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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Software csi bridge ed altri
MessaggioInviato: venerdì 18 ottobre 2019, 8:35 
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Iscritto il: lunedì 11 febbraio 2019, 9:48
Messaggi: 10
Salve a tutti! Sto scrivendo la mia tesi magistrale su un ponte. Sto utilizzando il software csi bridge. C'è qualcuno esperto in questo programma che potrebbe aiutarmi a capire delle cose? In pratica ho creato le corsie e faccio andare sulle varie corsie i vari carichi da ntc2018..in modo da individuare la disposizione trasversale dei carichi che massimizza le varie sollecitazioni. Quindi vado nella schermata degli output dove leggo il momento per esempio, e la posizione longitudinale del carico tandem, che mi dà quell'effetto. Quello che non riesco a capire è come distribuisce longitudinalmente i carichi uniformemente distribuiti, nel senso che non capisco se posso leggere da qualche parte la loro distribuzione, oppure se devo distribuirli io individuando le linee di inffluenza che il programma mi fornisce. Non so se sono stata chiara. Se c'è qualcuno esperto o che comunque sa utilizzare il software potrebbe contattarmi? Non so più dove cercare.
Avete qualche altro software da suggerirmi che possa restituire la distribuzione dei carichi mobili? Grazie.


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 Oggetto del messaggio: Re: Software csi bridge ed altri
MessaggioInviato: venerdì 18 ottobre 2019, 10:50 
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Iscritto il: venerdì 12 febbraio 2010, 12:20
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Ciao, non so usare bene CSIBridge ma l'ho avuto sotto mano per qualche tempo.
ileniails ha scritto:
Quello che non riesco a capire è come distribuisce longitudinalmente i carichi uniformemente distribuiti, nel senso che non capisco se posso leggere da qualche parte la loro distribuzione, oppure se devo distribuirli io individuando le linee di inffluenza che il programma mi fornisce.

Mi pare che nella tua domanda ci sia qualcosa che non va.
I carichi uniformemente distribuiti sono - appunto, per definizione - distribuiti in maniera uniforme su tutta la lunghezza e larghezza della corsia di carico.
Non hanno nulla a che vedere con le linee di influenza, essendo "fermi" (anche se appartengono alla categoria dei carichi mobili).
Il software li applica praticamente come se fossero dei carichi statici.
Non so se per questioni "numeriche" il software si deve creare comunque una linea di influenza "fittizia" (me la immaginerei come se fosse una linea retta orizzontale di valore costante pari a 1, identica per tutte le sollecitazioni) per applicare gli uniformemente distribuiti, ma il concetto è quello.
I carichi tandem (gli assi) sono invece davvero mobili, viaggiano sulla lunghezza della corsia di carico ed il software li applica nelle posizioni più gravose in funzione della sollecitazione che si sta analizzando attraverso le relative linee di influenza.

Ricordo comunque che quando si mettono le corsie di carico e gli assi in CSIBridge, bisogna fare attenzione a mettere il valore giusto espresso in kN/m e non kN/mq (se non ricordo male, per la prima corsia bisogna mettere 27 e non 9, perchè la corsia è larga 3m ma il software, pur sapendolo, non "spalma" automaticamente il 9 sulla larghezza della corsia).

Spero di esserti stato utile.


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 Oggetto del messaggio: Re: Software csi bridge ed altri
MessaggioInviato: venerdì 18 ottobre 2019, 19:14 
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Iscritto il: lunedì 11 febbraio 2019, 9:48
Messaggi: 10
Da quanto ho capito, parlando con il prof, e avendo seguito le lezioni, i carichi distribuiti delle corsie convenzionali devono essere "spezzettati" in base alle linee o superfici di influenza per massimizzare il momento. Non corrono su tutto l'impalcato..almeno è quello che mi diceva il prof. Quindi li metto nella zona dove ho momento positivo per massimizzarlo e viceversa per il negativo.. non e così?


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 Oggetto del messaggio: Re: Software csi bridge ed altri
MessaggioInviato: mercoledì 23 ottobre 2019, 12:15 
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Iscritto il: lunedì 1 marzo 2010, 23:32
Messaggi: 32
Località: Roma
Si il software SAP2000 (e quindi suo cugino Csi Bridge) lavora così anche con i carichi UDL. Se le campate sono semplicemente appoggiate, non c'è praticamente differenza perchè quello che vai a cercare è il momento massimo in mezzeria e quello te lo da il carico uniformemente distribuito disposto sulla luce della campata e non influenza sostanzialmente la campata successiva. Se le campate sono continue, invece la posizione del carico (in longitudinale) influenza il momento in mezzeria così come quello massimo negativo in asse appoggio. Pertanto il software posiziona il carico per massimizzare le sollecitazioni dove ti occorre e lo fa essenzialmente frammentando il carico dove occorre. Per esempio per avere il massimo momento in asse appoggio saranno caricate le due campate adiacenti contemporaneamente (diciamo per tutta la luce) mentre per massimizzare il momento in campata sarà caricata una sola campata per volta etc.

Spero di essere stato d'aiuto.

Ciao

_________________
Francesco Picca
....ma beata la gnoranza....


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 Oggetto del messaggio: Re: Software csi bridge ed altri
MessaggioInviato: giovedì 24 ottobre 2019, 9:51 
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Iscritto il: venerdì 12 febbraio 2010, 12:20
Messaggi: 1293
ileniails ha scritto:
Da quanto ho capito, parlando con il prof, e avendo seguito le lezioni, i carichi distribuiti delle corsie convenzionali devono essere "spezzettati" in base alle linee o superfici di influenza per massimizzare il momento. Non corrono su tutto l'impalcato..almeno è quello che mi diceva il prof. Quindi li metto nella zona dove ho momento positivo per massimizzarlo e viceversa per il negativo.. non e così?

L'indicazione di "spezzettare" e posizionare i carichi distribuiti nelle posizioni più onerose è riportata sugli EC (peraltro con l'uso di un verbo al condizionale, "dovrebbero"...) ma non è stata ripresa dalle NTC. Non prenderla quindi come un "obbligo normativo" ma come una necessità derivante dallo schema statico della tua opera.
Come diceva il ns collega il problema infatti è sostanzialmente circoscritto ad alcune configurazioni particolari, tipo il caso di ponte continuo su più appoggi.
Un altro caso "notevole" che mi viene in mente è il classico cavalcavia autostradale continuo a 3 campate corta/lunga/corta: mettendo i carichi accidentali solo nella campata centrale lunga, gli appoggi delle campate corte sulle spalle possono andare in depressione (non nel senso che hanno bisogno dello psicologo, nel senso che si scaricano e tendono a sollevarsi) ed è una situazione assai pericolosa.
Sei studente e quindi non ti preoccupare, ma fai conto che queste valutazioni spesso prescindono dal software, dovendo essere "intuite" dai progettisti già in fase di concezione dell'opera, e valutate a mano. Poi con il software fai le cose per bene da mettere in relazione, ma l'ordine di grandezza - anche piuttosto preciso - lo devi stimare a mano. Sempre.


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