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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Definizione di copriferro
MessaggioInviato: lunedì 18 gennaio 2010, 14:34 
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Iscritto il: venerdì 23 novembre 2007, 13:37
Messaggi: 591
Località: Roma
Lo so che è grave, ma non ho ancora capito che cosa si intende per copriferro.
Da calcolo l'ho sempre considerato come la distanza tra l'asse del ferro longitudinale e il bordo in cls.
E' corrretto?


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 Oggetto del messaggio: Re: Definizione di copriferro
MessaggioInviato: lunedì 18 gennaio 2010, 15:21 
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Iscritto il: domenica 17 gennaio 2010, 15:07
Messaggi: 16
da studente, credo sia corretto...
come diametro del tondino utilizzi il massimo che immagini di mettere in opera, e come spessore in CLS a seconda della classe di esposizione....
ciaooo!


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 Oggetto del messaggio: Re: Definizione di copriferro
MessaggioInviato: lunedì 18 gennaio 2010, 16:44 
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Iscritto il: martedì 25 novembre 2008, 20:51
Messaggi: 1530
Località: Provincia Milano
michele82 ha scritto:
Lo so che è grave, ma non ho ancora capito che cosa si intende per copriferro.
Da calcolo l'ho sempre considerato come la distanza tra l'asse del ferro longitudinale e il bordo in cls.
E' corrretto?

In realtà il copriferro misura la distanza dal bordo del cls alla parte esterna della barra.
Spesso, per semplicità, si utilizza la dizione copriferro anche per indicare la distanza dal bordo all'asse della barra (chiaramente i valori numerici nei due casi sono differenti).
Purtroppo questo uso promiscuo della parola copriferro ingenera sempre qualche incomprensione.
Tanto per farti un esempio Toniolo nel suo libro di tecnica delle costruzioni indica con copriferro la parte di calcestruzzo tra il bordo del cls ed il bordo della barra longitudinale.
Nel manuale di mastersap, se non ricordo male, si dice esplicitamente che si assume per il copriferro la distanza dal bordo di cls al baricentro della barra.
Insomma, ognuno fa un po' come vuole ma la cosa importante è specificare sempre a cosa si fa riferimento.
Se nulla viene detto allora si sta parlando solo del ricoprimento (da bordo cls a bordo acciaio) o come tale va inteso.


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 Oggetto del messaggio: Re: Definizione di copriferro
MessaggioInviato: lunedì 18 gennaio 2010, 16:50 
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Iscritto il: venerdì 30 ottobre 2009, 14:02
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Io ho capito che nelle norme si fa riferimento al ricoprimento, ovvero distanza tra la superficie della trave/pilastro e il punto più esterno delle staffe. E' corretto? Mi sembra che anch nell'EC2 venga definito così...


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 Oggetto del messaggio: Re: Definizione di copriferro
MessaggioInviato: martedì 19 gennaio 2010, 9:13 
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Iscritto il: venerdì 24 ottobre 2008, 16:24
Messaggi: 502
Località: Lombardia
Ciao,
non vi è dubbio che il copriferro è uno strumento necessario esclusivamente a preservare le armature da corrosione ed attacchi esterni tant'è che varia a seconda dell'agressività ambientale.
Detto questo è evidente che devono essere preservate tutte le armature strutturali presenti.

CONCLUSIONE

Il copriferro è la MINIMA distanza consentita tra il bordo esterno dell'elemento ed il bordo esterno del primo ferro che si incontra.

travi = copriferro è distanza minima tra esterno e bordo esterno della staffa
muri = copriferro è distanza minima tra esterno e bordo esterno della legatura che prende i correnti di contenimento i quali tengono i ferri verticali e cos' via

Ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: Definizione di copriferro
MessaggioInviato: martedì 19 gennaio 2010, 10:03 
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Iscritto il: venerdì 30 ottobre 2009, 14:02
Messaggi: 264
ieri ho gurdato una "guida" per la progettazione in CA. sui tratta di un estratto di un seminario tenuto nel 2007 e fa quindi riferimento alle norma tecniche del 2005. IN questo caso si comprendeva esplicitamente nel copriferro eventuali intonaci o rivestimenti in laterizio.. si può fare anche con le NTC 08?


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 Oggetto del messaggio: Re: Definizione di copriferro
MessaggioInviato: martedì 19 gennaio 2010, 10:09 
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Iscritto il: lunedì 3 marzo 2008, 12:27
Messaggi: 530
Quoto Mr. Gatto.
L'EQUIVOCO NASCE DA CIO':
- NELLA realtà il copriferro è la distanza c (vedi norme di prodotto Europee, Ec2, UNI 13369 nei prefabbricati ecc.) è la distanza minima tra superficie esterna cls-esterno staffa (come è!) (ad es.: 2,5 cm)
- Nei programmi di calcolo/verifica ecc. è la distanza minima tra superficie esterna cls-asse armatura longitudinale (che è invece, ad es.: 2,5 + 0,8 x staffa + 8 mm per un fi16 = 4,1 cm).
Molti lo sanno e non lo vogliono ammettere, però (questa "svista" aiuta nei conti).

saluti


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 Oggetto del messaggio: Re: Definizione di copriferro
MessaggioInviato: martedì 19 gennaio 2010, 11:55 
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Iscritto il: venerdì 30 ottobre 2009, 14:02
Messaggi: 264
vi chiedo scusa ma ho bisogno di capire.
Immaginaimo che da norma sia richiesto un copriferro (ricoprimento) di 20 mm, a questo devo in pratica aggiungere le tolleranze di posa (10mm) ed eventualmente sottrarre intonaci e ricoperture varie. il corpiferro di calcestruzzo deve comunque essere maggiore di (Diametro barre+tolleranza posa) ovvero di 18 mm in questo caso.
Passiamo ora ai calcoli strutturali , ho controllato per sempio sul manuale di prosap, per lui il copriferro è quello da normativa, devo includere anche qui la tolleranza di posa, ovvero devo mettere 20 mm o 30 mm?


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 Oggetto del messaggio: Re: Definizione di copriferro
MessaggioInviato: martedì 19 gennaio 2010, 19:07 
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Iscritto il: lunedì 3 marzo 2008, 12:27
Messaggi: 530
In assenza di definizione daNTC 2008 valgono norme di comprovata validità.
Prendendo quindi l'EC2 (UNI EN 1992-1-1:2005, p.to 4.4.1.1):
" Il copriferro è la distanza tra la superficie esterna dell’armatura (inclusi staffe, collegamenti
e rinforzi superficiali, se presenti) più prossima alla superficie del calcestruzzo
e la superficie stessa del calcestruzzo
"
Però al punto 4.4.1.2, al comma 9 si dice:
[*] "Nel caso di un calcestruzzo messo in opera in contatto con altri elementi di calcestruzzo
(prefabbricato o in situ) il valore minimo del copriferro rispetto all’interfaccia
può essere ridotto a un valore corrispondente al requisito per l’aderenza [vedere
comma (3) sopra], a condizione che:
- la classe del calcestruzzo sia almeno C25/30,
- il tempo di esposizione della superficie di calcestruzzo all’ambiente esterno sia
breve (<28 d),
- l’interfaccia sia resa rugosa.
"
E quindi: al comma 3 richiamato dalla nota 9 si definisce che il minimo copriferro qualora l'elemento sia protetto da altri elementi in cls (credo che siano esclusi intonaci in gesso o laterizi) è quello che assicura l'aderenza, cioè il diametro massimo dell'armatura + vicina all'esterno, quindi la staffa, aumetata della tolleranza di posa.
RIASSUMENDO, A TITOLO DI NORMA: se prescrivo sul progetto una protezione come da comma 9 sopra, per una trave/pilastro con staffa 8 mm ho copriferro minimo 8+10mm = 18 mm (arrotondabile a 20mm).

SECONDO ME INVECE:
Qualora invece avessi un elemento protetto da intonaco semplice/laterizio (senza rischio di condensa),
posso sfruttare al massimo il fatto di avere una classe di esposizione X0 e ripeto i conti come sopra (nella migliore delle ipotesi avrei copriferro 20 mm).


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 Oggetto del messaggio: Re: Definizione di copriferro
MessaggioInviato: mercoledì 20 gennaio 2010, 17:33 
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Iscritto il: venerdì 30 ottobre 2009, 14:02
Messaggi: 264
Qrazie!Il riferimento all'EC2 è molto utile, scusate l'insistenza, ma c'è una cosa di cui vorrei essere sicurissimo: le tolleranze di posa le considerate quando definite il copriferro per il dimensionamento delle armature? So che il copriferro nominale le comprende quindi a me verrebbe da considerarle, aumentando quindi il copriferro reale di un centrimentro facendo riferimento all'esempio precedente fatto da Gilles io dimensionerei l'armatura imponendo copriferro 30 mm


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