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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Progetto e verifica del retrotrave
MessaggioInviato: sabato 5 maggio 2018, 16:25 
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Iscritto il: lunedì 30 aprile 2018, 17:50
Messaggi: 7
Salve a tutti,
Sto progettando un ponte per un esame all'università di Bologna e volevo chiedervi delle informazioni sulla zona del retrotrave.
Perdonate la grande ignoranza ma a lezione non è stato spiegato, il prof non è disponibile per i ricevimenti se non ogni 3 mesi ma l'esame lo devo comunque finire, per questo volevo chiedere se qualcuno di voi conoscesse cosa si intende precisamente per retrotrave, se è obbligatorio averlo, quanto è effettivamente lungo, se in normativa sono presenti dei vincoli o dellle indicazioni a riguardo e come si progettano, si dispongono e si verificano le armature di questa zona. :azz: :azz: :azz: :azz: :azz: :arrow: :arg: :arg:

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NON SI MUOVE FOGLIA CHE INGEGNER NON VOGLIA!!!

cit Pietro


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MessaggioInviato: lunedì 7 maggio 2018, 10:24 
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Iscritto il: venerdì 12 febbraio 2010, 12:20
Messaggi: 1290
La normativa non è un libro di tecnica delle costruzioni, né tantomeno un libro di progetto di ponti (che peraltro in Italia scarseggiano, ed è davvero una vergogna che non ci sia un testo moderno sui ponti)..
Per "retrotrave" credo si possa intendere la parte di trave a tergo della zona in cui la precompressione inizia a fare il suo lavoro, ovvero generalmente quel metro circa (si parla di 70 diametri dell'armatura di precompressione) a partire dall'appoggio.
E' una zona "di transizione" in cui buona parte delle nostre conoscenze ed abitudini di calcolo "SdC, de Saint Venant, etc.) vanno a farsi benedire.

Quello che succede è che si tratta di una zona soggetta prevalentemente a taglio (per via della strettissima vicinanza all'appoggio) e a sforzo normale "estremamente" concentrato (per via della presenza delle testate di precompressione). La componente flessionale è decisamente trascurabile.
Quindi si dovranno fare certamente verifiche a taglio nelle varie fasi costruttive della trave (sezione della trave al taglio dei trefoli, sezione della trave al getto soletta, sezione composta trave+soletta dopo la maturazione di quest'ultima, etc.) e in più verifiche delle armature di frettaggio per via della concentrazione degli sforzi normali di precompressione che vanno diffusi nella sezione.

Questo è a parole quello che succede.

Per convertire questi meccanismi in numeri e in verifiche, vai in biblioteca, prenditi il libro di Cestelli Guidi (lo trovi di fianco alla Bibbia, vicino agli Atti degli Apostoli) e sfogliatelo/leggitelo/studiatelo con calma. Anche se ha quasi 60 anni è estremamente comprensibile ed utilizzabile anche con la normativa attuale (basta fare attenzione alle notazioni e alla necessità di inserire i coefficienti parziali di sicurezza qua e la...).


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