del Cuneo Fiscale nel 2014 promessa da Letta e’ una barzelletta
L’IPOTESI DI RIDUZIONE DEL CUNEO FISCALE DEL GOVERNO LETTA


Vorrei ragionare insieme a voi sulla Riduzione del Cuneo Fiscale che Letta ha preannunciato per il 2014. Si parla di un taglio del cuneo fiscale il prossimo anno per 4-5 miliardi di euro, somma che includerebbe gli interventi di alleggerimento per le imprese e per i lavoratori. In sintesi 2,0-2,5 miliardi andrebbero alle Imprese, verosimilmente riducendo le aliquote IRAP perlomeno sulla componente costo del Lavoro, e 2,0-2,5 miliardi andrebbero in riduzione IRPEF per Lavoratori Dipendenti, verosimilmente attraverso una rimodulazione delle detrazioni.

Il tutto non si sa bene come verrebbe finanziato, ma ovviamente parte attraverso riduzioni di spesa, parte attraverso tasse (si parla di incremento dell’aliquota IVA di base attualmente al 4%).

Immagine
ANALISI NUMERICA E STORICA

Premesso che una riduzione del Cuneo fiscale e’ certamente qualcosa di apprezzabile, vorremo darvi qualche numero e dato per farvi sostanzialmente capire che stiamo parlando di briciole:

1) IL FALLIMENTO DELLA RIDUZIONE DEL CUNEO FISCALE ATTUATA NEL 2007
Pochi sanno che una riduzione del cuneo fiscal di analoga entita’ fu fatta da Prodi nel 2007 (La Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori ed imprese attuata da Prodi nel 2007), con effetti sostanzialmente nulli sull’economia.

2) PER LE IMPRESE RIDUZIONE DEL COSTO DEL LAVORO DELLO 0,4% CONTRO IL 25% NECESSARIO
Sul fronte Imprese, parliamo di una riduzione del Costo del Lavoro di 2,0-2,5 miliardi, pari allo 0,4% circa del Monte Salari. L’Impatto sul CLUP (Costo del Lavoro per Unita’ di Prodotto) e’ sostanzialmente irrilevante. Ricordiamoci che l’Italia ha accumulato un differenziale di andamento del CLUP dell’ordine del 25% con la Germania in 15 anni: questa misura in sintesi non coprirebbe neanche il 2% del differenziale accumulato, per cui non vi saranno sostanziali ritorni macroeconomici.

Immagine

3) PER I LAVORATORI UN “CONTENTINO” CHE VERRA’ DIVORATO DA ALTRE TASSE
Sul fronte lavoratori, rammentiamoci che vi sono in Italia circa 18 milioni di Lavoratori Dipendenti, di cui circa 15 milioni nel settore privato. Se la misura fosse fatta attraverso ritocchi delle detrazioni, verrebbero esclusi dal provvedimento i lavoratori piu’ benestanti. In pratica, verosimilmente ed a seconda del perimetro di intervento, verrebbero coinvolti circa 12-15 milioni di Lavoratori. La detassazione conseguente dovrebbe essere dell’ordine dei 130-200 euro all’anno, equivalenti a 10-15 euro al mese. Parliamo di incrementi dei salari netti dell’ordine dello 0,5-1,2%. Si badi bene che negli ultimi anni la componente netta della busta paga s’e’ fortemente ridotta, a causa di: inasprimento addizionali IRPEF regionali e comunali, crollo erogazioni straordinari e premi ad incentivo, non rinnovo di moltissimi contratti. Per le tasche dei Lavoratori, questo taglio non riuscirebbe neanche a compensare il recente aumento dell’aliquota IVA al 22%. Se poi, parte di questo taglio fiscale fosse finanziato con altre tasse (c’e’ da scommetterci) l’effetto sarebbe perfino negativo (in linea con gli anni recenti).

COL GOVERNO LETTA PER ORA IL SALDO TASSE-SPESE VEDE PER ORA UNA LEGGERA CRESCITA DI ENTRAMBE

Vi rammentiamo che l’attuale Governo Letta ad oggi non ha ridotto le Tasse, ma anzi vedendo complessivamente I provvedimenti (I provvedimenti dei primi mesi del Governo Letta al microscopio: “Molto rumore per nulla” ) le ha aumentate.

CONCLUSIONI: UNA SOSTANZIALE PRESA IN GIRO CHE NON CAMBIERA’ LA DINAMICA ECONOMICA NEGATIVA DELL’ITALIA

Ridurre il cuneo fiscale e’ certamente qualcosa di apprezzabile. Il punto e’ che:

a) I numeri in gioco sono sostanzialmente ridicoli e minimi (come visto), e lontani anni luce dalle entita’ necessarie, per cui l’effetto sara’ analogo a quello dello stesso provvedimento nel 2007 (sostanzialmente nullo).

b) Nel 2014 l’Europa tornera’ alla carica col famoso rientro del 3%, per cui sono prevedibili correzioni, che sminuiranno tale provvedimento, e contestualmente incrementi di tassazione in altri settori

c) L’attuale governo, come visto, ha molta propensione ai proclami, ma in questi mesi, complessivamente non s’e’ mosso per niente nella direzione di forti riduzioni fiscali e di tagli alla spesa pubblica

In sintesi, sono tutte balle. La dinamica economica negativa dell’Italia non potra’ certamente mutare da provvedimenti di queste modeste dimensioni.

http://www.ingegneri.info/forum/viewtopic.php?p=405666#p405666


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MessaggioInviato: martedì 8 ottobre 2013, 1:22 
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Ma la crescita si rilancia con l'aumento dell'IVA o con la diminuzione dei contributi?
A mio avviso prima devono diminuire tutte le imposte indirette e le tasse, non le imposte dirette che sono legate ai contributi oltre che l'IRPEF.

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MessaggioInviato: martedì 8 ottobre 2013, 20:40 
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krik ha scritto:
Ma la crescita si rilancia con l'aumento dell'IVA o con la diminuzione dei contributi?
A mio avviso prima devono diminuire tutte le imposte indirette e le tasse, non le imposte dirette che sono legate ai contributi oltre che l'IRPEF.


IMPOSTE DIRETTE (sono dirette le imposte che sono correlate alla ricchezza, ...)
Imposta sul reddito delle persone fisiche (l'IRPEF è legato ai redditi: fondiari, di capitale, di lavoro dipendente, di lavoro autonomo, di impresa, redditi diversi).
Imposta sul reddito delle società (l'IRES, è legato al reddito delle società)
Imposta regionale sulle attività produttive (l'IRAP è legato al reddito delle Imprese)
Imposta sostitutiva sui redditi da capitale (l'ISOS è legato al reddito di capitali)
Imposta municipale propria (l'IMU è legata alla componente immobiliare del patrimonio)
Contributo soggettivo (è legato al reddito imponibile del professionista)

IMPOSTE INDIRETTE (sono indirette le imposte correlate alla ricchezza nel momento in cui viene trasferita o viene consumata)
Imposta di registro
Accisa
Imposta ipotecaria
Imposta catastale
Imposta di bollo
Imposta sulle pubblicità
Imposta sulle successioni e donazioni
Imposta sulle assicurazioni
Imposta sul valore aggiunto (IVA)
Imposta sul consumo e di fabbricazione
Imposta sugli intrattenimenti
Contributo integrativo

http://it.wikipedia.org/wiki/Imposta

I tagli alla spesa pubblica inducono automaticamente tagli alle entrate fiscali e, viceversa, tagli delle imposte provocano automaticamente riduzioni della spesa. Questo vale in particolare per spese quali stipendi e pensioni: una riduzione, o mancato aumento, provoca automaticamente una perdita (o mancato introito) di Irpef e contributi sociali.
....omissis .... Se, per esempio, si opera un taglio di spesa tagliando le pensioni ... omissis ... occorre automaticamente prevedere una riduzione del gettito Irpef proveniente da tali pensioni. In sostanza, nel momento in cui si iniziano a fare progetti su come tagliare le tasse dopo il taglio della spesa occorre tener conto che non tutta la riduzione della spesa è disponibile per la riduzione delle tasse; in parte essa è già automaticamente determinata dalla natura dei tagli.


Pag. 11: http://www.fermareildeclino.it/sites/default/files/users/fabio.lazzari/punto02programmacompleto.pdf

Conclusione:
1) non stai pensando alle pensioni d'oro ed ai diritti quesiti per risolvere il problema della copertura finanziaria, oppure ...
2) la vedo dura, diminuire prima tutte le imposte indirette (immagino che la frase azzardata, sia legata alla tua idea sull'IVA) e le tasse e solo dopo le imposte dirette. Mentre è possibile avere una immediata diminuzione delle tasse (ovvero somma di denaro dovuta dai privati cittadini allo Stato come corrispettivo per la prestazione a suo favore di un servizio pubblico);
3) la riduzione del cuneo fiscale, contempla la riduzione del costo del lavoro per le Imprese? Oppure come pensi di realizzarla?
krik ha scritto:
Non si compensano le mele con le pere.


krik ha scritto:
per essere efficace l'entità di un taglio del cuneo fiscale deve essere misurata nelle decine di miliardi, non in unità


krik ha scritto:
Per rilanciare l'economia vanno tagliate le imposte indirette e immessi tali risparmi nelle buste paga degli operai.


http://www.ingegneri.info/forum/viewtopic.php?p=406008#p406008


Ipotesi sulla riduzione del disavanzo?
Il risparmio privato è destinato a finanziare il disavanzo di bilancio oppure gli investimenti. Non bisogna quindi essere dei geni per concludere che la riduzione del disavanzo di bilancio permette di liberare parte del risparmio, ed aumentare gli investimenti.

I= S – (G – T)
investimento = risparmio privato – disavanzo di bilancio

L’investimento deve essere uguale al risparmio totale – cioè al risparmio privato meno il disavanzo di bilancio (che equivale a un risparmio negativo da parte del governo).
È quindi sempre vero che, a parità di risparmio privato, se il governo riduce il suo disavanzo – aumentando le imposte o riducendo la spesa pubblica – gli investimenti devono necessariamente aumentare.
Il punto cruciale di questa argomentazione è: a parità di risparmio privato (ricordi secondo "Utente Cancellato" qual'è il miglior risparmio)? Una stretta fiscale, infatti, influenza anche il risparmio privato, in quanto riduce la produzione, il reddito, e quindi anche il consumo. Dal momento che il consumo diminuisce meno che proporzionalmente rispetto al reddito, una stretta fiscale riduce anche il risparmio privato. E nulla vieta che diminuisca più della riduzione del disavanzo di bilancio, provocando in tal modo una riduzione e non un aumento dell’investimento. In sintesi, una stretta fiscale potrebbe ridurre l’investimento. Guardando al caso opposto, un’espansione fiscale – cioè una riduzione delle imposte o un aumento della spesa pubblica – potrebbe aumentare l’investimento.

Si pensa, che i tagli fiscali USA del 2001 e 2002 abbiano causato disavanzi di bilancio ampi e duraturi. Alcuni sostengono che i tagli delle imposte avrebbero dovuto essere temporanei, per aiutare l’economia a uscire dalla recessione, ma che subito dopo sarebbero dovuti terminare.
Invece, i tagli fiscali sono stati permanenti; nonostante l’economia statunitense sia oggi nel bel mezzo di una forte espansione, il disavanzo di bilancio è ancora elevato e si calcola che rimarrà tale per almeno tutto il resto del decennio. Questo in futuro causerà molti problemi.

http://www.mulino.it/aulaweb/risorse/12798/stud/box_cap05.htm#recessione


Ultima modifica di krok il martedì 8 ottobre 2013, 21:45, modificato 2 volte in totale.

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MessaggioInviato: martedì 8 ottobre 2013, 21:45 
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Ho trovato chi mi copia
http://www.fermareildeclino.it/articolo ... e-laumento

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MessaggioInviato: martedì 8 ottobre 2013, 21:55 
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krik ha scritto:


Non vedo dove ti copiano!

Titolo: IVA, applicare il metodo contributivo alle pensioni più alte per cancellare l'aumento dell'imposta

La copertura finanziaria necessaria a evitare l’aumento dell’IVA è stimata attorno ai 4 miliardi di euro. È la cifra che si chiede a tutti gli Italiani di versare all’erario con i loro acquisti.

Se anziché tagliare indiscriminatamente le pensioni più elevate si applicasse ad esse il metodo contributivo, avremmo un risparmio stimabile, in via prudenziale, attorno ai 4 miliardi di euro

Il Governo è chiamato a percorrere entrambi le strade se intende bloccare l’IVA e ridurre la pressione fiscale, in particolare sul lavoro e le imprese, nella misura necessaria a far ripartire l’economia.

Non si tratta di un’imposta come il contributo straordinario travolto dalla corte costituzionale. Il contributo straordinario era una tassa e per questo non poteva colpire solo i pensionati che guadagnavano più di 90 mila euro. L’applicazione del metodo contributivo è un modo per correggere i criteri di determinazione dei trattamenti pensionistici in modo equo e proporzionato.

TU ERI PER IL SISTEMA A RIPARTIZIONE, inoltre occorre verificare se "retributivo o contributivo a ripartizione"


Ultima modifica di krok il martedì 8 ottobre 2013, 21:59, modificato 3 volte in totale.

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MessaggioInviato: martedì 8 ottobre 2013, 21:55 
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Secondo "Utente Cancellato" il risparmio privato deve seguire le 4 fasi della matrice di Boston:
a) investimento in proprio per far crescere la propria attività e la propria famiglia, e quindi una bassa aliquota previdenziale aiuta (fase "stars");
b) investimento con dosaggio delle proprie energie fisiche ed economiche, meglio spendere per collaboratori che "scoppiare", purché il reddito salga (fase "question marks");
c) cercare di ottenere il massimo risultato economico, sapendo che si cominciano a perdere i primi colpi, la pensione non è più lontanissima, investire nel primo pilastro da il massimo risparmio fiscale, e quindi diventa il miglior investimento fase "cash cow")
d) infine, nella fase "dog", salvare il salvabile.


Inutile dire che, in Inarcassa, le pensioni più alte, passando al contributivo, diverrebbero ancora più alte, a partire da redditi medi di 60.000 €, quindi per pensioni retributive da 50.000 in su.
Adesso ho un po' perso i ricordi su calcoli che avevo fatto per i pensionati INPS, posso sbagliarmi di 10.000 euro, e tutti quelli che sforano il tetto pensionale andrebbero in ginocchio fino a Pompei per ringraziare la Madonna.


Ultima modifica di Utente cancellato il martedì 8 ottobre 2013, 22:04, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: martedì 8 ottobre 2013, 22:08 
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Iscritto il: martedì 30 aprile 2013, 21:48
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P.S. Ovviamente considerando tutti i contributi pagati, e tutta la popolazione con reddito medio pensionabile sopra 60.000 (max 70.000).


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