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 Oggetto del messaggio: Re: reazioni vincolari su supporti
MessaggioInviato: domenica 24 giugno 2018, 11:35 
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Iscritto il: venerdì 6 gennaio 2006, 23:34
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Tornando al mio problema, senza perdersi in troppi schizzi, vorrei riuscire a simulare con un software di calcolo (nel mio caso Sap2000) una configurazione di carico di questo tipo, dove sia la rigidezza della trave in legno che quella della la lastra bianca giocano un ruolo fondamentale.

La simulazione è questa (svincolare l'innesto tra asta spessa e asta sottile).
Dov'è il problema?
Ciao

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 Oggetto del messaggio: Re: reazioni vincolari su supporti
MessaggioInviato: domenica 24 giugno 2018, 16:00 
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Iscritto il: lunedì 6 ottobre 2014, 9:31
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Ho interpretato il tuo problema non come un mero esercizio accademico, ma come la "necessità" di risolvere qualcosa di reale (visto il riferimento alla temperatura mi fa pensare ad una acciaieria o laminatoio o impianto di trattamento termico) e quindi lo interpreto come progetto per la realizzazione di una macchina o di una attrezzatura con una grande flessibilità (viste le dimensioni che citi in modo variabile). Ed era proprio per questo che non capivo il fatto di non "buttar giù" delle dimensioni o delle configurazioni geometriche (ipotesi su cui ragionare e poi modificare). Quot capita, tot sententiae.
Lo schema di Betoniera sicuramente schematizza quello rappresentato nella immagine da te postata, ma secondo me non comprende tutte le possibilità che dovrebbero essere prese in considerazione per un progetto di una macchina/attrezzatura. Secondo me bisognerebbe considerare diverse ipotesi (non conoscendo il progetto vero sono certamente limitato).

Immagine

Evidentemente la trave A-B del Caso 2 si fletterà di più a parità di inerzia che nel Caso 1, ma se sviluppi il programma in parallelo ti serve per sapere quale inerzia hai bisogno per avere la flessione identica.
Inoltre ho ipotizzato la trave C-D con uno sbalzo rispetto agli appoggi E ed F perchè in una movimentazione con carroponte/muletto risulta un posizionamento più facile che non far coincidere gli estremi della trave con gli appoggi. Al limite potresti pensare gli appoggi come dei rulli per cui un posizionamento errato può essere facilmente corretto.

PS : lo schema a mano su carta millimetrata ti dice quanto sono vecchio (porta pazienza)

PS2 : le misure : l - l1 - c - d naturalmente devono essere introdotte come variabili


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 Oggetto del messaggio: Re: reazioni vincolari su supporti
MessaggioInviato: martedì 26 giugno 2018, 16:30 
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Iscritto il: mercoledì 11 giugno 2008, 23:47
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betoniera ha scritto:
Tornando al mio problema, senza perdersi in troppi schizzi, vorrei riuscire a simulare con un software di calcolo (nel mio caso Sap2000) una configurazione di carico di questo tipo, dove sia la rigidezza della trave in legno che quella della la lastra bianca giocano un ruolo fondamentale.

La simulazione è questa (svincolare l'innesto tra asta spessa e asta sottile).
Dov'è il problema?
Ciao

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Grazie Betoniera per l'aiuto.
Purtroppo però non credo sia così semplice.
Nel tuo caso il contatto tra le due travi è sempre in due punti. Nel caso in foto il contatto tra può avvenire in un qualunque punto delle due aste, e questo è funzione della rigidità stessa delle sue aste.
Spero di essermi spiegato.

Grazie comunque.


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 Oggetto del messaggio: Re: reazioni vincolari su supporti
MessaggioInviato: martedì 26 giugno 2018, 16:44 
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Iscritto il: mercoledì 11 giugno 2008, 23:47
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pisanel ha scritto:
Ho interpretato il tuo problema non come un mero esercizio accademico, ma come la "necessità" di risolvere qualcosa di reale (visto il riferimento alla temperatura mi fa pensare ad una acciaieria o laminatoio o impianto di trattamento termico) e quindi lo interpreto come progetto per la realizzazione di una macchina o di una attrezzatura con una grande flessibilità (viste le dimensioni che citi in modo variabile). Ed era proprio per questo che non capivo il fatto di non "buttar giù" delle dimensioni o delle configurazioni geometriche (ipotesi su cui ragionare e poi modificare). Quot capita, tot sententiae.
Lo schema di Betoniera sicuramente schematizza quello rappresentato nella immagine da te postata, ma secondo me non comprende tutte le possibilità che dovrebbero essere prese in considerazione per un progetto di una macchina/attrezzatura. Secondo me bisognerebbe considerare diverse ipotesi (non conoscendo il progetto vero sono certamente limitato).

Immagine

Evidentemente la trave A-B del Caso 2 si fletterà di più a parità di inerzia che nel Caso 1, ma se sviluppi il programma in parallelo ti serve per sapere quale inerzia hai bisogno per avere la flessione identica.
Inoltre ho ipotizzato la trave C-D con uno sbalzo rispetto agli appoggi E ed F perchè in una movimentazione con carroponte/muletto risulta un posizionamento più facile che non far coincidere gli estremi della trave con gli appoggi. Al limite potresti pensare gli appoggi come dei rulli per cui un posizionamento errato può essere facilmente corretto.

PS : lo schema a mano su carta millimetrata ti dice quanto sono vecchio (porta pazienza)

PS2 : le misure : l - l1 - c - d naturalmente devono essere introdotte come variabili


Grazie Pisanel per le considerazioni.
Hai centrato il punto: contesto siderurgico e progetto reale di una macchina che vedrà la luce nel prossimo futuro.

Lo schema che più rispecchia la mia situazione è decisamente il "2A" dove agli estremi A e B ho due cerniere e il carico sulla trave superiore è di tipo distribuito.
Tuttavia la mia situazione si complica perché non ho mai due soli appoggi E ed F (come nel tuo caso) ma ne ho sempre almeno 4 o 5. E con così tanti appoggi può capitare addirittura che alcuni di questi appoggi non tocchino, e la trave superiore si stacchi da quella inferiore in corrispondenza di alcuni di questi. Spero di essermi spiegato cosa intendo.
Inoltre il mio problema non è tanto di freccia, ma piuttosto, come avevo detto all'inizio della discussione, di reazione sugli appoggi (per questioni relative a problemi di pressione hertziana).
Essendo quindi un tema così complesso pensavo che il FEM fosse l'unica via.
In passato problemi del genere sono stati affrontati utilizzando i soliti sovradimensionamenti cautelativi dettati dalla pratica, ma in questo caso volevo provare a metterci un po' di grano salis e trovare una soluzione più ragionata.

PS
per la carta millimetrata nessun problema, è un piacere vedere ancora qualcosa fatto a mano.


Grazie ancora per il vostro supporto.


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 Oggetto del messaggio: Re: reazioni vincolari su supporti
MessaggioInviato: martedì 26 giugno 2018, 17:34 
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al di là della pressione Hertziana che quasi quasi non so cos'è, io vado giù di brutto (l'acciaieria non è una famacia). Nella geometria Euclidea per individuare un piano sono necessari e sufficienti 3 punti. Considerando la tua serie di appoggi dovresti trovare la condizione peggiore con 3 punti di appoggio (quella cioè che ti dà i carichi maggiori). Può darsi poi che ci siano altri punti di contatto ma con carico inferiore : ma a te non importa perchè tutto il carico l'hai già considerato nei 3 punti di cui sopra. Tra l'altro anche con FEA come fai a dirgli la deformata della piastra, visto che non la conosci e che è sempre variabile ?
PS : è un po' la stessa cosa che si fa nel progetto di una pressa a 4 colonne. Se ne considerano sollecitate sempre e solo 3 perchè la 4° sicuramente interviene in maniera minore e solo dopo che le altre 3 sono state sollecitate


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 Oggetto del messaggio: Re: reazioni vincolari su supporti
MessaggioInviato: mercoledì 27 giugno 2018, 10:27 
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Iscritto il: lunedì 6 ottobre 2014, 9:31
Messaggi: 1464
... però magari ti possono servire queste formule (verso metà quelle col carico distribuito)

https://mega.nz/#!EA8jAIaR!z09OxmlTHgrG ... XA9eDVCSiU

PS : a 800-900 °C l'acciaio è plastico e quindi deformabile, per cui potrebbe appoggiare su più punti di quelli che ho detto finora

PS : perchè non pensi (ammesso che sia possibile) di fare gli appoggi su molle tarate che cedono oltre un certo carico ?


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