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MessaggioInviato: sabato 19 gennaio 2019, 20:28 
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Iscritto il: lunedì 20 agosto 2018, 16:21
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Ciao a tutti! Sono tornato dopo alcune settimane sul forum perché ho fatto alcune riflessioni sulla mia facoltà, sul mercato del lavoro, sull'arroganza/senso di superiorità di alcuni ingegneri rispetto ad altri e tante.. tante altre.
Sono uno studente di 21 anni al primo anno di ingegneria ambientale al Politecnico di Milano, e mi sono iscritto a questa facoltà perché mi piace il piano degli studi, mi piace l'ambito, e una volta laureato, per quanto non abbia idea di cosa mi ritroverò a fare, mi piacerebbe lavorare ALL'ESTERO, nel Nord Europa magari, o in Canada, o in Africa.. vai a sapere, basta che non sia l'Italia (motivi personali), magari nell'ambito delle energie rinnovabili, della pianificazione territoriale, della gestione della produzione di materie prime per i paesi in via di sviluppo.. che ne so! :lol:
Alcune settimane fa vi ho scritto perché ero in crisi totale rispetto a ciò che si trova su internet riguardo questa facoltà.
Tutti a dire di non sceglierla e di cambiare, perché il settore civile/ambientale è in crisi nera, la tua è "una laurea di serie b, inferiore", così l'ha definita un mio "amico" al secondo anno di ingegneria energetica.
E io dico... ma davvero? E anche all'estero? Ma seriamente son messo così male?
Cioè, davvero io da altri ingegneri verrò considerato sfigato a vita perché ho fatto un'ingegneria diversa dalla loro? Del tipo che parlavamo di studi di funzioni e io che mi sento dire "la tua è un'ingegneria di serie b"... ma vaf******...

Il punto però di questo mio post è riuscire a capire se, tra alcuni di voi edili, civili, ambientali, o qualcun o comunque lavora in ambiti del genere, ci siano esperienze "positive", magari all'estero.
Questo perché, in particolar modo riferito alla mia facoltà, continuo a sentirmi ripetere che è "il futuro", è uno dei corsi di ingegneria che non sia automazione più "attuali".
E in effetti ci credo anche io, perché mi sembra strano che tra tutti gli ambiti nei quali potrei capitare, non ci sia un posto per me per fare carriera.
Parlano con due amici (molto più grandi di me, sono una coppia prossima alla pensione che hanno fatto carriera in multinazionali legate all'ambito medico e farmaceutico) mi hanno detto che all'estero non c'è questo senso di "preoccupazione", indipendentemente dalla laurea presa.
All'estero capisci da solo di essere nelle condizioni di "poterti far valere", senza nessuno che ti viene a dire in faccia "la tua è una laurea di serie b".

Ci sono vari settori nei quali potrei lavorare: rifiuti, opere pubbliche, produzione e gestione di energia, settore minerario e petrolifero, pianificazione territoriale... davvero in Italia la situazione è così "nera"?
Davvero alcuni di voi son dell'idea (non che lo sia io, sia chiaro) che io debba cambiare e buttarmi sul ramo industriale altrimenti non riuscirò a "far carriera"?
Mi rendo conto che si tratta di una domanda un po' vaga, ma i civili consigliano di iscriversi a meccanica, i meccanici a informatica, gli informatici ad elettronica.. cioè, non ci si capisce nulla :roll:
Come se l'unico ramo esistente fosse quello industriale.. del quale a me importa poco direi, altrimenti mi sarei iscritto lì, no? Ahah :roll:

Ci tengo a precisare che sarei particolarmente interessato alle testimonianze di "futuri" colleghi civili/ambientali/edili, che magari hanno trovato lavoro (con una posizione magari buona anche dal punto di vista dello stipendio) in questi ambiti...

Infine, dal momento che non ne posso più di stare in Italia (ripeto, motivi personali), secondo voi, una magistrale sempre nel mio campo (magari incentrata più sulla panificazione territoriale e sulle energie rinnovabili) presa all'estero (in un paese preferibilmente anglosassone) può far comodo per una carriera NON in Italia proprio in uno di questi ambiti?
Personalmente mi piacerebbe far carriera in una grande azienda/multinazionale, ma anche qui, alcuni dicono che le multinazionali cercano solo industriali... ma davvero? :azz: :roll:

Grazie mille per l'attenzione! :)


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MessaggioInviato: domenica 20 gennaio 2019, 0:16 
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Iscritto il: lunedì 10 ottobre 2016, 9:58
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pietro97 ha scritto:
Ciao a tutti! Sono tornato dopo alcune settimane sul forum perché ho fatto alcune riflessioni sulla mia facoltà, sul mercato del lavoro, sull'arroganza/senso di superiorità di alcuni ingegneri rispetto ad altri e tante.. tante altre.
Sono uno studente di 21 anni al primo anno di ingegneria ambientale al Politecnico di Milano, e mi sono iscritto a questa facoltà perché mi piace il piano degli studi, mi piace l'ambito, e una volta laureato, per quanto non abbia idea di cosa mi ritroverò a fare, mi piacerebbe lavorare ALL'ESTERO, nel Nord Europa magari, o in Canada, o in Africa.. vai a sapere, basta che non sia l'Italia (motivi personali), magari nell'ambito delle energie rinnovabili, della pianificazione territoriale, della gestione della produzione di materie prime per i paesi in via di sviluppo.. che ne so! :lol:
Alcune settimane fa vi ho scritto perché ero in crisi totale rispetto a ciò che si trova su internet riguardo questa facoltà.
Tutti a dire di non sceglierla e di cambiare, perché il settore civile/ambientale è in crisi nera, la tua è "una laurea di serie b, inferiore", così l'ha definita un mio "amico" al secondo anno di ingegneria energetica.
E io dico... ma davvero? E anche all'estero? Ma seriamente son messo così male?
Cioè, davvero io da altri ingegneri verrò considerato sfigato a vita perché ho fatto un'ingegneria diversa dalla loro? Del tipo che parlavamo di studi di funzioni e io che mi sento dire "la tua è un'ingegneria di serie b"... ma vaf******...

Il punto però di questo mio post è riuscire a capire se, tra alcuni di voi edili, civili, ambientali, o qualcun o comunque lavora in ambiti del genere, ci siano esperienze "positive", magari all'estero.
Questo perché, in particolar modo riferito alla mia facoltà, continuo a sentirmi ripetere che è "il futuro", è uno dei corsi di ingegneria che non sia automazione più "attuali".
E in effetti ci credo anche io, perché mi sembra strano che tra tutti gli ambiti nei quali potrei capitare, non ci sia un posto per me per fare carriera.
Parlano con due amici (molto più grandi di me, sono una coppia prossima alla pensione che hanno fatto carriera in multinazionali legate all'ambito medico e farmaceutico) mi hanno detto che all'estero non c'è questo senso di "preoccupazione", indipendentemente dalla laurea presa.
All'estero capisci da solo di essere nelle condizioni di "poterti far valere", senza nessuno che ti viene a dire in faccia "la tua è una laurea di serie b".

Ci sono vari settori nei quali potrei lavorare: rifiuti, opere pubbliche, produzione e gestione di energia, settore minerario e petrolifero, pianificazione territoriale... davvero in Italia la situazione è così "nera"?
Davvero alcuni di voi son dell'idea (non che lo sia io, sia chiaro) che io debba cambiare e buttarmi sul ramo industriale altrimenti non riuscirò a "far carriera"?
Mi rendo conto che si tratta di una domanda un po' vaga, ma i civili consigliano di iscriversi a meccanica, i meccanici a informatica, gli informatici ad elettronica.. cioè, non ci si capisce nulla :roll:
Come se l'unico ramo esistente fosse quello industriale.. del quale a me importa poco direi, altrimenti mi sarei iscritto lì, no? Ahah :roll:

Ci tengo a precisare che sarei particolarmente interessato alle testimonianze di "futuri" colleghi civili/ambientali/edili, che magari hanno trovato lavoro (con una posizione magari buona anche dal punto di vista dello stipendio) in questi ambiti...

Infine, dal momento che non ne posso più di stare in Italia (ripeto, motivi personali), secondo voi, una magistrale sempre nel mio campo (magari incentrata più sulla panificazione territoriale e sulle energie rinnovabili) presa all'estero (in un paese preferibilmente anglosassone) può far comodo per una carriera NON in Italia proprio in uno di questi ambiti?
Personalmente mi piacerebbe far carriera in una grande azienda/multinazionale, ma anche qui, alcuni dicono che le multinazionali cercano solo industriali... ma davvero? :azz: :roll:

Grazie mille per l'attenzione! :)

Quello è uno stupido, anche perché energetica é un bel miscuglio che in confronto ambientale sembra un ingegneria vecchia...
Quando però l'arpa bandisce un concorso e magari lo vinci poi dopo vedi come si pente... Ambientale sarà quel che sarà ma rimane una delle poche ingegnerie che ti permette di lavorare nel pubblico. Purtroppo i concorsi ora sono fermi ma per forza dovranno ripartire per questione demografica... E credimi raggiunta una certa età poter smettere alle 15 è un bel vantaggio. E il posto è fisso.
Che qua si pensa solo ai soldi senza aver mai provato cosa sono 9 ore in ufficio mi sembra. Pure io guardavo solo al lato remunerativo prima di lavorare. Quando lavori 9 ore al giorno più la pausa di un ora più il viaggio ti dimentichi dei soldi perché non riesci a spenderli...
Parti alle 7 e mezza e arrivi a casa alle 19,quando li spendi? Se sei da solo poi...
Ovvio che uno stipendio medio bisogna portarlo a casa ma conta anche viverla la vita non solo lavorare.
Se ti studi del lavoro con ambientale è più facile andare nel pubblico, con energetica col cappero.
Con ambientale se ti stufi di fare il dipendente ti metti in proprio, con energetica ne vedo di meno... L'unico campo è la termotecnica che è inflazionato...
Pensaci anche a ste cose. Poi ovvio che mediamente un energetico prenderà più di un ambientale...
Così come mediamente lavorerà anche più ore eh...
Che lo stipendio quando entri in una ditta non viene mica dato per qualifica ma per posizione... Dove faccio lo stage ora un gestionale Junior prende quanto un civile Junior...
La differenza è che magari il gestionale ha meno concorrenza per disputarsi il posto.
È il discorso che ti facevo tempo addietro...
Le statistiche sono medie e vanno interpretate in questo modo: su 100 meccanici 80 trovano da meccanico e quegli 80 vengono pagati benino...
Su 100 ambientali 20 trovano da ambientale e vengono pagati benino solo quei 20.
Ma non è che un ambientale in en* prende meno di un meccanico... Se entrano con la stessa età prendono uguale.
Per me ti fai delle pippe perché non ti vuoi distinguere dagli altri... E vuoi rimanere nella media. Ecco se volevi guadagnare benino e rimanere nella media era meglio che prendevi gestionale. Però se hai voglia e passione che è quella che ti porta a distinguere e a farti stare in quei 20 vedrai che almeno almeno sarai sul livello degli altri...
Poi lauree di serie b dovrebbe provare a dirlo a quelli delle risorse umane che sono tutti storici, letterati o psicologi... Ti cacciano via subito


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MessaggioInviato: domenica 20 gennaio 2019, 13:52 
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pietro97 ha scritto:
Tutti a dire di non sceglierla e di cambiare, perché il settore civile/ambientale è in crisi nera, la tua è "una laurea di serie b, inferiore", così l'ha definita un mio "amico" al secondo anno di ingegneria energetica.
E io dico... ma davvero? E anche all'estero? Ma seriamente son messo così male?
Cioè, davvero io da altri ingegneri verrò considerato sfigato a vita perché ho fatto un'ingegneria diversa dalla loro? Del tipo che parlavamo di studi di funzioni e io che mi sento dire "la tua è un'ingegneria di serie b"... ma vaf******...


Mi spiace dirtelo ma hanno ragione. Una laurea in civile/ambientale/edile non è seconda alle altre come difficoltà nel prenderle e come nozioni che ti vengono impartite, ma dal punto di vista lavorativo è sì, una laurea di serie B.

In Italia anzi, direi che è anche da serie C, ormai siamo ai livelli di lettere, anzi a volte trovi anche più offerte per i laureati in lettere (giornalismo, risorse umane ecc). Capisco che è dura da accettare ma è così.

Tieni conto che il settore delle costruzioni è in contrazione un po' ovunque. In Italia è morto da almeno 5 anni, in Europa tiene botta in alcune aree (Europa dell'est ad esempio), oppure bisogna andare in paesi dove ci sono investimenti, penso ad esempio all'Asia centrale, ai paesi petroliferi, mi pare che anche in Australia si faccia ancora un discreto numero di cose.

Come ti ho già detto nell'altro post, sei ancora al primo anno. Passa a meccanica o a gestionale. Fra 15 anni mi ringrazierai


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MessaggioInviato: domenica 20 gennaio 2019, 15:26 
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Però come dico sempre è al primo anno. Deve ragionare in ottica dei prossimi 5/10 anni...
Gestionale non so francamente. Il numero si sta impenannando. Se industriale gli fa così schifo potrebbe anche fare bene a fare ambientale a Milano. Il politecnico e Milano livella un po' tutti i rami. Infatti a Milano ambientale è sempre andata benino...
Tra piccoli studi che tengono, hse, settore rinnovabili c'è lavoro anche per loro.
Il problema degli ambientali è fuori la Lombardia.


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MessaggioInviato: domenica 20 gennaio 2019, 19:50 
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731086 ha scritto:
Però come dico sempre è al primo anno. Deve ragionare in ottica dei prossimi 5/10 anni...
Gestionale non so francamente. Il numero si sta impenannando. Se industriale gli fa così schifo potrebbe anche fare bene a fare ambientale a Milano. Il politecnico e Milano livella un po' tutti i rami. Infatti a Milano ambientale è sempre andata benino...
Tra piccoli studi che tengono, hse, settore rinnovabili c'è lavoro anche per loro.
Il problema degli ambientali è fuori la Lombardia.


Mah io tutti questi ambientali che fanno carriera in Lombardia non li vedo.....vedo che molti si riciclano come i civili, ho un mio amico che si divide tra imprese di logistica e di trasporti, laureato ambientale con 105 a Torino....tanti suoi conoscenti (zona Torino/Milano) sono in pmi di commercio o produzione e non vengono certo retribuiti da ingegneri.....se intendi che ci si può riciclare può essere vero, ma fare l'ingegnere ambientale è un'altra cosa....

Appunto perchè devi ragionare tra 10 anni, che senso ha continuare a laurearsi in queste materie....? Il settore è morto e non si riprenderà, gli investimenti non ci sono in quei rami, con Gestionale mal che ti vada il posticino da 1500 al mese lo si trova, per un ambientale quella cifra potrebbe essere il massimo che riesca a trovare.....ragazzi qui ci si gioca il futuro, non è possibile continuare a dire "eh ma magari si può trovare....." questo errore lo facevamo io e i miei compagni 10-15 anni fa, adesso direi che è il caso di guardare le cose concretamente e di capire bene come funziona il mercato del lavoro......


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MessaggioInviato: domenica 20 gennaio 2019, 20:00 
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Ma guarda che studiare gestionale vuol dire farti comunque 50 esami. Se gestionale non piace che devi fare?
Fartela piacere a forza?? Rischi di fare peggio.
Stessa cosa per meccanica. Mettiti nei panni di uno che non sa nemmeno cosa sia un ingranaggio perché viene dal liceo...
E magari sa usare solo internet.
Ok ci si può fermare alla triennale ma con una triennale in gestionale poi fai l'assistente amministrativo.
Boh dovrà pur piacere un po' quello che si studia. Perché sarà anche facilotta gestionale ma se poi non sai nulla di programmazione, non sai nulla di Elettrotecnica, non sai nulla di controlli e non ti piacciono nemmeno poi laurearsi diventa un incubo comunque.


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MessaggioInviato: domenica 20 gennaio 2019, 20:08 
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731086 ha scritto:
Ma guarda che studiare gestionale vuol dire farti comunque 50 esami. Se gestionale non piace che devi fare?
Fartela piacere a forza?? Rischi di fare peggio.
Stessa cosa per meccanica. Mettiti nei panni di uno che non sa nemmeno cosa sia un ingranaggio perché viene dal liceo...
E magari sa usare solo internet.
Ok ci si può fermare alla triennale ma con una triennale in gestionale poi fai l'assistente amministrativo.
Boh dovrà pur piacere un po' quello che si studia. Perché sarà anche facilotta gestionale ma se poi non sai nulla di programmazione, non sai nulla di Elettrotecnica, non sai nulla di controlli e non ti piacciono nemmeno poi laurearsi diventa un incubo comunque.


Guarda con tutta la teoria che c'è all'università, studiare una materia o l'altra fa poca differenza.....anche a me piacevano le costruzioni ma tanto poi agli esami fai teoremi e dimostrazioni......non mi si venga a dire che l'università ti forma dal punto di vista pratico....anche i progetti che facevi, erano sempre "preconfezionati", quando poi si lavora si scoprono tante cose che il professore non ti aveva detto (forse perchè neanche lui le sapeva, dato che vive nel mondo accademico e non in quello lavorativo). Potrei essere d'accordo se mi parli di scuole superiori, ad esempio io all'istituto per geometri avevo visto un po' di cose più pratiche e capito come funzionavano alcune cose, all'università invece su 5 anni almeno 4 sono di teoria, io non ci ho visto tutta questa pratica e questa "bellezza", e quindi dico, teoria per teoria, tanto vale studiare quella che ti dà più possibilità lavorative

PS l'assistente amministrativo con la laurea in civile o ambientale non lo fai :lol:


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MessaggioInviato: domenica 20 gennaio 2019, 23:07 
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mighty ha scritto:
731086 ha scritto:
Ma guarda che studiare gestionale vuol dire farti comunque 50 esami. Se gestionale non piace che devi fare?
Fartela piacere a forza?? Rischi di fare peggio.
Stessa cosa per meccanica. Mettiti nei panni di uno che non sa nemmeno cosa sia un ingranaggio perché viene dal liceo...
E magari sa usare solo internet.
Ok ci si può fermare alla triennale ma con una triennale in gestionale poi fai l'assistente amministrativo.
Boh dovrà pur piacere un po' quello che si studia. Perché sarà anche facilotta gestionale ma se poi non sai nulla di programmazione, non sai nulla di Elettrotecnica, non sai nulla di controlli e non ti piacciono nemmeno poi laurearsi diventa un incubo comunque.


Guarda con tutta la teoria che c'è all'università, studiare una materia o l'altra fa poca differenza.....anche a me piacevano le costruzioni ma tanto poi agli esami fai teoremi e dimostrazioni......non mi si venga a dire che l'università ti forma dal punto di vista pratico....anche i progetti che facevi, erano sempre "preconfezionati", quando poi si lavora si scoprono tante cose che il professore non ti aveva detto (forse perchè neanche lui le sapeva, dato che vive nel mondo accademico e non in quello lavorativo). Potrei essere d'accordo se mi parli di scuole superiori, ad esempio io all'istituto per geometri avevo visto un po' di cose più pratiche e capito come funzionavano alcune cose, all'università invece su 5 anni almeno 4 sono di teoria, io non ci ho visto tutta questa pratica e questa "bellezza", e quindi dico, teoria per teoria, tanto vale studiare quella che ti dà più possibilità lavorative

PS l'assistente amministrativo con la laurea in civile o ambientale non lo fai :lol:

A posteriori è facile dire cambia laurea... Come dire ad uno che sta facendo il liceo fai l'itis...
Alla fine un pochino bisognava guardare anche alle inclinazioni...
Io ho finito bene il liceo e sto finendo molto bene l'università anche perché un pelo ho sempre rispettato le inclinazioni. Che non erano per la fisica però non potevano nemmeno essere per la storia.
Se avessi fatto il tecnico probabilmente mi avrebbero potato al primo anno perché ci metto sempre un po' ad ingranare e non sono così sicuro che se avessi scelto meccanica ce l'avrei fatta, proprio perché ci metto del tempo a carburare e non avendo amici in quel corse forse avrei mollato.
È facile dirlo a parole però se solo il 4/5% della popolazione è ingegnere forse un motivo ci sarà. Che dirlo dopo averla conseguita è facile ma mettiti un po' nei panni di uno che si deve sorbire 3 esami di disegno più 3 esami di costruzioni di macchine...
Meccanica è meccanica non ci sono esami semplici dentro.
Non che ad ambientale ce ne siano molti però un conto è studiare geologia e un altro studiare elettrotecnica... Uno che ha fatto il liceo é più facile preferisca di gran lunga geologia per dire.


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MessaggioInviato: lunedì 21 gennaio 2019, 12:24 
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731086 ha scritto:
A posteriori è facile dire cambia laurea... Come dire ad uno che sta facendo il liceo fai l'itis...
Alla fine un pochino bisognava guardare anche alle inclinazioni...
Io ho finito bene il liceo e sto finendo molto bene l'università anche perché un pelo ho sempre rispettato le inclinazioni. Che non erano per la fisica però non potevano nemmeno essere per la storia.
Se avessi fatto il tecnico probabilmente mi avrebbero potato al primo anno perché ci metto sempre un po' ad ingranare e non sono così sicuro che se avessi scelto meccanica ce l'avrei fatta, proprio perché ci metto del tempo a carburare e non avendo amici in quel corse forse avrei mollato.
È facile dirlo a parole però se solo il 4/5% della popolazione è ingegnere forse un motivo ci sarà. Che dirlo dopo averla conseguita è facile ma mettiti un po' nei panni di uno che si deve sorbire 3 esami di disegno più 3 esami di costruzioni di macchine...
Meccanica è meccanica non ci sono esami semplici dentro.
Non che ad ambientale ce ne siano molti però un conto è studiare geologia e un altro studiare elettrotecnica... Uno che ha fatto il liceo é più facile preferisca di gran lunga geologia per dire.


Non è che "a posteriori è facile"....è che bisogna guardare al mercato del lavoro. Non è possibile continuare a dire "eh ma a me piacevano quelle cose...." ........ma quali cose? Teoremi e dimostrazioni a gogò? Ingegneria non è altro che matematica applicata.....pensi che dia una preparazione pratica?

L'esame di macchine non è "capire come funzionano le macchine dal punto di vista pratico e imparare il lavoro" ma è un miscuglio di meccanica della frattura, meccanica dei continui, ecc. così come a civile quando fai ingegneria sismica pensi che capirai tante cose sugli edifici, in realtà fai un sacco di teoria (modi di vibrare, equazioni differenziali, meccanica della frattura anche lì...)....

In Italia è così, l'università è teorica al 90%, non capisco questi discorsi sul "cosa ti piace" perchè potrei capire se uno davvero mi dicesse "mi piacciono la storia e la geografia, quelle le studio in mezz'ora e so già tutto", ma con tutti i rami di ingegneria bene o male siamo sullo stesso piano....tanta teoria, fisica e matematica, dimostrazioni, qualche progettino che comunque non ti prepara per il lavoro....questo è....

Guarda caso il gestionale, che forse è quello che fa meno teoria di tutti, è la figura ad oggi più ricercata dalle aziende...chissà come mai...


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MessaggioInviato: lunedì 21 gennaio 2019, 19:55 
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mighty ha scritto:
731086 ha scritto:
A posteriori è facile dire cambia laurea... Come dire ad uno che sta facendo il liceo fai l'itis...
Alla fine un pochino bisognava guardare anche alle inclinazioni...
Io ho finito bene il liceo e sto finendo molto bene l'università anche perché un pelo ho sempre rispettato le inclinazioni. Che non erano per la fisica però non potevano nemmeno essere per la storia.
Se avessi fatto il tecnico probabilmente mi avrebbero potato al primo anno perché ci metto sempre un po' ad ingranare e non sono così sicuro che se avessi scelto meccanica ce l'avrei fatta, proprio perché ci metto del tempo a carburare e non avendo amici in quel corse forse avrei mollato.
È facile dirlo a parole però se solo il 4/5% della popolazione è ingegnere forse un motivo ci sarà. Che dirlo dopo averla conseguita è facile ma mettiti un po' nei panni di uno che si deve sorbire 3 esami di disegno più 3 esami di costruzioni di macchine...
Meccanica è meccanica non ci sono esami semplici dentro.
Non che ad ambientale ce ne siano molti però un conto è studiare geologia e un altro studiare elettrotecnica... Uno che ha fatto il liceo é più facile preferisca di gran lunga geologia per dire.


Non è che "a posteriori è facile"....è che bisogna guardare al mercato del lavoro. Non è possibile continuare a dire "eh ma a me piacevano quelle cose...." ........ma quali cose? Teoremi e dimostrazioni a gogò? Ingegneria non è altro che matematica applicata.....pensi che dia una preparazione pratica?

L'esame di macchine non è "capire come funzionano le macchine dal punto di vista pratico e imparare il lavoro" ma è un miscuglio di meccanica della frattura, meccanica dei continui, ecc. così come a civile quando fai ingegneria sismica pensi che capirai tante cose sugli edifici, in realtà fai un sacco di teoria (modi di vibrare, equazioni differenziali, meccanica della frattura anche lì...)....

In Italia è così, l'università è teorica al 90%, non capisco questi discorsi sul "cosa ti piace" perchè potrei capire se uno davvero mi dicesse "mi piacciono la storia e la geografia, quelle le studio in mezz'ora e so già tutto", ma con tutti i rami di ingegneria bene o male siamo sullo stesso piano....tanta teoria, fisica e matematica, dimostrazioni, qualche progettino che comunque non ti prepara per il lavoro....questo è....

Guarda caso il gestionale, che forse è quello che fa meno teoria di tutti, è la figura ad oggi più ricercata dalle aziende...chissà come mai...

Guarda stessimo parlando di civile ti darei ragione perché è veramente tosta e non ha nulla in meno di meccanica come difficoltà. Ma ambientale come difficoltà é un gradino sotto e sopratutto non necessita di particolari conoscenze di partenze mentre a meccanica se a disegnare sei un cane non è così semplice.
Per me ambientale è tra le più fattibili insieme a energetica elettrica ed edile. Gestionale ancora più semplice.
La vera scelta che mi sento di aver sbagliato è stata quella di non aver preso gestionale. Perché francamente meccanica era più difficile e ci ero pure meno portato.
In ambientale al più usi Autocad ed Excel...
A meccanica usi Autocad in forma spinta, Excel, un po' di programmazione, più software di progettazione specifici... Io che a imparare i software sono una mezza capra per dire avrei fatto fatica


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