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Autore Messaggio
MessaggioInviato: mercoledì 21 febbraio 2018, 15:51 
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Iscritto il: sabato 29 agosto 2015, 9:08
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Buongiorno a tutti,

sto progettando una cucina all'interno di un open-space di 50mq, con scala aperta che porta al piano superiore.
Il cliente pone molta attenzione agli odori e ai vapori che si sviluppano durante la cottura e vorrebbe ridurre al minimo la risalita degli stessi lungo le scale e quindi nella zona notte.
La casa è nuova e in classe A3, senza il collegamento alla rete del gas; il piano cottura pertanto è ad induzione.
Analizzando il funzionamento di quest'ultimo e raccogliendo informazioni in rete, non riesco a capire se sia da prediligere una cappa sopra il piano cottura, oppure una integrata nel piano, data l'assenza dell'effetto camino solitamente creato dai fuochi tradizionali.

Un altro punto di analisi potrebbe essere quello di garantire 10 vol/h in estrazione durante la cottura, ma l'elevata tenuta dei nuovi serramenti porterebbe la stanza in depressione.

Avete qualche argomento tecnico in più nel preferire una o l'altra soluzione?
Avete esperienza di cappe installate nel piano cottura?

Grazie in anticipo


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MessaggioInviato: mercoledì 21 febbraio 2018, 16:30 
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Iscritto il: domenica 31 dicembre 2006, 12:40
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ciao
in merito al discorso effetto camino è una stupidaggine. basti pensare alle temperature enormemente più alte prodotte con l'induzione per capire che comunque le molecole andranno in sospensione nella stessa maniera, anzi, per mia esperienza personale ti posso garantire che se metto il piano al 100% (per esempio per gare una braciola) in pochi secondi in casa ho una coltre di nebbia che neanche la pianura padana.

nello specifico per la cappa, qui in alto adige abbiamo l'obbligo del blowerdor test quindi quasi tutte le nuove costruzioni hanno buoni standard in temrini di tenuta all'aria.
da tecnico ti dico che in questo caso va prevista 1) una cappa con chiusura stagna pesante o a molla 2) sensore sulla vmc o sulla finestra che faccia partire la cappa solo se quest'ultima è aperta.
il mio appartamento ha 2vol/h secondo il blowerdoor test e ti assicuro che se non apro una finestra la cappa non tira niente, non poco, niente. tra l'altro ho un apparecchio di vmc decentralizzata proprio vicino la cucina, quando è in funzione ovviamente il valore del bd aumenterebbe per la scarsa resistenza.
figurati che con il vecchio studio in cui lavoravo avevamo avuto alcuni appartamenti con 0.4v/h in depressione!!!

anzi è interessante notare come accendendo la cappa e passegigando per casa si possano sentire i vari spifferi :azz:

quindi, che sia cappa sul piano (pare funzionino molto bene) che tradizionale, se la casa è stagna è praticamente obbligatoria il sensore a finestra o sulla vmc.
in un cantiere avevo addirittura visto una bocchetta simile alle aperture di sicurezza per gli impianti a gas con valvola di apertura collegata alla cappa


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MessaggioInviato: mercoledì 21 febbraio 2018, 17:38 
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Iscritto il: sabato 29 agosto 2015, 9:08
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Ciao Stefano,

ti ringrazio per la risposta.

In merito alla chiusura stagna quando non in funzione, la cappa ha, in prossimità della bocchetta di scarico, un sistema di chiusura totale. Quindi quando non in funzione, non ho aria che entra/esce per effetto dello scarico della cappa.

Per quanto riguarda invece la "presa aria", potrei agire sulla VMC e interrompere la ripresa, continuando a far andare il ventilatore di mandata; così facendo potrei prendermi i 200 m³/h provenienti da quest'ultima e potrei gestire la ripresa al livello 1 della cappa.
Passando però al livello massimo, mi mancherebbero ancora 400 m³/h (ripresa totale max di circa 600 m³/h).
Ho a disposizione una tubazione Ø100 che va in copertura (inizialmente predisposta per lo scarico della cappa, ma che non posso utilizzare perchè il produttore mi obbliga ad avere Ø150); pensi sia possibile utilizzare questa tubazione per prendere la portata d'aria mancante con una valvola di apertura comandata dalla cappa, come hai già visto fare?
Possono esserci controindicazioni?


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MessaggioInviato: giovedì 22 febbraio 2018, 9:26 
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Iscritto il: domenica 31 dicembre 2006, 12:40
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ciao,
fai bene attenzione alla valvola di chiusura della cappa, anche la mia la aveva, non era altro che una valvola a farfalla di plastica sbilanciata, in modo che per gravità si chiudesse, non teneva neanche un soffio, con 10 euro me la hanno sostituita con una pesante a molla, stesso principio ma con guarnizione e la molla che offre un po' di resistenza, a scapito della resa della cappa.

attenzione con la vmc centralizzata, la cosa va studiata bene, supponendo di accendere la cappa per un lungo periodo vai a scompensare brutalmente l'impianto! con il risultato che avresti anche aria viziata dai bagni che ti arriva in cucina ad esempio! non ricordo il mio impiantista come risolveva la questione... il sensore a finestra o la bocchetat apposita è sicuramente piu sicuro.

tieni presente che per le stufe con tiraggio naturale la regola è che la superficie dello scarico deve essere uguale alla superficie dei tubi di aria in mandata. in questo caso che c'è un lavoro meccanico di estrazione secondo me anche un tubo (di ingresso) da 80mm farebbe il suo dovere attenzione comunque che minore è il diametro e maggioreè la velocità dell'aria quindi corri il rischio di avere un megaspiffero di aria gelida quando accendi la cappa.

stendiamo poi un velo pietoso sui dimateri richiesti per le cappe, anche le più economiche volgiono diametri da 150, mi venisse un colpo se in 10 anni quei 150 arrivano dritti senza curve o strozzature sul tetto.... è ovviamente un tagliare la testa al toro, buttiamo un diametro gigantesco cosi il flusso è meno rumoroso e ci son meno perdite di carico.. ma ho seri dubbi che se mettessi un tubo da 10 avresti un grosso calo di rendimento... (parlo per impressione, magari dei test mi smentiscono è!)

per farla breve, collegato alla vmc se non stai attento rischi di scompensare l'impianto.
con un tubo di presa risolvi tutto ma devi fare attenzione a dove lo metti e potrebbe generare flussi fastidiosi e rumorosi
la soluzione ideale (secondo me!) è il sensorino sulla finestra, se accendi la cappa devi aprire la finestra, flusso abbondante, aria pulita, nessun rumore visto la grande superficie. attenzione che spesso sono a filo, va prevista una canaletta apposita.


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MessaggioInviato: giovedì 22 febbraio 2018, 16:26 
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Iscritto il: sabato 29 agosto 2015, 9:08
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Adesso il costruttore mi dice che non è possibile forare il muro esterno per far uscire direttamente la cappa "ad altezza cucina".
C'è qualche collega strutturale che può confermarmi che non è possibile forare un blocco con annegata una rete metallica? Anche tranciando un singolo filamento metallico, andremo a pregiudicare la resistenza della parete? Onestamente non credo.

Effettivamente 600mc di aria esterna che ti arrivano sul collo e non sono l'ideale; sono un po' bloccato su come procedere onestamente.
Dovrò arrendermi e prendere una cappa filtrante? (tralasciando il costo spropositato dei filtri ai carboni attivi, da sostituire mediamente ogni 2 anni pari a circa 20 euro al mese)..


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MessaggioInviato: venerdì 23 febbraio 2018, 8:59 
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Iscritto il: domenica 31 dicembre 2006, 12:40
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:azz: :azz:
attenzione comunque a far uscire l'aria sulla facciata, ok che il volume è esagerato ma c'è sempre il rischio di condensa o colamenti anche oleosi lungo la facciata, sempre meglio uno scarico in zone franche (tetto o proprio balcone)

in merito al foro mi sembra una fregnaccia, ora non posso esprimermi perchè non sono ne uno strutturista ne conosco le esigenze di quella specifica situazione, d'altronde io lavoro con un muratore (non parliamo di un cane ma un ottima ditta di costruzioni) che nel CA fa solo le tracce, fori, scarichi, aperture le fa tutte con la perforatrice in un secondo momento in quanto meno costoso,più pulito e preciso (ed ha ragione specie per la tenuta all'aria con un velo di malta o pu il foro ed il tubo son sigillati perfettamente essendoci praticamente zero gioco, niente crepe etc). una cosa è certa fino a 5-6 anni fa perforare il ca era una rogna c'erano ditte specializzate con gli appositi macchinari, ora invece quasi tutti i muratori (qui da noi) hanno il macchinario e si arrangiano. tant'è che nei capitolati inserivamo le perforazioni di ogni diametro e su ogni spessore proprio per mettere le mani avanti, ora te la cavi con un paio d'ore in economia.

ora, un foro su da 150 su un pilastro o un piccolo setto effettivamente non sarebbe il massimo ma se parliamo di un bel setto o una parete intera non ho mai avuto problemi!

i carboni attivi hanno grossi limiti, nel senso che se non si sostituiscono o se si prendono filtri economici non funzionano, io, sinceramente farei passare tutto dal tubo da 10, si avverte il cliente dell'impossibilità tecnica e fine della storia. altra questione, valuta una cappa con motore esterno (nel mio condominio ne hanno installata una) funzionano moooooolto meglio son meno rumorose e anche con tubi sottili lavorano alla grande


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MessaggioInviato: mercoledì 16 gennaio 2019, 18:52 
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Iscritto il: mercoledì 16 gennaio 2019, 18:34
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Ciao a tutti,

mi collego all'argomento della cappa per piano ad induzione così da sottoporvi il mio quesito :

vorrei capire , non trattandosi di piano cottura a gas e quindi non seguendo le UNI 7129:2015 per l'evacuazione dei prodotti di cottura , quali norme regolano l'aerazione del locale per captare all'esterno vapori e odori di cottura .

Stiamo parlando di Emilia Romagna (Bologna) , al momento non vi sono requisiti cogenti del RUE che specifichino questi contenuti (li hanno rimossi con le ultime modifiche) ne altre norme sovraordinate se non , come riferitomi dal dipartimento AUSL impianti competente , il DM 5/07/1975 . Quest'ultimo evidenzia all' art. 6 che "il posto di cottura deve essere adeguatamente munito di impianto di aspirazione forzata sui fornelli" .

Nel caso del piano ad induzione sarebbe quindi possibile evacuare i prodotti di cottura a parete anzichè portarli sul coperto con canna dedicata?

Mi scuso se ho sbagliato procedura nel rivolgere il quesito ma sono nuovo dei forum...

Grazie per l'attenzione


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