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 Oggetto del messaggio: Una quarantina di anni fà...
MessaggioInviato: martedì 8 luglio 2008, 15:55 
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Iscritto il: martedì 1 luglio 2008, 12:36
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Autore: Luciano Landi


Una quarantina di anni fà incontrai un collega che lavorava in America e precisamente a Los Angeles e si meravigliava (allora!) della burocrazia esistente in Italia.
La soluzione americana del problema è di una semplicità estrema e non capisco perchè non venga applicata in Italia. Egli affermava allora che quando presentava un progetto per un edificio nuovo, presentava all'ufficio preposto tutta la documentazione, l'impiegato di turno controlla la corrispondenza dell'elenco delle scartoffie con la documentazione presentata l'unico documento necessario al timbro per iniziare i lavori era la copia della fattura quietanzata del professionista. Ultimati i lavori stesso discorso con una documentazione notevolmente superiore dove tutto il fabbricato era descritto dall'A alla Z. Solito elenco, solito controllo, documenti essenziali per il rilascio dell'abitabilità od usabilità erano tutte le fatture quietanzate delle imprese e dei professionisti che avevano eseguito o collaborato alla realizzazione dell'opera.
La prima risposta a questa soluzione utopistica è, lasciatemolo dire, che pacchia. Alt! Viene creato un abaco con lavori effettuati, imprese che vi hanno lavorato e professionisti che sono intervenuti nella realizzazione dell'opera. Il 10% dei lavori viene sorteggiato e su questo 10% una commissione mista composta da tecnici interni alla amministrazione ed esterni esegue un esame approfondito, in poche parole fanno le pulci. Se i tecnici hanno collaborato alla realizzazione delle opere vengono esclusi dalla commissione. L'analisi è completa se l'opera non presenta difetti tutto bene sia per le imprese sia per i professionisti. Se c'è un difetto deve essere sanato con l'onere dei professionisti e delle imprese, se il difetto è talmente grave da superare i coefficienti urbanistici si può arrivare anche alla demolizione completa, sempre a carico delle persone di cui sopra.
A mio avviso questa soluzione oltre che ha garantire la correttezza fiscale, rappresenta un sistema di deontologia professionale ineguagliabile.


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 Oggetto del messaggio: Re: Una quarantina di anni fà...
MessaggioInviato: martedì 8 luglio 2008, 20:19 
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Iscritto il: lunedì 18 dicembre 2006, 18:05
Messaggi: 323
Se è davvero così (e stento a crederci completamente che sia possibile realizzare qualcosa, magari fino alle targhette sul citofono, per poi iniziare da zero il percorso approfondito delle verifiche di conformità), allora paradossalmente stiamo messi meglio noi. La questione urbanistica, per esempio, non si risolve certo in maniera semplicistica con la verifica dei coefficienti e delle altezze, circostanza, peraltro, parecchio banale.
Esistono purtruppo tutta una serie di situazioni borderline in cui elevato è il margine di discrezionalità affidato al tecnico istruttore, con ampi margini di soggettiva interpretazione che, a cose fatte, non porta certo a ritenere invidiabile la situazione che consente di "risolverle" con la demolizione. A questo punto è preferibile scontrarsi prima con l'ottusità, purtroppo inevitabile, del burocrate di turno, confrontarsi per ottenere il miglior vantaggio e alla fine ottenere comunque un permesso di costruire che, salvo sporadiche situazioni, generalmente consente di traghettare l'intervento alla conclusione, con tranquillità e senza patemi.
Quanto alla garanzia di correttezza fiscale, ora non ho voglia di riflettere se effettivamente la procedura di esibire fatture quietanzate costituisca automaticamente sinonimo di trasparenza, sebbene già da noi il lucro principale di un'impresa costruttrice si realizzi non già su fornitori e materiali, ma sui prezzi dichiarati di compravendita e sulle plusvalenze nascoste. Però infine se ritieni che la questione deontologica sia brillantemente risolta solo perchè si esibisce la fattura del tecnico, dovremmo prima sapere se ed eventualmente che tipo di regime tariffario vige ed appurare poi che non venga allegata una fattura pro-forma, che il tecnico di turno "automaticamente" deve produrre se vuol vedere l'impresa o il committente consegnargli con comodo il resto del malloppo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Una quarantina di anni fà...
MessaggioInviato: mercoledì 9 luglio 2008, 19:43 
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Iscritto il: giovedì 9 agosto 2007, 18:58
Messaggi: 128
Serve a mantenere i posti dei 4 milioni (tutta l'irlanda) di impegati pubblici, soprattutto al Sud, tutti laureati, spesso inegneri, quasi tutti con il 110 e lode.



[quote="Graffiti"]Autore: Luciano Landi


Una quarantina di anni fà incontrai un collega che lavorava in America e precisamente a Los Angeles e si meravigliava (allora!) della burocrazia esistente in Italia.
La soluzione americana del problema è di una semplicità estrema e non capisco perchè non venga applicata in Italia. Egli affermava allora che quando presentava un progetto per un edificio nuovo, presentava all'ufficio preposto tutta la documentazione, l'impiegato di turno controlla la corrispondenza dell'elenco delle scartoffie con la documentazione presentata l'unico documento necessario al timbro per iniziare i lavori era la copia della fattura quietanzata del professionista. Ultimati i lavori stesso discorso con una documentazione notevolmente superiore dove tutto il fabbricato era descritto dall'A alla Z. Solito elenco, solito controllo, documenti essenziali per il rilascio dell'abitabilità od usabilità erano tutte le fatture quietanzate delle imprese e dei professionisti che avevano eseguito o collaborato alla realizzazione dell'opera.
La prima risposta a questa soluzione utopistica è, lasciatemolo dire, che pacchia. Alt! Viene creato un abaco con lavori effettuati, imprese che vi hanno lavorato e professionisti che sono intervenuti nella realizzazione dell'opera. Il 10% dei lavori viene sorteggiato e su questo 10% una commissione mista composta da tecnici interni alla amministrazione ed esterni esegue un esame approfondito, in poche parole fanno le pulci. Se i tecnici hanno collaborato alla realizzazione delle opere vengono esclusi dalla commissione. L'analisi è completa se l'opera non presenta difetti tutto bene sia per le imprese sia per i professionisti. Se c'è un difetto deve essere sanato con l'onere dei professionisti e delle imprese, se il difetto è talmente grave da superare i coefficienti urbanistici si può arrivare anche alla demolizione completa, sempre a carico delle persone di cui sopra.
A mio avviso questa soluzione oltre che ha garantire la correttezza fiscale, rappresenta un sistema di deontologia professionale ineguagliabile.[/quote]


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 Oggetto del messaggio: Re: Una quarantina di anni fà...
MessaggioInviato: giovedì 10 luglio 2008, 13:48 
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Iscritto il: mercoledì 2 marzo 2005, 10:21
Messaggi: 3280
quarant'anni fa manco ero nato, ma oggi la burocrazia in Italia è una tragedia, non si riesce più a fare un ca55o


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