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 Oggetto del messaggio: Sembra che nulla sia cambiato...
MessaggioInviato: lunedì 3 ottobre 2005, 17:41 
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Iscritto il: mercoledì 23 aprile 2003, 15:46
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Autore: Dott.ing. Emanuele La Mantia

Sembra che nulla sia cambiato...

Sembra che nulla sia cambiato ed invece molto sta cambiando!

Con l'entrata in vigore del D.L. 30/06/05, n. 115, della Legge 31/03/2005, n. 43, del DPR 5/06/2001, n. 328 ed in fine del DPR 8/07/05, n. 169 (in G.U. n. 198 del 26 agosto 2005) inerente il Regolamento per il riordino del sistema elettorale e della composizione degli organi di ordini professionali, di fatto si è voltato pagina, anche se pur timidamente, verso una trasformazione degli ordini professionali e, di fatto, anche verso un nuovo modo di essere professionisti.
Nell'ambito delle categorie professionali tecniche, gli ingegneri e gli architetti, ricoprono certamente un ruolo sociale di rilievo sia che svolgano la propria attività quali liberi professionisti, sia che svolgano attività professionale come dipendenti di enti pubblici e società private. Le sfide alle quali tali categorie sono di fronte non possono essere eluse e, se possibile, devono trovarci pronti ad essere protagonisti del cambiamento in tutte le sedi istituzionali, tecniche, politiche.
La prima sfida è quella delle prossime elezioni degli organi di rappresentanza territoriale e nazionale. Attraverso questo momento di confronto democratico gli iscritti agli ordini professionali dovranno indicare, senza indugi, quali siano gli obiettivi che si vogliono perseguire e con quali uomini; se prediligere una continuità rispetto al passato, certo ricca di esperienza, o meglio ricercare nuove personalità che, scevre da ogni compromesso culturale, riescano a rilanciare il ruolo dei consigli territoriali e nazionali. Consentire il perpetuare di Consigli dell'Ordine che, nella loro composizione e cariche istituzionali, sono in carica da uno, due o tre lustri? O meglio consentire a questi colleghi, che ricoprono queste cariche nell'interesse della comunità professionale con grande sacrificio, di dedicarsi maggiormente alle proprie attività professionali?
Nonostante sia iscritto al mio ordine professionale da oltre 20 anni, indubbiamente prediligo le seconde ipotesi.
Il Consiglio Nazionale Ingegneri ed i Consigli Territoriali Ingegneri, non possono eludere oltre a quelle attività necessarie ad affermare il ruolo sociale che l'INGEGNERE ha il dovere di esercitare. Per incidere con competenza sulle scelte in tema di urbanistica, di sviluppo tecnologico, di assetto territoriale, di protezione ambientale. Settori strategici per lo sviluppo del paese.
Perpetuare quindi la sclerosi del sistema attraverso la conferma degli uomini che lo gestiscono, condurrà la categoria professionale verso il totale immobilismo nell'interesse di pochi e a danno dei più.
Il rinnovamento generazionale dei consigli territoriali, delle Federazioni delle Consulte Regionali ed infine del CNI, deve essere attuato nel corso di questo particolare turno elettorale, nel quale saranno eletti, per la prima volta contemporaneamente, quasi tutti gli ordini territoriali di Italia (circa 105), e che coincide con l'attuazione delle nuove direttive di riforma degli ordinamenti.
La tardiva pubblicazione del DPR 169 (appena 34 gg. prima dell'inizio delle votazioni) e la colpevole mancanza di adeguata informazione da parte di alcuni Ordini Provinciali nei confronti dei propri iscritti, ha ulteriormente incrementato il disinteresse dei colleghi nei confronti dell'ordine professionale.
Ciò ad esclusivo vantaggio di coloro che occupano e gestiscono le istituzioni professionali con metodi monocratici e non gradiscono alcun tipo confronto dialettico e democratico.
L'Ordine degli Ingegneri di Catania, di cui mi onoro di fare parte, si è da sempre distinto per capacità di innovazione ed organizzazione; ma negli ultimi anni abbiamo assistito alla limitazione totale di ogni attività di rappresentanza istituzionale, il che rispecchia esattamente la progressiva ... ”sclerosi” del consiglio.
I Consiglieri, alcuni presenti in consiglio sin dal 1992, ripropongono la propria candidatura perchè “ ... il programma ambizioso del consiglio appena conclusosi va ulteriormente perseguito, completato e portato a termine ... ”. Il legislatore ha raddoppiato la durata dei consigli territoriali (da due a quattro anni ) proprio per dare la possibilità di operare con continuità. I consigli in scadenza sono in carca da oltre quattro anni (per legge e non per volontà dell'elettore), e l' attuazione di programmi, se pur ambiziosi, non può prevedere tempi di realizzazione decennali.
Cari consiglieri ricordate che il più ignorante degli elettori possiede una laurea in ingegneria.
Mi auguro quindi che gli elettori che si recheranno alle urne per eleggere i propri rappresentanti presso tutte le sedi territoriali, sappiano investire il proprio voto a favore del rinnovamento dando la possibilità a giovani ingegneri di mettere a frutto il proprio entusiasmo nell'interesse di tutta la categoria. Solo così si riusciremo a scongiurare l'instaurazione di monocrazie utili esclusivamente alla realizzazione di ambizioni personali.

Dott.ing. Emanuele La Mantia Ord.Ingg.CT 1803


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