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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Metodo convenzionale Sismabonus
MessaggioInviato: venerdì 11 maggio 2018, 18:33 
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Iscritto il: venerdì 9 maggio 2008, 21:56
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Al 3.1 delle LG del Sismabonus è riportato "a questo proposito , ai sensi delle norme tecniche sulle costruzioni, si ricorda che, affinchè possa attivarsi il comportamento globale, è necessario che siano stati preventivamente eliminati i meccanismi locali la cui attivazione potrebbe impedire una risposta di tipo globale".-

Immaginiamo di essere nell'ambito di un miglioramento o adeguamento sismico.-

Se sto valutando una situazione post-interventi Ok i cinematismi saranno la prima cosa che sarò andato a risolvere prima di pensare alle analisi globali.-

Ma se sono in una situazione pre-interventi che senso ha imporre la valutazione del comportamento globale per la finalità di attribuzione della classe di rischio, se tale comportamento non c'è perchè ad esempio gli ammorsamenti tra i paramenti murari non sono efficaci e i solai non sono collegati alle murature?

Grazie


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 Oggetto del messaggio: Re: Metodo convenzionale Sismabonus
MessaggioInviato: sabato 12 maggio 2018, 13:43 
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Iscritto il: lunedì 11 gennaio 2010, 17:14
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Provo a dire la mia:
nel caso di edificio con struttura fatiscente, per cui non in grado di attivare i meccanismi di danno del secondo modo, perché preceduti da quelli di primo modo di ribaltamento delle facciate, il tecnico dovrà basarsi solo sui risultati di questi ultimi per parametrizzare sia l'indice ISV che per il PAM. In particolar modo, per quest'ultimo, sarà sufficiente eseguire una verifica allo SLD e allo SLV per individuare i parametri di accelerazione di attivazione del meccanismo da cui poi ricavare, con i metodi illustrati nelle linee guida, tutti gli altri parametri per completare il diagramma del PAM.
Volendo, potrebbe effettuarsi anche una verifica globale della struttura, ove questo sia possibile, ma i risultati in termini di accelerazione limite saranno sicuramente maggiori della accelerazione che attiva il cinematismo sopra esaminato, e quindi del tutto secondari per il calcolo della ISV e del PAM.

Una piccola postilla, che non vuole essere la ricerca di una scorciatoia per fare quello che si vuole, ma solo uno spunto di riflessione: non credo che l'agenzia delle entrate sia in grado di effettuare controlli nel merito del calcolo, ma solo sulla completezza dei documenti. Tra questi c'è l'asseverazione del tecnico, che certifica, in base alle valutazioni numeriche del tecnico, come l'edificio abbia subito il miglioramento di 1, 2 o 5 classi. Il controllo dell'agenzia può basarsi sulla presenza o meno di tale documento, e non sul fatto che i calcolo possano essere stati eseguiti male. Questo è un compito che spetterebbe agli uffici del genio civile, che però al momento non sono stati coinvolti nel progetto sismabonus (come invece fu coinvolta l'ENEA per il risparmio energetico). In estrema sintesi, se facciamo le nostre valutazioni in buona fede, supportate da calcoli ben eseguiti, non abbiamo nulla da temere.


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 Oggetto del messaggio: Re: Metodo convenzionale Sismabonus
MessaggioInviato: domenica 13 maggio 2018, 9:32 
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Iscritto il: venerdì 9 maggio 2008, 21:56
Messaggi: 855
varano1980 ha scritto:
Provo a dire la mia:
nel caso di edificio con struttura fatiscente, per cui non in grado di attivare i meccanismi di danno del secondo modo, perché preceduti da quelli di primo modo di ribaltamento delle facciate, il tecnico dovrà basarsi solo sui risultati di questi ultimi per parametrizzare sia l'indice ISV che per il PAM. In particolar modo, per quest'ultimo, sarà sufficiente eseguire una verifica allo SLD e allo SLV per individuare i parametri di accelerazione di attivazione del meccanismo da cui poi ricavare, con i metodi illustrati nelle linee guida, tutti gli altri parametri per completare il diagramma del PAM.
Volendo, potrebbe effettuarsi anche una verifica globale della struttura, ove questo sia possibile, ma i risultati in termini di accelerazione limite saranno sicuramente maggiori della accelerazione che attiva il cinematismo sopra esaminato, e quindi del tutto secondari per il calcolo della ISV e del PAM.

Una piccola postilla, che non vuole essere la ricerca di una scorciatoia per fare quello che si vuole, ma solo uno spunto di riflessione: non credo che l'agenzia delle entrate sia in grado di effettuare controlli nel merito del calcolo, ma solo sulla completezza dei documenti. Tra questi c'è l'asseverazione del tecnico, che certifica, in base alle valutazioni numeriche del tecnico, come l'edificio abbia subito il miglioramento di 1, 2 o 5 classi. Il controllo dell'agenzia può basarsi sulla presenza o meno di tale documento, e non sul fatto che i calcolo possano essere stati eseguiti male. Questo è un compito che spetterebbe agli uffici del genio civile, che però al momento non sono stati coinvolti nel progetto sismabonus (come invece fu coinvolta l'ENEA per il risparmio energetico). In estrema sintesi, se facciamo le nostre valutazioni in buona fede, supportate da calcoli ben eseguiti, non abbiamo nulla da temere.


Ciao Varano1980 grazie per le tue considerazioni

concordo sulla verifica dello stato di fatto attraverso l'analisi dei cinematismi: è ciò che è riportato anche sulle NTC08 al C8.7.1.1 dove si parla di "la verifica globale può essere effettuata attraverso un insieme esaustivo di verifiche locali"

Certamente l'Agenzia delle Entrate non potrà entrare nel merito dei progetti, ma i progetti stessi andranno pur sempre depositati anche al Genio Civile trattandosi di interventi su edifici esistenti in base alle NTC.-


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 Oggetto del messaggio: Re: Metodo convenzionale Sismabonus
MessaggioInviato: domenica 13 maggio 2018, 11:03 
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Iscritto il: lunedì 11 gennaio 2010, 17:14
Messaggi: 214
Giusta osservazione la tua. Però penso che la verifica globale di cui parlano le linee guida del sismabonus sia da intendersi come insieme di verifiche locali estesa a tutta la struttura (come dal punto della circolare da te citato), per cui anche delle parti su cui noi non desideriamo intervenire nel caso in cui volessimo fare un intervento locale. Credo che il senso della cosa sia che se vogliamo accedere al sisma bonus col metodo convenzionale, anche in caso di intervento locale, bisogna comunque interessarci dell'opera nel suo insieme, perché è inutile riparare una zona fruendo degli incentivi dello stato, quando magari il resto dell'edificio è una catapecchia.
Nel caso in cui vogliamo invece fare intervento di miglioramento, allora l'iter col genio civile è lo stesso che si fa normalmente in questi casi, a prescindere dal sismabonus: per verificare il miglioramento del 10% bisogna per forza eseguire una verifica globale allo stato attuale, scelga poi il tecnico se farla con un insieme esaustivo di verifiche locali, oppure con un modello globale convenzionale che contempli anche i meccanismi di secondo modo.

In conclusione, secondo me, se l'intervento che si vuole eseguire è di tipo locale, conviene fare il metodo semplificato (ove possibile) evitando di fare verifiche globali.
Se l'intervento è invece di miglioramento, si esegue la normale prassi che si fa con il genio civile.


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