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MessaggioInviato: lunedì 24 settembre 2018, 19:31 
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Iscritto il: martedì 15 gennaio 2008, 15:01
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Buongiorno, sono alle prese con la verifica di un ponte esistente e non mi è molto chiaro come gestire i carichi riportati in normativa in funzione delle categorie.
- Categoria I: ponti stradali
- Categora II: ponti pedonali, quindi senza passaggio di automezzi mi sembra di capire

Non esistono categorie intermedie o un modo per quantificare la tipologia di mezzi che possono transitare in base all'esito delle verifiche?
Dovendo verificare un ponte esistente, peraltro in una zona in cui il traffico è molto limitato e la velocità dei mezzi è max 30km/h, non è quindi percorribile l'ipotesi di ridurre il carico, quindi limitare il passaggio dei mezzi pesanti, se le verifiche con i carichi di categoria I non risultano soddisfatte?
Cioè se le verifiche con i carichi di categoria I non sono soddisfatte dovrei chiudere il ponte ai veicoli e consentire il solo passaggio dei pedoni? Sinceramente mi sembra eccessivo...

Grazie a chiunque voglia darmi chiarimenti.

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MessaggioInviato: mercoledì 26 settembre 2018, 17:33 
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Iscritto il: mercoledì 9 luglio 2003, 11:52
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secondo me con un ponte esistente si può fare di tutto, ad esempio limitare il transito alle sole persone oppure anche solo a certe automobili (e siccome oggi fanno anche queste tipo autocarri, ad esempio limitarlo a quelle con peso massimo di 2 tonnellate)

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MessaggioInviato: mercoledì 26 settembre 2018, 20:26 
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Iscritto il: venerdì 12 febbraio 2010, 12:20
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Fino al giorno prima dell'entrata in vigore delle NTC2018 (quindi più o meno fino a 6 mesi fa) le categorie erano 3: le due superstiti, da te citate, più una terza, intermedia, abbastanza inutile (e infatti l'hanno tolta).
L'obbligo di assegnare una categoria, oggi, c'è per i ponti nuovi, che vengono progettati secondo NTC2018.
Per i ponti esistenti non c'è (di norma, salvo situazioni specifiche) nessun obbligo connesso con l'entrata in vigore delle NTC2018. Quindi puoi fregartene della categoria, e fare come dice Pasquale: identificare la resistenza massima delle travi e limitare/non limitare il traffico.
Su come identificare la resistenza massima non è che sia proprio chiaro il discorso. Io farei così:
- Analisi simulata secondo la norma dell'epoca e i carichi dell'epoca. Se il ponte era progettato per quei carichi, diamo per scontato che il progetto sia giusto
- Analisi con i carichi di norma attuali: il ponte è aperto al traffico oggi, non al tempo del progetto.
- Valutazione dell'incremento delle sollecitazioni di domanda
- Valutazione dell'eventuale necessità di incrementare (e di quanto, e in che modo) le capacità strutturali
Solo dopo aver fatto questo, imposterei un piano di indagini e la progettazione degli interventi.
Il tutto al netto di eventuali situazioni di dissesto/degrado/rottura che inficiano il mio discorso alla base, e che comprtano in ogni caso interventi. In questa situazione non c'è storia: livello di conoscenza approfonditissimo, conoscenza della perdita di capacità quanto più possibile esatta, progetto degli interventi con riferimento ai carichi di oggi. Anche se poi, in relazione, qualcuno potrebbe non volerli vedere scritti...


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MessaggioInviato: giovedì 27 settembre 2018, 9:04 
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Iscritto il: martedì 15 gennaio 2008, 15:01
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Vi ringrazio molto per il contributo.
La mia domanda nasceva anche dal fatto che il mio, non l'avevo scritto, è un ponte in muratura di pietrame ed ha una luce di circa 12m. Oltretutto è in un contesto urbano in cui è praticamente impossibile che passino certi mezzi e la velocità è fisicamente limitata dal fatto che all'uscita del ponte c'è un bivio con curve di 90° che, appunto, costringono i mezzi a procedere lentamente. Purtroppo però lo spazio per far passare una betoniera o roba simile c'è...
Mi sono quindi andato a vedere le CNR-DT 213/2015 che, anche se fanno riferimento ovviamente ancora alle NTC08, rimandano a queste per quanto riguarda i carichi. Mi sembra però assurdo dover verificare un ponte in muratura, in questo contesto, con dei carichi del genere e, se non verificato, doverlo chiudere. Volevo quindi fare un ragionamento come il vostro ma trovo difficoltà a capire a quali mezzi dare la possibilità di transitare se non ho dei carichi equivalenti da utilizzare. Potrei utilizzare i 5 kN/mq della categoria G ma... viene detto chiaramente che sono esclusi i ponti, penso per un fatto di amplificazione dinamica.

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MessaggioInviato: giovedì 27 settembre 2018, 18:58 
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Iscritto il: venerdì 12 febbraio 2010, 12:20
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Secondo normativa i carichi sono quelli, ci sta poco da fare.
Ma la normativa fa riferimento ai ponti nuovi (siamo nel §5 non nel §8) quindi finchè non ci metti mano sopra per fare qualche intervento non sei obbligato a riverificare l'opera con i carichi attuali.
Anche se la commissione del MIT sul ponte Morandi ha sottolineato che per lo stesso mancava la valutazione di sicurezza OPCM3274 (quella che noi intendiamo come "valutazione della vulnerabilità sismica"), lasciando intendere neanche troppo velatamente che dalla valutazione della sicurezza si sarebbero ricavate informazioni anche per gli SLU non sismici. E, essendo la valutazione OPCM3274 obbligatoria da tempo, l'Ente Proprietario del tuo ponte - forse - avrebbe dovuto già farla.

Ma lasciamo stare la commissione del MIT e le opere mastodontiche, abbiamo a che fare con uno scavalcafosso da 12m e prendiamolo per quello che è.
Ti dico come opererei io.

Immagino che due verifiche le abbia fatte, o le abbia intenzione di fare.
Bene, innanzitutto falle con riferimento ai carichi di norma, e fatti una idea di quanto stai fuori.
Poi falle con riferimento ai carichi "reali", con le velocità reali, e vedi quando è che stai dentro e quando no.
Per questo argomento (carichi "reali") sicuramente non vi sono indicazioni nella norma attuale, ma potrebbero/dovrebbero esserci indicazioni in letteratura.
Certamente, però, sono vigenti le indicazioni del codice della strada (3,5 ton è ad esempio il primo limite, poi credo ci sia 7,5 ton, e via così fino a 44 ton che è il massimo valore di massa di un mezzo che può circolare in Italia).
Prenditi le sagome (numero e distanza tra gli assi) dei vari mezzi (mi sa che stanno sui libri per prendere le patenti C, D, etc.), applica un coefficiente dinamico (prenditi la norma vecchia per stimarlo...) e fatti le verifiche.
Quindi decidi il da farsi: o chiudi del tutto il ponte, o lo lasci transitabile alle sole automobili (metti un limite a 3,5 ton), o metti un limite di carico più alto. Eventualmente le limitazioni le combini con obblighi di velocità ponderati. O anche con senso unico alternato, se il ponte sta messo male, eventualmente convogliando il traffico al centro della carreggiata.
Ma, cosa più importante, metti dei vincoli fisici all'ingresso e all'uscita del ponte (dissuasori, rallentatori, strettoie, portali sacrificali, etc.) e fai segnalare bene, di giorno e di notte, le limitazioni che ritieni necessario attuare. Perchè non si tratta di normali obblighi del CdS, che uno può anche violare al prezzo di una multa, ma di limitazioni tecniche, che vanno assolutamente, sempre, rispettate.
Non ti fidare delle condizioni al contorno, che limiterebbero da sole l'uso del ponte: quello che per i tecnici è una ovvietà, per gli avvocati è una parcella.

Volendo sintetizzare il mio modo di operare, si potrebbe dire che è necessario cucire su misura i carichi che passano sul ponte rispetto alle verifiche strutturali. E non rispetto ad una normativa che, a meno del codice della strada, sul tema non si pronuncia.


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MessaggioInviato: giovedì 27 settembre 2018, 20:58 
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Iscritto il: martedì 15 gennaio 2008, 15:01
Messaggi: 255
Ti ringrazio Frank, il tuo approccio mi sembra molto sensato e penso di poter condividere il tuo modo di procedere.
A breve farò il rilevo dettagliato e poi inizierò a divertirmi son un po' di verifiche.

Grazie ancora

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