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Autore Messaggio
MessaggioInviato: lunedì 9 maggio 2016, 10:02 
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Iscritto il: giovedì 16 luglio 2015, 20:27
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Prima mi ero dimenticato di dire che alla Infineon avevo mandato l'application proprio come digital design, posizione che è ancora aperta sul sito. Ma sono stato contattato, e ho fatto il colloquio, per la posizione come Product engineer. Ora, io non so la logica, ma visto che le domande (scritte e orali) erano su tutto il range delle conoscenze (dalla digitale all'analogica), e avendo io scritto nella foglio di presentazione di voler lavorare come progettista (essendo sincero: non ho adattato la risposta alla posizione per cui mi stavano facendo il colloquio), non vedo perché non darmi la possibilità, una volta che ero lì, quantomeno di dirmi perché non ero eleggibile per la posizione per cui mi ero inizialmente candidato.

In ogni caso la mia preoccupazione, come avevo raccontato nelle pagine precedenti, è la spirale autodistruttiva in cui mi sono cacciato. Lo stress e la frustrazione mi portano a fare pessime performance nei colloqui, e questo alla Infineon ne è un esempio, uno dei peggiori mai fatti. Inoltre non riesco a studiare seriamente gli argomenti che ipotizzo mi chiedano. Nel frattempo il demansionamento mi sfianca perché da un lato il tempo passa, sul mio CV rimane questo marchio di firmware engineer (e infatti mi stanno chiamando varie aziende, purtroppo sempre di consulenza, per questa mansione) nonostante non stia acquisendo reali competenze nemmeno in questo campo (forse questa è la cosa più grave...aldilà delle mie passioni e aspirazioni, piangerei con un occhio solo se stessi imparando DAVVERO a fare l'embedded software engineer). In 6 mesi aver lavorato un totale di 3 settimane senza un formale affiancamento/formazione lo trovo grottesco...per poi sentirmi dire dalla manager consulente che il capo dell' R&D non mi vede autonomo e quindi devo tornare in sede. Per esempio adesso, risolto il problema, sono di nuovo qui a non far niente, con tutta l'ansia annessa e connessa.

Appare chiaro che mi hanno assunto solo per gli sgravi fiscali mentendomi sulla mansione di rifeirmento, tra l'altro non lo hanno fatto solo con me e nell'ultimo periodo c'è un fenomeno di licenziamento in massa da questa di società di consulenza. Fosse per me mi licenzierei subito, tornerei a casa studiando come si deve per i colloqui e soprattutto riprendendo un po' di serenità mentale che questi tizi mi hanno prosciugato, e poi un po' più consapevole del mondo del lavoro farei colloqui mirati. Purtroppo sono assolutamente consapevole che cercare un posto di lavoro da disoccupato è molto diverso da cercarlo da occupato, per il potere contrattuale ecc, e poi nella mia particolare situazione purtroppo non posso rinunciare a questo stipendio attualmente.

Una brutta situazione, capisco che per qualcuno senza lavoro sentire le lamentele di una persona che a 26 anni guadagna 1700 euro al mese ed è in regola potrebbe apparire oltraggioso, ma il malessere che vivo a lavoro (ma anche fuori per altre ragioni che qui sarebbero OT) è paragonabile, come risultato in termini di stress, a non avercelo un lavoro.


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MessaggioInviato: lunedì 9 maggio 2016, 11:42 
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Iscritto il: sabato 31 dicembre 2011, 16:05
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Pensieri sparsi: se ti senti così frustrato e stressato ti farebbe bene parlare con un professionista che ti aiuti a mettere le idee in ordine (psicoterapia), che è il passo n.1 per poter anche solo sperare di avere successo nella vita. Quello che ti serve poi è un lavoro qualunque che abbia a che fare con un settore che ti interessa e in cui si investa in crescita e formazione; in pratica dovresti entrare da junior all'estero accettando uno stipendio basso (che comunque è più o meno quello che guadagni adesso in Italia, probabilmente anche di più).
Questo ti consentirà di sentire che stai andando da qualche parte, e nel giro di due anni starai probabilmente molto meglio.
Se conosci solo l'inglese hai solo UK e forse Olanda come alternative, oltre ovviamente a Italia e svizzera italiana.
Ovviamente a quanto capisco ci stai provando da mesi a proporti in UK quindi non c'è molto altro da aggiungere, a parte raffinare un po' le tecniche e il target. Ah, la consulenza all'estero funziona in modo molto diverso dall'Italia ed è una buona opportunità per poter vedere da vicino diversi ambiti di lavoro, e magari capire bene cosa ti piace fare e cosa davvero non ti piace fare, ma in un ambiente sano e con uno stipendio adeguato.


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MessaggioInviato: martedì 10 maggio 2016, 20:26 
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Iscritto il: mercoledì 30 gennaio 2013, 20:17
Messaggi: 242
Cita:
il malessere che vivo a lavoro (ma anche fuori per altre ragioni che qui sarebbero OT) è paragonabile, come risultato in termini di stress, a non avercelo un lavoro.

Lasciando stare le tue questioni personali, pur comprendendo la tua insoddisfazione del tutto legittima, senza fare inutile retorica, non si può essere d'accordo con questa affermazione in nessun modo.


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MessaggioInviato: mercoledì 11 maggio 2016, 14:21 
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Iscritto il: mercoledì 27 settembre 2006, 12:03
Messaggi: 644
Ciao deltax, mi dispiace quanto ti stia accadendo però ti consiglio di trarre il massimo da questa esperienza.
Faccio qualche considerazione:

1)ora sei un firmware engineer con esperienza quindi le aziende preferiranno te a un neo lureato
2) cerca di non farti nemici
3) se nn sai che fare a lavoro sfrutta quel tempo per studiare e ampliare le conoscenze sul micro processore che stai utilizzando e inizia a studiare dei bus che offronio possibilità lavorative come l'amba l'Axi e il can
4) se proprio vuoi cercare di migrare sulle FPGA parti da dove sei ovvero dai microprocessori. Piuttosto che interstardirti col VHDL e lo sviluppo RTL inizia a studiare qualche sistema ibrido microprocessore + fpga. Ad esempio Zynq o i soft processor microblaze e nios 2. In questo modo il tuo curriculum apparirà meno slegato.
5) scrivi bene il curriculum
6) purtroppo paghi la specializzazione che hai preso. oggi se non ti specializzi in sistemi embedded o al limite microonde il progettista non lo fai. te lo dico da docente, nel mio ateneo chi non è specializzato in tali settori finisce a fare l'impiegato in telecom, wind, poste ecc ecc occupandosi di software o sap.


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MessaggioInviato: mercoledì 11 maggio 2016, 23:03 
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Iscritto il: giovedì 16 luglio 2015, 20:27
Messaggi: 233
Ciao svip, grazie per la risposta e per i consigli. Credo che alcune cose siano piú complesse e, purtroppo per me, non giocano a mio favore.
Per esempio, teoricamente io sono,un firmware emgineer con esperienza, ma alla luce di ció che ho raccontato, ovvero prolungata inattività e lavoro sostanzialmente da bug fixer, si puó dire che questa esperienza sia inesistente. Sicuramente posso trarne insegnamenti dall aver visto da vicino l'organizzazione aziendale di una multinazionale, seppur nom entrando nello specifico delle competenze tecniche; questa carta me la possl sicuramente giocare. Ma se anche volessi mettermi alla pari di un neolaureato, penso che le aziende si farebbero qualche domanda sulla mia storia, sul perchè pormi allo stesso piano, ed in ogni caso sceglierebbero il neolaureato per il minor costo e magari per una maggiore freschezza nei concetti teorici che si trovano nei test, e che anche io dovreo ripassare o adorottira ristudiare.
Il consiglio di non farmi nemico è logico, non sono un guerrafondaio. Ho ingoiato la pillola amara di sentirmi cazziato per la situazione paradossale che loro stessi hanmo creato. Nonostante tutto, quando me ne andró, non sbatteró la porta. Mi da estremamente fastidio, ma mentiró sulle reali motivazioni. Non credo tuttavia che loro facciano ugualmente: se interpellati, sono sicuro che non si faranno problemi a definirmi un lavoratore demotivato e magari pigro. Ancora una volta, tralasciando che loro hanno provocato ció, la mia colpa è stata quella di aver accettato un posto senza una job spec chiara. Faró tesoro anche do questo insegnamento. Inoltre, non possp essere io il problema, dato che abbiamo creato un gruppetto di colleghi con lo stesso identico problema...nel loro caso ancor piú grave, essendo ing. Informatici in una società di consulenza informatica.

Per il resto, grazie dei consigli tecnici, li terró a mente


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MessaggioInviato: martedì 24 maggio 2016, 10:06 
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Iscritto il: giovedì 16 luglio 2015, 20:27
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Ho preso la decisione, sofferte (e assolutamente NON voglio difenderla strenuamente, anzi le probabilità che abbia fatto una cazzata sono alte) e mi sono licenziato.
Ma non sto scrivendo per questo, vorrei un parere da voi per leggere questa situazione assurda. Agli altri che si sono licenziati di recente, le dimissioni sono state accolte quasi con disinteresse. Io, nonostante abbia preso molte ferie, malattia, e abbia dimostrato disinteresse quando ero nel cliente (in due parole: mi sono mostrato inaffidabile, a volte anche volontariamente), alla mia volontà di andarmene ho ricevuto solo richieste di pensarci, quale sia la probabilità che io rimanga, che mi vogliono proporre ad un buon cliente ecc.
Ho pensato a tante cose, in particolare al fatto che che i capi della società vedendo tutta questa emorragia di gente dalla società satellite decideranno di ridimensionarla, e quindi i manager si stanno cagando sotto. Di sicuro, però, questo è anche uno dei motivi che mi spingono andarmene: non esiste che una persona, a causa di 6 mesi continui di "scarico", come lo definiscono in consulenza, diventa super demotivato e gli fa scazzare i clienti, e fanno di tutto per tenerlo.
EDIT: come non detto, il partner, probabilmente vedendomi risoluto verso le risposte nei confronti della manager, non mi ha fatto nessuna proposta. In compenso mi ha chiesto scusa per l'incomprensione dell'assunzione, addossando un po' delle colpe al cliente, e tutto sommato si è dimostrato comprensivo e gentile. Non so quanto questa gentilezza sia sincera, fatto sta che mi ha detto (ma io lo sapevo già) che si stanno licenziando in massa quindi c'è un problema da risolvere.


Ultima modifica di deltax il lunedì 30 maggio 2016, 11:58, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: lunedì 30 maggio 2016, 11:58 
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Iscritto il: giovedì 16 luglio 2015, 20:27
Messaggi: 233
DOMANDA : ho fatto un colloquio con un società di consulenza da poco in Italia, che è fortemente presente nel mercato dei semiconduttori all'estero, e comunque dell'elettronica. Ho risposto anche decentemente alle domande tecniche, e la mia passione per il settore è stata cristallina. Il manager si è segnato i nomi dei miei superiori nella società automotive cliente, e non di Reply. Il manager di Reply si era dimostrato disponibile anche per un eventuale lettera di referenze, per quanto riguarda la società automotive invece, dove ho dato il peggio di me (volontariamente o meno) ho fortemente paura che diano un feedback negativo. Cosa posso fare? Pensavo di contattare un ragazzo di quella società, molto comprensivo, che è in ottimi rapporti con il capo dell'R&D, per dirgli nel caso di essere quantomeno comprensivi dopo quello che era successo, nel dare un feedback. Pensate sia una buona idea?


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MessaggioInviato: lunedì 30 maggio 2016, 12:41 
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Iscritto il: mercoledì 28 ottobre 2015, 18:52
Messaggi: 432
deltax ha scritto:
DOMANDA : ho fatto un colloquio con un società di consulenza da poco in Italia, che è fortemente presente nel mercato dei semiconduttori all'estero, e comunque dell'elettronica. Ho risposto anche decentemente alle domande tecniche, e la mia passione per il settore è stata cristallina. Il manager si è segnato i nomi dei miei superiori nella società automotive cliente, e non di Reply. Il manager di Reply si era dimostrato disponibile anche per un eventuale lettera di referenze, per quanto riguarda la società automotive invece, dove ho dato il peggio di me (volontariamente o meno) ho fortemente paura che diano un feedback negativo. Cosa posso fare? Pensavo di contattare un ragazzo di quella società, molto comprensivo, che è in ottimi rapporti con il capo dell'R&D, per dirgli nel caso di essere quantomeno comprensivi dopo quello che era successo, nel dare un feedback. Pensate sia una buona idea?


non credo sia una buona idea, dipende dalla persona a cui ti stai rivolgendo, potresti ottenere l'effetto contrario.

io piuttosto in prima istanza avrei fornito dei nomi di persone nella societa' cliente, colleghi anche se non responsabili diretti, per cui ero sicuro del loro feedback *non negativo*


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MessaggioInviato: lunedì 30 maggio 2016, 13:48 
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a.d3angel1s ha scritto:
deltax ha scritto:
DOMANDA : ho fatto un colloquio con un società di consulenza da poco in Italia, che è fortemente presente nel mercato dei semiconduttori all'estero, e comunque dell'elettronica. Ho risposto anche decentemente alle domande tecniche, e la mia passione per il settore è stata cristallina. Il manager si è segnato i nomi dei miei superiori nella società automotive cliente, e non di Reply. Il manager di Reply si era dimostrato disponibile anche per un eventuale lettera di referenze, per quanto riguarda la società automotive invece, dove ho dato il peggio di me (volontariamente o meno) ho fortemente paura che diano un feedback negativo. Cosa posso fare? Pensavo di contattare un ragazzo di quella società, molto comprensivo, che è in ottimi rapporti con il capo dell'R&D, per dirgli nel caso di essere quantomeno comprensivi dopo quello che era successo, nel dare un feedback. Pensate sia una buona idea?


non credo sia una buona idea, dipende dalla persona a cui ti stai rivolgendo, potresti ottenere l'effetto contrario.

io piuttosto in prima istanza avrei fornito dei nomi di persone nella societa' cliente, colleghi anche se non responsabili diretti, per cui ero sicuro del loro feedback *non negativo*

purtroppo mi ha chiesto specificatamente il nome del superiore a cui facevo riferimento...


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MessaggioInviato: lunedì 30 maggio 2016, 14:23 
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Iscritto il: sabato 31 dicembre 2011, 16:05
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Raccontagli quello che hai raccontato a noi, e fallo in modo il più diplomatico possibile. Ossia digli che non ti sei trovato bene perchè non eri stato messo nelle condizioni di lavorare, e che anche parlando col tuo manager nessuno era mai disponibile a darti una mano per lavorare al meglio (considerando anche la giovane età).
Il tuo superiore darà la sua versione dei fatti e tu dovrai essere pronto a difendere la tua, ma la scelta finale spetta a loro.
In ogni caso mostrati sempre professionale e soprattutto onesto e trasparente.


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