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Professionisti del pubblico impiego e riforma degli ordini
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Autore:  Redazione [ lunedì 3 ottobre 2005, 17:35 ]
Oggetto del messaggio:  Professionisti del pubblico impiego e riforma degli ordini

Autore: Ing. Vincenzo Tafuri

Professionisti del pubblico impiego e riforma degli ordini

E’ opportuno che venga sancita l’obbligatorietà della iscrizione agli albi professionali anche per i professionisti del pubblico impiego.

Questo per ricondurre i predetti dipendenti nell’alveo della tutela degli ordini professionali, sottraendoli alla gestione politica-discrezionale degli organismi burocratici delle amministrazioni dove

non hanno la necessaria rappresentatività numerica per affermare la propria specificità, né la indispensabile forza per impedire soprusi e illegalità, danneggiando in tal modo tutte le categorie professionali(*).

Il mancato obbligo di iscrizione agli albi vanifica, inoltre, le leggi vigenti in ordine alla previsione di una distinta disciplina contrattuale ed una specifica rappresentatività sancita dalla legge quadro sul pubblico impiego art.lo 40 e 42 della 165/2001.

Relativamente alla problematica della tutela sindacale è opportuno che nel disegno di legge CASTELLI sulla riforma delle libere professioni si espliciti la possibilità che gli ordini assumano, come per i medici o per i magistrati, anche la funzione di organismi sindacali per gli iscritti che lo vogliano.

E’ opportuno che tutti si rendano doverosamente conto, anche gli ordini dei geometri e degli avvocati contrari da sempre all’obbligatorietà dell’iscrizione agli albi, che la galassia dei professionisti del pubblico se non ricondotta anche in parte nella giurisdizione degli ordini costituisce grave pericolo per l’esercizio delle libere professioni in qualunque forma esercitate(*).

(*) Basti pensare che nelle pubbliche amministrazioni si danno incarichi di collaudo, anche se in forma collegiale alle figure più impensabili, dai sociologi agli psicologi, cosa che avviene, in misura meno rilevante, anche per gli incarichi di responsabile del procedimento nella esecuzione di OO.PP, o per la nomina di componenti in commissioni gare di opere pubbliche.

Analoghe anomalie avvengono nella applicazione della 109/1994, utilizzata impropriamente per corrispondere l’incentivo professionale ad informatici, non ingegneri, per la predisposizione delle reti o per la piantagione di alberature a geometri e periti non abilitati.

Questo è stato possibile per la mancata attuazione del ruolo professionale che ha consentito ai dirigenti tuttologi, anche semplici diplomati, di esercitare funzioni tipiche delle libere professioni a tutto danno dei funzionari tecnici, ingegneri ,architetti ,geologi etc., laureati, abilitati ed iscritti agli albi perché detti requisiti per le amministrazioni non contano nulla., sottoponendo gli stessi alla

incompetenza tecnica e all’arbitrio dei predetti dirigenti.

E’necessario, infine, che si facciano le opportune pressioni affinché vengano calendarizzati i disegni di legge, ben sei, giacenti in parlamento e riguardanti il ruolo professionale, sollecitando lo stesso On. Ing. CASTELLI dichiaratosi pubblicamente disponibile, forse non conoscendone già l’esistenza, a dare immediata attuazione ai predetti provvedimenti..

Ing. Vincenzo TAFURI

SEGRETARIO REGIONALE U.S.P.P.I-BASILICATA

Autore:  maluing [ sabato 3 giugno 2006, 17:58 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Professionisti del pubblico impiego e riforma degli ordi

Sono perfettamente d'accordo sulla necessità di chiedere con forza ed ottenere l'istituzione del ruolo professionale nella pubblica amministrazione per dare la giusta dignità alle figure che svolgono attività professionale alle dipendenze della pubblica amministrazione.
Non si capisce per quale motivo l'ingegnere che svolge la sua professione nella P.A. con le conseguenti assunzioni di responsabilità debba avere lo stesso inquadramento, e pertanto lo stesso riconoscimento economico, di un amministrativo che non ha responsabilità di tipo professionale.
Non si capisce, inoltre, perchè un ingegnere debba essere inquadrato come un geometra e spesso anche a livelli inferiori. Negli ospedali i medici non sono inquadrati agli stessi livelli degli infermieri.
E' necessario quindi dare una dignità all'ingegnere nella P.A. e per questo occorre l'impegno di tutti.
Mi interessa sapere di iniziative in tal senso per accodarci.

ing. Luciano Mangia

Autore:  robix [ venerdì 14 luglio 2006, 12:03 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Professionisti del pubblico impiego e riforma degli ordi

maluing ha scritto:
Non si capisce, inoltre, perchè un ingegnere debba essere inquadrato come un geometra e spesso anche a livelli inferiori.


Il dipendente pubblico è normalmente inquadrato nella qualifica prevista dalla selezione alla quale ha partecipato.

se un ingegnere partecipa ad un concorso pubblico per istruttore tecnico categoria "C" (ovvero requisito minimo diploma e mansioni da tecnico diplomato) verrà inquadrato in quella categoria, anche se è un professore universitario.

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