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MessaggioInviato: martedì 22 gennaio 2019, 21:09 
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731086 ha scritto:
In ogni caso...
Se fai un tirocinio e finisce bene a Milano il lavoro lo trovi anche con ambientale...
Un meccanico magari si può permettere di uscire con 95 alla magistrale in 7 anni un ambientale magari è meglio che finisca in corso col massimo


Certo certo, assolutamente, non ho intenzione di laurearmi "tanto per", voglio un voto che possa ripagare i miei sforzi.


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MessaggioInviato: martedì 22 gennaio 2019, 22:17 
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Fare quello che piace anche se poco è sempre la scelta giusta... Perché alla fine nei lavori da dipendente che prendi 1500 o 1800 non ti cambia la vita... Magari da meccanico prendi 1800 e non ti piace e non piacendoci non fai mai un minuto di l straordinario e la carriera non la fai di certo... Se hai passione invece anche se poca ti applichi di più e anche se inizi peggio almeno un po' di carriera la fai...
Il titolo di studio ti decide i primi 5 anni di carriera poi dipende da te e solo da te nel bene e nel male...
L'unica cosa che t deve interessare ora è finire presto e bene per entrare nel circuito... E giocartela partendo da stage...
Poi vedrai che la strada la trovi se ti piace e sei portato al lavoro.
Poi comunque è vero che i concorsi sono fermo e ci sono state riduzioni di personale ma ti dico solo che l'età media della PA è di 52 anni... Con solo il 4% sotto i 30 anni...
È ovvio che ci dovrà essere un ricambio e gli ingegneri ambientali potrebbero beneficiarne non poco tra esercito, vigili del fuoco, Asl, arpa ed enti vari pubblici. L'Italia é stravecchia... Quindi o affonda e a quel punto c'è poco da fare o se tiene ci sarà entro il 2030 un ricambio generazionale di dimensioni mai viste prima...
Sopratutto nelle società a partecipazione pubblica e nelle pmi.
Io non so davvero ma basta fare due conti... Del 1995 siamo il 50%!! In meno che quelli che andranno in pensione.
Finora la situazione è stata disastrosa anche perché si sono sommati :
Blocco delle assunzione nella pa, prolungamento età pensionabile, crollo delle costruzioni e economia instabile con una crisi petrolifera pazzesca...


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MessaggioInviato: mercoledì 23 gennaio 2019, 15:04 
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731086 ha scritto:
Fare quello che piace anche se poco è sempre la scelta giusta... Perché alla fine nei lavori da dipendente che prendi 1500 o 1800 non ti cambia la vita... Magari da meccanico prendi 1800 e non ti piace e non piacendoci non fai mai un minuto di l straordinario e la carriera non la fai di certo... Se hai passione invece anche se poca ti applichi di più e anche se inizi peggio almeno un po' di carriera la fai...
Il titolo di studio ti decide i primi 5 anni di carriera poi dipende da te e solo da te nel bene e nel male...
L'unica cosa che t deve interessare ora è finire presto e bene per entrare nel circuito... E giocartela partendo da stage...
Poi vedrai che la strada la trovi se ti piace e sei portato al lavoro.
Poi comunque è vero che i concorsi sono fermo e ci sono state riduzioni di personale ma ti dico solo che l'età media della PA è di 52 anni... Con solo il 4% sotto i 30 anni...
È ovvio che ci dovrà essere un ricambio e gli ingegneri ambientali potrebbero beneficiarne non poco tra esercito, vigili del fuoco, Asl, arpa ed enti vari pubblici. L'Italia é stravecchia... Quindi o affonda e a quel punto c'è poco da fare o se tiene ci sarà entro il 2030 un ricambio generazionale di dimensioni mai viste prima...
Sopratutto nelle società a partecipazione pubblica e nelle pmi.
Io non so davvero ma basta fare due conti... Del 1995 siamo il 50%!! In meno che quelli che andranno in pensione.
Finora la situazione è stata disastrosa anche perché si sono sommati :
Blocco delle assunzione nella pa, prolungamento età pensionabile, crollo delle costruzioni e economia instabile con una crisi petrolifera pazzesca...


Sono d'accordo.
Più che altro, secondo te, un ingegnere ambientale (e parlo dopo ANNI di gavetta, esperienza, insomma, farsi il mazzo tanto anche spostandosi, andando all'estero e cambiando spesso azienda...) può arrivare a coprire ruoli importanti? Non dico CEO di En*, ma comunque ruoli importanti, ecco, dirigente di un certo settore, ad esempio.
Perché sembra che qui possano solo i meccanici..


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MessaggioInviato: mercoledì 23 gennaio 2019, 16:37 
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pietro97 ha scritto:
Sono d'accordo.
Più che altro, secondo te, un ingegnere ambientale (e parlo dopo ANNI di gavetta, esperienza, insomma, farsi il mazzo tanto anche spostandosi, andando all'estero e cambiando spesso azienda...) può arrivare a coprire ruoli importanti? Non dico CEO di En*, ma comunque ruoli importanti, ecco, dirigente di un certo settore, ad esempio.
Perché sembra che qui possano solo i meccanici..

Ma che ne sa l'utente a cui lo hai chiesto che si è appena lureato alla triennle :-)
Il dirigente lo può fare chiunque, conn qualsiasi titolo di studio.
Ti ricordo che Marchionne era laureato in filosofia.
il fare carriera ,come dici tu, non dipende dal titolo di studio, ma da tanti fattori.Ora ai laureati nons ono dati subito alvori di responsabilità,come poteva avvenire negli anni '90 o nei primi anni 2000.Adesso un laureato entra in azineda come sempice impiegato è spesso demanionato,sia nello stipendio che nelle attività, e potrebbe rimanere anche 10-12 anni nella stessa posizione, sperando che, nel frattempoo l'azienda non fallisca e chiuda e lo lasci disoccupato.
Il problema di essere ambientale è che le tue competenze tecniche non fanno gola a moti settori aziendali.pertanto sei solo uno frai tantissimi in cerca di lavoro.
Gli industriali sono più ricercati semplicemente perchè le aziende sul mercato adesso sono in maggioranza industriali/meccaniche.E quindi le competenze tecniche di un ing. meccanico potrebbero far "gola".Che poi l'ingegenre meccanico faccai carriera non è assolutamente scontato.
Per cambiare spesso azienda e muoversi,coem dici tu, devi trovare anche chi ti assume.Non è così scontato.Non è che solo perchè sei disposto a muoveti vieni mandato all'estero.
Scusa se sono stata dura, ma mi sono iscritta all'università quando sei nato, perciò ho visto il mondo del lavoor un pochino più di te.


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MessaggioInviato: mercoledì 23 gennaio 2019, 16:48 
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tippgirl ha scritto:
pietro97 ha scritto:
Sono d'accordo.
Più che altro, secondo te, un ingegnere ambientale (e parlo dopo ANNI di gavetta, esperienza, insomma, farsi il mazzo tanto anche spostandosi, andando all'estero e cambiando spesso azienda...) può arrivare a coprire ruoli importanti? Non dico CEO di En*, ma comunque ruoli importanti, ecco, dirigente di un certo settore, ad esempio.
Perché sembra che qui possano solo i meccanici..

Ma che ne sa l'utente a cui lo hai chiesto che si è appena lureato alla triennle :-)
Il dirigente lo può fare chiunque, conn qualsiasi titolo di studio.
Ti ricordo che Marchionne era laureato in filosofia.
il fare carriera ,come dici tu, non dipende dal titolo di studio, ma da tanti fattori.Ora ai laureati nons ono dati subito alvori di responsabilità,come poteva avvenire negli anni '90 o nei primi anni 2000.Adesso un laureato entra in azineda come sempice impiegato è spesso demanionato,sia nello stipendio che nelle attività, e potrebbe rimanere anche 10-12 anni nella stessa posizione, sperando che, nel frattempoo l'azienda non fallisca e chiuda e lo lasci disoccupato.
Il problema di essere ambientale è che le tue competenze tecniche non fanno gola a moti settori aziendali.pertanto sei solo uno frai tantissimi in cerca di lavoro.
Gli industriali sono più ricercati semplicemente perchè le aziende sul mercato adesso sono in maggioranza industriali/meccaniche.E quindi le competenze tecniche di un ing. meccanico potrebbero far "gola".Che poi l'ingegenre meccanico faccai carriera non è assolutamente scontato.
Per cambiare spesso azienda e muoversi,coem dici tu, devi trovare anche chi ti assume.Non è così scontato.Non è che solo perchè sei disposto a muoveti vieni mandato all'estero.
Scusa se sono stata dura, ma mi sono iscritta all'università quando sei nato, perciò ho visto il mondo del lavoor un pochino più di te.


Ma no, assolutamente! Non ti preoccupare, anzi mi fa piacere leggere di esperienze di altre persone, penso che il confronto sia davvero molto, molto importante.
Posso chiederti in base a cosa dici (mi sembra in un'altra risposta) che l'ingegneria civile/ambientale inizia a soffrire la crisi anche in Europa? Perché non so, ma sembra che su internet dica esattamente il contrario (enorme richiesta soprattutto mel nord europa mel settore oil&gas, infrastrutture, minerario ed ecologico..).


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MessaggioInviato: mercoledì 23 gennaio 2019, 17:02 
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pietro97 ha scritto:
tippgirl ha scritto:
pietro97 ha scritto:
Sono d'accordo.
Più che altro, secondo te, un ingegnere ambientale (e parlo dopo ANNI di gavetta, esperienza, insomma, farsi il mazzo tanto anche spostandosi, andando all'estero e cambiando spesso azienda...) può arrivare a coprire ruoli importanti? Non dico CEO di En*, ma comunque ruoli importanti, ecco, dirigente di un certo settore, ad esempio.
Perché sembra che qui possano solo i meccanici..

Ma che ne sa l'utente a cui lo hai chiesto che si è appena lureato alla triennle :-)
Il dirigente lo può fare chiunque, conn qualsiasi titolo di studio.
Ti ricordo che Marchionne era laureato in filosofia.
il fare carriera ,come dici tu, non dipende dal titolo di studio, ma da tanti fattori.Ora ai laureati nons ono dati subito alvori di responsabilità,come poteva avvenire negli anni '90 o nei primi anni 2000.Adesso un laureato entra in azineda come sempice impiegato è spesso demanionato,sia nello stipendio che nelle attività, e potrebbe rimanere anche 10-12 anni nella stessa posizione, sperando che, nel frattempoo l'azienda non fallisca e chiuda e lo lasci disoccupato.
Il problema di essere ambientale è che le tue competenze tecniche non fanno gola a moti settori aziendali.pertanto sei solo uno frai tantissimi in cerca di lavoro.
Gli industriali sono più ricercati semplicemente perchè le aziende sul mercato adesso sono in maggioranza industriali/meccaniche.E quindi le competenze tecniche di un ing. meccanico potrebbero far "gola".Che poi l'ingegenre meccanico faccai carriera non è assolutamente scontato.
Per cambiare spesso azienda e muoversi,coem dici tu, devi trovare anche chi ti assume.Non è così scontato.Non è che solo perchè sei disposto a muoveti vieni mandato all'estero.
Scusa se sono stata dura, ma mi sono iscritta all'università quando sei nato, perciò ho visto il mondo del lavoor un pochino più di te.


Ma no, assolutamente! Non ti preoccupare, anzi mi fa piacere leggere di esperienze di altre persone, penso che il confronto sia davvero molto, molto importante.
Posso chiederti in base a cosa dici (mi sembra in un'altra risposta) che l'ingegneria civile/ambientale inizia a soffrire la crisi anche in Europa? Perché non so, ma sembra che su internet dica esattamente il contrario (enorme richiesta soprattutto mel nord europa mel settore oil&gas, infrastrutture, minerario ed ecologico..).

Come sia nel resto d'Europa la situazione per un ingegnere ambientale io francamente non lo so.
Se ho scritto questo forse intendevo qualcos'altro.
I miei conoscenti che lavorano in Europa sono quasi tutti rimasti nell'ambito di università e ricerca.
Non conosco nessuno che lavori in nordeuropa com ingegnere.


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MessaggioInviato: mercoledì 23 gennaio 2019, 17:40 
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Ma no, assolutamente! Non ti preoccupare, anzi mi fa piacere leggere di esperienze di altre persone, penso che il confronto sia davvero molto, molto importante.
Posso chiederti in base a cosa dici (mi sembra in un'altra risposta) che l'ingegneria civile/ambientale inizia a soffrire la crisi anche in Europa? Perché non so, ma sembra che su internet dica esattamente il contrario (enorme richiesta soprattutto mel nord europa mel settore oil&gas, infrastrutture, minerario ed ecologico..).[/quote]
Come sia nel resto d'Europa la situazione per un ingegnere ambientale io francamente non lo so.
Se ho scritto questo forse intendevo qualcos'altro.
I miei conoscenti che lavorano in Europa sono quasi tutti rimasti nell'ambito di università e ricerca.
Non conosco nessuno che lavori in nordeuropa com ingegnere.[/quote]
Ti ringrazio comunque! Ti faccio queste domande perché appunto.. sei più esperta di me argomento.. ma grazie lo stesso


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MessaggioInviato: mercoledì 23 gennaio 2019, 20:03 
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tippgirl ha scritto:
pietro97 ha scritto:
Sono d'accordo.
Più che altro, secondo te, un ingegnere ambientale (e parlo dopo ANNI di gavetta, esperienza, insomma, farsi il mazzo tanto anche spostandosi, andando all'estero e cambiando spesso azienda...) può arrivare a coprire ruoli importanti? Non dico CEO di En*, ma comunque ruoli importanti, ecco, dirigente di un certo settore, ad esempio.
Perché sembra che qui possano solo i meccanici..

Ma che ne sa l'utente a cui lo hai chiesto che si è appena lureato alla triennle :-)
Il dirigente lo può fare chiunque, conn qualsiasi titolo di studio.
Ti ricordo che Marchionne era laureato in filosofia.
il fare carriera ,come dici tu, non dipende dal titolo di studio, ma da tanti fattori.Ora ai laureati nons ono dati subito alvori di responsabilità,come poteva avvenire negli anni '90 o nei primi anni 2000.Adesso un laureato entra in azineda come sempice impiegato è spesso demanionato,sia nello stipendio che nelle attività, e potrebbe rimanere anche 10-12 anni nella stessa posizione, sperando che, nel frattempoo l'azienda non fallisca e chiuda e lo lasci disoccupato.
Il problema di essere ambientale è che le tue competenze tecniche non fanno gola a moti settori aziendali.pertanto sei solo uno frai tantissimi in cerca di lavoro.
Gli industriali sono più ricercati semplicemente perchè le aziende sul mercato adesso sono in maggioranza industriali/meccaniche.E quindi le competenze tecniche di un ing. meccanico potrebbero far "gola".Che poi l'ingegenre meccanico faccai carriera non è assolutamente scontato.
Per cambiare spesso azienda e muoversi,coem dici tu, devi trovare anche chi ti assume.Non è così scontato.Non è che solo perchè sei disposto a muoveti vieni mandato all'estero.
Scusa se sono stata dura, ma mi sono iscritta all'università quando sei nato, perciò ho visto il mondo del lavoor un pochino più di te.

In realtà sono in una multinazionale operante in più di 10 nazioni straniere... Con sedi a Milano Emilia Romagna Nigeria Kazakistan Polonia Inghilterra Libia... Sarò anche in stage ma certe dinamiche le ho anche capite e mio padre e mia madre hanno lavorato sempre in aziende grandi... Te piuttosto che esperienze hai in aziende sopra i 1000 dipendenti?


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MessaggioInviato: mercoledì 23 gennaio 2019, 20:08 
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Comunque il discorso che dicevo prima io e poi tipp è giusto... Il titolo dia studio influenza solo indirettamente la tua carriera. E la influenza tanto di più quanto la società è simile o è una società pubblica. Quella dove sono ora per dire per fare carriera bisogna solo produrre risultati e avere fatto esperienze all'estero....
Quella di mio padre che è a partecipazione pubblica è diciamo molto più simile alla pa in cui il titolo di studio nel 90% dei casi è determinante se vuoi raggiungere la dirigenza... Nel pubblico poi non diventi nemmeno tecnico oggi senza laurea...
I meccanico sono favoriti perché l'Italia è una paese manifatturiero...
Il boom delle costruzioni è passato e l'energia la prendiamo dagli altri paesi. E comunque ambientale non è quella migliore per lavorare nell'energia. Se volevi lavorare in quel settore era Preferibile comunque Meccanica o energetica o chimica. Ambientale può andare bene in certi settori ma non ti prende l'enel per fare progettazione di impianti solari. Perché un ambiente e territorio sa poco di elettrotecnica


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MessaggioInviato: mercoledì 23 gennaio 2019, 20:14 
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731086 ha scritto:
Se vuoi ti dico perché ho continuato ambientale...
1. Perché non ero portato per il disegno minimamente
2. Perché elettrotecnica la odiavo insieme a fisica 2
3. Perché preferisco fare un lavoro in mezzo a normative che a dover disegnare con autocad
4. Perché era troppo tardi cambiare
5. Perchè alcuni mattoni non ci sono

Per dire a civile ti becchi dinamica delle strutture e progetti in zona sismica che sono pesantissimi
A chimica non ti dico tra reattoristica, impianti, simulazione numerica e termodinamica chimica.
A meccanica tra disegno 1 e 2,meccanica razionale, elettrotecnica, turbomacchine...
A energetica vedi un po' un miscuglio di roba ma non è che hanno il lavoro garantito...
Se guardi le inserzione solo per energetico sono pochissime.


A me ad esempio disegno piace, ma non con CAD... sono più il tipo che disegna a mano libera (e me la cavo bene..!)
Elettrotecnica potrei metterla comunque nel pds, la fanno i civili (a scelta pure per loro, almeno da noi) e non dovrebbe essere, almeno per me, devastante.
Pensi che un possibile datore di lavoro faccia caso al fatto che in un curriculum ambientale ci siano alcune materie tipicamente "industriali" e meccaniche?


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