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MessaggioInviato: lunedì 15 ottobre 2018, 22:05 
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Iscritto il: martedì 24 maggio 2016, 17:16
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Buonasera,
sono una laureanda in Ing Edile Architettura e sto facendo una tesi di miglioramento di un edificio completamente costituito da muratura ordinaria.
In particolare devo andare a fare la verifica a pressoflessione fuori piano di pilastri in muratura, prima e dopo l'intervento che ho pensato di effettuare, per rendermi conto dell'efficacia o meno e dell'effettivo miglioramento. I pilastri non hanno solai intermedi a cui sono collegati nè tanto meno cordoli di sommità a garantire il funzionamento scatolare del volume, quindi sono da considerare come mensole. In normativa ho trovato solamente procedimenti relativi a pareti, ma relativamente ai pilatri non ho niente.
Vorrei avere dei consigli pratici su come agire. Se qualcuno avesse già eseguito fogli excel o comunque calcoli a riguardo potrebbe darmi un supporto?
Per quanto riguarda la snellezza degli stessi, dalle NTC2008 ho trovato l'equazione 4.5.1 che per ricavare la lunghezza libera di inflessione mi rimanda alla 4.5.6. Come valuto il coefficiente ρ?

Vi ringrazio in anticipo.
Sara.


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MessaggioInviato: martedì 16 ottobre 2018, 17:20 
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Iscritto il: mercoledì 9 luglio 2003, 11:52
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se questi pilastri sono liberi in testa allora ro dovrebbe essere = 2

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"l'ingegnere sa quello che fa, e fa quello che sa" (Michele Pagano)


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MessaggioInviato: mercoledì 17 ottobre 2018, 11:05 
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Iscritto il: martedì 24 maggio 2016, 17:16
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Grazie Pasquale :)

Avrei un'altra domanda. Devo fare la verifica a pressoflessione del pilastro sia prima che dopo l'intervento atto a garantire una maggiore resistenza dello stesso. Quello che intendo fare è addossare lungo gli spigoli del pilastro (a sezione quadrata 70x70 cm) e lungo tutta la sua altezza degli angolari in acciaio.
La mia domanda: è nel calcolo del momento sollecitante di progetto Msd, che andrò a confrontare con quello resistente/ultimo (MRd o Mu), devo valutare una sezione equivalente che sia una combinazione del pilastro stesso e degli angolari (per tenere conto della loro resistenza), giusto? Come valuto la sezione equivalente? Avete qualche formula, normativa, documento da cui io possa prendere spunto?

Grazie di nuovo in anticipo.


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MessaggioInviato: mercoledì 17 ottobre 2018, 15:20 
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Iscritto il: mercoledì 9 luglio 2003, 11:52
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in base alle caratteristiche meccaniche della muratura, rispetto a quelle del materiale di cerchiatura, potresti valutare la convenienza o meno a tenerne conto con questi fogli di calcolo (anche se si riferiscono a c.a., forse si può "imbrogliarli" rendendo nulle o quasi le aree di armatura, ma non ho provato)
http://www.carminelima.eu/corsoordineingsa/index.html

certamente l'effetto del confinamento sarà molto più importante per la muratura che per un materiale di caratteristiche molto superiori

P.S. sull'aspetto esecutivo delle cerchiature con angolari e calastrelli (in particolare problemi termici all'atto delle saldature e poi stagionali) sono molto importanti le osservazioni di Mastrodicasa, Dissesti statici ..., paragrafo appunto intitolato "Cerchiatura dei pilastri"

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MessaggioInviato: mercoledì 24 ottobre 2018, 9:58 
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Iscritto il: venerdì 5 agosto 2016, 9:34
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pacciugo2.0 ha scritto:
Buonasera,
In particolare devo andare a fare la verifica a pressoflessione fuori piano di pilastri in muratura, prima e dopo l'intervento


i pilastri in muratura ordinaria sono ostici perché non funzionano come uno se li immagina,

Non è sufficiente ipotizzare che i pilastri lavorino a solo sforzo normale, se i collegamenti alle strutture murarie limitrofe sono assenti o scarsamente efficaci, i pilastri sono sottoposti anche ad effetti dovuti alle azioni orizzontali ed è possibile che le colonne possano essere a spinte non controbilanciate provenienti da coperture ecci.

La circolare §C8A.5.7 dice che i pilastri murari sostengono carichi verticali e limitati momenti flettenti per via delle eccentricità, anche se al vero è difficile che sia così

fatta sta premessa cioè dire che è giusto preoccuparsi anche della pressoflessione

Sia allo Stato Attuale, che allo Stato di Progetto, la capacità a pressoflessione (sforzo normale derivante dai carichi sovrastanti e di momenti flettenti prodotti dal sisma) nei due piani, si conduce mediante la generazione del dominio di resistenza 3D (N-My-Mz) che evidenzia la verifica di sicurezza attraverso la posizione dei punti di sollecitazione rappresentativi dell'analisi effettuata (statica, sismica e i vari tipi) condotta secondo la teoria di heyman col modello a blocchi (beam lunghi quanto il concio) e giunti (vincolo incastro cernira) oppure se è il caso di meccanismi locali, secondo il metodo delle 4 cerniere


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