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MessaggioInviato: venerdì 14 luglio 2006, 10:11 
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Tanto tuonò che piovve: ovvero minimi tariffari addio

Lo diceva la Comunità Europea, lo richiedeva il mercato, le associazioni dei consumatori, i governi di destra e quelli di sinistra ma noi abbiamo sempre resistito monolitici divisi su tutto ma non sui minimi tariffari, almeno a parole. Alla fine distratti dal gran caldo e dai mondiali una mattina ci siamo svegliati attoniti e scettici considerando che trattandosi di un decreto legge nessuno ancora è certo che questo “scippo” venga davvero compiuto. Adesso però pubblicato il decreto e trascorsi alcuni giorni possiamo azzardare delle riflessioni a mente fredda per tentare un ragionamento non dico proiettato al futuro ma almeno ancorato al presente.
Credo sia opportuno affrontare il problema con riferimento ai due tipi di committenza quella privata e quella pubblica:
Per i lavori privati la legge del 1943 era da anni assolutamente disattesa nessuno applicava i minimi ed il “mercato “ era assolutamente aleatorio in funzione della specializzazione necessaria per eseguire la prestazione, legato alla presenza nel territorio di un numero più o meno congruo di tecnici,alla tipologia del cliente e all’autovalutazione del professionista. Certo in alcune realtà medio-grandi le cose si complicano per la presenza di “concorrenza più o meno lecita” di insegnanti autorizzati all’esercizio della libera professione “for ever “ dai loro presidi e di funzionari pubblici con molto tempo a disposizione... e chi più ne ha più ne metta. Nella sostanza la liberalizzazione nel settore privato era già operante ed il bliz di Prodi e Bersani, che in un pomeriggio hanno inventato la “concertazione solitaria” moderna traduzione del detto popolare “io me la canto e io me la suono” , è stata solo una presa d’atto fondamentalmente per gli Ordini che fino ad oggi per questione di equilibri interni erano costretti a non vedere le continue violazioni degli iscritti che li avevano votato.
Quindi nei rapporti con i privati non ritengo che sia cambiato sostanzialmente nulla e per questa parte il decreto è stata l’occasione per conoscere il pensiero del nostro Ministro Bersani sulla aleatorietà della concertazione espresso mirabilmente con l’ormai mitica frase “ Le regole della concorrenza e di mercato per definizione non si concertano. Altrimenti saremmo tutti monopolisti” frase che non tutti hanno capito ed accettato tant’è che Bersani si sta facendo aiutare dal ex Ministro Alemanno per spiegarla ai tassisti, mentre ancora non si ricercano i giusti interpreti per gli avvocati, i farmacisti etc.
Per quanto attiene al rapporto con gli Enti pubblici la situazione , già confusa, si complica: una tariffa sostanzialmente superata, nonostante il restyling del 2001, sia in termini economici sia in termini di prestazioni è stata sostanzialmente abolita, scomparsa, inghiottita nel nulla e con effetto immediato lasciando nello sconcerto liberi professionisti e funzionari che da ieri non sanno su cosa basarsi per stabilire equi compensi perché il decreto sulle modalità di operare delle pubbliche amministrazioni non dice nulla.
I tecnici più ragionevoli nell’attesa di istruzioni dai Ministeri competenti (e qua le cose si complicano ulteriormente perché il Ministro Bersani dovrà vedersela con i Ministri Di Pietro e Mastella che in tema di rispetto di competenze si comportano come gli Architetti e gli Ingegneri quando si tratta di impianti) potranno prendere come riferimento le vecchie tariffe per un “confronto concorrenziale” e chiedere ai liberi professionisti di applicare uno sconto (certo sarebbe interessante capire che fine fa la vecchia riduzione del 1989 del 20% che lo stato per motivi “economici” aveva reso pressoché obbligatoria) tutto questo ovviamente con l’addio almeno fino all’emanazione di un apposito regolamento degli incarichi fiduciari.
Ma questa indicata può essere una soluzione provvisoria e può essere valida solo se lo sconto rientra entro il limite del 20% altrimenti diventa indispensabile parlare di anomalie e conseguentemente di offerte anomale e anche qui siamo in assenza di riferimenti almeno per i professionisti. Certo c’è poi il caso che con uno sconto massimo prefissato tutti gli invitati offrano la massima percentuale ed in questo caso si dovrebbe tornare al curriculum ma diciamocelo francamente anche qui non sarebbe cambiato nulla.

In definitiva, passando dalla “protesta” alla proposta, ritengo che:

* l’abolizione dei minimi tariffari nel settore dei lavori privati possa essere accettata di buon grado, semmai i Sindacati dei liberi professionisti debbono cercare di trovare delle intese con le Associazioni dei consumatori, dei costruttori e degli insustriali, per bilanciare qualità e compensi entro una “forchetta” ragionevole;
* la pubblicità e l’informazione non hanno mai fatto male a nessuno. Gli Ordini e i Sindacati dei liberi professionisti di concerto dovrebbero tracciare una linea di condotta deontologicamente accettabile che eviti la pubblicità comparativa e la pubblicità aggressiva basata esclusivamente sul prezzo o peggio ancora sulle offerte promozionali.
* per i lavori pubblici nella attesa dell’emanazione di un provvedimento organico si continuino ad usare le tariffe minime con uno sconto massimo del 20% nell’ambito di confronti concorrenziali con regole stabilite con una circolare del Ministero dei lavori pubblici.
* per l’emanazione di una disciplina organica che regoli le offerte per prestazioni tecniche si proceda attraverso la concertazione con i Sindacati delle libere professioni interessate stabilendo con questi un vero e proprio tempario e conseguentemente un elenco prezzi aggiornabile annualmente con dei meccanismi legati al costo del lavoro e all’indice istat e si stabiliscano le modalità di accettazione delle offerte (anomalie, controlli di regolarità etc) che possano garantire alle Amministrazioni non solo un prezzo di “mercato” ma anche una prestazione di alta qualità.

Salvo Garofalo
Ingegnere libero professionista


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MessaggioInviato: venerdì 14 luglio 2006, 13:50 
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Redazione ha scritto:
[b]
In definitiva, passando dalla “protesta” alla proposta, ritengo che:

* l’abolizione dei minimi tariffari nel settore dei lavori privati possa essere accettata di buon grado, semmai i Sindacati dei liberi professionisti debbono cercare di trovare delle intese con le Associazioni dei consumatori, dei costruttori e degli insustriali, per bilanciare qualità e compensi entro una “forchetta” ragionevole;
Salvo Garofalo
Ingegnere libero professionista


Se istituisci la forchetta, e come rimettere i minimi tariffari, quindi sei contrario alla loro abolizione?


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MessaggioInviato: venerdì 14 luglio 2006, 17:36 
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per me dovrebbe essere tutto libero, però TUTTO, anche le bollette della luce, il gas, il servizio postale, le farmacie e i notai ecc. ecc.


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MessaggioInviato: sabato 15 luglio 2006, 11:52 
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Per Redazione:
non si resce a capire il senso della proposta (se non come "rientro dalla finestra" dei minimi tariffari "sbattuti fuori dalla porta principale").
Mi pare che, vista la scarsa "coscienza collettiva" degli ingegneri (mica siamo i tassisti...), dobbiamo metterci l'animo in pace e fare buon viso a cattivo gioco. Vediamo un pò:

a) nei lavori privati i minimi tariffari non sono praticamente mai esistiti e perciò il problema non si pone neppure; se il committente è così fesso da scegliere un tecnico solo basandosi sul compenso che deve sborsare, affari suoi: se poi il "tecnico" gli consegna, per due euro, un progettino di carta straccia che gli creerà tanti bei casini, beh peggio per lui: capirà che le spese per le controversie supereranno di gran lunga quelle che non avrà voluto sganciare per pagarlo come si deve. Ad ogni modo, ognuno è libero di impiccarsi con la corda che vuole.

b) nei lavori pubblici la cosa è diversa, non fosse altro per il fatto che quei soldini sono di tutti (sia chiamano pubblici non a caso). Ora tutti temiamo che l'abolizione dei minimi tariffari inneschi l'arrivo di un'orda di lanzichenecchi-ingegneri che, pur di prendere il lavoro, faranno offerte (è improprio parlare di sconti, visto che i minimi non esistono più) talmente basse da rischiare di doverci rimettere, a meno che...
A meno che i progetti che verranno consegnati non siano congruenti con le mini parcelle, e cioè siano anch'essi delle vere e proprie schifezze.
Qual è allora la possibile via d'uscita? Io ne vedo una sola, riassumibile in una parola: QUALITA'.

Occorre urgentemente stabilire un livello minimo qualitativo dei progetti e delle prestazioni professionali in genere. Gli Ordini, che in questi anni hanno dormito o, al più, hanno "tutelato" gli iscritti al pari di una loggia massonica con i propri affiliati, su questo aspetto hanno da sempre latitato alla grande ("non sia mai che l'ordine vada contro il proprio iscritto...").
Per uscire da questo stallo non c'è altra via che esigere un controllo qualitativo serio e serrato sul "prodotto" professionale (sia un progetto o qualsiasi altra cosa). A questo punto resisterà sul mercato chi fa bene il proprio mestiere e si fa pagare dignitosamente, e non chi per due soldi prende tanti lavoretti consegnando porcherie (perché altrimenti non ci sta con il budget...).

Chi eseguirà questi controlli? L'autorità pubblica, per esempio mediante un 'organismo ad hoc, coadiuvata dagli Ordini (che pertanto devono avere più coraggio nel defenestare gli incapaci e i lestofanti). A questo organismo, dietro pagamento di adeguato compenso, potrebbe fra l'altro rivolgersi anche il privato, se volesse avere un parere sulla prestazione professionale che ha pagato.
Non solo: è possibile stabilire il tutto anche da un punto di vista normativo; per gli impianti elettrici è già una realtà: la Guida CEI 0-2, che fa riferimento all'art. 4 del DPR 447/91, indica chiaramente e in dettaglio cosa deve contenere un progetto di impianto elettrico. Sfido chiunque a fare offerte ridicole se sa che deve consegnare un progetto "a regola d'arte" e, soprattutto, se sa che ci sarà qualcuno che lo controllerà in questo senso. Il controllo verterà naturalmente sulla completezza e correttezza della documentazione progettuale e/o della prestazione professionale, ferma restando la libertà del libero professionista per quanto attiene alle scelte tecniche professionali. A dispetto di qualunque decreto, siamo e restiamo persone che svolgono una professione intellettuale e non produttori di scatolette.
Tutto il resto è pura accademia: fra non molto arriveranno anche i progettisti extraeuropei (cinesi, indiani e chi più ne ha più ne metta), e di fronte ad una liberalizzazione delle tariffe (il famigerato "mercato globale" è arrivato anche da noi) sopravviverà chi sarà in grado di fornire prestazioni di qualità ad un prezzo concorrenziale. Ma la qualità è la conditio sine qua non: senza il suo presupposto ogni altro discorso sui compensi è privo di senso. Forse ce la siamo dimenticata per troppo tempo.

P.S.: per inciso, ho smesso da tempo di fare lavori pubblici; esattamente da quando, entrate in vigore le nuove tariffe, gli enti pubblici mi volevano obbligare a fare lo sconto massimo del 20%, anche a fronte di importi ridicoli. Per questo ho rifiutato più di un incarico, non ritenendolo dignitoso. Non ne sono pentito.
Saluti

_________________
Sebastiano


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MessaggioInviato: mercoledì 19 luglio 2006, 7:25 
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castellamare ha scritto:
Redazione ha scritto:
[b]
In definitiva, passando dalla “protesta” alla proposta, ritengo che:

* l’abolizione dei minimi tariffari nel settore dei lavori privati possa essere accettata di buon grado, semmai i Sindacati dei liberi professionisti debbono cercare di trovare delle intese con le Associazioni dei consumatori, dei costruttori e degli insustriali, per bilanciare qualità e compensi entro una “forchetta” ragionevole;
Salvo Garofalo
Ingegnere libero professionista


Se istituisci la forchetta, e come rimettere i minimi tariffari, quindi sei contrario alla loro abolizione?

In assoluto non sono contrario all'abolizione dei minimi però ritengo necessario un "prezziario e/o un tempario" delle prestazioni e un metodo di calcolo dell'anomalia nell'attesa si può utilizzare la "forchetta" che potrebbe inizialmente prevedere le spese e il famoso 20% e questo non mi sembra poco... e poi il nuovo prezziario dovrebbe partire da altre basi con il sindacato a cui aderisco stiamo facendo degli studi e ti posso garantire che alcune prestazioni regolate dai minimi sono veramente malpagate...
Ciao

_________________
Salvo Garofalo


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MessaggioInviato: mercoledì 19 luglio 2006, 7:30 
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sebago ha scritto:
Per Redazione:
Qual è allora la possibile via d'uscita? Io ne vedo una sola, riassumibile in una parola: QUALITA'.
Saluti

Sono perfettamente daccordo con te e il tuo ragionamento non fa una piega.
Ciao

_________________
Salvo Garofalo


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MessaggioInviato: martedì 12 dicembre 2006, 10:31 
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Io invece non sono così d'accordo sulla riforma, che per come è fatta mi pare zoppa.
Ovvero: la concorrenza sleale, anche con i privati, andrebbe controllata e tutelata (e qui - è vero - pecca l'Ordine) perchè, se è vero che si possono fare sconti, a volte si sente di colleghi che rasentano il ridicolo.
In altri settori cio' non accade (ho molti amici avvocati e loro si "pestano i piedi" un po' meno di quanto non facciamo noi) semplicemente perchè esiste una coscienza collettiva professionale, che da noi mi pare latiti un po'.

Secondo punto: io invece di lavori pubblici ne faccio un po'. Niente di eclatante, ma preferisco avere per clienti i RUP che le imprese, questione di scelte e di casi della vita...
Pero' ultimamente mi trovo a perdere gare da 5/6mila euro di parcella "soffiate" da studi che sono delle vere e proprie SpA, società di Ingegneria con 100/200 dipendenti che magari arrivano da 300 km di distanza per fare un coordinamento di sicurezza di una rotonda.... Curriculum a parte, spesso questi "studi" possono permettersi di fare sconti notevoli (ho visto anche il 60% dalla tariffa) proprio perchè per loro quei lavori sono "contorno": ovvero il collaboratore che li fa (che ha la stessa professionalità che ho io, a volte meno...) guadagna x l'anno, che faccia uno o cento lavori, per cui anche 4000 euro incassati così sono buoni.
Per cui posso anche essere d'accordo con il libero mercato ma allora se vogliono equipararci alle imprese facciamo sparire la "personalità" dell'incarico professionale, autorizziamo il subappalto ecc.
Altrimenti mettiamo sullo stesso piano "colleghi" che sono imprese e "colleghi" che sono semplici professionisti.
La normazione delle società di ingegneria del 554 e del 163 ha lasciato troppi buchi in cui queste "imprese" si infilano. Ovvero: io non concorro per lavori da 5 milioni di euro, per ovvi motivi, non vedo perchè strutture di siffatte dimensioni debbano concorrere per lavori da 300mila euro di importo lavori.
Anche perchè - e concludo - molti RUP si lamentano poi del fatto che quando i lavori piccoli li prendono queste società spesso sono fatti e seguiti peggio che se li avesse presi un professionista della zona, per i
motivi che ho sopra esposto...

Allora o insieme ai limiti aboliamo l'organizzazione dei servizi professionali come prestazioni "personali" e andiamo verso la "industrializzazione" delle società di servizi o si genera una confusione in cui Davide combatte contro Golia.

Con gli ovvi risultati


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MessaggioInviato: martedì 12 dicembre 2006, 10:59 
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Iscritto il: giovedì 17 febbraio 2005, 10:14
Messaggi: 7749
Località: rimini
antgiangre ha scritto:
Davide combatte contro Golia.

Con gli ovvi risultati


veramente i risultati di quella lotta non furono poi così ovvii, mi pare.
forse il problema allora è che i davide di oggi non sanno più usar la fionda?

_________________
"Sul lungo periodo... siamo tutti morti" (John M. Keynes)

Ing. Paolo Bianco


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MessaggioInviato: martedì 12 dicembre 2006, 11:19 
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Iscritto il: mercoledì 3 novembre 2004, 17:48
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Battute che già in 4^ elementare facevano ridere solo i ritardati.

afazio ha scritto:
Ronin ha scritto:
antgiangre ha scritto:
Davide combatte contro Golia.

Con gli ovvi risultati


veramente i risultati di quella lotta non furono poi così ovvii, mi pare.
forse il problema allora è che i davide di oggi non sanno più usar la fionda?


Mancano i sassi.


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MessaggioInviato: martedì 12 dicembre 2006, 11:36 
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Iscritto il: mercoledì 3 novembre 2004, 17:48
Messaggi: 1613
3^ elementare

afazio ha scritto:
Non dirmi ch'eri una mosca bianca in 4^ elementare.


NHLPP ha scritto:
Battute che già in 4^ elementare facevano ridere solo i ritardati.

afazio ha scritto:
Ronin ha scritto:
antgiangre ha scritto:
Davide combatte contro Golia.

Con gli ovvi risultati


veramente i risultati di quella lotta non furono poi così ovvii, mi pare.
forse il problema allora è che i davide di oggi non sanno più usar la fionda?


Mancano i sassi.


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