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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Da geologia a ingegneria geotecnica
MessaggioInviato: mercoledì 3 gennaio 2018, 17:47 
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Iscritto il: mercoledì 3 gennaio 2018, 16:51
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Salve a tutti, sono nuovo del forum. Sono studente di geologia e attualmente sto ultimando il terzo anno della triennale. Ho intenzione però di iscrivermi a ingegneria, specializzazione geotecnica. Mi è stato detto che ci si può iscrivere ad un corso di laurea magistrale anche in possesso di un altro titolo di studi in triennale, purché pertinente e purché venga approvato. In particolare, ho controllato il sito del politecnico con un mio amico, che studia lì, e abbiamo visto che, oltre alla richiesta di valutazione della carriera pregressa, bisogna laurearsi alla triennale con 96, se si proviene da un altro ateneo (come nel mio caso), e la commissione ti dice poi sì, no o sì con condizione (questa consiste in un debito di esami della triennale per accedere alla magistrale, debito che arriva, se non sbaglio, ad un massimo di 80 cfu). Volevo chiedervi se con un titolo di studi in geologia ho speranze che mi venga approvata la carriera pregressa per accedere alla specialistica di ingegneria geotecnica, pur dovendo avere sicuramente il debito di esami? Si noti che ho modificato il piano di studi della triennale, al fine di massimizzare le convalide, inserendo gli esami di matematica 2, fisica 2 e geotecnica applicata (questo come esame aggiuntivo). Inoltre la tesi che farò è molto specifica: proprio una tesi geotecnica riguardante consolidanti alternativi, studi e sviluppi di tecniche di inserimento di pali (anche di materiali e dimensioni non convenzionali) a scopi costruttivi e di ristrutturazione, anche in ambito edilizio (riassunto in modo molto riduttivo). In tutto ciò, quello che ho visto un po' come trampolino di lancio è che questa tesi la svolgerò con un dottorando che lavora per l'azienda BASF (abbastanza rinomata a livello mondiale), presso la quale ho pensato che potrei svolgere qualche lavoretto: la speranza di poter fare curriculum presso questa azienda mi è stata confermata dal dottorando, il quale mi ha detto che l'azienda ha tantissimi lavori in ballo, alcuni dei quali non riesce neppure a finire e quindi di lavoro ne offre; quindi ho avuto l'impressione che potrei cominciare a costruire un curriculum con un qualcosa che sembra avere i controcazzi. Cosa ne pensate?


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MessaggioInviato: mercoledì 3 gennaio 2018, 23:18 
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tieni presente la differenza tra geologia e geotecnica (che fa parte dell'ingegneria),
la geologia a volte tratta le cose in modo naturalistico-fantasioso, mentre l'ingegneria le tratta con la meccanica;
tieni anchhe presente che c'è stata parecchia guerra tra di noi (intendo ingegneri e geologi), se la smettessimo e ognuno facesse al meglio il suo lavoro, nei suoi limiti, tutto andrebbe meglio

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"l'ingegnere sa quello che fa, e fa quello che sa" (Michele Pagano)


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MessaggioInviato: giovedì 4 gennaio 2018, 13:55 
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Iscritto il: mercoledì 3 gennaio 2018, 16:51
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Mi permetto di dissentire sulla natura "fantasiosa" del metodo d'indagine adottato dalla geologia; chi conosce questa disciplina, ingiustamente sottovalutata e sulla quale purtroppo c'è ancora molto pregiudizio, sa che non è così. Vero è per taluni ambiti (tra i quali però non mi sento assolutamente di ascrivere la geologia applicata) in cui vengono spesso avanzate ipotesi un po' azzardate e "alla cieca", ma è un po' la pecca di tutte le scienze naturali, essendo queste, per forza di cose, delle scienze non esatte. Tant'è che nella magistrale di geologia applicata ho visto esserci diversi esami in comune con la magistrale di ingegneria geotecnica.
Se dobbiamo parlare di guerre con gli ingegneri, allora questi hanno rivalità, anche peggiori, un po' con tutti, vedi architetti e addirittura altri rami della stessa ingegneria. Ad ogni modo, come si capirà, queste discussioni epico-fiabesche sulle simboliche rivalità (basate sul pregiudizio) non mi interessano, le trovo decisamente fuori luogo; non volevo aprire una polemica, ma chiedere ai più esperti un parere sulla mia scelta. So bene che geotecnica e geologia applicata sono strettamente collegate, seppur non coincidenti: so che la prima si occupa dello sviluppo di tecniche costruttive di fondazioni e quant'altro sulla base di studi meccanici dei terreni, mentre la seconda "si limita" allo studio dei terreni, sempre a fini costruttivi. L'ambito che mi interessa è proprio il primo, tant'è che ho scelto apposta questa tesi, che ha come relatore il professore di geotecnica (ingegnere). La mia domanda sussiste ancora: cosa pensate della mia scelta? Ho speranze?


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MessaggioInviato: giovedì 4 gennaio 2018, 22:59 
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Iscritto il: lunedì 13 agosto 2012, 18:12
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umberto4 ha scritto:
Mi permetto di dissentire sulla natura "fantasiosa" del metodo d'indagine adottato dalla geologia; chi conosce questa disciplina, ingiustamente sottovalutata e sulla quale purtroppo c'è ancora molto pregiudizio, sa che non è così. Vero è per taluni ambiti (tra i quali però non mi sento assolutamente di ascrivere la geologia applicata) in cui vengono spesso avanzate ipotesi un po' azzardate e "alla cieca", ma è un po' la pecca di tutte le scienze naturali, essendo queste, per forza di cose, delle scienze non esatte. Tant'è che nella magistrale di geologia applicata ho visto esserci diversi esami in comune con la magistrale di ingegneria geotecnica.
Se dobbiamo parlare di guerre con gli ingegneri, allora questi hanno rivalità, anche peggiori, un po' con tutti, vedi architetti e addirittura altri rami della stessa ingegneria. Ad ogni modo, come si capirà, queste discussioni epico-fiabesche sulle simboliche rivalità (basate sul pregiudizio) non mi interessano, le trovo decisamente fuori luogo; non volevo aprire una polemica, ma chiedere ai più esperti un parere sulla mia scelta. So bene che geotecnica e geologia applicata sono strettamente collegate, seppur non coincidenti: so che la prima si occupa dello sviluppo di tecniche costruttive di fondazioni e quant'altro sulla base di studi meccanici dei terreni, mentre la seconda "si limita" allo studio dei terreni, sempre a fini costruttivi. L'ambito che mi interessa è proprio il primo, tant'è che ho scelto apposta questa tesi, che ha come relatore il professore di geotecnica (ingegnere). La mia domanda sussiste ancora: cosa pensate della mia scelta? Ho speranze?


Non faccio parte della categoria "esperta" in quanto è da poco che sono un "professionista" per così dire...però mi va di esprimere la mia opinione
Penso che la tua scelta sia apprezzabile, e penso che la determinazione e la caparbietà (in qualsiasi ambito) ripaghi..ora non comprendo bene che tipo di geotecnico tu voglia diventare..la disciplina è ampia.
La SdC è indispendabile per comprendere concetti della geotecnica e l'integrazione di Analisi e Fisica senza un accurato corso di SdC non credo possa fornirti un background adeguato, ma sicuramente una commissione di esperti potrà valutare correttamente il tutto.
Ho avuto la fortuna di toccare durante il mio percorso (accademico e professionale) diversi aspetti, quali:
- sperimentazione (prove di laboratorio e modellazione fisica in scala ridotta)
- fondazioni superficiali e profonde (quindi l'aspetto più pratico della geotecnica)
- meccanica del terreno per fornire legami costitutivi complessi con cui "nutrire" software alle differenze finite (sono stato sintetico nell'elenco)
questi 3 punti con il comune denominatore di una spinta preparazione matematica e fisica...
Una risposta in forma chiusa alla domanda "ho speranze?" nessuno la può dare, dipende da te e dallo stimolo che ti mobilita al "cambiamento"..
In bocca al lupo


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MessaggioInviato: venerdì 5 gennaio 2018, 1:29 
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umberto4 ha scritto:
La mia domanda sussiste ancora: cosa pensate della mia scelta? Ho speranze?

si, però devi pensare alla Meccanica;
un esempio:
si sente dire che le frane avvengono dopo le piogge perché l'acqua lubrifica le particelle (dicono i geologi);
invece è solo un problema di meccanica, ovvero spinta di Archimede per cui le particelle solide diventano più leggere (dicono gli ingegneri)

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"l'ingegnere sa quello che fa, e fa quello che sa" (Michele Pagano)


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MessaggioInviato: venerdì 5 gennaio 2018, 15:12 
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Iscritto il: mercoledì 3 gennaio 2018, 16:51
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Ringrazio per la risposta. Mi sono infatti informato proprio sulle discipline lì insegnate e ho cominciato a leggere per conto mio del materiale proprio riguardante scienza delle costruzioni e meccanica. So che una solida preparazione in matematica e fisica è indispensabile e infatti, come ho detto, ho aggiunto al piano di studi Matematica II e Fisica II, che sto preparando da solo e, debbo dire, senza grosse difficoltà; spero di riuscire nella mia impresa. Prima di iniziare il tirocinio ad agosto, l'idea di un cambio di questo tipo non mi sfiorava minimamente; ma poi, scoraggiato dalle prospettive di lavoro e vedendo che i miei interessi si erano spostati, ho deciso di fare questa cosa, anche se la mia motivazione, mi rendo conto che è nervosa e frenetica, perché giustificata dal rimorso.
La determinazione non mi mai è mancata in nulla e sono sempre riuscito anche ad imparare tante cose da solo in svariati aspetti della vita (quando mi dicevano che non ce l'avrei mai fatta), pertanto sono convinto di potercela fare. Il problema è che tre anni e mezzo fa finii il liceo con scarsi risultati (soprattutto in matematica), completamente demotivato e demoralizzato e scelsi la prima cosa che sembrava, solo apparentemente, semplice. Peccato che solo ultimamente ho affrontato i miei demoni e ho capito che ho fatto una scelta senza avere degli scopi concreti. Mi sono accorto che non è la cosa per me, perché mi sono reso conto che ragiono diversamente, in modo più logico e razionale e ho visto che tante cose della mia facoltà che a tutti i miei compagni di corso sembrano insormontabili, io le abbia trovate abbastanza basilari ed intuitive (forse perché ho buone capacità di semplificare). Ciò che mi ha rovinato è stata la mia scarsa autostima: se ti dicono per anni che non sei bravo in una cosa e non ce la farai mai, dentro di te cominci ad auto convincerti che forse è così. Mio papà, che ha sempre creduto che potessi farcela in tutto, è d'accordo su questa scelta, ma ancora non lo ho detto a mia mamma (una di quelle persone che mi ha sempre detto, dal liceo, che non sono bravo in matematica e che cose così non fanno per me), perché convincerla sarà sicuramente un'impresa. Scusate se sono andato fuori tema. Punto a fare curriculum presso la BASF anche per racimolare qualcosa e pagarmi, almeno in parte, gli studi.
Per tornare all'argomento, per scienza delle costruzioni è sufficiente il libro Meccanica di sistemi di Travi di Alberto Taliercio, è completo come manuale, o consigliate di integrare con altri volumi?


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MessaggioInviato: venerdì 5 gennaio 2018, 18:09 
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umberto4 ha scritto:
Ringrazio per la risposta. Mi sono infatti informato proprio sulle discipline lì insegnate e ho cominciato a leggere per conto mio del materiale proprio riguardante scienza delle costruzioni e meccanica. So che una solida preparazione in matematica e fisica è indispensabile e infatti, come ho detto, ho aggiunto al piano di studi Matematica II e Fisica II, che sto preparando da solo e, debbo dire, senza grosse difficoltà; spero di riuscire nella mia impresa. Prima di iniziare il tirocinio ad agosto, l'idea di un cambio di questo tipo non mi sfiorava minimamente; ma poi, scoraggiato dalle prospettive di lavoro e vedendo che i miei interessi si erano spostati, ho deciso di fare questa cosa, anche se la mia motivazione, mi rendo conto che è nervosa e frenetica, perché giustificata dal rimorso.
La determinazione non mi mai è mancata in nulla e sono sempre riuscito anche ad imparare tante cose da solo in svariati aspetti della vita (quando mi dicevano che non ce l'avrei mai fatta), pertanto sono convinto di potercela fare. Il problema è che tre anni e mezzo fa finii il liceo con scarsi risultati (soprattutto in matematica), completamente demotivato e demoralizzato e scelsi la prima cosa che sembrava, solo apparentemente, semplice. Peccato che solo ultimamente ho affrontato i miei demoni e ho capito che ho fatto una scelta senza avere degli scopi concreti. Mi sono accorto che non è la cosa per me, perché mi sono reso conto che ragiono diversamente, in modo più logico e razionale e ho visto che tante cose della mia facoltà che a tutti i miei compagni di corso sembrano insormontabili, io le abbia trovate abbastanza basilari ed intuitive (forse perché ho buone capacità di semplificare). Ciò che mi ha rovinato è stata la mia scarsa autostima: se ti dicono per anni che non sei bravo in una cosa e non ce la farai mai, dentro di te cominci ad auto convincerti che forse è così. Mio papà, che ha sempre creduto che potessi farcela in tutto, è d'accordo su questa scelta, ma ancora non lo ho detto a mia mamma (una di quelle persone che mi ha sempre detto, dal liceo, che non sono bravo in matematica e che cose così non fanno per me), perché convincerla sarà sicuramente un'impresa. Scusate se sono andato fuori tema. Punto a fare curriculum presso la BASF anche per racimolare qualcosa e pagarmi, almeno in parte, gli studi.
Per tornare all'argomento, per scienza delle costruzioni è sufficiente il libro Meccanica di sistemi di Travi di Alberto Taliercio, è completo come manuale, o consigliate di integrare con altri volumi?


Il 95% dei professori al liceo sono delle emerite capre, e riversano le personali frustazioni sugli studenti.... Ai miei genitori dicevano sempre che il tipo di liceo che avevo scelto non era per me e che all'università mi sarei certamente ritirato... Alcuni di questi li ho incontrati dopo la mia laurea con enorme soddisfazione da parte mia ... :D :D
Continua per la tua strada, senza coinvolgere i tuoi genitori...A maggior ragione se tua madre è così pessimista nei tuoi confronti... la tua vita è solo nelle tue mani (ed ovviamente nella tua testa..) ...


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MessaggioInviato: venerdì 5 gennaio 2018, 18:36 
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Iscritto il: mercoledì 3 gennaio 2018, 16:51
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Si Spartakus, è vero la vita è mia, ma non posso non coinvolgere i miei genitori: loro mi pagano gli studi, non posso non dirlo a mia mamma. Capisci il mio disagio? Questo mi crea ansia e insicurezza, per non parlare del pensiero di dover gravare su di loro.


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MessaggioInviato: venerdì 5 gennaio 2018, 18:51 
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Iscritto il: martedì 12 ottobre 2004, 18:53
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umberto4 ha scritto:
Si Spartakus, è vero la vita è mia, ma non posso non coinvolgere i miei genitori: loro mi pagano gli studi, non posso non dirlo a mia mamma. Capisci il mio disagio? Questo mi crea ansia e insicurezza, per non parlare del pensiero di dover gravare su di loro.

Intendo dire senza coinvolgere emotivamente i tuoi genitori... da genitore tuttavia non riesco a comprendere l'atteggiamento pessimista nei tuoi confronti di tua madre..


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MessaggioInviato: venerdì 5 gennaio 2018, 19:33 
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Questi tre anni di università non sono stati proprio brillanti, ce la sto facendo, ma sono stati molto tentennanti: non li ho affrontati al meglio; il primo anno volevo ritirarmi (anche su consiglio di mia mamma) perché non passavo uno straccio di esame (non riuscivo a impegnarmi) e questo perché (ma lo ho capito dopo) non è quello che voglio fare. Solo che l'eventualità di un ritiro mi fece cadere quasi in depressione: così decisi di affrontare il problema a CAxxO duro (come ho sempre fatto e sempre faccio con tutti gli scogli insormontabili che mi si presentano) e riuscii ad andare avanti. Mia madre, visto la fatica che ho fatto, è convinta che non debba più andare troppo avanti a studiare. Solo che appunto, ora che sono più maturo, sto guardando anche alla solidità del titolo di studio e alle prospettive e a ciò che posso aspirare con esso. Non voglio essere manipolatorio, ma non vedo come possa convincerla che ce la posso fare senza una leva emotiva. Comunque, Quel libro di scienza delle costruzioni che ho segnalato è sufficiente a preparare l'esame?


Ultima modifica di umberto4 il venerdì 5 gennaio 2018, 22:05, modificato 2 volte in totale.

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