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Autore Messaggio
MessaggioInviato: giovedì 11 luglio 2013, 12:25 
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Iscritto il: venerdì 10 settembre 2010, 16:44
Messaggi: 26
Buongiorno a tutti,
studiando il libro in oggetto mi è sorto un dubbio che non riesco a risolvere e pertanto vi chiedo un parere.
Stavo analizzando l'esercizio sulle superfici di influenza tramite l'utilizzo delle tavole di Pucher, c'è qualcosa che mi sfugge.
Il problema mi si pone ad esempio utilizzando la tavola per un singolo carico.
Ammettiamo un carico puntuale al centro della piastra (incrocio assi x-y).
Qualunque sia la larghezza reale, nella tavola di Pucher, leggerò sempre l'ordinata adimensionale al centro della tavola (nella tavola allegata al libro ad esempio circa 4).
Quindi mx= P· 4.
Il libro indica che l'effetto G0 letto è proprio G, senza l'utilizzo di K che è il fattore di proporzionalità.
Questo risultato, seguendo questo ragionamento, viene sempre indipendentemente dalla larghezza della piastra reale. E' questa l'incongruenza che non riesco a risolvere.
Sembrerebbe che una piastra di 100 o di 1000 porta allo stesso effetto...
Nel carico tandem cambia l'interasse (e qui effettivamente gioca k perchè allo stesso tempo cambia l'ordinata), ma una ruota che poggia ad esempio in mezzeria della piastra sembrerebbe portare lo stesso effetto mx indipendentemente dalla larghezza della piastra.
quindi come si leggono le tavole??

Sperando di essere stato chiaro, sarei felice di ricevere una risposta!
Grazie


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MessaggioInviato: giovedì 11 luglio 2013, 15:29 
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Iscritto il: venerdì 12 febbraio 2010, 12:20
Messaggi: 1260
Le tavole di Pucher sono comode da utilizzare perchè le superfici di influenza riportate valgono per tutte le piastre, anche di dimensioni diverse, che hanno però lo stesso rapporto fra i lati di quella della specifica tavola di Pucher.
Nella fattispecie, nell'esempio di Petrangeli, si riporta la tavola di Pucher relativa alla piastra di lunghezza indefinita, incastrata ai bordi (nelle pagine precedenti si riportano le tavole del momento in mezzeria della piastra, sempre di lunghezza indefnita, appoggiata ai bordi, con sbalzi)
Ergo, i risultati riportati varranno per tutte le piastre per le quali le dimensioni geometriche dei lati mantengono valida l'ipotesi di lunghezza indefinita (rispetto alla larghezza).
Se vuoi trattare il caso, a parità di lunghezza, di piastre di larghezza sensibilmente diversa, per coglierne le differenze di comportamento, dovresti usare tavole diverse (che non ci sono sul libro di Petrangeli, se sai il tedesco puoi provare a vedere direttamente sul libro di Pucher, o sul Bares, se invece sai il francese...), non puoi usare sempre solo quella relativa alla piastra di lunghezza indefinita, perchè se viene a mancare l'ipotesi di lunghezza indefinita (rispetto alla larghezza) non è utilizzabile.
Non chiedermi però i limiti di tali ipotesi, perchè non saprei dirteli...


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MessaggioInviato: giovedì 11 luglio 2013, 16:14 
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Iscritto il: venerdì 10 settembre 2010, 16:44
Messaggi: 26
Anche io ci ho pensato, ma il mio dubbio era che ad esempio nel caso in esame è stata utilizzata una larghezza di 6100, ma per esempio se prendevo 4000 (migliorativo nell'ipotesi di piastra indefinita) tornava uguale..
è per questo che mi ero posto il dubbio che mi sfuggisse qualcosa..
Forse nel suo libro Pucher effettua delle ipotesi e dà dei limiti di approssimazione che io non conosco.
Ci ho perso un sacco di tempo in queste sere a cercare di risolvere il rebus ma non ci sono riuscito! :lol:


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MessaggioInviato: venerdì 6 settembre 2013, 12:20 
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Iscritto il: giovedì 28 ottobre 2010, 11:21
Messaggi: 107
Scusa ma non è proprio vero quello che dici.
Il carico concentrato P va considerato comunque agente su una certa impronta e il momento mx non è dato da mx= P*(ordinata superficie di influenza), bensì da mx=V*p*k^2 comè riportato a pag. 122 del Petrangeli. Quindi dipendente dal rapporto di proporzionalità.


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MessaggioInviato: giovedì 5 novembre 2015, 12:35 
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Iscritto il: mercoledì 9 settembre 2015, 16:20
Messaggi: 40
Pongo un'altra questione: sullo stesso testo a pagina 116 Petrangeli scrive
Cita:
Calcolate le grandezze G0 nella piastra di riferimento, per proporzionalità si otterranno quelle nella piastra reale

OK poi:
Cita:
Nel caso frequente di caratteristiche di sollecitazione...

Sembra voler avvertire che nel caso di superficie di influenza di una caratteristica di deformazione questo non vale. Eppure in precedenza G è definita come un effetto generico.
Mi sbaglio?

_________________
“La fisica è come il sesso: non c'è dubbio che facendola si ottengano dei risultati pratici, ma non è per quello che la si fa.” - Richard Phillips Feynman


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