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Autore Messaggio
MessaggioInviato: martedì 8 gennaio 2019, 15:38 
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Iscritto il: venerdì 14 marzo 2014, 10:45
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Buongiorno,
ho l'incarico strutturale per i lavori di abbassamento di una porzione solaio di sottotetto non abitabile. I lavori prevedono anche la realizzazione di un vano scala per inserimento di una scala prefabbricata autoportante in legno.

L'appartamento è all'ultimo piano (lo occupa tutto) di un condominio di 3 piani, ovviamente in muratura.

Attualmente l'architetto prevede di traslarlo di 60 cm, ma rimarrebbe come sottotetto non abitabile.

Ho un paio di dubbi.

1) Seguendo gli orientamenti del CTS Toscano per essere intervento locale, fra gli altri, la traslazione massima deve essere inferiore a +/- 30 cm. Tuttavia l'architetto mi ha detto che un suo collega ingegnere dice che se si trasla tutto il solaio di 60 cm può passare come intervento locale. Per vostra conoscenza può aver ragione? Secondo me equivoca il punto degli orientamenti che dice: fatta eccezione per possibili riallineamento in quota con i solai adiacenti, che però si riferisce al riallineamento con solai già esistenti.

2) Se riuscissi a convincere il committente e l'architetto a ridurre la traslazione di 30 cm potrei far passare l'intervento come locale considerando che, sempre secondo gli orientamenti, non deve cambiare destinazione d'uso e specificatamente il sottotetto deve rimanere non abitabile. Qui il punto è che formalmente vogliono farlo passare come non abitabile ma la giurisprudenza (una sentenza del Consiglio di Stato, non ricordo quale) dice che la presenza della scala "fissa" fa si che il sottotetto diventi di fatto abitabile. Nel caso di un controllo, potrei passare dei rischi o sono in qualche maniera esentato da fare queste considerazioni?


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MessaggioInviato: giovedì 10 gennaio 2019, 21:21 
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Iscritto il: venerdì 12 febbraio 2010, 12:20
Messaggi: 1258
L'orientamento della Toscana, così come tutti gli orientamenti, a me fa abbastanza schifo.
Nel senso che c'è una legge (NTC2018) che definisce gli interventi, e che nello specifico l'intervento locale, e che ti dice che non devi modificare in maniera sostanziale massa e rigidezza complessive. La Toscana si è presa la briga di quantificare quel "sostanzialmente" in 30cm. Ma se l'edificio ha 2 o 20 piani, valgono sempre i 30cm? Ma se l'altezza di interpiano è 2,70m o 4m valgono sempre i 30cm?
Per questo motivo tendenzialmente me ne fregherei degli orientamenti toscani (magari poi sei in puglia...), e me ne fregherei pure dell'architetto e del suo mitico collega che con 10 minuti aveva già risolto tutto (oh, 'sti fenomeni si incontrano sempre...e speriamo che non equivochi per davvero quello che dici tu, perchè oltre che con l'ingegneria avrebbe seri problemi anche con la lingua italiana) e mi farei un modellino semplice semplice del fabbricato (anche sbagliando qualcosa, perchè a te interessa l'ordine di grandezza) con il solaio a 0 e poi a -60.
Tutto sommato se è un condominio di 3 piani fai veloce, metti il tetto come sola massa, modella solo i maschi (sperando che la pianta del tuo cliente sia replicabile anche per gli altri piani) così ti rendi conto di che succede ante/post e trai qualche conclusione.
Ripeto, ti interessa avere un ordine di grandezza PERCENTUALE della variazione di rigidezza, quindi puoi sbagliare un sacco di cose nel modello, chissenefrega, se vale la pena le metterai a posto in un secondo momento, ora stai definendo solo se puoi inquadrarlo come locale o no.

Di convincere il committente a non farsi la casa duplex dei suoi sogni solo perchè a me non va di fare un modello io non ci penserei nemmeno. Piuttosto prima farei quanto sopra e dopo, numeri alla mano, passerei al piano B, ovvero capire se e come si può migliorare quell'edificio (non è detto che agli altri condomini faccia schifo, c'è il sismabonus, magari qualcuno potrebbe approfittarne e magari si farebbe un bell'intervento). Anche perchè, se fossi il cliente chiederei all'architetto di presentarmi quell'ing suo amico tanto bravo invece di te che sei un rompicoxxxioni e il lavoro trova il modo di farlo qualcun altro e non tu.

Sul discorso rischi di natura "urbanistica" non so dirti: un tempo vigeva la regola del "io sul progetto ci scrivo scala alla marinara retraibile, poi il cliente mette una scala d'arredo come gli pare a lui e io non ne so niente".
Ma oggi, che un lavoretto si protrae per anni con doppie conformità incrociate tra comune catasto asl etc. francamente non so dirti. Perchè tu quella scala l'avrai vista eccome, e sarà difforme dal progetto.
Viceversa scrivere sul progetto che metti la scala fissa può far sì che al Comune qualche fenomeno ti faccia storie fin dall'inizio.

Certo è che, come dissi in altro post, mi pare che la liberta di fare il porxo del comodo proprio in casa propria sia sempre più limitata, ed è una cosa che reputo vergognosa.


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MessaggioInviato: venerdì 11 gennaio 2019, 14:47 
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Iscritto il: venerdì 14 marzo 2014, 10:45
Messaggi: 9
Grazie per la risposta.

frank80 ha scritto:
Per questo motivo tendenzialmente me ne fregherei degli orientamenti toscani (magari poi sei in puglia...), e me ne fregherei pure dell'architetto e del suo mitico collega che con 10 minuti aveva già risolto tutto (oh, 'sti fenomeni si incontrano sempre...e speriamo che non equivochi per davvero quello che dici tu, perchè oltre che con l'ingegneria avrebbe seri problemi anche con la lingua italiana) e mi farei un modellino semplice semplice del fabbricato (anche sbagliando qualcosa, perchè a te interessa l'ordine di grandezza) con il solaio a 0 e poi a -60.
Tutto sommato se è un condominio di 3 piani fai veloce, metti il tetto come sola massa, modella solo i maschi (sperando che la pianta del tuo cliente sia replicabile anche per gli altri piani) così ti rendi conto di che succede ante/post e trai qualche conclusione.
Ripeto, ti interessa avere un ordine di grandezza PERCENTUALE della variazione di rigidezza, quindi puoi sbagliare un sacco di cose nel modello, chissenefrega, se vale la pena le metterai a posto in un secondo momento, ora stai definendo solo se puoi inquadrarlo come locale o no.


Sono d'accordo sugli orientamenti ma mi avrebbero evitato un analisi globale con tutte le incertezze del caso. Comunque avevo già in mente di procedere come dici tu.

Un'altra cosa...quale percentuale di variazione di rigidezza può essere ritenuta accettabile per giustificare che si tratta comunque di intervento locale?


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MessaggioInviato: venerdì 11 gennaio 2019, 18:57 
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Iscritto il: venerdì 12 febbraio 2010, 12:20
Messaggi: 1258
mark.88g ha scritto:
Un'altra cosa...quale percentuale di variazione di rigidezza può essere ritenuta accettabile per giustificare che si tratta comunque di intervento locale?

Non ne ho idea.
Magari la Regione Toscana, invece di stare a pensare ai 30 cm (di dimensione artistica, diceva qualcuno...) poteva esprimersi in tal senso, visto che in teoria siamo tra ingegneri...


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