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Autore Messaggio
MessaggioInviato: venerdì 27 aprile 2018, 13:04 
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Quindi quando dici che all'estero "si fa la metà degli sforzi e si ottiene il doppio dei risultati" cosa intendi? :roll:

Cioè qual è questo "modo facile per diventare un top-engineer in una top-company"?

Io sono partito dal tuo post in cui in un singolo annuncio di lavoro per Arm hai tirato fuori un confronto fra nazioni, ma io conosco realtà in UK che sono piccole e piene di locals e senza gente laureata in top universities, senza stipendi eccellenti (30kGBP se ti va bene), che quindi non attirano talenti esteri e forse nemmeno li vogliono... eppure fanno tecnologia di buon livello e fatturano bene. Lo stesso si può dire di certe realtà tedesche dove entri se parli tedesco fluente e pace. Tu ti riferisci sempre al sovrastato apolide di quel pugno di aziende che sicuramente fa molto rumore ma non è per forza rappresentativo...

Detto questo non capisco dove vuoi arrivare, non ho mai detto e mai dirò che Milano possa essere considerata Cambridge, dico da sempre che in Italia non sei condannato a fare il "tecnico di laboratorio" come lo chiami tu, che ci sono molte sfumature fra un principal engineer di una top company e un perito che fa il semi-operaio, che in Italia puoi lavorare a un buon livello con un buono stipendio, che anche all'estero ci sono laureati che lavorano a un livello medio con uno stipendio deludente col quale non riescono nemmeno a comprarsi casa... Tu addirittura in un altro post hai ammesso che pensavi che gli stipendi di Londra fossero aggiustati per il costo della vita :lol:


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MessaggioInviato: venerdì 27 aprile 2018, 15:14 
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whiter4bbit ha scritto:
Quindi quando dici che all'estero "si fa la metà degli sforzi e si ottiene il doppio dei risultati" cosa intendi? :roll:

intendo semplicemente che se un sistema di istruzione è fatto bene non ha necessità di essere punitivo come il nostro, e questo non c'entra niente con la qualità o con la rigorosità scientifica. Dovremmo smetterla con questo elitarismo, siamo famosi per l'anacronistica difesa dello studio classico ma non ci rendiamo conto che siamo uguali quando ci vantiamo di avere materie che in sostanza sono imparare teoremi e non lasciano spazio all'applicazione (dove applicazione non intendo smanettare, intendo progettare qualcosa, anche con i software industriali ecc). Il doppio dei riusltati lo ottieni quando hai un ecosistema florido dove aziende innovative cercano figure altamente specializzate che l'università ha formato...e anche economici, ma quello dipende dalle leggi in materia economica dello stato

whiter4bbit ha scritto:
qual è questo "modo facile per diventare un top-engineer in una top-company"?

non esiste nessun modo facile ma tanto per iniziare bisognerebbe averle, queste top company...

Forse non si è sufficientemente capito, il mio discorso era più o meno questo (mi pare stessi rispondendo a un opst di thermax: noi italiani ci vantiamo tantissimo delle nostre università, abbiamo questa sorta di elitarismo, siamo orgogliosi di questa fantomatica forma mentis che i nostri corsi, ricolmi di teoria e dimostrazioni, ci dovrebbero dare. Ogni volta che sfoggiamo questo elitarismo, finiamo sempre per sminuire la preparazione degli ingegneri e degli atenei, tipicamente anglosassoni. Dove ti giri ti giri senti dire che il bachelor inglese corrisponde ad un nostro buon ITI. Io non lo so se questo è rosik, non lo so se è eletarismo e non lo so se è la verità, quando ho usato l'epiteto "metà dello sforzo e doppio dei risultati" mi riferivo proprio al fatto che gli sforzi (in questo caso degli studenti) vanno mirati in una direzione e il fatto di imparare cento dimostrazioni in un mese non implica nulla, così come puoi essere il più bravo specialista al mondo se non c'è mezzo lavoro che sfrutta quello che hai imparato avrai sempre difficoltà a trovarlo.

whiter4bbit ha scritto:
Io sono partito dal tuo post in cui in un singolo annuncio di lavoro per Arm hai tirato fuori un confronto fra nazioni, ma io conosco realtà in UK che sono piccole e piene di locals e senza gente laureata in top universities, senza stipendi eccellenti (30kGBP se ti va bene), che quindi non attirano talenti esteri e forse nemmeno li vogliono... eppure fanno tecnologia di buon livello e fatturano bene. Lo stesso si può dire di certe realtà tedesche dove entri se parli tedesco fluente e pace. Tu ti riferisci sempre al sovrastato apolide di quel pugno di aziende che sicuramente fa molto rumore ma non è per forza rappresentativo...

Ho tirato un confronto fra nazioni? Ni. Mi sono limitato a dire che per la stessa identica posizione ARM chiedeva un tecnico di laboratorio e l'azienda presso cui lavoro, in Italia, un igegnere. Può essere che altre aziende in UK per la stessa posizione richiedono un laureato e altre aziende in Italia richiedono un diplomato, non lo so. Come ho detto in un post successivo, una spiegazione plausibile potrebbe essere che essendo ARM una top-company impiega molto meglio i propri ingegneri.

whiter4bbit ha scritto:
Tu addirittura in un altro post hai ammesso che pensavi che gli stipendi di Londra fossero aggiustati per il costo della vita :lol:

no non ho detto questo. Ho detto che davo per scontato che nelle statistiche di confronto del costo della vita tra le città, tale costo era normalizzato per permettere i confronti. Cosa che tra l'altro è vera in alcuni casi (non sempre, come invece pensavo), proprio un mese fa ho letto l'ennesimo articolo di confronto del costo della vita ed era specificato che era normalizzato.


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MessaggioInviato: venerdì 27 aprile 2018, 16:54 
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Iscritto il: sabato 31 dicembre 2011, 16:05
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deltax ha scritto:
Può essere che altre aziende in UK per la stessa posizione richiedono un laureato e altre aziende in Italia richiedono un diplomato, non lo so.


Eh, se avessi scritto questo e avessi evitato di generalizzare, il tuo post sarebbe risultato già più digeribile... Invece hai preso l'assist per scrivere che un ingegnere con 15 anni d'esperienza in italia, anche in un'azienda innovativa, corrisponde a un tecnico di laboratorio all'estero (perchè dai, se avessi trovato la job spec in Italia non saresti neanche venuto a scrivere...). :arg:


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MessaggioInviato: giovedì 25 giugno 2020, 11:31 
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Iscritto il: mercoledì 28 ottobre 2015, 18:52
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thermax ha scritto:
a.d3angel1s ha scritto:
thermax ha scritto:

Vedo che continui a non rispondere in merito alle tue esperienze..io con l'estero ci campo..sono in giro per il mondo dal terzo anno di università, sia per studio che per lavoro.. Non ho ancora capito qual è la tua di esperienza..ho capito che lavori con (o in?) Inghilterra.. ma al di fuori di questo stato?

Hai mai provato a chiedere alle persone nella tua università che hanno fatto l'Erasmus come era il livello? Perchè davvero io persone che fuori dall'Italia hanno trovato difficoltà maggiori che in Italia non ne ho mai sentite.


wow, hai fatto l'erasmus. ed ora fai il commerciale, da ben due anni, in un'azienda dove per tua ammissione, non si fa piu' innovazione, perche' sempre secondo te la progettazione e' roba da peritoni, dato che non si innova piu' nulla, "ormai si e' scoperto tutto quello che si poteva scoprire". Giusto? Pero' non si sa perche', per fare il commerciale (perche', sempre secondo te, e' questo lo scopo principale degli ingegneri) ci vuole una preparazione teorica che le universita' anglosassoni, o straniere in generale, non offrono a confronto di quelle italiane. Questo e' la situazione, giusto?

Se proprio ti interessa quello che faccio io, ma non si capisce perche', dato che sei tu che devi portare DATI a suffragio delle tue TESI (questo si insegnava ai miei tempi, ad Ingegneria), lavoro presso un gruppo multinazionale inglese come progettista, ed ho lavorato, tra le altre cose, presso un gruppo americano sempre come progettista. Tra le varie attivita', ho collaborato con dei professori di Stanford che lavoravano come nostri consulenti, e il risultato di queste attivita' gira su qualche milione di dispositivi al mondo. Al momento lavoro in gurppo con contatti stretti con l'Universita' di Cambridge e, senza contare i seminari a cui partecipiamo organizzati da professori , sono in contatto con la comunita' open source, per cui ho a che fare con progettisti di tutto il mondo (vuoi l'elenco delle nazionalita'?).

Quindi, ora che finalmente "sai le mie esperienze"... che purtroppo non prevedono l'erasmus, vorrei capire cosa cambia al succo della discussione, grazie.


Grazie per aver condiviso la tua esperienza..mi piace sapere il vissuto delle persone con cui parlo.
La tua esperienza è sicuramente di grande valore, ma mi permetto di farti notare che, per quello che hai scritto, non hai mai vissuto all'estero ne ci hai mai studiato.
Quindi non capisco la base del tuo intervento..statistiche internazionali? nell'ambito lavorativo non penso che tu sia in grado di valutare la preparazione teorica di base delle figure con cui ti interfacci.

Non ho ben capito dove io abbia scritto che lo scopo principale di un ingegnere è fare il commerciale..io ho elencato svariati mestieri per ingegneri che ora vanno per la maggiore..fra i quali c'è il commerciale..professione che tu non hai mai fatto e della quale non capisco come fai a dare un parere. Io il progettista l'ho fatto, per un anno solo ma l'ho fatto.


non so come ho riletto questo messaggio solo ora, comunque io all'estero ci vivo da piu' di 8 anni e ci ho lavorato piu' che in Italia... mi sembra fosse chiaro da quello che ho scritto.


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MessaggioInviato: sabato 26 settembre 2020, 12:28 
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Iscritto il: sabato 26 settembre 2020, 12:13
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Località: Milano
tippgirl ha scritto:
whiter4bbit ha scritto:
a.d3angel1s ha scritto:
Ahem, Londra comparabile con Milano? Sei seria?
Per il costo della vita in Europa, davvero, guardatevi i prezzi al m², mi sembra di essere un alieno.
I dati che riporti sono corretti, 28k è il primo quartile. L'80% dei laureati con piena tranquillità economica non suona così male, che dici?

Ma perchè con 28 k puoi permetterti di vivere in centro a Milano??
Io dico di no.
Così come non ti puoi permettere di vivere a South Kensington con 30k £.
Io parlo di un 80% di laureati che, a 10 anni dalla laurea raggiunge quello che per me è la soglia dello stare bene.Ovvero pagarsi tutte le spese, vivere da soli,e non andare in rosso se serve pagare il meccanico o il dentista.
Vuol dire che , per me, in Italia quasi 1 laureato su 4 , a 35-40 anni non è ancora a quel livello.Per me è un dato molto negativo.
Quello che mi viene da pensare è: ma tu vivi a casa da solo in affitto??Ti paghi da solo tutte le bollette e le spese di casa? Hai comprato macchina e casa??Hai fatto un contratto di affitto con le agenzie che ti chiedono,oltre che un mese di mensilità gratuito, anche la busta paga e il garante?Sei stato mai all'estero per un tempo superiore a quello di una vacanza?
Perchè,a volte, mi sembra che viviamo in paesi diversi...



Cambiano i prezzi nel mercato immobiliare in Italia, dove il calo dei prezzi degli immobili è sceso dal 4% nel 2018 al 2% nel 2019. Per tre mesi di quest'anno, il calo dei prezzi degli immobili è stato osservato a Roma e Milano. Lì il costo medio delle abitazioni è diminuito dell'1,8% e si è attestato a 4.488 euro al metro quadro a Roma ea meno di 4mila euro a Milano. A Torino, invece, il prezzo medio al metro quadro è salito del 2,5% a 2.241 euro. Questi confronti di prezzo sono stati condotti dal business center Milano

Ad esempio, come molti altri insediamenti dell'Italia meridionale, Bivona ha sofferto molto per il declino della popolazione. I giovani si trasferiscono nelle grandi città, lasciando l'area in desolazione. Secondo la consigliera culturale locale Angela Canizzaro, la popolazione si è dimezzata negli ultimi 40 anni, e ora si attesta a soli 3.800.
A questo proposito, le autorità vogliono ripristinare diversi
mangia gente del posto e si offre di comprare casa per solo 1 euro. Allo stesso tempo dovrà spendere soldi per il restauro di questa proprietà.

Anche le autorità di Bivon chiedono una cauzione di 2.500 euro. Secondo Angela Canizzaro, il nuovo proprietario può iniziare il restauro un anno dopo aver ottenuto un permesso di costruzione, e deve completarlo in altri tre.

Bivon ha case che necessitano di importanti ristrutturazioni, ma ci sono anche proposte che richiedono lavori minimi. Inoltre, ci sono palazzi in buone condizioni, che possono essere acquistati ad un prezzo da 1.000 a 5.000 euro.

Per accelerare il processo, le autorità prevedono di confiscare alloggi vuoti a quei proprietari che non si sono presentati prima della vendita. In altri casi, le vecchie case saranno messe in commercio dagli stessi proprietari, che da tempo hanno lasciato la zona in cerca di una vita migliore.

Molte delle case messe in vendita a un euro hanno due piani e una superficie dai 50 ai 120 mq. Le stalle erano spesso situate ai piani terra e gli alloggi ai piani superiori.


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