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Rapporto con i colleghi di lavoro
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Autore:  hansvongrobel [ sabato 30 giugno 2018, 18:54 ]
Oggetto del messaggio:  Rapporto con i colleghi di lavoro

Buonasera a tutti,
vi scrivo dopo un ammonimento / consiglio da parte del mio capo, direttore operations di una multinazionale automotive.

Mi è stato rimproverato il fatto che tenda a lavorare in autonomia e a non trasmettere molta empatia con i colleghi di lavoro, che, essendo lì loro da più tempo e non laureati, si trovano di fronte un ragazzo che in poco tempo li sorpassa a livello professionale.

Questo comporta essenzialmente due cose:
1) da un lato, le mie capacità e ambizioni mi hanno portato nel giro di pochissimo tempo (poco più di un anno) da delle mansioni prettamente operative e di basso livello a quelle più manageriali e di alto livello, fino ad arrivare a lavorare direttamente con il direttore operations per quanto concerne la definizione delle strategie industriali e monitoraggio progetti consistenti del gruppo.

2) dall'altro lato, questo ha generato delle frizioni tra il mio lavoro e quello dei miei colleghi più "anziani", andando - indirettamente- a sminuire il loro lavoro e le loro capacità. Le differenze di età, educazioni e di stile di vita di certo non aiutano con questa integrazione.

Chiaramente da un salto così alto in così poco tempo mi ritrovo in una situazione critica: da un lato, l'invidia dei colleghi (non consentendo il corretto svolgimento dei lavori di team) e poi una realtà molto forte radicata sul territorio (1000+ persone in un territorio provinciale) che difficilmente mi permetterebbe di emergere.

Proprio per questo motivo, dal mio capo (che mi fa da mentore) mi è stato detto che fatica a spostarmi formalmente nell'organigramma in quanto da un punto di vista delle relazioni all'interno dell'organizzazione sarebbe dura da digerire (e che quindi devo lavorare parecchio su questo aspetto).

Vi chiedo quindi, vi siete mai trovate in situazioni simili? Quanto contano le persone e quanto le competenze personali? Come vi trovate con i colleghi? Per essere un buon manager contano di più le relazioni o le capacità?

Autore:  salvatorebennardo [ sabato 30 giugno 2018, 19:56 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Rapporto con i colleghi di lavoro

bellissima situazione. quanti anni hai?
immagino non più di 30.
secondo me 27,6.

Autore:  hansvongrobel [ domenica 1 luglio 2018, 9:39 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Rapporto con i colleghi di lavoro

salvatorebennardo ha scritto:
bellissima situazione. quanti anni hai?
immagino non più di 30.
secondo me 27,6.


Ne ho 26.
Sottolineo che non sono né un manager né un quadro, un semplice impiegato che però fa mansioni di alto livello (e che quindi supporta il direttore operations nelle strategie industriali e monitoraggio di progetti di gruppo).

Autore:  whiter4bbit [ lunedì 2 luglio 2018, 11:33 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Rapporto con i colleghi di lavoro

Per fare il manager contano le relazioni.

Ti consiglio di leggere qualche libro sulla leadership e sui rapporti personali, partendo dai classici, e eventualmente di entrare in un percorso di certificazione da project manager che di solito include una parte di people management (ad esempio due capitoli del PMBOK riguardano le risorse umane e la comunicazione).

Autore:  giotisi [ lunedì 2 luglio 2018, 12:17 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Rapporto con i colleghi di lavoro

Per qualsiasi cosa contano le relazioni, intese non tanto come 'fare il volemose_bene' a tutti i costi, quanto a prendere atto che:
finchè devi crescere, non hai proprio bisogno di colleghi che stiano solo ad aspettare il tuo primo sbaglio
quando sei cresciuto, avrai bisogno di collaboratori fidati e leali (e lo saranno nella stessa misura in cui tu lo sei stato con loro)

.. e se il tuo capo ha davvero fiducia, creare una posizione di staff in cui inserirti non è mai stato un problema; come staff a lui, tu non comandi nessuno direttamente, ma relazioni a lui.

Autore:  boba74 [ lunedì 2 luglio 2018, 12:26 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Rapporto con i colleghi di lavoro

Concordo, il consiglio/ammonimento del tuo capo lo devi prendere come un buon consiglio, perchè soprattutto in un'azienda medio-grande la preparazione tecnica e professionale ti porta solo fino a un certo punto. Se sei arrivato a coprire quel ruolo significa che le capacità e le conoscenze in ambito lavorativo le hai, e soprattutto che hai già "dimostrato di averle" (che è più importante che "averle" e basta): ora devi solo sviluppare quelle in ambito relazionale con i tuo colleghi (che potrebbero diventare futuri "sottoposti" se non lo sono già). Questa cosa è altrettanto importante se non di più rispetto a quella lavorativa e se hai delle "ambizioni" a diventare quadro o dirigente conterà d'ora in avanti molto di più rispetto a qualsiasi altra preparazione che tu hai.
Se già ora che hai un inquadramento "impiegatizio" si sono sollevate polemiche o invidie o attriti da parte dei tuoi colleghi, se dovessi diventare da un giorno all'altro un manager o quadro queste si accentuerebbero ancora di più, rendendoti difficile svolgere il tuo lavoro, perciò probabilmente il consiglio del tuo capo è volto a "lavorare" prima di tutto sui tuoi rapporti con gli altri, che forse fino a questo punto hai trascurato e quindi ti si sono un po' ritorti contro.
Probabilmente esistono manuali o libri su come gestire i rapporti interpersonali, leadership e balle varie in ambiente aziendale, ma se ci stai attento alcune cose dovresti capirle anche da solo, si tratta alla fine di curare le normali interazioni tra persone, a partire dalla conversazione durante gli orari di lavoro ma anche nelle pause pranzo e caffè, ridere, scherzare, condividere i proprio interessi ed esperienze extralavorative, entrando in sintonia e in "empatia" con gli altri. Queste sono cose molto più importanti di quanto si pensi in un'azienda, chi si chiude in sè stesso facendosi i caxxi suoi magari campa cent'anni fuori dall'azienda, ma dentro in genere non è quasi mai ben voluto...
PS: io dico questo per esperienza indiretta (mia moglie), da parte mia lavoro in uno studio dove siamo in 4 gatti e facciamo fatica a ca..rci a vicenda e mi sta bene così, ma se dovessi un giorno andare a lavorare in un'azienda avrei vita dura... :lol: :lol: :lol:

Autore:  tom65513 [ lunedì 2 luglio 2018, 16:12 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Rapporto con i colleghi di lavoro

Manda tutti a quel paese!

Autore:  tippgirl [ lunedì 2 luglio 2018, 16:21 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Rapporto con i colleghi di lavoro

hansvongrobel ha scritto:
Buonasera a tutti,
vi scrivo dopo un ammonimento / consiglio da parte del mio capo, direttore operations di una multinazionale automotive.

Mi è stato rimproverato il fatto che tenda a lavorare in autonomia e a non trasmettere molta empatia con i colleghi di lavoro, che, essendo lì loro da più tempo e non laureati, si trovano di fronte un ragazzo che in poco tempo li sorpassa a livello professionale.

Questo comporta essenzialmente due cose:
1) da un lato, le mie capacità e ambizioni mi hanno portato nel giro di pochissimo tempo (poco più di un anno) da delle mansioni prettamente operative e di basso livello a quelle più manageriali e di alto livello, fino ad arrivare a lavorare direttamente con il direttore operations per quanto concerne la definizione delle strategie industriali e monitoraggio progetti consistenti del gruppo.

2) dall'altro lato, questo ha generato delle frizioni tra il mio lavoro e quello dei miei colleghi più "anziani", andando - indirettamente- a sminuire il loro lavoro e le loro capacità. Le differenze di età, educazioni e di stile di vita di certo non aiutano con questa integrazione.

Chiaramente da un salto così alto in così poco tempo mi ritrovo in una situazione critica: da un lato, l'invidia dei colleghi (non consentendo il corretto svolgimento dei lavori di team) e poi una realtà molto forte radicata sul territorio (1000+ persone in un territorio provinciale) che difficilmente mi permetterebbe di emergere.

Proprio per questo motivo, dal mio capo (che mi fa da mentore) mi è stato detto che fatica a spostarmi formalmente nell'organigramma in quanto da un punto di vista delle relazioni all'interno dell'organizzazione sarebbe dura da digerire (e che quindi devo lavorare parecchio su questo aspetto).

Vi chiedo quindi, vi siete mai trovate in situazioni simili? Quanto contano le persone e quanto le competenze personali? Come vi trovate con i colleghi? Per essere un buon manager contano di più le relazioni o le capacità?
un buon manager deve essere autorevole e non autoritario e saper prendere il meglio dai sottoposti.il problema qual e?tratti con spocchia e sufficienza i colleghi? Perché non fai squadra?guarda che il tuo capo è stato molto franco con te, non sempre si ha questa fortuna. Non dare per scontato che chi è solo diplomato ne sappia meno di te,conta tanto l'esperienza. E,in generale,chi dimostra capacità viene rispettato,anche se più giovane

Autore:  hansvongrobel [ mercoledì 4 luglio 2018, 17:07 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Rapporto con i colleghi di lavoro

Grazie a tutti per i consigli.
In effetti è proprio così, devo lavorare di più su questo aspetto.

Autore:  reversi [ mercoledì 4 luglio 2018, 17:19 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Rapporto con i colleghi di lavoro

hansvongrobel ha scritto:
In effetti è proprio così, devo lavorare di più su questo aspetto.

quindi, se non te lo dicevano qui, tu da solo non lo avresti capito.

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