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 Oggetto del messaggio: Re: Opportunità lavorative ingegnere
MessaggioInviato: lunedì 30 gennaio 2017, 20:59 
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Iscritto il: venerdì 27 giugno 2014, 19:12
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whiter4bbit ha scritto:

mighty ha scritto:
Chiaro che poi se parli con un ragazzino, cosa gli puoi consigliare? Studia sempre perchè così ti realizzerai? No, bisogna dirgli "fatti più amici possibili e possibilmente, amici ricchi e potenti" e magari scegli l'università "giusta" dove c'è più mercato. Oggi bisogna consigliare questo ai nostri figli.


Non so se l'hai detto con una punta d'ironia, ma è assolutamente vero ed è anche un fatto arcinoto a chi in certi ambienti c'è già dentro. Sono molti i genitori che iscrivono i figli nelle "migliori scuole" perchè sono scuole frequentate dai figli di quelli che definisci ricchi & potenti... Io ho studiato in scuole frequentate da contadini, ma col senno di poi capisco perfettamente la ratio di quelli che iscrivevano i figli in un ambiente di imprenditori.

Il punto è che non puoi prescindere dal primo consiglio - "studia sempre".
In Italia c'è questo doppio mito:
- se studi tanto, ti realizzerai e farai tutto da solo perchè sarai così bravo che non ti servirà altro.
- puoi non studiare niente, ingraziati qualcuno che ti farà il favore e avrai la tua poltrona eterna.

Sono modi di ragionare distorti entrambi.


Non l'ho detto ironicamente, lo penso fortemente anche io e ti dico, l'avessi capito prima di iniziare l'università mi sarei mosso in modo diverso in alcuni frangenti.

Comunque non so, sarò io che sono sfigato o cose del genere, ma io ho visto percentuali ben diverse da quelle che avete descritto (più che 1 su 100 io ne conto 4-5 su 10 di persone "furbe" che hanno trovato il posto a scapito di quelli più bravi), inoltre non vedo come sia possibile che un numero maggiore di laureati possa creare lavoro, soprattutto in settori "fermi" come civile/ambientale, dove se mancano gli investimenti non capisco proprio come possano gli ingegneri creare lavoro, a maggior ragione se una certa quota di essi (e torniamo al discorso della selettività) non essendo molto preparata, non è certo un valore aggiunto in grado di creare lavoro, ma anzi vorrebbe sistemarsi facendo il meno possibile......



a.d3angel1s ha scritto:
la quantita' di laureati, in senso generale in italia, e' tra le piu' basse d'europa. in ingegneria, e' sullo stesso livello di paesi di simili come il regno unito. Aumentare il numero di laureati e' un fatto positivo, perche' avere istruzione superiore genera lavoro. invece qua si vede il numero di laureati come un fattore concorrenziale per strappare un paio di duecento euro in piu' di stipendio. il problema non e' il numero di laureati, il problema sono le politiche occupazionali, la possibilita' di fare impresa, di attrarre investimenti. il numero di laureati non c'entra niente.



mi spiace contraddirti ma nel settore civile/ambientale è proprio così!!!!!! Tante teste che devono accaparrarsi i (pochi) lavori disponibili, facendo prezzi sempre più stracciati (e qualità ovviamente minore) e non in grado di creare alcun lavoro perchè gli investimenti e le commesse sono ferme! Mi spiegate come fa un numero maggiore di laureati a creare lavoro? Spiegatelo in maniera concreta però.

A parte l'ambito R&D, come fa un ingegnere a creare lavoro? Alle aziende sapete quanto gliene frega se ci sono tanti ingegneri in giro a spasso ad "aumentare il numero" dei laureati? Le aziende ti considerano solo se rispondi ad una loro posizione vacante. Non è che se ci sono tanti ragazzi in giro allora a qualcuno viene in mente di prenderli per fare un'opera di carità.


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 Oggetto del messaggio: Re: Opportunità lavorative ingegnere
MessaggioInviato: lunedì 30 gennaio 2017, 21:08 
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Iscritto il: martedì 3 gennaio 2017, 13:06
Messaggi: 40
mighty ha scritto:
whiter4bbit ha scritto:

mighty ha scritto:
Chiaro che poi se parli con un ragazzino, cosa gli puoi consigliare? Studia sempre perchè così ti realizzerai? No, bisogna dirgli "fatti più amici possibili e possibilmente, amici ricchi e potenti" e magari scegli l'università "giusta" dove c'è più mercato. Oggi bisogna consigliare questo ai nostri figli.


Non so se l'hai detto con una punta d'ironia, ma è assolutamente vero ed è anche un fatto arcinoto a chi in certi ambienti c'è già dentro. Sono molti i genitori che iscrivono i figli nelle "migliori scuole" perchè sono scuole frequentate dai figli di quelli che definisci ricchi & potenti... Io ho studiato in scuole frequentate da contadini, ma col senno di poi capisco perfettamente la ratio di quelli che iscrivevano i figli in un ambiente di imprenditori.

Il punto è che non puoi prescindere dal primo consiglio - "studia sempre".
In Italia c'è questo doppio mito:
- se studi tanto, ti realizzerai e farai tutto da solo perchè sarai così bravo che non ti servirà altro.
- puoi non studiare niente, ingraziati qualcuno che ti farà il favore e avrai la tua poltrona eterna.

Sono modi di ragionare distorti entrambi.


Non l'ho detto ironicamente, lo penso fortemente anche io e ti dico, l'avessi capito prima di iniziare l'università mi sarei mosso in modo diverso in alcuni frangenti.

Comunque non so, sarò io che sono sfigato o cose del genere, ma io ho visto percentuali ben diverse da quelle che avete descritto (più che 1 su 100 io ne conto 4-5 su 10 di persone "furbe" che hanno trovato il posto a scapito di quelli più bravi), inoltre non vedo come sia possibile che un numero maggiore di laureati possa creare lavoro, soprattutto in settori "fermi" come civile/ambientale, dove se mancano gli investimenti non capisco proprio come possano gli ingegneri creare lavoro, a maggior ragione se una certa quota di essi (e torniamo al discorso della selettività) non essendo molto preparata, non è certo un valore aggiunto in grado di creare lavoro, ma anzi vorrebbe sistemarsi facendo il meno possibile......



a.d3angel1s ha scritto:
la quantita' di laureati, in senso generale in italia, e' tra le piu' basse d'europa. in ingegneria, e' sullo stesso livello di paesi di simili come il regno unito. Aumentare il numero di laureati e' un fatto positivo, perche' avere istruzione superiore genera lavoro. invece qua si vede il numero di laureati come un fattore concorrenziale per strappare un paio di duecento euro in piu' di stipendio. il problema non e' il numero di laureati, il problema sono le politiche occupazionali, la possibilita' di fare impresa, di attrarre investimenti. il numero di laureati non c'entra niente.



mi spiace contraddirti ma nel settore civile/ambientale è proprio così!!!!!! Tante teste che devono accaparrarsi i (pochi) lavori disponibili, facendo prezzi sempre più stracciati (e qualità ovviamente minore) e non in grado di creare alcun lavoro perchè gli investimenti e le commesse sono ferme! Mi spiegate come fa un numero maggiore di laureati a creare lavoro? Spiegatelo in maniera concreta però.

A parte l'ambito R&D, come fa un ingegnere a creare lavoro? Alle aziende sapete quanto gliene frega se ci sono tanti ingegneri in giro a spasso ad "aumentare il numero" dei laureati? Le aziende ti considerano solo se rispondi ad una loro posizione vacante. Non è che se ci sono tanti ragazzi in giro allora a qualcuno viene in mente di prenderli per fare un'opera di carità.


FINALMENTEEEEEEEEEE........FIAT LUX!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :D :D :D :D :D :D


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 Oggetto del messaggio: Re: Opportunità lavorative ingegnere
MessaggioInviato: lunedì 30 gennaio 2017, 22:40 
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Iscritto il: giovedì 16 luglio 2015, 20:27
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whiter4bbit ha scritto:

deltax ha scritto:
esci dall'università e se sei del sud devi emigrare e ti partono tra i 400 e i 600 euro di spese in più rispetto ai lavoratori che stanno in loco


Se si studia ingegneria - o qualunque altra facoltà ad alta specializzazione - bisogna dare per scontato che ci si deve spostare... Questa è un'altra cosa che mi sembra di leggere fra le righe spesso (non nei tuoi post), cioè il fatto che l'ingegnere deve trovare lavoro sotto casa, magari nel comune del paese, boh. Se volete una carriera aziendale è probabile che vi dobbiate spostare verso una grande città, che veniate dalle isole, dalle alpi o dagli appennini cambia niente. Ci sono anche settori in cui in Italia la ricerca è pochissima e dovete subito mettere in conto, se volete una carriera in quel settore, di trasferirvi all'estero.

Infatti tu stesso citi "l'estero" come entità astratta che scritta così significa TUTTO IL MONDO.
E' chiaro che se sei disposto a trasferirti in tutto il mondo, puoi andare a fare quello che più ti piace.
Se invece sei disposto a trasferirti in una specifica città / nazione / zona, anche parlando di estero NON avrai tutte le alternative che desideri, quindi se hai le idee chiare su quello che ti piace fare devi cercare le zone del mondo dove lo si fa; non è che siccome a Dresda non si fa intelligenza artificiale allora "in Germania non si fa R&D".

Cita:
le aziende italiano l'innovazione non sanno nemmeno dove sta di casa e tra l'altro per questo motivo i lavori sono noiosi


In Italia ci sono aziende che fanno R&D, aziende leader mondiali, aziende che depositano brevetti e aziende che pagano bene - e di solito queste cose coincidono pure.
Alcune mantengono la propria identità, altre vengono acquistate da multinazionali estere che COMUNQUE mantengono la R&D in Italia (tipo Amazon Asti, che era Nice, azienda italiana del settore HPC).
Sono relativamente poche? Sono difficili da trovare? E' difficile passare un colloquio per lavorare lì? Pagano meno che a Zurigo? Tu non le conosci?
Sono tutti altri discorsi.

Visto che devi spostarti, preferisci andare dove gli stipendi sono più alti che in Italia? Bene.
Visto che devi spostarti, preferisci andare dove si fa R&D che interessa a te? Bene.

Ma se scrivi che "le aziende italiane l'innovazione non sanno nemmeno dove sta di casa" stai generalizzando nel modo sbagliato e, di conseguenza, dicendo una fesseria (oltre a insultare italiani che con la loro R&D stanno cambiando il mondo).


Cita:
Ma sinceramente, guadagnare 200 euro in più di un lavoro "normale" essendo sempre sotto pressione (come gli ingegneri sono), scervellarsi per risolvere problemi causati spesso da managment inadeguati con i capi che ti stanno sempre col fiato sul collo, ne vale davvero la pena?


Io tutti questi lavori tranquilli e senza stress non li conosco, comunque sì 200€ al mese su 1500 fanno la differenza... Anche se ammetto che quando si è molto giovani è difficile capirlo.

Per quanto riguarda il mio discorso sull emigrazione da sud a nord e i relativi costi, non ho mai detto che bisogna trovare il lavoro sotto casa, il mio discorso era puramente in relazione alla mia affermazione che, in relative condizioni, i 1500 euro potevano essere considerati pochi. Premesso che forse questa era una delle ultime, per me, in ordine di importanza, era per dire che mentre un laureato a Torino può faciomente trovare lavoro nella sua città, i laureati del sud che emigrano hanno delle spese che abbassano ancora di piú il loro potere di acquisto, visto che i primi anni gli stipendi sono bassi (a volte molto meno di 1500) e la cosa peggiore é che in assenza di competenze maturate questi stipendi, giustamente, non aumentano...perché dovrebbero farlo se il lavoratore non da valore aggiunto.
Giusto per dirti, quando ho cominciato a cercare lavoro non mi sono posto limiti ne nazionalo ne internazionali, tant é che ho fatto colloqui in 6 regioni italiane diverse e mi sono applicato in tutta europa, lavorando prima a torino ora a trieste ma solo per caso, potevo finire ad atene, a cork o a praga con i colloqui che ho fatto, perché tutto quello che cercano era un lavoro che mi piaceva per non farmi sembrare le 8 ore una galera e qualcosa che mi poteva permettere di acquisire, in un tempo congruo, delle capacità per i traprendere una crescita professionale.

Invece per quanto riguarda la R&D é ovvio che non era mia intenzione dire che in Italia nom esiste per niente o che siamo a livello dell Africa, ma semplicemente che rispetto ad altre nazioni europee suchiamo di brutto, e non ce lo potremmo permettere essendo l ottava economia mondiale. Penso che la mia affermazione sia supportata dai fatto visto che anche i mezzi di comunicazione stressano il concetto che la non crescita italiana è legata particolarmente ad una mancanza di investimenti in innovazione delle aziende italiane, che per lo piú sono piccole o medie aziende. Come dicevo prima per la sfortunata situazione dei civili, nom ha senso prendere qualche bella azienda italiana che fa R&D, è ovvio che si trovano come si trovano eccellenze italiane che fanno scuola nel mondo, il problema rimane sempre rapportarli agli stati europei....e adesso non é che sto parlando di stipendi o altro, parlo di innovazione, a livello aziendale e universitario, il motore del futirp dei paesi. Non so se conoscete Forchielli, un economista che stressa il concetto che l Italia si trova tra due fuochi perché ha la concorrenza manfiatturiera dei paeai poveri ed emergenti, ed al contempo non può competere con le nazioni che ospitano aziende che innovano...
Per quanto riguarda quello che conosco e quello che ho cercato, nel settore elettronico mi pare di capire che l Italoa suca parecchio rispetto a quello che si trova altrove... Ma anche senza spingersi nell R&D eh... Tutti i miei colleghi e quelli che conosco anche laureati al polito ecc, da ing elettronici farciti di materie di microelettronica, RF, fotonica ecc finiscono a fare i programmatori di firmware, analisi FMEA, qualcje PCB poco complessp, PLC ecc. Invece se cerco all estero sebbene tutte quelle posizioni siano comunqie ricercate trovo di tutto, anche la fotonica e la microelettronica. Faccio sempre esempi su cose che conosco per ovvie ragioni, sempre premettendo che ogni lavoro ha delle sfide e delle criticità, mi sembra che ci sia un motivo se in italia trovi lavori da progettazione firmware per l automotive o per le industre di automazione in emilia e in UK ti trovi la progettazione di ASIC a 20 nm. Diciamo che per quanto ogni lavoro abbia le proprie sfide, a livello di innovazione c é poco confronto.
Ma ovviamente non intendo dire che siccome non si fa ciò che piace a me allora ne deduco che non si fa R&D, dico solo che anche seguendo ciò che si dice nel mondo accademico, sentendo gli imprenditori, sentendo i mass media in italia c é un problema di aziende che non investono in innovazione. Questo sinceramente mi pareva appurato, mi sembra strano che si debba discutere se sia vero o no.
Ovviamente il mio discorso legato allo stipendio era: le aziende non investono in inmovazione, i dipendenti hanno piú difficoltà a diventare skillato e gli stipendi stagnano. Nom a caso io, per queste ragioni, continuo ad istruirmi anche a spese mie.

Non c entra nulla col discorso ma visto che l hai accennato voglio raccontare un anneddoto divertente, sul fatto che pe università del sud fanno mediamente cagare rispetto a quelle del nord, semmai le impietose classifiche lasciassero qualche dubbio. Io vengo dall università mediterranea di reggio calabria, al mio quonto anno abbiamo fatto una visita al ST microelettronics di Catania, il responsabile che ci ha fatto la presentazione ha detto nemmeno troppo velatamente che loro assumono solo gente uscita da università top tipo politecnici o padova, causando prima imbarazzo poi rosicamente assurdo da parte del prpf che ci accompagnava.

mighty ha scritto:

Non è sbagliato il tuo discorso, poi guarda ti dico, si parla di 1500 euro o di 1600, ma pensa ad esempio ai civili/ambientali ai quali magari vengono proposti "stipendi" di 200-300 euro al mese, che rimangono tali dopo anni perchè negli studi tecnici funziona spesso così, fin quando qualcuno non se ne va e se ne crea uno proprio (aggiungendo concorrenza e diminuendo la qualità delle prestazioni) per credere di guadagnare di più e per scoprire dopo qualche anno che era meglio fare lo spazzino.

Ingegneria è difficile ma purtroppo non abbastanza da evitare un numero enorme di laureati che purtroppo riempiono le statistiche di disoccupazione giovanile. Ripeto, a parte i meccanici, i gestionali e in parte gli elettronici, per come è messa ora l'Italia, le altre ingegnerie potrebbero pure chiudere, ci vorranno anni e anni per poter rivalutare tutta l'inflazione di laureati che si è creata.

Ovviamente la situazione dei laureati in ingegneria civile è scandalosa, ma veramente possiamo estenderla a una sotuazione generale? Non é che io l ho esclusa perché non ne sia consapevole, la trovo solamente una sfortunata eccezione dovita alla criso di quel settore. Perché da quello che vedo, per quanto ci siano differenze tra le varie ingegnerie, nessuna é cosí messa male come civile. Magari qualche ingegneria ha il mercato meno florido e i laureati attendono un pò di piú per entrare nel mondo del lavoro, si devono snaturare un pò oppure devono accettare un pò di prcarietà, ma alla fine oer quanto mi pare di vedere in qualche anno tutto si "appiattiscono" in un intorno che è quello del metalmeccanico 5 o 5s, escludendo appunto la difficile sotuazione dei civili che mal si presta, rispetto alle altre, al lavoro dipendente in azienda in "massa".


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 Oggetto del messaggio: Re: Opportunità lavorative ingegnere
MessaggioInviato: martedì 31 gennaio 2017, 16:29 
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Iscritto il: sabato 31 dicembre 2011, 16:05
Messaggi: 990
frincisci ha scritto:
Nessuno degli aggettivi che hai elencato descrive il mio attuale lavoro


Scusa, ma non stavo rispondendo a te, sono semplicemente cose che si leggono qui sul forum e rispondo a grappolo; siete (sono) in tanti a scrivere cose come in italia vanno avanti i raccomandati, 1500€ sono pochi, non si fa R&D, ci sono troppi laureati ecc. Non posso e non voglio rispondere a uno a uno nello specifico, mi limito ad affrontare l'argomento.
La riga che quoti in particolare era però in risposta a deltax che nel suo post si lamentava di ingegneri che fanno lavori noiosi ma in cui sono sempre sotto pressione, e ci ho visto un po' di incoerenza.

Cita:
in un sistema in crisi strutturale non vedo che senso abbia continuare a "sfornare" laureati


Il paradosso di tutto il vostro discorso è uno solo: i diplomati lavorano meno dei laureati, e i laureati in media lavorano meno degli ingegneri.
Non è che sfornando ancora più diplomati o avvocati hai risolto il problema, e qualcosa devi pur sfornare.

Cita:
Quindi sarebbe bene indirizzare le nuove generazioni, fin dai 18-19 anni, verso strade professionali che siano davvero percorribili e non illuderli che troveranno la strada spianata e poi ritrovarli a 25-30 enni in questo forum a lamentarsi dello stato attuale delle cose! Ecco perchè mi piacerebbe che le università fossero molto più selettive, non per eliminare la concorrenza!!!!!!!!!!!!!!!!!


Ma quali sono le strade professionali percorribili?
Qui dentro c'è davvero tanta confusione su cosa sia il libero mercato.

tippgirl ha scritto:
Mi è servito l'inglese solo un pochino nel primo lavoro, dove il livello di inglese di tutti i miei colleghi (e dico TUTTI) era devvero limitato


Non ho la più pallida idea di come funzioni per i civili/ambientali, per posizioni che operano esclusivamente in Italia o in zone della penisola diverse dalla lombardia.
Ma in molte industrie, se ad esempio vuoi semplicemente vendere in USA, allora TUTTA la documentazione tecnica dev'essere redatta e mantenuta in inglese.
Nelle aziende piccole che esportano (in Italia sono tante) spesso partner e consulenti sono giocoforza esteri, e ci devi parlare in inglese. Idem per i clienti se ti capita di parlarci direttamente.
Non ho MAI fatto un colloquio in lombardia in cui l'inglese FLUENTE non fosse ritenuto FONDAMENTALE.

Sicuramente ci sono dei casi simili al tuo anche qui, e la lingua può non servire, ma posso dire che come consiglio generale è meglio se ai nostri figli l'inglese lo facciamo imparare bene?

mighty ha scritto:
non vedo come sia possibile che un numero maggiore di laureati possa creare lavoro, soprattutto in settori "fermi" come civile/ambientale. Mi spiegate come fa un numero maggiore di laureati a creare lavoro? Spiegatelo in maniera concreta però.


Qui tutti hanno la tendenza a generalizzare la propria situazione personale, e molte incomprensioni derivano dal fatto che in fondo abbiamo tutti un background diverso, ma il punto è che se tu inizi a generalizzare ti devi accontentare della risposta generalizzata.

Per un paese, nello stato macroeconomico attuale, avere tanti laureati e creare tanta innovazione è la strada per la crescita.
La crescita si porta dietro l'occupazione e i salari più elevati.

Questo va bene per tutti i settori? No, sicuramente più ti allontani dal settore privato e più il discorso c'entra come i cavoli a merenda, ma l'economia è e sarà sempre più trainata dal settore privato, perchè i soldi pubblici non li ha più nessuno e il welfare è sempre più costoso per motivi endemici (così, per dire, in italia ci sono 40 pensionati ogni 100 persone attive). L'Italia degli anni 70 è finita e non tornerà.

Nel settore privato i laureati sono quelli che hanno più probabilità di creare innovazione, fare impresa, attrarre investimenti, favorire la crescita, portare occupazione, far salire l'inflazione e i salari. Ecco la spiegazione concreta.

Poi che non tutte le lauree siano uguali siamo d'accordo, ma è un gioco di grandi numeri, appunto perchè stiamo generalizzando.

deltax ha scritto:
Per quanto riguarda il mio discorso sull emigrazione da sud a nord e i relativi costi, non ho mai detto che bisogna trovare il lavoro sotto casa, il mio discorso era puramente in relazione alla mia affermazione che, in relative condizioni, i 1500 euro potevano essere considerati pochi. Premesso che forse questa era una delle ultime, per me, in ordine di importanza, era per dire che mentre un laureato a Torino può faciomente trovare lavoro nella sua città, i laureati del sud che emigrano hanno delle spese che abbassano ancora di piú il loro potere di acquisto


Hai ragione, ci mancherebbe, ma queste sono cose ovvie che non possiamo cambiare, e a me piace concentrarmi su quello che posso cambiare.
Io vengo da una famiglia povera della lombardia, ho sempre vissuto in affitto in appartamenti che i genitori avevano comprato (COMPRATO) ai figli per farli studiare a Milano, e alcuni di questi figli erano meridionali.
Eccoti uno del nord che paga l'affitto e uno del sud che non solo non paga l'affitto, ma ha pure una casa di proprietà che gli genera reddito.

Questo per dire che il tuo salario è solo una piccola parte della tua condizione economica e se pensi che una laurea in ingegneria ti faccia cambiare classe sociale in due anni mi spiace deluderti ma è difficilissimo che accada.

Cita:
Invece per quanto riguarda la R&D é ovvio che non era mia intenzione dire che in Italia nom esiste per niente o che siamo a livello dell Africa, ma semplicemente che rispetto ad altre nazioni europee suchiamo di brutto

Ma ovviamente non intendo dire che siccome non si fa ciò che piace a me allora ne deduco che non si fa R&D, dico solo che anche seguendo ciò che si dice nel mondo accademico, sentendo gli imprenditori, sentendo i mass media in italia c é un problema di aziende che non investono in innovazione. Questo sinceramente mi pareva appurato, mi sembra strano che si debba discutere se sia vero o no.


Sì però adesso non rigirare la frittata - tu avevi scritto testualmente che in Italia la R&D non si sa neanche dove stia di casa.
Non si può sempre ragionare per bianco o per nero.
L'Italia sucherà anche di brutto, come dici tu, ma a me sai quanto importa di quanto suca "l'italia" se io lavoro in un'azienda leader mondiale e in una delle aree economiche principali della UE?

Non vi rendete conto che certe generalizzazioni sono un'offesa a tante persone che hanno fatto un percorso meritocratico e lavorano in contesti di tutto rispetto? Ogni volta che scrivete che "in italia di qui e di là" perdete il focus, e in un certo senso vi ridicolizzate perchè siete giovanissimi e sentenziate cose su gente che ha fatto magari la storia della tecnologia e l'ha fatta in Italia. Ed è la stessa gente da cui andrete col cv a chiedere un lavoro.

Cita:
il responsabile che ci ha fatto la presentazione ha detto nemmeno troppo velatamente che loro assumono solo gente uscita da università top tipo politecnici o padova


Purtroppo certe scelte ti condizionano la vita, e se non hai qualcuno che ti dà i consigli giusti quando tu sei inesperto rischi di non avere davanti tutti i futuri possibili.
Ti auguro ovviamente di riuscire a ribaltare la tua situazione, ma ti dico anche che con un atteggiamento così astioso sarà più difficile attrarre opportunità.

Parlando in generale, a un certo punto bisogna rendersi conto che se vuoi lavorare al top del top devi avere le idee chiare da giovanissimo e pianificare il percorso sin da subito; da genitore devi iscrivere il figlio alle scuole migliori e fargli fare un'esperienza di studio all'estero possibilmente nell'area in cui gli interessa lavorare. Tutti gli altri partono svantaggiati e in qualche modo si dovranno accontentare, ma diventa una questione molto personale su come riesci ad assorbire il colpo (diciamo che dire "o lavoro alla Ferrari o niente" è un filo infantile, in ogni caso).

Poi se qualcuno crede che invece si abbiano più opportunità da diplomati e col dialetto, è ovviamente libero di far fare al figlio il percorso che preferisce eh... :mrgreen:


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 Oggetto del messaggio: Re: Opportunità lavorative ingegnere
MessaggioInviato: martedì 31 gennaio 2017, 20:45 
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Iscritto il: giovedì 16 luglio 2015, 20:27
Messaggi: 233
whiter4bbit ha scritto:
La riga che quoti in particolare era però in risposta a deltax che nel suo post si lamentava di ingegneri che fanno lavori noiosi ma in cui sono sempre sotto pressione, e ci ho visto un po' di incoerenza.

In realtà non credo ci sia molto incoerenza, conosco tanta gente che fa lavori non specializzati, dove non sono nemmeno richieste consegne e deadline, e sono stressati da morire. I motivi tipicamente sono capi sclerati che gli urlano dietro senza ragione. Per quanto riguarda gli ingegneri, per esempio, non ci vedo incoerenza perchè fare un lavoro noioso, per esempio fare un lvoro in cui fai SOLO delle misurazioni, e poi i tuoi manager non sanno gestire l'ammontare uomini/mese (quindi in sostanza non sanno fare il loro lavoro), allora ti ritrovi oberato di lavoro che tra l'altro è ripetitivo.
Non sto dicendo la frequenza con la quale questo succede, non vorrei sentirmi dire che generalizzo anche quando non lo voglio fare, sto dicendo che non mi sembra improbabile



whiter4bbit ha scritto:
Sì però adesso non rigirare la frittata - tu avevi scritto testualmente che in Italia la R&D non si sa neanche dove stia di casa.
Non si può sempre ragionare per bianco o per nero.
L'Italia sucherà anche di brutto, come dici tu, ma a me sai quanto importa di quanto suca "l'italia" se io lavoro in un'azienda leader mondiale e in una delle aree economiche principali della UE?

Non vi rendete conto che certe generalizzazioni sono un'offesa a tante persone che hanno fatto un percorso meritocratico e lavorano in contesti di tutto rispetto? Ogni volta che scrivete che "in italia di qui e di là" perdete il focus, e in un certo senso vi ridicolizzate perchè siete giovanissimi e sentenziate cose su gente che ha fatto magari la storia della tecnologia e l'ha fatta in Italia. Ed è la stessa gente da cui andrete col cv a chiedere un lavoro.

mi dispiace che tu abbia pensato che io rigiro la frittata, ma non era mio intenzione farlo, e non era nemmeno mia intenzione con quella frase intendere che la R&D in Italia sta a zero. Ma che l'Italia è indietro in innovazione non sono io a dirlo, giovane e inesperto, sono tipo tutti gli imprenditori, politici ecc che individuano nella mancanza di innovazione una delle principale cause per cui l'Italia non cresce.
Faccio un esempio banale, se io dico "in Inghilterra si mangia male", e tu mi dici "non è vero, in Inghilterra si mangia benissimo!" dove sta la verità? Poi scopriamo che tu in inghilterra hai mangiato al miglior ristorante di Londra con lo chef pentastellato di stocazzo, io sono stato ad una scuola d'inglese con servizio housing e ho mangiato da una tizia che ha fatto cuocere la pasta 30 minuti e poi ci ha messo il ketchup. Dove sta la differenza? 1) il prezzo della cena 2) la probabilità di trovare i due eventi tra la popolazione. E' ovvio che la frase "in inghilterra si mangia male" non si intende "non riuscirai a trovare un singolo posto dove mangi bene in inghilterra", mica stiamo facendo esercizi di logica qua come all'università con negazioni e cazzi e mazzi...bisogna avere un po' di flessibilità linguistica. E' logico che quella frase si intende che, mediamente, in inghilterra si mangia male, ma è logico che se vai in buoni ristoranti mangi bene, o potresti anche trovare qualche inglese che ti cucina bene, per quanto improbabile.
E' lo stesso concetto che io applico quando dico che in innovazione l'italia suca: non è un modo per dire che non c'è una singola azienda leader mondiale nel proprio settore e che, quindi, fa innovazione, è semplicemente per dire che guardando ai concorrenti semplicemente le aziende investono meno in innovazione. E, ripeto, non lo dico io: lo dicono statistiche, lo dicono gli imprenditori, i politici, ne parlano ogni 2x3 le televisioni, ecc. Non può essere un pensiero di un giovane inesperto come dici tu, non sono parole mio. E d'altronde non era nemmeno mia intenzione di offendere chi l'innovazione la fa davvero in Italia: tra l'altro, che scopo avrebbe offenderli? Qualche vantaggio ne trarrei? Nessuno. Abbiamo delle eccellenze in Italia, sicuro, il mio discorso era sulla quantità di eccellenze e su quanto esse innovano e spendono in innovazione. E ricordo, giusto per non perdere il focus, che tutto questo discorso era legato alla mia affermazione sugli stipendi bassi: senza innovazione non ci sono lavori tecnicamente elevati e quindi non ci sono motivi per paghe competitive nè per acquisizione di capacità tecniche elevate.
Però scusa la domanda ma il fatto di voler stressare il concetto che in italia abbiamo dell'innovazione, senza volerlo rapportare al resto dei paesi europei, non è l'esatto opposto della generalizione? Non è sbagliato anche questo? Come il discorso del tizio che in inghilterra si mangia bene perchè ha mangiato dallo chef pentastellato, non è che se uno lavora in italia in un posto che fa innovazione, che investe tantissimo in R&D, che fa prodotti tecnologicamente all'avnaguardia unici al mondo ecc, allora questa situazione si può dire che è diffusa in tutta Italia o che abbiamo lo stesso numero di aziende che fanno questo del resto delle nazioni d'Europa...
Ovviamente a te non frega nulla di tutto questo se tu lavori in una di quelle poche aziende che innovano, e non fregherebbe manco a me, ma qua sul forum si parla di situazioni generali se ognuno parla per sè che senso ha? E d'altronde è anche vero che se tu lavori in una realtà che innova e che fa prodotti cazzuti, e se come te altri X lavoratori lo fanno, in Inghilterra e Germania sono 100*X (numeri alla CAxxO per spiegare il mio discorso).
Più semplice di cosi non so come dirlo, veramente...che ripeto per l'ultima volta, non è una mia idea, cercando "innovazione italia" uno dei primi risultati è questo http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08 ... e/2976583/ tra l'altro anche recente.


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 Oggetto del messaggio: Re: Opportunità lavorative ingegnere
MessaggioInviato: mercoledì 1 febbraio 2017, 1:36 
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Iscritto il: mercoledì 28 ottobre 2015, 18:52
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mighty ha scritto:


mi spiace contraddirti ma nel settore civile/ambientale è proprio così!!!!!! Tante teste che devono accaparrarsi i (pochi) lavori disponibili, facendo prezzi sempre più stracciati (e qualità ovviamente minore) e non in grado di creare alcun lavoro perchè gli investimenti e le commesse sono ferme! Mi spiegate come fa un numero maggiore di laureati a creare lavoro? Spiegatelo in maniera concreta però.

A parte l'ambito R&D, come fa un ingegnere a creare lavoro? Alle aziende sapete quanto gliene frega se ci sono tanti ingegneri in giro a spasso ad "aumentare il numero" dei laureati? Le aziende ti considerano solo se rispondi ad una loro posizione vacante. Non è che se ci sono tanti ragazzi in giro allora a qualcuno viene in mente di prenderli per fare un'opera di carità.


un numero maggiore di laureati crea lavoro perche' ha le capacita' per innovare professionalmente, per esempio. perche' l'istruzione superiore puo' darti la possibilita' di ricercare nuove possibilita' lavorative, e di conseguenza attrarre investimenti e generare un ritorno per il datore di lavoro o in proprio se fa l'imprenditore o il professionista.

naturalmente tutto questo si puo' avere quando la corruzione e' eliminata, la burocrazia ridotta, le tasse sull'impresa ridotte, etc.

qua invece si fa passare come soluzione il "teniamoci la corruzione, la burocrazia, le tasse... semplicemente limitiamo i laureati cosi' a litigarci questi ossi siamo di meno"


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 Oggetto del messaggio: Re: Opportunità lavorative ingegnere
MessaggioInviato: mercoledì 1 febbraio 2017, 10:26 
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Iscritto il: venerdì 10 giugno 2011, 15:28
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Siamo gli ultimi d'Europa.

L'Italia è uno stato che ha puntato tutto sui vecchi a scapito dei giovani: ne lungo periodo questo porterà al fallimento.


:arg:

_________________
https://www.marxists.org/italiano/sezione/arte/lett/animali.htm


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 Oggetto del messaggio: Re: Opportunità lavorative ingegnere
MessaggioInviato: mercoledì 1 febbraio 2017, 12:52 
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Iscritto il: sabato 31 dicembre 2011, 16:05
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deltax ha scritto:
In realtà non credo ci sia molto incoerenza, conosco tanta gente che fa lavori non specializzati, dove non sono nemmeno richieste consegne e deadline, e sono stressati da morire. I motivi tipicamente sono capi sclerati che gli urlano dietro senza ragione.


Sicuramente esistono situazioni di questo tipo, ma converrai che non è che puoi chiedere uno stipendio più alto perchè "qui l'ambiente di lavoro è brutto".

Cita:
mi dispiace che tu abbia pensato che io rigiro la frittata, ma non era mio intenzione farlo, e non era nemmeno mia intenzione con quella frase intendere che la R&D in Italia sta a zero. Ma che l'Italia è indietro in innovazione non sono io a dirlo, giovane e inesperto, sono tipo tutti gli imprenditori, politici ecc che individuano nella mancanza di innovazione una delle principale cause per cui l'Italia non cresce.


Sì, però le parole hanno un significato e il tono pure, non è questione di flessibilità linguistica.

Io non ho mai detto che in Italia si fa molta R&D rispetto alla Germania, anzi in diversi post sono stato il primo a specificare che avere un ruolo tecnico d'avanguardia è difficile perchè mancano gli investimenti delle multinazionali (oltre a quelli pubblici). Non ho mai scritto che si fa innovazione in tutta Italia, è arcinoto che il Sud ha molti più problemi del Nord. Tu hai scritto che in italia non si fa R&D e io ti ho detto che non è vero, che dipende dalla zona e dall'ambito di ricerca.

Però ti confermo che in italia certe lauree sono inutili, che in certe zone la laurea stessa è inutile, che se prendiamo la media del pollo siamo uno degli ultimi paesi in UE quasi in tutto.
Il punto è, ai fini della discussione, cui prodest?

Sicuramente se vuoi fare un post sul blog del Fatto Quotidiano va benissimo evidenziare le cose che non vanno. E' un tipo di giornalismo di protesta che da un lato ci vuole, dall'altro lato sta rincoglionendo una generazione. Perchè se ti ribalto il ragionamento, ci sono posti dove si fa più R&D della Germania e posti in cui gli stipendi sono più alti che in Germania. Nessuno però si mette a dire che la Germania suca o altre uscite simili.

Siccome a me di stabilire se l'italia suca o spacca i culi frega veramente pochissimo, io cerco di razionalizzare il discorso in modo tale che sia utile al topic: quali sono le opportunità lavorative per un ingegnere?

Sorvolando un attimo sul ramo civile/ambientale, se guardo al ramo elettronico ad esempio ci sono molte aziende in Italia che offrono opportunità di carriera, sia di tipo tecnico che manageriale. Quindi il problema diventa un altro: come sfruttare quelle opportunità? Non puoi negare che esistano, dato che basta che ti iscrivi a LinkedIn e vieni tempestato di offerte per certi ruoli.

Quindi il problema dov'è?

"Mi devo spostare, il lavoro c'è solo in certe regioni, lì la vita costa tanto": è una cosa ovvia e che devi dare per scontata. E' vero che l'italia è particolarmente diversificata in termini di sviiluppo economico (motivo per cui le medie del pollo vanno bene solo per litigare sui blog), ma in tutte le nazioni ci sono aree ad alto sviluppo e i laureati specializzati si spostano in aree urbanizzate.

"C'è tanto lavoro su certi argomenti ma su altri quasi niente": ok, anche questo è sano e normale, se sogni una carriera in una disciplina specifica devi cercare di spostarti nell'area del mondo dove quella disciplina offre lavoro. Oppure salti fuori con un'idea di business, se ne hai la possibilità. In ogni caso non ha senso sparlare dell'italia dato che anche questa è una cosa nota e diffusa in tutto il mondo.

"C'è lavoro su ambiti in cui non sono preparato": questo è il tipico caso del firmware engineer che citavi prima. Il lavoro c'è ed è ben pagato: si superano i 40k con un po' di esperienza, e ho visto offrire più di 30k a gente che di esperienza ne aveva pochissima, perchè il ruolo è ricercato e i ragazzi preparati sono pochi. Se non sei preparato il problema però è tuo, non è che l'italia non offre opportunità e fa tutto schifo.

"C'è lavoro ma è pagato pochissimo": è pagato poco se non fai carriera, quindi il problema diventa fare carriera. Nelle grandi società, dove la scala è abbastanza definita - ma spesso NON sono quelle che pagano meglio - è vero che parti da meno di 25k, ma in qualche anno puoi arrivare a 45k. Puoi anche diventare dirigente e raddoppiare.

"In ogni caso è difficilissimo raggiungere una paga decente": anche qui non me ne vogliano i civili/ambientali, o altri laureati più sfortunati, ma per molti laureati 30k è una paga base, praticamente una mediana. Tuttavia, una coppia di laureati porta a casa in questo modo più di 3500€ al mese, e sto facendo lo sforzo di non considerare il TFR e i bonus coi quali si arriva a 4000 netti. Facendo un ulteriore sforzo e ignorando il fatto che appena esci da Milano e Roma il costo della vita su certi aspetti si dimezza, con 3500€ al mese una coppia può vivere in qualsiasi quartiere di Milano, e facendo pure una vita piuttosto agiata. Se almeno uno dei due fa un po' di carriera, si superano tranquillamente i 4k netti. Lo so che in Germania guadagnano di più, ma a quel punto la cippa che me ne frega si estende da qui a Capo Nord. Sopra un certo livello di reddito il benessere e la felicità dipendono da altro. Se con quei soldi vivete male avete problemi che non risiedono nel vostro reddito.

Ribadisco che io non voglio ASSOLUTAMENTE negare i problemi dell'Italia, ma penso che sia utile razionalizzare certe cose e contestualizzare certi articoli di giornale o certe medie del pollo che trovate in giro.

Se fate una buona università, siete in gamba, e avete un buon network, le opportunità soprattutto al nord italia ci sono, e alcune sono molto interessanti. In altri paesi ce ne saranno sicuramente di più, ma c'è sempre un vicino con l'erba più verde diamine.
Se in Italia state male andate pure all'estero, Berlino e Londra sono a 50€ di volo vi faccio notare. Spesso sono scelte personali o dovute ad agganci già pre-esistenti.

A me sinceramente dispiace vedere una generazione che sta male perchè "guadagno meno del mio amico in svizzera", e sono certo che qualche giornalista ha una grossa responsabilità su questo...


Cita:

Faccio un esempio banale, se io dico "in Inghilterra si mangia male", e tu mi dici "non è vero, in Inghilterra si mangia benissimo!" dove sta la verità?


Da tutte e due le parti: tu ti stai bullando che l'italia ha un cultura enogastronomica più sofisticata, io intanto sto mangiando bene anche in UK perchè so dove andare.
Ovvio che se speri di mangiare una buona pizza diventa più difficile, ma qui sei tu che ti stai fissando: l'Uk non è l'italia. Questo non impedisce all'UK di avere piatti interessanti, io alcuni me li cucino anche a casa.

Cita:
E' logico che quella frase si intende che, mediamente, in inghilterra si mangia male, ma è logico che se vai in buoni ristoranti mangi bene, o potresti anche trovare qualche inglese che ti cucina bene, per quanto improbabile.


Sì, ma il punto è che, mediamente, in Lombardia il lavoro in ingegneria c'è ed è pagato bene. Credo anche in altre regioni del nord.


Cita:
tutto questo discorso era legato alla mia affermazione sugli stipendi bassi: senza innovazione non ci sono lavori tecnicamente elevati e quindi non ci sono motivi per paghe competitive nè per acquisizione di capacità tecniche elevate.


Sì però questo è limitato a lavori esclusivamente tecnici, puoi benissimo spostarti di qualche passo e iniziare a gestire budget e persone e vedi che lo stipendio sale (e questo vale ovunque nel mondo). Se vuoi fare il tecnico senza responsabilità, sei tirato giù dall'assenza di responsabilità. Non voglio dire che devi andare nel reparto vendite, ma se molti ingegneri diventano manager o addirittura executive un motivo ci sarà.


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 Oggetto del messaggio: Re: Opportunità lavorative ingegnere
MessaggioInviato: venerdì 3 febbraio 2017, 21:00 
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Iscritto il: giovedì 16 luglio 2015, 20:27
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Io sono d'accordo con tutto ciò che hai detto, che tra l'altro a volte ribadisce parte del mio precedente messaggio quindi bhò, non so perchè la tua risposta dovrebe contraddire ciò che ho detto. Io ammetto i miei difetti, a volte generalizzo quando parlo di italia contro estero o di stipendi medi però veramente era forse l'unica volta nel mio primo messaggio che non facevo il confronto italia vs estero, se guardi il mio primo messaggio dove spiego i motivi che mi hanno portato a dire che 1500 sono "pochi" (che poi pochi, appunto, non in senso assoluto, ma in senso relativo) non c'è traccia del confronto italia vs estero che cmq ammetto di avere fatto spesso ma non in questo caso. Se proviamo a ricostruire lo scambio di battute, che si è fatto poi diluito, il tutto partiva dalla mia affermazione (magari troppo colorita) che in Italia si fa poca R&D quindi stipendi bassi hanno difficoltà a crescere proprio perchè le aziende innovano poco. Ovviamente ci sono altre strade, invece di crescere tecnicamente vai verso la carriera manageriale, dovendo fare infiniti pompini (figurativamente) e politicherie (sinonimo di porcherie) varie. Questo è stato interpretato, magari usando le mie espressioni colorite, come voler dire che in italia è impossibile trovare posizioni che innovano (nemmeno una!) e che l'estero è la panacea di tutti i mali, ma io non intendevo quello. Intendevo dire, semplicemente, che se per 5 anni mi rompono il c***o all'università per lavorare nell'R&D (perchè un contenuto estenuante di matematica e fisica porta a quello), nella progettazione ecc, poi lavoro lì c'è ne pochissimo e finisco a fare testing per 5 anni o a fare qualcosa che anche un perito può fare, è ovvio che poi dopo 5 nn posso chiedere l'aumento perchè non dò valore aggiunto: se non mi sta bene, lì c'è la porta, ci sono altri millemila persona che possono sostituirti (alcuni dati detti l'altro giorno: disoccupazione giovanile 40%, dosccupazione generale 12% contro 9% eurozona). Per cui nel tuo ultimo messaggio mi trovi perfettamente d'accordo perchè in realtà non era un contradditorio ai miei messaggi, al massimo era un contradditorio alla visione distorta dei miei messaggi (che magari sono stato io a veicolare, per carità).
Non ho sinceramente capito la questione della media del pollo: allora le statistiche sono inutili? Le aboliamo? E' vero che tipo in Lombardia abbiamo eccellenze e anche in altri posti, chi lo ha mai negato...è anche vero che non considerare la quantità di tali eccellenza e il loro proliferare, non mi pare molto sensato. E' logico che se prendi la parte più povera della Germania e la confronti con Milano la seconda gli spacca il c***o, ma a quale scopo fare ciò? A questo servono le statistiche. Allora anche tutti gli indici economici, il PIL, il debito, ecc, sono stronzate? Allora io potrei dire che a Reggio Calabria si vive meglio che a Bolzano perchè le statistiche sono putanate e perchè quelli del fatto quotidiano sono nichilisti? Posso dre che l'università di messina è meglio del PoliMi perchè le classifiche del Sole 24 Ore sono bggianate?

Io non ho MAI, MAI detto che con 1500 euro si vive male. Non avrebbe nemmeno senso senza dire dove si vive. Io ho detto una cosa ben diversa, e cioè che 1500 euro consdierando alcune condizioni che io ho visto in questi 2 anni infomandomi (e anche drettamente, ma poco, visto che sono semplicemente un novizio). Mi sembra di aver dato condizioni ragionevoli, quali ad esempio avere "Buttato" mediamente 7-8 anni della propria vita per acquisire nozioni inutili ai fini lavorativi. Per me, 7-8 anni negli anni 19-25 valgono molto più di milioni di euro. Se poi questo vole dire andare a guadagnae 200,300 euro in più della media, e fare pure lavori per cui la laurea non serviva nemmeno, allora si che reputo 1500 eur pochi. Non che non puoi vivere.
Poi bhò, io tutti sti ingegneri che guadagnano 45k con qualche anno di esperienza non li vedo...se mi illumini con qualche dato te ne sarei grato.
Certo, si può, per cartà, ma teoricamente è possibile anche guadagnare 100 milioni vincendo al superenealotto...a me interesserebb capire effettivaente quale sia il numero di gente che guadagna le cifre di cui parli...
Quando dici che "il alvoro è pagato poco se non fai carriera", anche qui mi chiedo: al netto delle capacità personali, quanto è difficile fare carriera?

A parte questo, volevo un attimo risponere al tuo messaggio quando parli di soldi vs ambiente. Tu stesso hai detto che l'innovazione la trovi, soprattutto in Lombardia, ed è una cosa ovvia dato che la Lombardia, in particolare Milano, è la zona più sviluppata d'Italia. Tuttavia non vedo perchè uno che non vuole trasferirsi all'estero per l'ambiente vada a scegliere Milano, che a parte i servizi è tipo la città anti-italiana per eccellenza: senza sole, senza mare, senza temperature miti e quella frenesia tipica delle capitali europee, oltre ai costi. NOn ha senso, dal mio punto di vista (NB: opinione personale!!) andare a dire che la R&D si fa anche in Italia perchè a MIlano trovi aziende tecnologicamente "cutting-edge" e che l'ambiente è importante molto più di guadagnare il triplo i Germania, e poi appunto si a a prendere Milano che è proprio agli antipodi dei vantaggi di vivere nella maggior parte delle città italiane.

Chiedo un ultima cosa. L'altro giorno alla TV dicevano che lo stipendio medio in italia è di 1570 euro. Qualuno sa qual'è lo stipendio medio degli ingegneri? Sapendo in anticipo (prima di laurearsi) stipendio medio e stipendio medio degli ingegneri, considerando la durezza degli studi, avrebbe realmente senso intraprendere questi studi? Anche considerando che quando si dice "fai quello che ti piace e non lavorerai un giorno", io dopo 2 anni di ricerca di ciò che mi piacerebbe fare ho capito 2 cose (opinioni personali): 1) se cerchi ostinatamente quello che ti piace muori disoccupato 2) si possono avere cattive soprere anche andando a fare un lavoro che piace, magari ci si accorge che non era come immaginato oppure l'azienda fa cagare ecc. Appare chiaro che tali possibilità si incrementano nel nostro paese, a basso livello tecnologicamente e con un mercato bloccato.

Dico un ultima cosa riguardo il presunto lavaggio del cervello che giornali ome il fatto quotidiano farebbe a noi giovani sulla criticità della situazione: per quanto ritegna anch'io il fatto quotidiano un gironale di bassissimo livello, mi sbaglio o siamo sull'orlo di un commissariamento economico da parte dell'europa? E' leffetto del lavaggio del cervello?


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 Oggetto del messaggio: Re: Opportunità lavorative ingegnere
MessaggioInviato: domenica 5 febbraio 2017, 13:03 
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Iscritto il: venerdì 27 giugno 2014, 19:12
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deltax ha scritto:

Chiedo un ultima cosa. L'altro giorno alla TV dicevano che lo stipendio medio in italia è di 1570 euro. Qualuno sa qual'è lo stipendio medio degli ingegneri? Sapendo in anticipo (prima di laurearsi) stipendio medio e stipendio medio degli ingegneri, considerando la durezza degli studi, avrebbe realmente senso intraprendere questi studi? Anche considerando che quando si dice "fai quello che ti piace e non lavorerai un giorno", io dopo 2 anni di ricerca di ciò che mi piacerebbe fare ho capito 2 cose (opinioni personali): 1) se cerchi ostinatamente quello che ti piace muori disoccupato 2) si possono avere cattive soprere anche andando a fare un lavoro che piace, magari ci si accorge che non era come immaginato oppure l'azienda fa cagare ecc. Appare chiaro che tali possibilità si incrementano nel nostro paese, a basso livello tecnologicamente e con un mercato bloccato.



Sono d'accordo con la tua veduta... L'unica cosa che mi viene in mente che può contrastare queste tue osservazioni è che nei 1570 euro di media c'è tutta la generazione precedente, che ha iniziato a lavorare negli anni 70-80 e anche un po' 90. Vedendo com'è l'andazzo, la media generale è destinata a scendere tra 10-20 anni, man mano che questi contratti "vecchi" andranno in pensione.

Per quanto riguarda il discorso Milano ecc. siamo sempre lì: ad oggi solo alcune ingegnerie possono consentire di intraprendere una certa carriera e un livello economico generalmente medio-alto......non mi si venga a dire che un civile o ambientale (che rappresentano metà degli ingegneri italiani) possa fare carriera a milano al giorno d'oggi e guadagnare 1600 euro al mese, perchè è una cosa proprio fuori da quello che è la realtà.

Un ingegnere meccanico il lavoro bene o male lo trova pure in una cittadina di provincia al giorno d'oggi. Vedremo se in futuro sarà così......non mi meraviglierei se tra 10 anni magari ci ritroveremo il forum pieno di ingegneri meccanici che diranno "siamo in troppi", "non si trova nulla e ho studiato tanti anni per finire così" ecc.........alla fine conta sempre quel numerino lì che c'è scritto in basso a destra nelle buste paga, se è sufficientemente alto da garantirti di vivere, allora bene, altrimenti no, tutto il resto dei discorsi e delle menate sulle città e sulle carriere a volte, mi spiace, ma lasciano un po' il tempo che trovano


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