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 Oggetto del messaggio: Professionisti triennali
MessaggioInviato: lunedì 12 novembre 2007, 15:29 
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Iscritto il: mercoledì 23 aprile 2003, 15:46
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Autore: ing.iunior

Buongiorno a tutti, non sono solito esternare mie sensazioni personali, anzi a volte mi capita di leggere la rubrica graffiti e commentare tra me e me che chi scrive non ha di meglio da fare..che spesso chi scrive nella rubrica lo fa con un animo non sereno, che cio' si legge tra le righe. Ebbene questa volta tocca al sottoscritto. inquadro il problema raccontando l'esperienza personale che, comunque, credo sia comune a (ormai)migliaia di colleghi: sono diplomato con lode in ingegneria in un corso triennale vecchio ordinamento quando laurea e diploma universitario non erano "in serie" ma "in parallelo" ho lavorato per svariati anni con partita iva cat. "altre attività tecniche" presso uno studio di ingegneria senior fino al benedetto giorno in cui qualcuno a Roma ha deciso che bisognava immettere nel mondo dei professionisti anche questi triennali quindi ho fatto e superato l'esame di stato prima sessione e sono stato inserito in automatico nella sezione B dell'ordine degli ingegneri nel settore civile e ambientale, con competenze non chiare, senza possibilità di replica quale ad esempio (molto semplice): ma quello che ho imparato a fare nei trascorsi svariati anni di lavoro non mi caratterizza professionalmente più di quello che ho studiato anni prima? e poi: com'è che i colleghi 5anni vecchio ordinamento hanno potuto scegliere il settore di iscizione (uno o tutti e tre) nella sezione A indipendentemente dal curriculum studi/lavoro ivi compresi i neo laureati dell'epoca mentre i neo professionisti sez. B sono stati inseriti automaticamente in un settore tramite discutibili tabelle di confronto tra diploma universitario e laurea di primo livello? comunque, ben contento dell'abilitazione professionale e del grande rispetto e comprensione dimostrata da parte dei membri del consiglio dell'ordine della provincia di mia appartenenza, mi sono messo bel bello al lavoro per tutti questi anni anni durante i quali ho ovviamente perso tutte le quote INPS di previdenza sociale versate nella prima parte della mia attività professionale (costa di più il recupero di tali quote e riallineamento con INARCASSA che il beneficio) anni durante i quali ne ho sentite e lette di tutti i colori sulla mia categoria anni durante i quali ho temuto molte volte di essere messo da parte e/o messi fuori dal mercato del lavoro tramite proposte di legge, emendamenti, ecc tutti documentati e per fortuna bocciati nel corso dell'iter di approvazione anni soprattutto durante i quali ho guadagnato il rispetto di clienti, colleghi ed operatori del mio settore che hanno stimato di più la serietà e la professionalità della persona rispetto al titolo pure ridicolo di ing.iunior (ma si può immaginare un ing iunior di 70 anni?) ora, tutto bene, arriva l'ennesima mazzata: esce la proposta di legge Mantini-Chicchi nella quale verrebbe istituito un albo unico dei tecnici per l'ingegneria dove affluirebbero geometri, periti e laureati triennali. Non si sa se, qualora passasse, tale albo assorbirebbe anche coloro che sono già iscritti all'ordine sez B, ma pensiamo un attimo: -nuovi casini con le casse previdenziali -cambio di titolo professionale (vabbè forse sparisce lo iunior) -cambio di competenze (e se uno fino ad oggi mangiava facendo qualcosa che non potra più fare?) -indubbiamente un declassamento della categoria (se siamo dannati per aver studiato due anni di meno che si deve dire per chi neanche ha messo mai piede in universita': a casa mia 10-8=2 mentre 8-5=3) -come spiego poi tutte queste cose a tutti coloro che mi circondano? -ecc, ecc, ecc concludo esprimendo un pensiero mio personale: se fossi un laureato vecchio ordinamento 5 anni in onestà penserei per prima cosa: ma cosa vuole questo che tornasse a studiare! Ebbene non c'è giorno della mia vita che non abbia pensato a questa cosa,darei un braccio per avere, a suo tempo, scelto il corso "giusto" di 5 anni, anche perchè fatica a studiare non ne ho mai fatta. Ora col lavoro, il mutuo, la famiglia forse è diventata una cosa quasi impossibile. Ma poi penso: io non ho rubato nulla a nessuno, ho seguito un percorso lineare e pulito (superiori,università, tirocinio, esame di stato, lavoro) messomi a disposizione e anzi sponsorizzato dal governo, dalle università. Perchè mai dovrei pagare il fatto che qualcuno ha messo in piedi corsi di studio e sbocchi professionali che le categorie storiche professionali non hanno mai accettato? Perchè mai negli alti ranghi c'è sempre (e sottolineo sempre) l'idea che un professionista triennale voglia fare il furbo e voglia fare propri diritti che non ha? perchè mai non posso avere una collocazione equa intermedia tra diplomati e laureati con competenze intermedie senza dover aver paura ogni tot, di mesi che resti senza lavoro o che venga spinto verso il basso o addirittura fuori? Per fortuna chi decide per ultimo del destino di migliaia di professionisti (ma prima ancora persone, con una vita, le felicità ed i problemi di tutti) tutte queste cose le avrà pensate... Grazie a tutti coloro che vorranno leggere questo piccolo sfogo, fermandosi un attimo a pensare, senza pregiudizi. Buon lavoro.


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 Oggetto del messaggio: Re: Professionisti triennali
MessaggioInviato: lunedì 12 novembre 2007, 15:44 
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Iscritto il: giovedì 17 febbraio 2005, 10:14
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Redazione ha scritto:
se fossi un laureato vecchio ordinamento 5 anni in onestà penserei per prima cosa: ma cosa vuole questo che tornasse a studiare!


cazz, e io che stavo preparando il reply!

Redazione ha scritto:
perchè mai non posso avere una collocazione equa intermedia tra diplomati e laureati


se passasse l'albo unico, sarebbe esattamente questo, quello cui andresti incontro: ai nuovi diplomati, infatti, non sarebbe più concesso di esercitare.

in tutta onestà, ti sei dimenticato di specificare in che ramo sei iscritto, e che lavoro fai.
se non sei un triennale civile che progetta strutture in cls, infatti, le tue competenze sono già oggi assolutamente identiche a quelle dei diplomati corrispondenti; l'albo unico dunque non ti danneggia in alcun modo.

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"Sul lungo periodo... siamo tutti morti" (John M. Keynes)

Ing. Paolo Bianco


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MessaggioInviato: lunedì 12 novembre 2007, 16:19 
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Iscritto il: mercoledì 23 novembre 2005, 15:56
Messaggi: 827
Sottoscrivo in pieno l'intervento del mio collega triennale...e allo stesso tempo lo invito ad essere un pò più 'fiducioso'....
non penso infatti che i diritti acquisiti dai triennali possano essere sbugiardati o toccati..sarebbe la prima volta che accade in Italia e sarebbe oltremodo ridicolo, infatti, impedire a me o a te, che hai già presentato diversi progetti nei vari uffici e ai vari committenti, di continuare a farlo.
La prospettiva proposta, bada bene, non è quella di 'declassare' gli junior, ma quella di 'laureare' i periti, ovvero rendere obbligatoria una laurea triennale anche solo per poter lavorare come geometra.
Questo è l'obiettivo e chiaramente tale obiettivo passa attraverso la preclusione dei geometri futuri (non certamente di quelli passati e presenti per e stesse motivazioni di diritto acquisito) di poter accedere all'esame di Stato e , quindi, operare nella libera professione.
Sarà quindi scelta del geometra laureato decidere se accedere all'esame di Stato per Geometra o per Ingegnere junior.


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MessaggioInviato: lunedì 12 novembre 2007, 20:18 
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Iscritto il: sabato 7 gennaio 2006, 21:38
Messaggi: 256
Tutta la mia solidarietà e stima...
La penso proprio come te caro triennale io forse per la stessa sorte ho scelto il corso di 5 anni... (forse è stata una delle cose + indovinate) ma ho vissuto a pieno il passaggio VO/NO e conosco il caos e la pubblicità che veniva fatta per invogliare al passaggio.
Per questo assodato che la laurea triennale ha duplicato e incasinato ancora di + le figure professionali, fosse per me farei una bella leggina... in cui forse si regalerei qlcs a qlcn cioè voi che siete stati presi per il ... e vi farei accedere con periodo transitorio alla sezione A del nostro ordine (ovviamente recuperando dei crediti)... per i nuovi triennini direi chiaramente all'inizio dell'università che si diventa geometri/periti e che ci si scrive al relativo ordine.... bè per i vecchi geometri/periti li metterei nell'ordine insieme ai triennini ma ovvimante manterrebbero il loro titolo geometri e periti e il loro diploma avrebbe valore solo in Italia come è sempre stato... io la penso così preferisco regalare due anni a voi che siete stati beffati che 3 a chi cerca di beffare.


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MessaggioInviato: martedì 13 novembre 2007, 11:15 
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Iscritto il: lunedì 25 giugno 2007, 22:24
Messaggi: 207
Cita:
che 3 a chi cerca di beffare.



A me è questo che fa incazzare...

Dare la colpa agli attuali studenti...

Ma che cavolo...Io ho la laurea triennale, e ho scelto di continuare a studiare.

Ma se uno non vuole (o non può, visto quanto costa oggi studiare) e LO STATO ti da la possibilità di lavorare e di avere un titolo, perchè non lo devi fare????

Non stai mica beffando qualcuno, è lo stato che ti ha dato questa possibilità.

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ASSIOMA 1: Gli ingegneri sono laureati in ingegneria.
ASSIOMA 2: Non tutti i laureati in ingegneria sono ingegneri.


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MessaggioInviato: martedì 13 novembre 2007, 11:32 
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Iscritto il: sabato 7 gennaio 2006, 21:38
Messaggi: 256
Non tutti possiamo fare tutto è questo il male di questo paese la mancanza di meritocrazia!!!!! se lo stato sollecitato da gruppi di professionisti bene ammanicati vogliono avere per legge una laurea che non hanno secondo me beffano e lo ribadisco... i diplomati potenti beffano mentre i triennali sono stati beffati inconsapevolmente.. normalemente cerco di tutelare il + debole che secondo me è il triennale.


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MessaggioInviato: martedì 13 novembre 2007, 11:43 
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Iscritto il: lunedì 25 giugno 2007, 22:24
Messaggi: 207
Ci eravamo capiti male...

io mi riferivo ai laureati triennali...

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ASSIOMA 2: Non tutti i laureati in ingegneria sono ingegneri.


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 Oggetto del messaggio: Re: Professionisti triennali
MessaggioInviato: martedì 13 novembre 2007, 12:00 
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Iscritto il: martedì 8 luglio 2003, 21:16
Messaggi: 89
Località: Varese
Redazione ha scritto:
Autore: ing.iunior

la proposta di legge Mantini-Chicchi nella quale verrebbe istituito un albo unico dei tecnici per l'ingegneria dove affluirebbero geometri, periti e laureati triennali. .


Precisiamo per prima cosa che affluirebbero anche agrotecnici, periti agrari e anche gli agronomi triennali e quindi qui non si parla più di ingegneria pura ma anche di patate e gerani quindi l'appellativo "per l'ingegneria" va assolutamente eliminato, ciò fatto sono daccordo per la separazione e non ci trovo nulla di scandaloso i vantaggi sarebbero un'unica cassa anzichè 3 (fusione di periti, agrotecnici e periti agrari) l'inserimento dei tecnici laureati triennali in un albo ad hoc con l'eliminazione del penoso appellativo di junior, si eviterebbe l'abbassamento culturale e tecnico degli albi dei quinquennali e si otterrebbe l'innalzamento culturale e tecnico deigli iscritti ai collegi coerente fra l'altro con la riforma scolastica che prevede l'eliminazione del valore abilitante degli studi superiori. Capisco la tua delusione ma a me sembra giusto così e se non ti va bene puoi sempre prolungare gli studi e non mi dire che adesso non hai il tempo perchè io mi sono laureata lavorando e con un figlio...
Un ultima notazione il grave errore fatto nell'accogliere i laureati triennali diventa clamoroso nell'accoglienza dei diplomati di ingegneria che avevano un programma di studio assolutamente diverso e indirizzato al lavoro dipendente e di supporto all'industria.
Ciao

_________________
Sara


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 Oggetto del messaggio: Re: Professionisti triennali
MessaggioInviato: martedì 13 novembre 2007, 12:07 
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Iscritto il: giovedì 10 luglio 2003, 20:44
Messaggi: 15
Località: Milano
E come dice il buon Battiato...via via da queste sponde.....
Evviva l'albo separato dei triennali :D
W Mantini
W Chicchi
e come si suol dire meglio soli che male accompagnati
Un :wink: saluto a tutti quinquennali pieno e triennali ridotto

_________________
Enzo


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 Oggetto del messaggio: Re: Professionisti triennali
MessaggioInviato: martedì 13 novembre 2007, 18:32 
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Iscritto il: martedì 13 novembre 2007, 15:40
Messaggi: 3
Ri buonasera a tutti,
sono l'autore del messaggio originale pure pubblicato su graffiti.
in primis ringrazio la redazione per avermi dato questo piccolo ma significativo spazio. in seconda battuta ringrazio chi, fino ad adesso, ha voluto intavolare una discussione in merito.
Ringrazio coloro i quali hanno espresso solidarietà e chi no in quanto è normale anzi giusto e positivo esprimere ciascuno le proprie idee conformi o contrarie. ringrazio anche enzo che, con la sua risposta, è la dimostrazione vivente che ci possono essere persone laureate 5anni con mentalità chiusa e persone 3anni con mentalità aperta, come dire che alla fine il pezzo di carta conta si ma dipende chi ce l'ha in mano..esistono a mio avviso professionisti 5 anni bravi e meno bravi così come professionisti 3 anni bravi e meno bravi. sparate del genere vanno bene giusto da maria de filippi..
volevo specificare quanto forse non è risultato chiaro dalla mia prima esposizione: sono diplomato V.O. in ingegneria ambiente e risorse e sono iscritto ordine ingegneri sezione B settore civile e ambientale, faccio il professionista dal 2002 (dopo esame di stato) come ingegnereiunior e dal 2000 come tecnico non abilitato ma già con partita iva. Mi occupo di progettazioni impiantistiche in ambito civile medio-piccolo.
specifico anche che, contrariamente a quanto sostenuto (mi sembra) dalla collega sara i diplomi vecchio ordinamento nascevano si,per alcuni corsi di studio, per il lavoro dipendente in industria, ma anche per il mondo professionale per tutti i corsi di matrice civile; anzi i diplomi v.o. erano fini a se stessi e quindi di anima più pratica di quanto siano le nuove lauree di primo livello (lo dico a ragion veduta in quanto durante il corso dei miei studi c'è stata la riforma ed ho avuto modo di toccare con mano i programmi di vecchio e nuovo ordinamento).
Buon lavoro a tutti a risentirci.


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