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 Oggetto del messaggio: Re: PERCHE???
MessaggioInviato: venerdì 15 maggio 2009, 1:06 
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Iscritto il: mercoledì 9 luglio 2003, 11:52
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riporto qualche frase del paragrafo "Architetti e ingegneri" del libro di Mario Salvadori "Perché gli edifici stanno in piedi" (N.B. Salvadori oltre ad essere un grande ingegnere ha fatto anche una traduzione in italiano delle poesie di Emily Dickinson ...) :
"Sebbene le parti funzionali e quelle strutturali dell'architettura svolgano solitamente ruoli separati, la struttura è sempre stata parte dell'architettura. Ciò è, prima di tutto, inevitabile; poi la struttura obbedisce alle leggi della natura e non può soddisfare solo i desideri degli architetti; ... per l'architetto la struttura è come l'avvocato per l'accusato: un male necessario.
...
La struttura è tra le principali fonti di discussione tra gli architetti e gli ingegneri strutturisti. Oggi un bravo architetto deve possedere una conoscenza ampia e generale: ...distribuzione degli spazi ... tecniche di costruzione ... impianti elettrici e meccanici ... finanza ... gestione immobiliare ... psicologia e sociologia.
...
deve conoscere tante specialità che spesso si dice che non sa nulla di tutto."

:lol:

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"l'ingegnere sa quello che fa, e fa quello che sa" (Michele Pagano)


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 Oggetto del messaggio: Re: PERCHE???
MessaggioInviato: venerdì 15 maggio 2009, 10:13 
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Iscritto il: mercoledì 24 ottobre 2007, 14:39
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Marco, ovviamente ti consiglio di fare la stessa domanda anche su forum di architetti, così magari senti tutte e due le campane.... :lol:

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L'evoluzione c'entra. Sempre.


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 Oggetto del messaggio: Re: PERCHE???
MessaggioInviato: venerdì 15 maggio 2009, 22:46 
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Iscritto il: martedì 23 dicembre 2008, 10:33
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pasquale ha scritto:
riporto qualche frase del paragrafo "Architetti e ingegneri" del libro di Mario Salvadori "Perché gli edifici stanno in piedi" (N.B. Salvadori oltre ad essere un grande ingegnere ha fatto anche una traduzione in italiano delle poesie di Emily Dickinson ...) :
"Sebbene le parti funzionali e quelle strutturali dell'architettura svolgano solitamente ruoli separati, la struttura è sempre stata parte dell'architettura. Ciò è, prima di tutto, inevitabile; poi la struttura obbedisce alle leggi della natura e non può soddisfare solo i desideri degli architetti; ... per l'architetto la struttura è come l'avvocato per l'accusato: un male necessario. ... La struttura è tra le principali fonti di discussione tra gli architetti e gli ingegneri strutturisti. Oggi un bravo architetto deve possedere una conoscenza ampia e generale: ...distribuzione degli spazi ... tecniche di costruzione ... impianti elettrici e meccanici ... finanza ... gestione immobiliare ... psicologia e sociologia. ... deve conoscere tante specialità che spesso si dice che non sa nulla di tutto."

La lettura di Salvadori dovrebbe essere bandita, vietata, proibita severamente agli studenti di ingegneria. I quali, effettivamente, per riprendere gli interventi di prima, avrebbero più bisogno di confrontarsi con il gentil sesso che con autori, come il Salvadori stesso, di cui non capiscono l'ironia.
La cronica assenza del gentil sesso dalle facoltà di ingegneria dovrebbe essere in qualche modo riparata, non tanto per fornire carne da gioco ai futuri ingegneri maschi, ma proprio perché si tratta del sesso "gentile". E un po' di gentilezza non fa mai male, nemmeno agli ingegneri.
Quanto poi alla presunta inutilità di certe materie di studio tipiche degli architetti, come la "plastica ornamentale", contrapposta alla rude saggezza degli studi di geodetica, rammento che lo stesso Salvadori propugna un'idea di architettura in cui tutte le componenti giocano alla definizione dell'oggetto. Le ossa o gli intestini non sono più importanti del cuore, nemmeno in architettura.


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 Oggetto del messaggio: Re: PERCHE???
MessaggioInviato: sabato 16 maggio 2009, 0:16 
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Iscritto il: mercoledì 9 luglio 2003, 11:52
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Premesso che concordo con boba74 che è meglio chiedere anche alla controparte,
riporto un'altra citazione (scusate se parziale, forse un poco volutamente parziale anche con altro significato :lol: , ma sapete c'è il copyright).
Antonino Giuffré, La meccanica nell'architettura, La statica :
"Archimede ... Le sue opere, numerose e quasi tutte ben conservate, sono di rigore euclideo. In una di esse egli tratta problemi di meccanica con formalismo impeccabile. Ma il punto di vista è completamente diverso da quello aristotelico. Qui si ragiona di equilibrio in termini di baricentri ...
...
Nell'età di Augusto, Vitruvio forse conosce i Mechanicà problemata, ma non sembra che qualcosa dell'impostazione archimedea sia filtrata nella cultura degli architetti.
...
Per il resto, a dispetto delle straordinarie opere di architettura costruite dai romani, non ci rimangono molte tracce di competenza statica da parte degli architetti. Si possono citare Isidoro di Mileto e Antemio di Tralle, entrambi studiosi di meccanica e commentatori dei classici alessandrini. All'inizio del VI sec. d.C. Giustiniano affidò loro il progetto e la costruzione di Santa Sofia di Costantinopoli.
Perché Giustiniano scelse degli studosi di meccanica per la sua opera? C'era una tradizione in al senso? "

:lol:

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 Oggetto del messaggio: Re: PERCHE???
MessaggioInviato: sabato 16 maggio 2009, 8:28 
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Iscritto il: martedì 21 aprile 2009, 8:53
Messaggi: 592
Scherzi a parte, le incomprensioni tra ingegneri e architetti ci sono in tutto il mondo (usiamo prevalentemente due metá diverse del cervello) ma solo in Italia si trasformano in rivalitá.

Direi che il regime di concorrenza di tutti contro tutti che sperimentiamo ogni giorno, lungi dal favorire l'incremento della qualitá del nostro costruito conduce fatalmente ad una sostanziale arretratezza dei nostri metodi rispetto a quelli dei paesi piú avanzati dove anche le progettazioni piú semplici vengono sempre affrontate in un team che minimo minimo comprende architetto/strutturista/impiantista clima/impiantista elettrico/direttore dei lavori.

Noi non impariamo a sufficienza a collaborare e questo ci taglia fatalmente fuori dagli schemi di gioco piú complessi.
Basti pensare che nessuna delle costruzioni della skyscraperpage sarebbe stata anche solo pensabile o gestibile con quella mentalita´ da "faso tuto mi" tipica della gran parte dei professionisti italiani. E infatti li siamo clamorosamente assenti.

Direi che in una costruzione complessa il ruolo di coordinamento dell'architetto e´fondamentale. Ma per riuscire a mettere in campo un intero team di progettazione anche quando si tratta di fare solo un garage bisogna esser capaci di garantire paritá di trattamento tra tutti i membri della squadra (nel senso che nessuno si deve sentir sfruttato) e poi ci vuole una grande capacitá di coaching per stimolare la squadra e controllare il risultato. Su questo devo dire che i nostri architetti sono un po´scarsini. Gli consiglio di lasciar perdere la storia dell'artista, perché di Michelangelo che fan la cupola di S.Pietro a tempo perso, mentre pensan alla cappella sistina ne nasce solo una decina per secolo.

Perói riconoscerei anche che, per quanto la risposta alla domanda "come fare" possa essere complessa, essa ammette quasi sempre un numero limitato di risposte. Prima c'e´ sempre stato da rispondere alla domanda "cosa fare" che di risposte ne ammette un numero infinito. Riuscire a venderne una che sia anche carina a una parrucchiera di scandicci richiede un infinita opera di pazienza, sensibilitá e persuasione . E magari anche di ... :D


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 Oggetto del messaggio: Re: PERCHE???
MessaggioInviato: sabato 16 maggio 2009, 8:38 
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Località: Torino
pasquale ha scritto:
"Archimede ... Le sue opere, numerose e quasi tutte ben conservate, sono di rigore euclideo. In una di esse egli tratta problemi di meccanica con formalismo impeccabile. Ma il punto di vista è completamente diverso da quello aristotelico. Qui si ragiona di equilibrio in termini di baricentri ...Nell'età di Augusto, Vitruvio forse conosce i Mechanicà problemata, ma non sembra che qualcosa dell'impostazione archimedea sia filtrata nella cultura degli architetti...Per il resto, a dispetto delle straordinarie opere di architettura costruite dai romani, non ci rimangono molte tracce di competenza statica da parte degli architetti. Si possono citare Isidoro di Mileto e Antemio di Tralle, entrambi studiosi di meccanica e commentatori dei classici alessandrini. All'inizio del VI sec. d.C. Giustiniano affidò loro il progetto e la costruzione di Santa Sofia di Costantinopoli.
Perché Giustiniano scelse degli studosi di meccanica per la sua opera? C'era una tradizione in al senso? "

Attenzione!
Il brano da te citato può essere un'arma a doppio taglio:

1) Le opere di Archimede, quasi tutte ben conservate, non sono edifici ma libri. Archimede, la cui scienza si avvicina molto pallidamente al sapere dell'ingegnere, non fu mai prestato all'edilizia.
2) Il fatto che non rimangano tracce di competenza statica da parte degli autori della straordinaria architettura romana, può anche significare che la competenza statica non sia così indisponsabile. Non voglio pensarlo!
3) Isidoro da Mileto e Artemio di Tralle non erano solo versati nella statica, ma in tutte le scienze matematiche, in primis la geometria. E nonostante ciò, la cupola di Santa Sofia crollò per ben tre volte: nel 558, poi nel X secolo e ancora nel XIV, quando furono costruiti i quattro contrafforti esterni.


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 Oggetto del messaggio: Re: PERCHE???
MessaggioInviato: sabato 16 maggio 2009, 12:19 
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Renato Sparacio, La scienza e i tempi del costruire,
cap. 6 "Un tecnico deludente, debole in scienza: Vitruvio e il De Architectura"

:lol:

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 Oggetto del messaggio: Re: PERCHE???
MessaggioInviato: sabato 16 maggio 2009, 12:25 
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pasquale ha scritto:
Renato Sparacio, La scienza e i tempi del costruire,
cap. 6 "Un tecnico deludente, debole in scienza: Vitruvio e il De Architectura"

GUSTAVO COLONNETTI, Scienza delle Costruzioni, Stamperia Artistica Nazionale, Torino 1953
Vol. 1/4 Introduzione: "l'arte del ben costruire non potrà mai, da sola, surgere al titolo di Architettura"


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 Oggetto del messaggio: Re: PERCHE???
MessaggioInviato: sabato 16 maggio 2009, 12:36 
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Jacques Heyman, The stone skeleton
"A Gothic cathedral was designed by a man who was both architect and engineer ...
The "master of the work" had survived the long training of apprentice to journeyman to the career grade of master , and had been one of those few outstanding masters who were put to school again in the design office, before finally achieving control of a major work. This educational path contrasts strongly with that of modern Western European practice, which is based upon the Renaissance concept of the "gentleman" architect, for whom considerations of history and aesthetics are divorced to some extent from those of engineering structure."

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 Oggetto del messaggio: Re: PERCHE???
MessaggioInviato: sabato 16 maggio 2009, 12:55 
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Eduardo Torroja, La concezione strutturale;
introduzione di Edoardo Benvenuto:
"... Richard Neutra, a sua volta, scrisse: "Eduardo Torroja shows that an engineer -far from any technical narrowness- can represent a new and broad wave of humanism" ...
la vera novità del messaggio racchiuso in Phylosophy of Structures non stava tanto nel suo contenuto oggettivo di meditata rassegna dei "tipi strutturali", quanto nel fatto che a proporlo fosse un ingegnere, e un ingegnere di tutto punto, in senso stretto (tant'è che le sue opere più note e notevoli portano sempre la firma di un qualche architetto -di solito mediocre- al quale egli s'era affiancato come collaboratore per la parte statica e tecnico costruttiva) ..."

:lol:

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