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MessaggioInviato: martedì 23 settembre 2008, 14:12 
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Iscritto il: martedì 1 luglio 2008, 12:36
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Autore: Liana Cavallini

Mi chiamo Liana Cavallini e sono una dei tanti laureati italiani disoccupati, sono perciò un utente abituale di quei siti "dove la domanda e l'offerta di lavoro si incontrano". Proprio ieri ho casualmente letto un articolo su uno di questi siti il cui titolo era grosso modo "Ingegneri elettrici a rischio black-out" e l'esordio "Ingegneri elettrici dove siete?"...
Qui! Qui! Dico io... C'è qualcosa che non quadra in tutto questo, eh no... e vi spiego perché.
Ho 36 anni e mi sono laureata nel Luglio del 1999 (vecchio ordinamento) in (udite! udite!) Ingegneria Elettrica presso l'Università degli Studi di Pisa con 108/110, votazione di cui vado molto fiera. La scelta di ingegneria elettrica era dovuta proprio alla sua non specificità, ovvero pensavo che mi aprisse molte più opportunità rispetto agli indirizzi di elettronica, telecomunicazioni, informatica ecc. ben più "incanalati", convinta come ero che la specializzazione me la sarei guadagnata poi sul campo. Una volta laureata il boom informatico ha coinvolto anche me: le uniche aziende che dimostravano interesse per il mio profilo erano proprio quelle del software. E così mi sono messa in gioco pronta a continuare a studiare.
Ho lavorato nell'informatica per 7 anni con soddisfazione, e perché negarlo?, con risultati ottimi, grazie alla mia curiosità, precisione, cocciutaggine: mai lasciare una domanda senza una risposta! E in questo ho imparato che Internet è un grande aiuto. In tutti quegli anni ho però continuato a guardare in giro alla ricerca di un lavoro più vicino ai miei studi. Insomma l'informatica era per me un'occupazione transitoria che mi consentiva di guadagnare, imparando e tenendo in allenamento i miei neuroni. Ma niente... Finché per una serie di motivi ho deciso di cambiare: "voglio fare l'ingegnere!" mi sono detta...e continuo a ripetermelo tutti i giorni... ho anche frequentato un master per la cantieristica navale che è sempre stato il mio sogno... e adesso? Adesso continuo a cercare tra gli annunci per ingegneri elettrici: tutti neolaureati o con esperienza nel settore...

La conclusione? Paradossalmente avrei dovuto impiegare più tempo a laurearmi!!! Oppure: come faccio a fare esperienza nel settore se nessuno me ne dà l'opportunità? E' vero non ho esperienza e non sono una neolaureata e per di più donna!, ma ho entusiasmo da vendere e quello che cerco è un'occasione. Leggendo quell'articolo mi sono sentita veramente presa in giro e una grassa risata (isterica) è partita da sola.

E qui mi firmo Dott. Ing. Liana Cavallini.
Giusto la soddisfazione di avere una firma altisonante!


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MessaggioInviato: martedì 23 settembre 2008, 16:04 
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Iscritto il: giovedì 17 febbraio 2005, 10:14
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Località: rimini
se assumono solo chi ha esperienza, come si fa a farsela?
è una domanda che si sono posti un po' tutti.

risposta: non è vero.
ci sono anche molti altri posti dove si viene assunti per fare esperienza anche senza avercela.
per esempio nelle pubbliche amministrazioni.
o negli studi professionali.

certo non si ottengono stipendi milionari.
ma è, appunto, perchè l'esperienza che si fa (a patto di farla veramente, ovviamente, e di non far solo disegno cad) ha un valore di per sè molto alto.


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MessaggioInviato: martedì 23 settembre 2008, 18:01 
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Iscritto il: domenica 25 novembre 2007, 14:00
Messaggi: 765
[quote="Graffiti"]Autore: Liana Cavallini

Mi chiamo Liana Cavallini e sono una dei tanti laureati italiani disoccupati, sono perciò un utente abituale di quei siti "dove la domanda e l'offerta di lavoro si incontrano". Proprio ieri ho casualmente letto un articolo su uno di questi siti il cui titolo era grosso modo "Ingegneri elettrici a rischio black-out" e l'esordio "Ingegneri elettrici dove siete?"...
Qui! Qui! Dico io... C'è qualcosa che non quadra in tutto questo, eh no... e vi spiego perché.
Ho 36 anni e mi sono laureata nel Luglio del 1999 (vecchio ordinamento) in (udite! udite!) Ingegneria Elettrica presso l'Università degli Studi di Pisa con 108/110, votazione di cui vado molto fiera. La scelta di ingegneria elettrica era dovuta proprio alla sua non specificità, ovvero pensavo che mi aprisse molte più opportunità rispetto agli indirizzi di elettronica, telecomunicazioni, informatica ecc. ben più "incanalati", convinta come ero che la specializzazione me la sarei guadagnata poi sul campo. Una volta laureata il boom informatico ha coinvolto anche me: le uniche aziende che dimostravano interesse per il mio profilo erano proprio quelle del software. E così mi sono messa in gioco pronta a continuare a studiare.
Ho lavorato nell'informatica per 7 anni con soddisfazione, e perché negarlo?, con risultati ottimi, grazie alla mia curiosità, precisione, cocciutaggine: mai lasciare una domanda senza una risposta! E in questo ho imparato che Internet è un grande aiuto. In tutti quegli anni ho però continuato a guardare in giro alla ricerca di un lavoro più vicino ai miei studi. Insomma l'informatica era per me un'occupazione transitoria che mi consentiva di guadagnare, imparando e tenendo in allenamento i miei neuroni. Ma niente... Finché per una serie di motivi ho deciso di cambiare: "voglio fare l'ingegnere!" mi sono detta...e continuo a ripetermelo tutti i giorni... ho anche frequentato un master per la cantieristica navale che è sempre stato il mio sogno... e adesso? Adesso continuo a cercare tra gli annunci per ingegneri elettrici: tutti neolaureati o con esperienza nel settore...

La conclusione? Paradossalmente avrei dovuto impiegare più tempo a laurearmi!!! Oppure: come faccio a fare esperienza nel settore se nessuno me ne dà l'opportunità? E' vero non ho esperienza e non sono una neolaureata e per di più donna!, ma ho entusiasmo da vendere e quello che cerco è un'occasione. Leggendo quell'articolo mi sono sentita veramente presa in giro e una grassa risata (isterica) è partita da sola.

E qui mi firmo Dott. Ing. Liana Cavallini.
Giusto la soddisfazione di avere una firma altisonante![/quote]

Scusa ma la domanda nasce spontanea:

Ma perchè ti sei licenziata senza prima aver trovato un altro lavoro????


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MessaggioInviato: mercoledì 24 settembre 2008, 11:17 
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Iscritto il: mercoledì 24 settembre 2008, 11:06
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Il tutto nasce perchè immediatamente dopo la laurea si vuole necessariamente guadagnare. Questo è giusto! Purtroppo però non sempre i guadagni fanno rima con il lavoro che piace e che interessa. Per lavorare nel campo di interesse bisogna avere pazienza. Purtroppo tu hai iniziato con l'informatica (non si capisce bene in quale settore) ma non devi disperare. Sicuramente puoi trovare un campo di applicazione dell'informatica all'ingegneria elettrica. Se hai voglia di lavorare e sei capace sicuramente trovi qualcosa da fare. Ho detto qualcosa da fare non un lavoro da dipendente che è cosa ben diversa. Oggi ci sono in giro tante piccole imprese nel settore elettrico che hanno bisogno di consulenza per crescere ma non sono in grado di pagare lo stipendio ad un ingegnere. Bisogna proporsi. Basta avere un PC, un software per disegnare, carta e penna per far di conto, una calcolatrice e tanto entusiasmo che mi pare di capire non ti manca. Io personalmente ho iniziato inviando delle lettere a dei dentisti facendo notare loro che dovevano adeguare gli impianti elettrici e che per farlo avevano bisogno di un progetto.
Se hai bisogno di un maestro ricordati che quelii di cui ti puoi fidar di più sono i libri.
In bocca al lupo


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MessaggioInviato: mercoledì 24 settembre 2008, 11:25 
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Iscritto il: mercoledì 24 settembre 2008, 11:03
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mi chiamo Giacomo Gadola e sono titolare di una studio tecnico di progettazione impiantistica elettrica con sede ad Oleggio, un paese in provincia di Novara.
Avendo bisogno di collaboratori per alcuni lavori ho effettuato una ricerca presso le università di Torino e Milano: ho contattato 80 ingegneri specializzati in elettrotecnica per trovare uno disposto a lavorare nel mio studio. NB: contratto a tempo indeterminato, posto fisso. Tutti volevano andare a lavorare nello studio o nell'industria con sede nelle grandi città.
Io sto realizzando progettazioni di impianti elettrici in tutta Italia e spesso ho bisogno di collaboratori che puntualmente non riesco a trovare oppure non sono assolutamente preparati e pretendono stipendi da favola.
Ho 35 anni di esperienza nel settore impiantistico elettrico e più passa il tempo più mi accorgo che la qualità dei nuovi tecnici o è altamente specializzata nel ristretto settore di competenza oppure è di scarsissima qualità
Sono a disposizione per qualsiasi contatto
[email protected]


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MessaggioInviato: mercoledì 24 settembre 2008, 13:22 
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Iscritto il: giovedì 9 agosto 2007, 18:58
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huuuu, che onore.

PS: perchè non cerchi in IRL o UK? Anche nel Sud della Baviera si lavora bene

[quote="Graffiti"]

E qui mi firmo Dott. Ing. Liana Cavallini.
Giusto la soddisfazione di avere una firma altisonante![/quote]


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MessaggioInviato: mercoledì 24 settembre 2008, 13:24 
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Iscritto il: giovedì 9 agosto 2007, 18:58
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ma sei ingegnere? perchè sai, alcuni non si degnano di lavorare alle dipendenze di periti o (orrore!) geometri

[quote="giacomo gadola"]mi chiamo Giacomo Gadola e sono titolare di una studio tecnico di progettazione impiantistica elettrica con sede ad Oleggio, un paese in provincia di Novara.
Avendo bisogno di collaboratori per alcuni lavori ho effettuato una ricerca presso le università di Torino e Milano: ho contattato 80 ingegneri specializzati in elettrotecnica per trovare uno disposto a lavorare nel mio studio. NB: contratto a tempo indeterminato, posto fisso. Tutti volevano andare a lavorare nello studio o nell'industria con sede nelle grandi città.
Io sto realizzando progettazioni di impianti elettrici in tutta Italia e spesso ho bisogno di collaboratori che puntualmente non riesco a trovare oppure non sono assolutamente preparati e pretendono stipendi da favola.
Ho 35 anni di esperienza nel settore impiantistico elettrico e più passa il tempo più mi accorgo che la qualità dei nuovi tecnici o è altamente specializzata nel ristretto settore di competenza oppure è di scarsissima qualità
Sono a disposizione per qualsiasi contatto
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MessaggioInviato: mercoledì 24 settembre 2008, 15:34 
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Iscritto il: mercoledì 24 settembre 2008, 11:03
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no sono un perito industriale con alle dipendenze ingegneri


[quote="serenissimo"]ma sei ingegnere? perchè sai, alcuni non si degnano di lavorare alle dipendenze di periti o (orrore!) geometri

[quote="giacomo gadola"]mi chiamo Giacomo Gadola e sono titolare di una studio tecnico di progettazione impiantistica elettrica con sede ad Oleggio, un paese in provincia di Novara.
Avendo bisogno di collaboratori per alcuni lavori ho effettuato una ricerca presso le università di Torino e Milano: ho contattato 80 ingegneri specializzati in elettrotecnica per trovare uno disposto a lavorare nel mio studio. NB: contratto a tempo indeterminato, posto fisso. Tutti volevano andare a lavorare nello studio o nell'industria con sede nelle grandi città.
Io sto realizzando progettazioni di impianti elettrici in tutta Italia e spesso ho bisogno di collaboratori che puntualmente non riesco a trovare oppure non sono assolutamente preparati e pretendono stipendi da favola.
Ho 35 anni di esperienza nel settore impiantistico elettrico e più passa il tempo più mi accorgo che la qualità dei nuovi tecnici o è altamente specializzata nel ristretto settore di competenza oppure è di scarsissima qualità
Sono a disposizione per qualsiasi contatto
[email protected][/quote][/quote]


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MessaggioInviato: giovedì 25 settembre 2008, 0:43 
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Iscritto il: venerdì 8 agosto 2008, 0:36
Messaggi: 16
cara Liana,

mi chiamo luca lombardo e faccio il libero professionista; mi occupo di impianti lavorando nel nordovest ed oltre confine da una quindicina di anni.
Il mio inizio assomiglia al tuo da quello che scrivi, anzi io sono un bioingegnere, forse lo ero, perche' quello che faccio adesso in realtà è molto diverso da cio' che avevo immaginato al quinto anno di università.
Mi sono laureato in un anno maledetto, il '91, proprio prima di mani pulite, maledetto perche' la conseguenza di quella importante, e positiva per altre ragioni, stagione della storia ebbe per noi neolaureati di allora conseguenze nefaste dovute al conseguente blocco del mercato del lavoro. Anche un po' per caso mi sono cosi' ritrovato su questa strada e voglio dirti un po' di cose di questa mia esperienza. Esperienza che voglio premettere è per me molto positiva.

Innanzi tutto devo dirti che trovo le riposte di gadola e dibrina di notevoli condivisibili contenuti.
Gadola ha ragione; è verissimo di impiantisti che sappiano fare cosa serve oggi in italia ce ne sono pochissimi e non hai idea dello spazio che ci ci sarebbe.
Nella mia provincia - Imperia - siamo circa 20 su 500 iscritti e se aggiungi i periti non arriviamo a 50 per una popolazione provinciale di circa 120.000 persone.
Scrosanto è lo scritto di dibrina, tutto sottoscrivibile; io aggiungere gli elenchi di installatori, architetti e geometri, (non i colleghi, perche' ahime e' piu' difficile....) e di commercianti, artigiani ed altre figure che "grazie" al D.M.37/2008 hanno ormai molto spesso necessità di un progetto degli impianti delle loro attività.
Poi aggiungerei l'iscrizione all'albo dei consulenti tecnici del tribunale della tua zona se magari con quello che hai fatto finora ti senti di esprimere gia' qualche competenza.
Il fatto è che fare gli impiantisti non è proprio quello che corrisponde a cio' che un neo laureato si aspetta; alla consegna del pezzo di carta spesso si pensa ai laboratori di ricerca dell'esa e alle multinazionali.
In realtà l'elettrotecnica che l'italiano medio si aspetta è molto piu' vicina, almeno in prima battuta, a quella che serve all'elettricista per cablare un punto deviato.
Per tanti questo è una sconfitta; niente benefit, auto aziendale, ecc.
Anzi, spesso all'inizio almeno, significa cacciavite in mano per giornate passate ad aprire scatole ed inseguire cavi di mille colori in percorsi incomprensibili, significa cantieri polverosi per ore dietro ad elettricisti indaffaratissimi dotati di un gergo incomprensibile, significa telefonate lunghissime dietro a rappresentanti e grossisti a cercare un lampadario, code in uffici pubblici senza senso apparente, significa stare al CAD per serate, anche, quando il cliente chiama ed ha bisogno del progetto per il giorno dopo, significa dover dire si ad un elettricista che ti dimostra che come fa lui funziona senza magari non riuscire neppure come fa a funzionare e altre simili esperienze.
Considera poi che salvo fortune alla gastone in media se sei freelance impiegherai almeno uno e forse anche due anni a ritornare a guadagnare, al netto, quello che guadagnavi da dipendente.
Questi motivi di solito sono sufficienti a fare fuggire il 99% dei laureati (spero non tu).
Come ti dicevo l'elettrotecnica pratica richiede eserienza che necessariamente bisogna guadagnarsi; ti assicuro pero' che una volta guadagnata ripaga con interessi che neppure ti aspetteresti.
Io ti consiglio di iscriverti al tuo ordine (e di frequentarlo un po' per conoscere i colleghi e partecipare alle attività) avere una tua partita iva (è piu' semplice proporsi) e come si diceva sopra di partire dalle categorie a te piu' vicine.
Poi guardati le norme in vigore, il 37 il conto energia e la certificazione vanno molto ora... prova anche a conoscere i cataloghi delle aziende principali, i loro software (BTicino per non fare nomi ad es.)
All'inizio potresti fare delle consulenze presso qualche grossista o quelche agenzia di rappresentaza della tua zona o per qualche ditta che sicuramente ha bisogno di aiuto per patecipare a gare, fare preventivi, dichiarazioni di conformità, senza scoradare i consigli di cui all'inizio.
Per arrotondare potresti inizialmente sfruttare la valvola di sfogo dell'insegnamento.
Credo che la chiave di volta la troverai nella tua "curiosità, precisione, cocciutaggine" sono fondamentali.

Ora non voglio tediare oltre, ma se avrai piacere scrivimi, mi trovi attraverso idealabCHIOCCIOLAliberoINit.

Che la forza sia con te!

llomb


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MessaggioInviato: giovedì 25 settembre 2008, 16:40 
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Iscritto il: giovedì 15 marzo 2007, 17:29
Messaggi: 1617
Se io - ma vale per chiunque di noi, con qualunque laurea - dopo 7 anni passati a svolgere un certo tipo di lavoro pensassi di cambiare radicalmente settore, credo che dovrei affrontare i tuoi medesimi problemi di precarietà e vedermi superato da giovani neolaureati. 7 anni per un ingegnere sono molti, abbastanza per sviluppare un'esperienza inviadibile. Buttarla via significa fare una sciocchezza. 7 anni poi, non pochi mesi. Francamente sarei perplesso a dover assumere una persona che ci ha messo così tanto a capire che quello non era il lavoro per lei e mi chiederei in quale mondo ha vissuto in questi anni. 108 è un bel voto, ma dopo 7 anni dovrebbe essere solo un ricordo da raccontare agli amici, surclassato dalle numerose esperienze professionali. Se ancora lo si propaganda significa...

Perciò chi è causa del suo mal...

Aggiungerei pertanto che proclamarsi "una dei tanti laureati italiani disoccupati" è quantomeno fuorviante, per non dire lesivo nei confronti di chi ha fatto fatica a trovare un lavoro e lo affrontato con serietà e dedizione e serve solo per reclamare il sostegno della massa ignava che gode a dire "Piove, governo ladro", perchè credo che siano ben pochi gli sprovveduti che gettano alle ortiche 7 anni di vita.

Trovare un lavoro è difficile la prima volta senza esperienza, trovarlo una seconda, pretendendo magari di avere condizioni da laureato esperto quando di esperienza non se ne ha è giustamente svantaggioso. E in quest'ultima riflessione non parlo di esperienza professionale, ma esperienza di vita, che dallo sfogo a mio giudizio completamente illegittimo non traspare affatto.


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