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MessaggioInviato: mercoledì 8 novembre 2006, 12:00 
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Iscritto il: mercoledì 3 novembre 2004, 17:48
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Si, si tre anni di dottorato in fondo passano in fretta. Sei già iscritto?

chicco ha scritto:
ngl ha scritto:
chicco ha scritto:
sebago ha scritto:
Se invece intendevi dire che è opportuno e giusto che nell’università, e in particolare nella tua facoltà, si rimuovano gli inutili ostacoli ad un proficuo apprendimento (esempio: docenti introvabili, didattica farraginosa, criteri di valutazione inesistenti, carichi di lavoro improponibili, ecc.), allora mi trovi perfettamente d’accordo. Ma da qui a dire che vi si consiglia (va bene questa definizione?) di promuovere di più (magari per migliorare la “produttività” e tutto quel che ne consegue) ce ne passa.

Purtroppo, però, è proprio quello che sta succedendo... le Università impongono ai docenti un certo numero minimo di esiti positivi nelle varie sessioni d'esame (per cui capita l'assurdo che in certe sessioni il Professore sia costretto a passare tutti i candidati), perché più esami sostenuti con esito positivo dagli studenti vuol dire più laureati in tempi più brevi e, quindi, maggiori finanziamenti da parte del Ministero.
E' scandaloso, ma è così.
Saluti. :wink:



Sarà come dite voi, ma per il periodo in cui ho studiato e dato esami io questa 'pratica' non era assolutamente in voga...ho ripetuto diversi esami e non ne ho visto nemmeno uno (e dico uno solo) in cui TUTTI i candidati siano passati,anzi..certi esami sono stati talmente selettivi da 'stroncare' il 99% dei colleghi (me compreso ovviamente)
questo sia alla triennale che alla specialistica. :shock:

Dirò di più..se qualcuno ha conoscenze di università 'facili' mi faccia la cortesia di indicarmele..mi prendo la seconda laurea triennale in elettrica così posso abilitarmi anche in quella sez dell'albo :wink:

La facilità o la difficoltà di un corso di laurea è molto relativa. Io non posso e non voglio credere che chi si era arenato con i corsi del vecchio ordinamento, d'improvviso, passando al nuovo ordinamento, sia diventato un genio che macina esami e si laurea in brevissimo tempo. Forse è vero che, pur senza fare generalizzazioni, alcuni professori abbiano ritenuto di dover continuare a svolgere gli esami con gli stessi metodi di prima e, per questo, si ha una così alta percentuale di bocciati, ma tutti i professori che conosco io (e sono un discreto numero, ti assicuro) hanno subito pressioni affinché i programmi venissero ridotti (anche del 50%) e gli esami diventassero più "passabili".
Perché delle due, l'una: o i ragazzi che hanno studiato all'università fino a questa riforma erano tutti asini (e, quindi, i ragazzi che studiano adesso, in confronto, sono dei geni), o c'è qualcosa che non va nell'offerta formativa attuale. Infatti, non mi risulta che sia stata semplificata la "burocrazia" che rallenta l'Università: c'è sempre carenza di aule, i professori sono introvabili, i softwares non sono disponibili, ecc.
Saluti. :wink:


Ultima modifica di NHLPP il mercoledì 8 novembre 2006, 12:51, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: mercoledì 8 novembre 2006, 12:09 
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Iscritto il: mercoledì 23 novembre 2005, 15:56
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Hai ragione. Tanti 'incagliati' del VO hanno poi conseguito la triennale, ma quanti sono e soprattutto a che prezzo?
Non ho difficoltà ad ammettere che la formazione è diversa come diversi sono gli sbocchi possibile e fattibili...c'è un abisso tra ciò che un VO può fare e l'orticello che invece compete ai triennali...secondo te chi aveva la possibilità di finire (anche se in 50 anni!!) col VO e chi era già al NO (e il passaggio al VO era chiaramente precluso) ha (aveva ) migliori prospettive?
Conosco personalmente diversi VO che sono attaccati al loro corso (anzi fuoricorso!) ancora oggi e non vogliono assolutamente (nonstante pressioni di ogni genere) passare al NO, con esami assurdi da dare (tipo disegno!) perchè 'difficili'...tu mi dici "che raza di triennali sarebbero?"
io ti dico "che razza di VO saranno!!?"


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MessaggioInviato: mercoledì 8 novembre 2006, 16:40 
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Iscritto il: martedì 8 luglio 2003, 16:46
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NHLPP ha scritto:
Si, si tre anni di dottorato in fondo passano in fretta. Sei già iscritto?

Non è un mistero che all'estero ai laureati assunti in azienda venga richiesto di seguire un dottorato di ricerca. Per i più fortunati è la stessa azienda che li paga.
Penso, per esempio, alla Gran Bretagna, dove ho una sorella che si trova esattamente in questa situazione.
Saluti. :wink:

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MessaggioInviato: mercoledì 8 novembre 2006, 16:42 
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Iscritto il: martedì 8 luglio 2003, 16:46
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NHLPP ha scritto:
Si, si tre anni di dottorato in fondo passano in fretta. Sei già iscritto?

Dimenticavo: in Italia il dottorato di ricerca ha senso solo ed esclusivamente se si vuol fare carriera universitaria (se si hanno adeguate spinte di altro genere...).
Nessuna azienda richiede il dottorato di ricerca, in quanto è assolutamente preferire inserire in organico un giovane facilmente plasmabile, piuttosto che un trentenne (come minimo) imbottito di teoria...
Occorrerebbe, pertanto, modificare anche il dottorato di ricerca sulla base di quanto fatto negli altri Paesi Europei.
Saluti. :wink:

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MessaggioInviato: mercoledì 8 novembre 2006, 16:51 
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Iscritto il: mercoledì 3 novembre 2004, 17:48
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Ma dipenderà da che ruolo scusa! Ovvio che se fai R&D ha senso...

chicco ha scritto:
NHLPP ha scritto:
Si, si tre anni di dottorato in fondo passano in fretta. Sei già iscritto?

Non è un mistero che all'estero ai laureati assunti in azienda venga richiesto di seguire un dottorato di ricerca. Per i più fortunati è la stessa azienda che li paga.
Penso, per esempio, alla Gran Bretagna, dove ho una sorella che si trova esattamente in questa situazione.
Saluti. :wink:


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MessaggioInviato: mercoledì 8 novembre 2006, 16:52 
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Iscritto il: mercoledì 3 novembre 2004, 17:48
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Non so se hai capito: dico che per l'iscrizione all'albo per le opere complesse ci vorrebbe il dottorato.

chicco ha scritto:
NHLPP ha scritto:
Si, si tre anni di dottorato in fondo passano in fretta. Sei già iscritto?

Dimenticavo: in Italia il dottorato di ricerca ha senso solo ed esclusivamente se si vuol fare carriera universitaria (se si hanno adeguate spinte di altro genere...).
Nessuna azienda richiede il dottorato di ricerca, in quanto è assolutamente preferire inserire in organico un giovane facilmente plasmabile, piuttosto che un trentenne (come minimo) imbottito di teoria...
Occorrerebbe, pertanto, modificare anche il dottorato di ricerca sulla base di quanto fatto negli altri Paesi Europei.
Saluti. :wink:


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MessaggioInviato: mercoledì 8 novembre 2006, 17:10 
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Iscritto il: martedì 8 luglio 2003, 16:46
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Località: Cagliari
NHLPP ha scritto:
Non so se hai capito: dico che per l'iscrizione all'albo per le opere complesse ci vorrebbe il dottorato.

chicco ha scritto:
NHLPP ha scritto:
Si, si tre anni di dottorato in fondo passano in fretta. Sei già iscritto?

Dimenticavo: in Italia il dottorato di ricerca ha senso solo ed esclusivamente se si vuol fare carriera universitaria (se si hanno adeguate spinte di altro genere...).
Nessuna azienda richiede il dottorato di ricerca, in quanto è assolutamente preferire inserire in organico un giovane facilmente plasmabile, piuttosto che un trentenne (come minimo) imbottito di teoria...
Occorrerebbe, pertanto, modificare anche il dottorato di ricerca sulla base di quanto fatto negli altri Paesi Europei.
Saluti. :wink:

Capisco la tua provocazione.
Ma ritengo che per le opere più complesse, in cui è necessario che ci sia una o più figure che coordinino il lavoro di altri tecnici che si occupano delle varie specificità del progetto, queste abbiano una preparazione teorico-pratica decisamente superiore rispetto a quella fornita dagli attuali corsi di laurea.
Tu mi dirai: può essere sufficiente entrare nel mondo del lavoro a 23 anni e fare pratica; dopo (che so) 10 anni di professione si può certificare che quel tecnico è in grado di svolgere progettazioni e direzione dei lavori di opere complesse.
E' una questione di punti di vista e la decisione finale spetta, purtroppo o per fortuna, alla politica.
Saluti. :wink:

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MessaggioInviato: mercoledì 8 novembre 2006, 17:50 
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E' una provocazione. Ma l'assemblea dei presidi di Achitettura, tempo fa l'aveva butta la come ipotesi generale. In pratica sosteneva che 5 anni sono troppo pochi...

chicco ha scritto:
NHLPP ha scritto:
Non so se hai capito: dico che per l'iscrizione all'albo per le opere complesse ci vorrebbe il dottorato.

chicco ha scritto:
NHLPP ha scritto:
Si, si tre anni di dottorato in fondo passano in fretta. Sei già iscritto?

Dimenticavo: in Italia il dottorato di ricerca ha senso solo ed esclusivamente se si vuol fare carriera universitaria (se si hanno adeguate spinte di altro genere...).
Nessuna azienda richiede il dottorato di ricerca, in quanto è assolutamente preferire inserire in organico un giovane facilmente plasmabile, piuttosto che un trentenne (come minimo) imbottito di teoria...
Occorrerebbe, pertanto, modificare anche il dottorato di ricerca sulla base di quanto fatto negli altri Paesi Europei.
Saluti. :wink:

Capisco la tua provocazione.
Ma ritengo che per le opere più complesse, in cui è necessario che ci sia una o più figure che coordinino il lavoro di altri tecnici che si occupano delle varie specificità del progetto, queste abbiano una preparazione teorico-pratica decisamente superiore rispetto a quella fornita dagli attuali corsi di laurea.
Tu mi dirai: può essere sufficiente entrare nel mondo del lavoro a 23 anni e fare pratica; dopo (che so) 10 anni di professione si può certificare che quel tecnico è in grado di svolgere progettazioni e direzione dei lavori di opere complesse.
E' una questione di punti di vista e la decisione finale spetta, purtroppo o per fortuna, alla politica.
Saluti. :wink:


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MessaggioInviato: mercoledì 8 novembre 2006, 17:54 
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Località: Cagliari
NHLPP ha scritto:
E' una provocazione. Ma l'assemblea dei presidi di Achitettura, tempo fa l'aveva butta la come ipotesi generale. In pratica sosteneva che 5 anni sono troppo pochi...

chicco ha scritto:
NHLPP ha scritto:
Non so se hai capito: dico che per l'iscrizione all'albo per le opere complesse ci vorrebbe il dottorato.

chicco ha scritto:
NHLPP ha scritto:
Si, si tre anni di dottorato in fondo passano in fretta. Sei già iscritto?

Dimenticavo: in Italia il dottorato di ricerca ha senso solo ed esclusivamente se si vuol fare carriera universitaria (se si hanno adeguate spinte di altro genere...).
Nessuna azienda richiede il dottorato di ricerca, in quanto è assolutamente preferire inserire in organico un giovane facilmente plasmabile, piuttosto che un trentenne (come minimo) imbottito di teoria...
Occorrerebbe, pertanto, modificare anche il dottorato di ricerca sulla base di quanto fatto negli altri Paesi Europei.
Saluti. :wink:

Capisco la tua provocazione.
Ma ritengo che per le opere più complesse, in cui è necessario che ci sia una o più figure che coordinino il lavoro di altri tecnici che si occupano delle varie specificità del progetto, queste abbiano una preparazione teorico-pratica decisamente superiore rispetto a quella fornita dagli attuali corsi di laurea.
Tu mi dirai: può essere sufficiente entrare nel mondo del lavoro a 23 anni e fare pratica; dopo (che so) 10 anni di professione si può certificare che quel tecnico è in grado di svolgere progettazioni e direzione dei lavori di opere complesse.
E' una questione di punti di vista e la decisione finale spetta, purtroppo o per fortuna, alla politica.
Saluti. :wink:

Questione di punti di vista e, come ho già detto, politica.
Saluti. :wink:

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MessaggioInviato: martedì 28 novembre 2006, 12:41 
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Iscritto il: lunedì 6 novembre 2006, 12:12
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giannone ha scritto:
sono un dottorando in Ing Elettronica della facoltà di Ing di Bologna e seguo l'esame di propagazione di CEM. La verità è che ho trovato studenti preparatissimi e meno preparati sia al nuovo che al vecchio ordinamento, la differenza la fa l'approccio allo studio e la capacità personale. I programmi li abbiamo ritocati solamente in parti mai fondamentali per la preparazione dello studente. Unica cosa, va cambiato il modo di finanziare le università, ora ci costringono a promuovere molti asinelli....mentre prima mi dicono era molto diverso.....vorrei sottolineare asinelli del NO e del VO....



Ecco, ogni parola è superflua. Visto che l'utente è dentro il sistema ha perfettamente riassunto la situazione.


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