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Nuovo decreto
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Autore:  Redazione [ martedì 18 luglio 2006, 15:46 ]
Oggetto del messaggio:  Nuovo decreto

Ho appena terminato di leggere qualche commento pubblicato sul sito riguardo ai minimi tariffari e alle modifiche introdotte dal nuovo decreto. Beh, io non riesco ad essere d'accordo con quanti dicono che, dal momento che la tariffa minima per i lavori privati era già disattesa, di fatto il nuovo decreto non modifichi nulla!!! Questa è la classica mentalità italiana di farsi passare tutto sopra senza dire nulla e preoccuparsi solo per se stessi. Come giovane ingegnere mi sono anche sentita dire, da ingengeri più anziani di me e con cariche di rilievo nell'ordine professionale, che era logico che per lavorare non dovevo applicare le tariffe ma giocare al ribasso! Questo a mio giudizio è davvero sconcertante! La cosa da fare era semmai quella di avere un controllo da parte degli ordini sull'applicazione della legge e delle tariffe e se questa non veniva rispettata perchè troppo "alta" allora piuttosto indicare un minimo corretto ma non fare i finti tonti e lasciare che ognuno facesse di testa sua. Ora cosa resta da fare? La forza degli ingegneri ed architetti è tanto meno di quella dei tassisti che magari inizio a pensare che sia il caso di cambiare lavoro!!! Come si può pensare di garantire una buona qualità dei lavori se per riuscire a vivere dobbiamo fare decine di lavori contemporaneamente? Come possiamo pensare di iniziare una professione se non riusciamo a guadagnare a sufficienza per investire sul nostro futuro? Io lavoro da sei anni ma senza l'aiuto della mia famiglia di certo non avrei potuto nemmeno campare! Certo so benissimo che da giovani si deve faticare ma non credo che sia gratificante nè onerevole per una categoria professionale che un tempo era ben considerata avere una libera concorrenza (pure scorretta!) di mercato come si è fatto negli ultimi anni e come praticamente si sarà autorizzati a fare. Complimenti a tutti coloro che hanno permesso questo.

Ing. Elena Formenti

Autore:  Peterlad [ martedì 18 luglio 2006, 16:26 ]
Oggetto del messaggio: 

Non sono daccordo con quanti protestano o intendono protestare solo per farsi vedere e senza reali contenuti, anche perchè alla fine non sarebbero nemmeno ascoltati, e non sono daccordo d'altra parte che si facciano delle riforme senza concertazione, e questo è importante perché la riforma delle Professioni e dei relativi Ordini è sicuramente alle porte.
Sui minimi tariffari mi sono già espresso, e credo di avere esperienza sufficiente per dire che non sono questi a garantire qualità e correttezza di concorrenza, nemmeno lontanamente. Sono altre le regole da stabilire o almeno da far rispettare.

Autore:  sebago [ martedì 18 luglio 2006, 19:07 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Nuovo decreto

Redazione ha scritto:
...La cosa da fare era semmai quella di avere un controllo da parte degli ordini sull'applicazione della legge e delle tariffe


Direi che gli ordini si sarebbero (e da tempo) dovuti preoccupare del controllo della qualità dei lavori dei propri iscritti, e non solo che portassero le parcelle a vidimare o che pagassero la quota annuale di iscrizione. Il codice deontologico è pieno di buoni propositi mai rispettati, anzitutto dagli stessi "dirigenti".

Redazione ha scritto:
...Come si può pensare di garantire una buona qualità dei lavori se per riuscire a vivere dobbiamo fare decine di lavori contemporaneamente?


Se i progetti fossero tutti "di qualità" nessuno potrebbe farli chiedendo due spiccioli di compenso, ma li farebbe facendosi pagare decorosamente.
Il problema sta nel fatto che nessuno (e tantomeno gli ordini) hanno mai controllato questo e così succede che i soliti lestofanti per "trenta denari" consegnano progetti che ne valgono soltanto uno, che però viene pagato profumatamente (e rigorosamente a tariffa). Se i progetti venissero pagati in base alla qualità, ci sarebbe tanto lavoro ben retribuito per tutti (beninteso: tutti coloro che lavorano seriamente).
Una domanda: sei davvero convinta che i minimi tariffari fossero una garanzia della qualità dei progetti? Io sono invece convinto che se si riesce a far fuori i tecnici pasticcioni e imbroglioni le parcelle potranno anche aumentare. Ma finché non si decide di operare un serio controllo di qualità (anche con normative tecniche alla mano), tutti i discorsi sono pura aria fritta: i bricconi c'erano, ci sono e ci saranno.

L'assurdità dei minimi tariffari è che viene pagato allo stesso modo sia un progetto eccellente sia un progetto schifezza: ti sembra giusto?

L'assurdità della riforma è che vuole togliere i minimi tariffari ma non spende una sillaba sul controllo della qualità: il che è una specie di istigazione a delinquere.

Di derivazione europea (e noi italiani, si sa, siamo molto europeisti: mai una volta che una specificità nostra vada avanti, siamo sempre noi che dobbiamo "recepire"), la riforma tende a equiparare i progettisti (professione intellettuale) a produttori di scatolette, usando le "regole del mercato". Bene, usiamole queste regole del mercato:
a) i prodotti non devono essere "nocivi" (e ti assicuro che ne ho visto parecchi di progetti "nocivi"...);
b) i brevetti industriali non possono essere impunemente copiati ( e ti assicuro che ne ho visto di progetti "scopiazzati", passati sottobanco dall'ufficio tecnico compiacente...);
c) non si possono vendere prodotti ad un prezzo inferiore al costo di produzione, con lo scopo di eliminare la concorrenza; mi pare che tale reato si chiami "dumping"; il "costo di produzione" non è e non può essere un valore uguale per tutti: il prodotto di qualità eccellente costa di più di un prodotto di qualità inferiore.

Basterebbe il rispetto di queste tre semplici ed elementari regole e nessun tecnico serio rimpiangerebbe i minimi tariffari (che poi, per chi sa quale assurdo interpretativo, erano sempre i massimi).
Saluti

Autore:  homer [ mercoledì 19 luglio 2006, 19:51 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Nuovo decreto

sebago ha scritto:
L'assurdità dei minimi tariffari è che viene pagato allo stesso modo sia un progetto eccellente sia un progetto schifezza: ti sembra giusto?

L'assurdità della riforma è che vuole togliere i minimi tariffari ma non spende una sillaba sul controllo della qualità: il che è una specie di istigazione a delinquere.
la riforma tende a equiparare i progettisti (professione intellettuale) a produttori di scatolette, usando le "regole del mercato". Bene, usiamole queste regole del mercato:
a) i prodotti non devono essere "nocivi" (e ti assicuro che ne ho visto parecchi di progetti "nocivi"...);
c) non si possono vendere prodotti ad un prezzo inferiore al costo di produzione, con lo scopo di eliminare la concorrenza;


condivido anch'io!!!
e per quanto si possa dire della deontologia professionale, può accadere che ci siano colleghi che se la sentono di rischiare e che facciano progetti di bassa qualità, magari pensando "cosi può andar bene".....
e se poi succede qualcosa, ve l'immaginate l'avvocato che basa la sua difesa sulla base "il progetto è di qualità adeguata alla parcella".....

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