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Cambio di destinazione d'uso ante 1967
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Autore:  mamanco [ martedì 30 ottobre 2018, 20:27 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Cambio di destinazione d'uso ante 1967

pasquale ha scritto:
qui c'è un utile articolo riguardante i casi di "impuntamento" senza motivi seri
https://www.tuttoingegnere.it/images/se ... 8-2018.pdf



Grazie Pasquale, molto utile.

Autore:  pinojosi [ martedì 6 novembre 2018, 11:59 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Cambio di destinazione d'uso ante 1967

salvatorebennardo ha scritto:
devi strutturare subito una lettera in cui gli addebiti i danni che hanno già provocato e che continuano a provocare.
gli devi dire dici che li citerai in giudizio per fargli pagare con il loro portafoglio i danni.
un tot euro per ogni giorno di ostruziuonismo (minimo 300 euro al giorno).

non capire è il frutto dei titoli presi a "pagamento".
l'unica cosa che teme un impiegato della p.a. è pagare i danni che provoca con euro personali.
scrivigli pure che farai una denuncia alla corte dei conti per danni erariali (derivano dal loro ostruzionismo).


perdona ma questi consigli sono da evitare

un comune in autotutela può fare quello che vuole e non esiste un giudice che gli da contro

nel mezzo un professionista passa come quelloc he crea problemi e non solo è malvisto nel comune ma anche dalla clientela

e per finire noi conosciamo solo la mezza messa, quella che c'è stata cantata ma non sappiamo nulla del contesto e neppure di quello che che c'era già di definitivo circa le norme del 60 nei luoghi in questione

perciò in assenza di dettagli che mai verranno rilevati, l'unica cosa che si può dire è trovare un compromesso

Autore:  salvatorebennardo [ martedì 6 novembre 2018, 13:38 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Cambio di destinazione d'uso ante 1967

se sai quello che fai e dici, non c'è compromesso da fare.

Autore:  mamanco [ venerdì 9 novembre 2018, 17:21 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Cambio di destinazione d'uso ante 1967

Chiaramente Pino, non voglio creare nessun problema ma neanchè permettere che una questione, a mio avviso molto chiara, possa essere oggetto di una richiesta errata da parte del comune.
La richiesta non è in autotutela. I fatti sono così come descritti e il comune in questione negli anni 60 non era dotato di PRG ne di specifiche particolari per il cambio di destinazione d'uso, diverse dalla normativa nazionale.
Penso si sia trattato di un errore e il tecnico non ha avuto la pazienza di esaminare bene il caso ne il dirigente. Ad oggi , dopo che ho inviato una pec con tutti i particolari della vicenda e dopo la mia conversazione con il responsabile del procedimento, non ho ricevuto alcuno risposta. Cerco il confronto nel forum perchè penso che un aiuto da colleghi che abbiamo affrontato situazioni analoghe sia molto prezioso. Quindi,cerchiamo di agire da professionisti e con buon senso.

Autore:  tangozulu [ martedì 27 novembre 2018, 8:36 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Cambio di destinazione d'uso ante 1967

fai bene, chiedi esplicita risposta per iscritto a quali articoli il tecnico fa riferimento (che sarebbe anche obbligato a fare), poi c'è da vedere se l'interpretazione è legittima o meno.

poi su vecchi fabbricati dove esiste solo accatastamento già quello è un documento che attesta un certo utilizzo, se poi ci sono come sicuramente è cosi riferimenti della attività e memorie storiche testimoniali dovrebbe essere più che sufficiente, anche la dimostrazione di pagamenti di imu/ari/altro nel corso degli anni.

Ad ogni modo quando capita così io in genere faccio finta di non aver capito bene e chiedo mi venga messo per iscritto con tutti i riferimenti degli "articoli violati", chiaramente prima sempre verbalmente.

alle volte può cmq capitare che l'istruttore prenda interpretazioni "zelanti ed errate", mi sono visto una pratica sospesa perchè un tecnico considerava l'antibagno non facente parte del bagno e non computabile come sup. del bagno perchè non avevo disegnato il lavandino :badgrin: (mai disegnati in nessuna pratica se non per asl o sian).

Autore:  jazz [ martedì 27 novembre 2018, 19:53 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Cambio di destinazione d'uso ante 1967

Dunque, la prima richiesta di licenza edilizia risale al 1962; quindi c'è un provvedimento autorizzativo che risale all'epoca, pur essendo in epoca ante 1967. C'è un'agibilità del 1965, se non sbaglio, che attesta le destinazioni di abitazione. Io temo che il comune sulle destinazioni, a rigore, abbia ragione. Credo invece che non abbia ragione sulla richiesta degli oneri concessori, perché gli oneri di urbanizzazione si pagano a partire dal 1967, pertanto se la difformità risale ad allora (e la prova può stare proprio nell'accatastamento) non vanno pagati.

Autore:  salvatorebennardo [ martedì 27 novembre 2018, 20:30 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Cambio di destinazione d'uso ante 1967

mi sono visto una pratica sospesa perchè un tecnico considerava l'antibagno non facente parte del bagno e non computabile come sup. del bagno perchè non avevo disegnato il lavandino

l'antibagno è un disimpegno.

cosa cambiava se questa superfice veniva computata con il locale bagno oppure come disimpegno?

per quel che ricordo, se non è a cielo aperto: nulla. per cui la sospensione era semplicemente inutile. ma andandoci di fino aveva ragione il tecnico istruttore (ma se non cambiava nulla, non doveva sospendere).

Autore:  pasquale [ mercoledì 28 novembre 2018, 2:13 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Cambio di destinazione d'uso ante 1967

il guaio è che la burocrazia, che è tra l'altro inutile e ignorante, non viene ancora chiamata con il suo vero nome, cioè violenza che si fa continuamente su altre persone

Autore:  mamanco [ martedì 8 gennaio 2019, 20:21 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Cambio di destinazione d'uso ante 1967

jazz ha scritto:
Dunque, la prima richiesta di licenza edilizia risale al 1962; quindi c'è un provvedimento autorizzativo che risale all'epoca, pur essendo in epoca ante 1967. C'è un'agibilità del 1965, se non sbaglio, che attesta le destinazioni di abitazione. Io temo che il comune sulle destinazioni, a rigore, abbia ragione. Credo invece che non abbia ragione sulla richiesta degli oneri concessori, perché gli oneri di urbanizzazione si pagano a partire dal 1967, pertanto se la difformità risale ad allora (e la prova può stare proprio nell'accatastamento) non vanno pagati.


Gentile Jazz, mi interessa capire da cosa desumi che il comune abbia ragione sulla destinazione.
Considera che all'epoca non si comunicava il cambio di destinazione, che il locale ha accesso solo dalla vetrina, (nel senso che ovviamente non è un abitazione non avendone le caratteristiche) che non c'è nessuna difformità rispetto al progetto depositato in comune, che è stato accatastato come C1 nel 1965, che si ha documento del 1970 rilasciato dal comune per autorizzazione ad attività commerciale. Se la destinazione fosse stata abitativa non avrebbero potuto rilasciare l'autorizzazione per il commercio nel 1970.
Comunque ad oggi, il comune non ha ancora risposto alle mie osservazioni protocollate, l'attività commerciale è ancora attiva e tutto tace.

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