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 Oggetto del messaggio: Ordinanze, Testo unico, Eurocodici...
MessaggioInviato: mercoledì 16 novembre 2005, 17:04 
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Iscritto il: mercoledì 23 aprile 2003, 15:46
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Autore: Fausto Giovannardi

Ordinanze, Testo unico, Eurocodici… ed i poveri professionisti stanno a guardare

Cerchiamo di fare un pò di chiarezza nella ingarbugliata situazione in cui si trova, oggi, la normativa italiana nell’ambito delle norme tecniche per le costruzioni.
Limitiamo, per semplicità di ragionamento, l’attenzione alle strutture in cemento armato in zona sismica. Le due leggi principali di riferimento sono la n. 1086 del 1971 e la n. 64 del 1974. L’applicazione pratica e l’aggiornamento necessario allo “stato dell’arte” è demandato alla emanazione di decreti ministeriali, d’intesa con le Regioni, sentito il CNR e dopo l’approvazione del Consiglio Superiore dei LL.PP. L’ultimo aggiornamento risale al gennaio 1996, con tre D.M. che trattano delle costruzioni in CA ed Acciaio, delle verifiche di sicurezza, dei carichi e sovraccarichi e delle prescrizioni speciali per le zone sismiche. E’ da notare che con tali norme è assurto a metodo principale di calcolo quello agli stati limite, pur permanendo la possibilità dell’uso del metodo delle T.A., ed è consentita l’applicazione dell’EC2, di cui il decreto ne costituisce il DAN.
Il 17 luglio 2001 viene diffusa dal Consiglio Superiore dei LL.PP. la bozza definitiva delle norme tecniche per le strutture in C.A. ed Acciaio nell’ottobre dello stesso anno il testo definitivo della bozza di aggiornamento delle norme tecniche per la verifica della sicurezza delle costruzioni e sui carichi e sovraccarichi, e nel novembre 2003 compare sul sito del CNR la bozza dell’aggiornamento della norma per le zone sismiche. In generale questi testi, pur nel rispetto della continuità indispensabile in questo campo, introducono le novità conseguenti agli sviluppi del settore, sia in termini scientifici che delle categorie interessate. Questo lungo periodo di tempo è in parte da collegare con le nuove deleghe alle Regioni su norme e zonizzazione sismica.
Sta di fatto che, invece di seguire questo percorso oramai consolidato, decidono improvvisamente di percorrere una strada ben diversa. Infatti, prendendo spunto da un avvenimento drammatico (il crollo della scuola di San Giuliano di Puglia - 31 ottobre 2002- zona non sismica ed edificio di debole solidità), il Dipartimento della Protezione Civile, assurto ad un ruolo preminente nel panorama dei vari Commissariamenti Nazionali, nel termine di pochi mesi nomina una Commissione ex novo.
La commissione Calvi (dal nome del coordinatore) che produce in un mese una sua norma per le costruzioni in zone sismiche, resa poi obbligatoria con la ormai famosa (o famigerata, per alcuni) “Ordinanza n.3274 del 20 marzo 2003” del Presidente del Consiglio dei Ministri. Contestualmente all’ordinanza vengono finanziati istituti di ricerca (EUCENTRE) e consorzi universitari (Reluiss), distogliendo (sostengono in molti) fondi ad Istituti ed Enti da tempo operanti nel settore, nonché creando di fatto, come ha rilevato il Prof. Pozzati, i presupposti per una declassificazione degli insegnamenti impartiti dalle facoltà d’ingegneria non ricomprese tra gli eletti.
Il Ministro Lunardi, oltre a disconoscere pubblicamente la cogenza e validità dell’OPCM 3274, in data 9 gennaio 2004, decide di accelerare la stesura di un Testo Unico per le Norme tecniche sulle costruzioni, ed insedia una apposita commissione (la Commissione Calzona). A complicare ulteriormente le cose vi è anche la presenza di una commissione (la cosiddetta Commissione Sanpaolesi) per “l’Annesso Nazionale per gli Eurocodici”, che stava lavorando per rendere operativi gli Eurocodici,che devono entrare in vigore nel 2007 (mettendo quindi anche fine ai codici e superando le leggi nazionali). La situazione è quindi assai complessa e si presta facilmente ad attriti, incomprensioni ed inutili sovrapposizioni come, in effetti, è poi avvenuto.
L’Ordinanza 3274, di fatto mai applicata, viene più volte prorogata nell’entrata in vigore (ora al 8 agosto 2005), corretta e radicalmente modificata, soprattutto per gli edifici in muratura. Questo testimonia, qualora ce ne fosse bisogno, della mancanza dei presupposti dell’urgenza propri ed indispensabili per l’emissione di Ordinanze. La commissione Calzona perviene alla definizione della Bozza del Testo Unico, che viene approvato a maggioranza dall’Assemblea del CSLLPP lo stesso giorno della presentazione ( 30 marzo 2005), di fatto senza possibilità di discussione, e con l’immediata contestazione da parte delle Regioni e di molti altri soggetti. L’esame della bozza di T.U., ridefinito subito da alcuni “Pesto Unico”, evidenzia che trattasi di un ulteriore elemento di rottura e novità ( di cui molti dubitano del bisogno) rispetto al quadro normativo previgente ed anche rispetto alla stessa OPCM 3274. Ad oggi siamo già alla emissione della terza bozza, che ha anche perso per strada il titolo di Testo Unico e ora si chiama semplicemente Norme tecniche per le costruzioni.
Questa in estrema sintesi è la situazione al momento, e come si può capire non si preannunciano prospettive rassicuranti, per chi deve poi operare realmente, trovandosi davanti a più di tre norme “cogenti” e spesso contrastanti, aventi per oggetto lo stesso ambito di applicazione. Il sindacato ingegneri ed architetti liberi professionisti, ha più volte ed in più sedi, manifestato il profondo disagio in cui si trova la nostra categoria e la preoccupazione di fronte all’emanazione continua di norme in ambito tecnico. Il tutto senza alcuna preventiva discussione, con un dubbio rispetto delle regole, e con discutibili benefici rispetto al quadro normativo esistente (D.M.1996), come evidenziato anche nel recente rapporto redatto dal centro studi del C.N.I. sulla Ordinanza 3274, in paragone alle direttive Californiane e Neozelandesi, paesi ben più sismici del nostro. Più volte e da più parti è stato chiesto l’azzeramento di questa situazione paradossale, che vede il dipartimento della Protezione Civile assumere un ruolo che non gli compete, come pubblicamente sostenuto anche dal Ministro Lunardi, ma fino ad oggi vi sono state solo ( e meno male) proroghe, l’ultima delle quali all’8 agosto 2005. E’ indispensabile che vi sia il ritiro dell’Ordinanza 3274 o comunque la proroga della sua entrata in vigore contestualmente al T.U.(?) sulle norme tecniche per le costruzioni, per la cui stesura definitiva andrà aperto un serio confronto in cui siano coinvolti con pari dignità tutti i soggetti interessati (tecnici liberi professionisti, imprese, università, etc.) e che si tenga conto della oramai prossima realtà degli Eurocodici, la cui diffusione deve subire una reale svolta rispetto a quanto avvenuto fino ad oggi. 16 giugno 2005 dott.ing. Fausto Giovannardi Consiglio Provinciale InArSind Firenze Aggiornamento del 8 novembre 2005. le vicende recenti, con l’entrata in vigore del Decreto 14 settembre 2005 con le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, e la proroga della validità dell’ordinanza 3274 fino all’entrata in vigore di detto Decreto, sembrano aver posto definitivamente fine al periodo delle ordinanze. Il nuovo testo consente di usare le norme preesistenti per 18 mesi.
Da quel che si sente dire, la stragrande maggioranza dei progettisti, continua per la vecchia strada, come ha fatto anche durante la vigenza della OPCM 3274. Al fine di evitare che scadano i 18 mesi senza alcun costrutto, occorre che siano attivati molti canali di analisi del nuovo decreto, togliendone la validazione ai soliti noti, solo così si potrà arrivare ad un passo avanti importante per il nostro paese.


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