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MessaggioInviato: lunedì 10 dicembre 2018, 10:57 
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Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
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Salve, sto seguendo la prevenzione incendi di un piccolo edificio adibito a officina, sono 2 locali comunicanti tramite una grossa apertura, quindi di fatto è un ambiente unico.
Nel progetto approvato era stato previsto un impianto di allarme manuale (NO rivelazione). Tuttavia, non essendoci una norma specifica per le officine, sul DM 10/3/98 dove si parla di luoghi di lavoro di piccole dimensioni è scritto che può essere sufficiente una segnalazione vocale o gestuale.
Esistono altre norme che impongono l'obbligo di un vero e proprio impianto di allarme?
Se anche non ci sono, in previsione di una SCIA antincendio i VVF possono avere da ridire se risulta (ovviamente aggiornando la documentazione presentata), che non si mette un impianto di allarme contrariamente a quanto previsto da progetto? Si tratta di un "aggravio del rischio"? :roll:

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MessaggioInviato: lunedì 10 dicembre 2018, 12:57 
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secondo me è invece una riduzione del rischio;
l'aggravio di rischio lo vedo con l'impianto ad azionamento manuale perché occorre il tempo per andare ad azionarlo, gridare è molto più veloce e quindi inserirei questa motivazione nella dichiarazione di non aggravio del rischio

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MessaggioInviato: lunedì 10 dicembre 2018, 13:11 
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Grazie,

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MessaggioInviato: lunedì 10 dicembre 2018, 13:13 
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ho trovato queste slide con indicate anche le normative
https://old.ording.roma.it/archivio/185 ... irev02.pdf

vedi anche la tabella a pag. 4 qui, il tempo di reazione ad un allarme a voce è < 1 minuto mentre per un segnale si arriva a 4 minuti
https://w1.siemens.ch/buildingtechnolog ... ere_IT.pdf

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MessaggioInviato: lunedì 10 dicembre 2018, 15:41 
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Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
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Da come ho interpretato io, l'obbligo di sistemi di allarme c'è solo laddove: o è richiesto da una specifica norma verticale, oppure laddove nel calcolo del carico di incendio è stata tenuta in conto la presenza di sistemi automatici di rivelazione, segnalazione e allarme incendio (per la quale viene applicato un coefficiente riduttivo di 0,85 al carico di incendio specifico).
Nel mio caso da progettò avevo previsto unicamente il sistema di allarme manuale, e quindi la sua presenza è ininfluente ai fini della classe di incendio (coefficiente 1, ossia come se non ci fosse). Se ora non lo metto la classe di incendio non mi cambia, per tanto non dovrei neppure presentare una variante con aggravio del rischio (fermo restando che applicherei ugualmente il DM 10/3/98 essendo nel caso di piccoli ambienti dove basta l'allarme a voce).
Al limite potrei presentare unitamente alla SCIA l'apposita modulistica di non aggravio....

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MessaggioInviato: lunedì 10 dicembre 2018, 17:32 
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Iscritto il: mercoledì 9 luglio 2003, 11:52
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pensavo al caso di addetti con ridotto senso uditivo;
un sistema meccanico sonoro di allarme è certamente più potente della voce umana,
quindi in conclusione il problema va visto principalmente in base alla superficie degli ambienti, alle condizioni di visibilità globale dell'ambiente stesso e alle distanze tra le postazioni di lavoro tra loro e dalle vie di uscita

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MessaggioInviato: lunedì 10 dicembre 2018, 18:49 
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Iscritto il: lunedì 21 luglio 2014, 10:28
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L'aggravio o meno del rischio (salvo i casi esplicitati dal DM, ma qui non ci rientri a mio avviso) nasce da una valutazione del rischio fatta dal tecnico.
Quindi, secondo me, devi comunque presentare una scia in non aggravio perchè le modifiche che hai sono significative dal punto di vista della prevenzione incendi, ma non comportano aggravio di rischio. Il tutto, ovviamente, motivando in una relazione tecnica le tue conclusioni. Perchè alla fine della fiera, salvo i casi esplicitamente normati, il non aggravio nasce da una valutazione fatta dal tecnico, ti può sempre capitare il funzionario che non concorda ...


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