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NO (5 anni) VS VO (5 anni)
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Autore:  Sasà [ sabato 11 novembre 2006, 15:54 ]
Oggetto del messaggio: 

NHLPP ha scritto:
E chi lo pensa? Io faccio tutto quello che non è complesso

TU occupati delle cose complesse, e che quindi io non so fare, limpido, no?


m.fumba ha scritto:
In conlcusione...

1)VO non sputate sui NO

2)NO 3 non pensiate di essere ne come i 3+2 NO e ne come i 5 VO
3)VO rosicate di meno...e basta menarsela perchè per passare un esame si è studiato per 7 mesi...cosa credi...che oggi non capiti più una situazione del genere??

di limpido certamente non hai il cervello...
un cliente mi chiede di fargli una cosa usuale e di routine ed io gli rispondo che è una cosa da triennale e che quindi non la faccio.
anzi lo invito a rivolgersi ad un triennale....
per me il cervello ti si è fuso di brutto.... con delle tue risposte fai capire che stai cercando di arrampicarti sugli specchi.

Autore:  ele_76 [ sabato 11 novembre 2006, 16:06 ]
Oggetto del messaggio: 

mokuren27 ha scritto:
@afazio:il mio intervento non intendeva focalizzare l'attenzione sul tempo che si impiega a dare gli esami (cosa piuttosto soggettiva), ma sulla differenza di ritmi tra VO e NO, il quale non dà modo alle persone di assimilare bene i concetti. Forse mi sono espressa più chiaramente adesso con una frase che ieri sera con un discorso :D In più con l'intervento di ieri mi sentivo solo di dire che ci sono NO che studiano molto e che hanno una preparazione (universitaria ovviamente, mi riferisco sempre a confronti tra STUDENTI) molto valida nonostante l'organizzazione degli studi.


Qualche studete in gamba dovrà pur continuare ad esistere... il problema è che gli studenti meno bravi, mentre prima o impiegavano anni in più per terminare gli studi oppure non li terminavano affatto, adesso li terminano, e alla fine, si trovano con lo stesso titolo le stesse competenze assegnate dallo Stato di quelli meno bravi e con una preparazione che, comunque, risente di un'impostazione pensata per formare praticoni e non ingegneri nella vecchia accezione del termine, proprio perchè, necessariamente, frettolosa. Dopodichè, nel mondo del lavoro si scontreranno con una realtà nella quale il compagno di corso letteralmente "somaro", che si è arrangiato scopiazzando proprio dal loro compito, si ritroverà all'inizio per solo "diritto di nascita" in una posizione che loro raggiungeranno solo dopo anni passati ad ingoiare rospi ed a vedere di giorno in giorno moritificate le proprie capacità. Perlomeno, prima, per i peggiori era più difficile finire l'università; ora ci riescono anche loro, e i primi ad essere svantaggiati sono proprio gli studenti del NO bravi.

Autore:  NHLPP [ sabato 11 novembre 2006, 17:49 ]
Oggetto del messaggio: 

Tu cosa fai di non-standard? Mi porti qualche esempio?

ele_76 ha scritto:
NHLPP ha scritto:
E chi lo pensa? Io faccio tutto quello che non è complesso

TU occupati delle cose complesse, e che quindi io non so fare, limpido, no?




Mah.. diciamo che tu dovresti occuparti delle "cose" standardizzate e lasciare le "cose" non standardizzate a chi ha i titoli per farle, poichè qualche tuo collega potrebbe anche pensare di saper fare ciò che non è realmente in grado di fare come dovrebbe essere fatto. Dopodichè, lui deciderà di cosa occuparsi, ossia di "cose" più o meno standardizzate all'interno del suo settore di appartenenza.

Autore:  NHLPP [ sabato 11 novembre 2006, 17:51 ]
Oggetto del messaggio: 

La tua affermazione è invece particolarmente intelligente, bravo!


Sasà ha scritto:
di limpido certamente non hai il cervello...
un cliente mi chiede di fargli una cosa usuale e di routine ed io gli rispondo che è una cosa da triennale e che quindi non la faccio.
anzi lo invito a rivolgersi ad un triennale....
per me il cervello ti si è fuso di brutto.... con delle tue risposte fai capire che stai cercando di arrampicarti sugli specchi.

Autore:  NHLPP [ sabato 11 novembre 2006, 17:52 ]
Oggetto del messaggio: 

Ma di che m******a di preoccupi?
Se sei più bravo degli altri i clienti verranno da te. Punto.

PS: vero SasàSalvaggio?

ele_76 ha scritto:
mokuren27 ha scritto:
@afazio:il mio intervento non intendeva focalizzare l'attenzione sul tempo che si impiega a dare gli esami (cosa piuttosto soggettiva), ma sulla differenza di ritmi tra VO e NO, il quale non dà modo alle persone di assimilare bene i concetti. Forse mi sono espressa più chiaramente adesso con una frase che ieri sera con un discorso :D In più con l'intervento di ieri mi sentivo solo di dire che ci sono NO che studiano molto e che hanno una preparazione (universitaria ovviamente, mi riferisco sempre a confronti tra STUDENTI) molto valida nonostante l'organizzazione degli studi.


Qualche studete in gamba dovrà pur continuare ad esistere... il problema è che gli studenti meno bravi, mentre prima o impiegavano anni in più per terminare gli studi oppure non li terminavano affatto, adesso li terminano, e alla fine, si trovano con lo stesso titolo le stesse competenze assegnate dallo Stato di quelli meno bravi e con una preparazione che, comunque, risente di un'impostazione pensata per formare praticoni e non ingegneri nella vecchia accezione del termine, proprio perchè, necessariamente, frettolosa. Dopodichè, nel mondo del lavoro si scontreranno con una realtà nella quale il compagno di corso letteralmente "somaro", che si è arrangiato scopiazzando proprio dal loro compito, si ritroverà all'inizio per solo "diritto di nascita" in una posizione che loro raggiungeranno solo dopo anni passati ad ingoiare rospi ed a vedere di giorno in giorno moritificate le proprie capacità. Perlomeno, prima, per i peggiori era più difficile finire l'università; ora ci riescono anche loro, e i primi ad essere svantaggiati sono proprio gli studenti del NO bravi.

Autore:  lucioletterio [ sabato 11 novembre 2006, 22:30 ]
Oggetto del messaggio: 

Scusate, ho visto i risultati del sondaggio..... mi spiegate come fate a dire che un ing (5 anni) del NO è meno preparato rispetto ad un VO se essi sono davvero pochi in Italia...... provate a leggere un pò i dati dei laureati del NO specialistici e vi rendete conto che sono davvero pochi; se avete risposto negativamente vuol dire che tutti voi avete avuto a che fare con essi o è per partito preso?

....... io credo che i nuovi laureati, in particolare i triennali, fanno un pò "paura" ai laureati VO in quanto anche senza la cultura di base di un VO riducono le possibilità di lavoro!!!

Vorrei sapere quanti dei VO hanno fatto nella loro carriera progettazioni complicatissime! per tutti gli altri bastava un NO triennale.

Concludo con il dire..... SIETE DAVVERO SUPERIORI? E PERCHE' VI COMPLICATE LA VITA A LODARVI!!!

Autore:  emilio de bono [ lunedì 13 novembre 2006, 16:34 ]
Oggetto del messaggio: 

ele_76 ha scritto:
Perlomeno, prima, per i peggiori era più difficile finire l'università; ora ci riescono anche loro, e i primi ad essere svantaggiati sono proprio gli studenti del NO bravi.



Come diceva il grande Indro: l'assenza di selezione finisce per danneggiare coloro i quali non possiedono altra risorsa che le proprie capacitá. E' evidente che, se tutti possiedono un titolo di studio, il figlio di nessuno, pur capace, non potrá competere in alcun modo con colui che, pur somaro, ha alle spalle genitori potenti. Tuttavia, non riesco a capire come mai sia proprio tipico della sinistra rifiutare a priori ogni forma di selezione.

Autore:  NHLPP [ lunedì 13 novembre 2006, 16:40 ]
Oggetto del messaggio: 

Si si hai ragione: infatti vedi in tutti i paese sviluppati del mondo che sono pochissimi ad avere un titilo di studio

Si, si bravo bravo

emilio de bono ha scritto:
ele_76 ha scritto:
Perlomeno, prima, per i peggiori era più difficile finire l'università; ora ci riescono anche loro, e i primi ad essere svantaggiati sono proprio gli studenti del NO bravi.



Come diceva il grande Indro: l'assenza di selezione finisce per danneggiare coloro i quali non possiedono altra risorsa che le proprie capacitá. E' evidente che, se tutti possiedono un titolo di studio, il figlio di nessuno, pur capace, non potrá competere in alcun modo con colui che, pur somaro, ha alle spalle genitori potenti. Tuttavia, non riesco a capire come mai sia proprio tipico della sinistra rifiutare a priori ogni forma di selezione.

Autore:  emilio de bono [ lunedì 13 novembre 2006, 16:42 ]
Oggetto del messaggio: 

NHLPP ha scritto:
Tu cosa fai di non-standard? Mi porti qualche esempio?

ele_76 ha scritto:
NHLPP ha scritto:
E chi lo pensa? Io faccio tutto quello che non è complesso

TU occupati delle cose complesse, e che quindi io non so fare, limpido, no?




Mah.. diciamo che tu dovresti occuparti delle "cose" standardizzate e lasciare le "cose" non standardizzate a chi ha i titoli per farle, poichè qualche tuo collega potrebbe anche pensare di saper fare ciò che non è realmente in grado di fare come dovrebbe essere fatto. Dopodichè, lui deciderà di cosa occuparsi, ossia di "cose" più o meno standardizzate all'interno del suo settore di appartenenza.



Considerate le tue facoltá cognitive, la zappatura di un campo sarebbe, per te, giá un'attivitá complessa!!! Come CAxxO ti si deve spiegare che il fatto che i triennali debbano limitarsi a svolgere attivitá per le quali é necessaria l'applicazione di metodologie non standard non implica che l'ambito di azione dei quinquennali si limiti alle attivitá per le quali é necessario il ricorso a metodologie complesse.
E' cosí complesso comprendere che l'insieme delle attivitá dei quinquennali include l'insieme delle attivitá dei triennali?

Autore:  NHLPP [ lunedì 13 novembre 2006, 16:45 ]
Oggetto del messaggio: 

Ed è per questo che facciamo paura. La maggior parte dei lavori è standard. Difficile da capire?

Zappare è nobile arte!

Un'agriturismo e terra da coltivare il sogno di molti.

emilio de bono ha scritto:

Considerate le tue facoltá cognitive, la zappatura di un campo sarebbe, per te, giá un'attivitá complessa!!! Come CAxxO ti si deve spiegare che il fatto che i triennali debbano limitarsi a svolgere attivitá per le quali é necessaria l'applicazione di metodologie non standard non implica che l'ambito di azione dei quinquennali si limiti alle attivitá per le quali é necessario il ricorso a metodologie complesse.
E' cosí complesso comprendere che l'insieme delle attivitá dei quinquennali include l'insieme delle attivitá dei triennali?

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